giovedì 21 novembre 2013

Deutchland uber alles. Angela Merkel scatenata contro tutta l'Europa



di Sergio Di Cori Modigliani
Quattro giorni fa, Angela Merkel ha annunciato il varo ufficiale della grossekoalition, ovvero il governo delle larghe intese in salsa teutonica.
Ben altra cosa delle spezie nostrane. 
Dopo 27 incontri nell'arco di quarantadue giorni, per un totale di 168 ore di fitti colloqui tra le parti, i due partner politici hanno chiuso l'accordo. In termini sintetici è il seguente: massima libertà e semaforo verde ad ampio raggio alla Merkel per tutto ciò che riguarda l'export e l'affermazione della Germania come leader economico europeo per vendere le loro merci nel mondo, senza nessun tipo di laccio o lacciuolo. In cambio, i socialdemocratici hanno ottenuto il varo del "reddito di cittadinanza universale per cittadini tedeschi" per una cifra non inferiore agli 850 euro al mese, per un totale di 10.000 euro l'anno. Inoltre verranno varati dispositivi interni per allargare la presenza e diffusione dello stato sociale garantendo una copertura totale delle spese sanitarie, istruzione, ricerca scientifica e servizi per le comunità tedesche.
Questa mattina, Angela Merkel è intervenuta a Berlino al Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013, un convegno di seminari organizzato e gestito dalla Suddeutche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi.
E' stata la prima uscita pubblica dopo l'intervento della Commissione Europea contro la Germania per l'eccesso di esportazioni a scapito dei paesi del mediterraneo. C'era una grande attesa per la sua risposta a Olli Rehn.
Ha detto Angela Merkel "La Germania, come nazione, è riuscita a uscire bene dalla grande crisi economica degli anni'90 e ora è sotto sorveglianza a Bruxelles per l'entità del suo surplus commerciale. Possiamo vedere come sono i trend dei consumi e della produzione nel Paese, ma sarebbe assurdo ridurre la produzione e la qualità dei nostri prodotti per andare incontro alle richieste di Bruxelles. Noi non abbiamo nessuna intenzione di farlo e quindi non lo faremo....." (standing ovation durata cinque minuti) "....non è possibile assolutamente ridurre artificialmente il grado di competitività raggiunta dalla Germania ed è un errore non porsi il problema guardando soltanto le cose dal punto di vista europeo ma guardare anche alle grandi sfide della competitività a livello globale, andando al di là dei nostri confini, perchè il mondo oggi è globale e la concorrenza è globale, ed è lì che noi intendiamo vincere la nostra sfida. In Germania abbiamo una situazione molto equilibrata perchè il nostro deficit è molo molto piccolo e di molto inferiore al 3%".
Ci ha tenuto a spiegare che era contraria al reddito di cittadinanza ma lo ha accettato come compromesso con i socialdemocratici, i quali lo avevano posto come conditio sine qua non. Ha aggiunto "Ero contraria e lo sono tuttora, ma l'ho accettato, ho già dato incarico di formulare subito la Legge, la firmerò e l'approveremo in parlamento entro dieci giorni".
Tradotto vuol dire: non rispetteremo la richiesta dell'Europa e non ci interessa.
Applicheranno l'austerità e il rigore in tutta Europa, ad esclusione del territorio della Germania dove, invece, porteranno avanti una politica di sostegno e allargamento del welfare. Il loro obiettivo consiste nell'allargare il benessere dei tedeschi, e il costo lo pagheranno i greci, i portoghesi, gli spagnoli, gli italiani e i francesi.
Più chiaro di così!.
Ha fatto la voce grossa, Angela Merkel.
Può permetterselo.
Non c'è stato ancora nessuno, in Europa, che si sia alzato in piedi e abbia detto, a nome del proprio governo "no, noi non ci stiamo, e su questo non si discute".
Sta cominciando a farlo l'Irlanda.

E noi?

Che cosa aspettiamo per darci una smossa?

53 commenti:

  1. io non ci sto.... e penso che se facessero decidere agli italiani, la risposta sarebbe la stessa... purtroppo chi ci rappresenta non è neanche legittimo, quindi mandiamoli TUTTI A CASA !!!

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    1. Grande Antonio!!!! magari con le gambe rotte.....

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  2. Lillo, cittadino dell'Universo.21 novembre 2013 07:12

    A tutte le Donne e gli Uomini di buona volontà un abbraccio e una carezza. COMPETITIVITA' a livello globale. Che significa, sostanzialmente, essere competitivi?. Vuol dire essere solidali nei confronti del prossimo?. Significa, forse, tendere una mano a un tuo simile perché non resti indietro?. Significa, forse, dare da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete?. Si vuole, forse, rimettere in comune quello che i tanti ci hanno dato da riporre nella dispensa per poi tutti usarlo in caso di necessità?. Se tutte queste "cose" fanno a cazzotti con i propositi delle nostre sorelle e fratelli tedeschi, ebbene, abbandoniamo questo postribolo di figli, figliastri e bastardi e da buoni Esseri Umani CANCELLIAMO il FATTO, impostaci con violenza, inganno ed omissis dai soliti noti e, dal più profondo del nostro amore, SEPARIAMOCI prima che il coniuge si macchi di un delitto lungamente premeditato. "Questo matrimonio" non è mai stato a farsi. Chi, quanti ancora hanno INTERESSE a non voler VEDERE e CONOSCERE quello che è stato a tutti noto sin dagli inizi, è bene che sappia che solo con mille subdole forme di VIOLENZA potrà continuare ad imporci la sua disumanizzante volontà. Giammai con la COMPETITIVITA' ma con la solidarietà e il reciproco rispetto delle altrui diversità e potenzialità si riuscirà ad uscire da questa folle spirale di Leningradiano affamamento. Lillo, cittadino dell'Universo.

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  3. ragazzi andiamo tutti in germania

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    1. Sì, con tante scatole di fiammiferi...

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  4. Tattica ben nota nella criminalita' organizzata.
    Se si vuole aprire un bordello ,spacciare droga ,taglieggiare i negozianti, non lo si fa sotto casa.
    I piu' grandi criminali, nel proprio paesello , sono stati sempre considerati degli eroi e benefattori

    Prima facciamo fuori i tirapiedi della Merkel ( Politici Italiani ) , poi andiamo a Bruxelles e gli facciamo passare la sete con il prosciutto.

    saluti

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  5. Finalmente anche Sergio ha scoperto l' UE, quella verà
    Quasi ora

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  6. Ormai niente può più mascherare quello che c'è da sempre sotto il piano europeo della Germania. Lo chiamerei quasi il Quarto Reich. Spero solo che si riesca a fermarlo prima che sia troppo tardi anche se ormai il tempo scarseggia. Duole vedere che chi pensa che ormai questa Europa porti solo a sofferenze e distruzione debba poi sempre nascondere il suo vero pensiero, nella più ipocrita delle tradizioni italiche.. Anche se per fortuna qualcosa si sta muovendo..

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    1. Tranquillo Jacopo, le corna dei teutonici finiscono sempre spezzate.
      Solo che questa volta, tanto per cambiare, vorrei che la Germania prendesse la paga senza lasciare a terra qualche milione di morti innocenti...

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  7. Direi che la ragione sta nel mezzo. Vero che la Gigante Germania mal si accompagna ai 7 Nani. Cioè l'eccellenza teutonica viene da lontano, è stata costruita nel dopoguerra gradualmente. Programmazione urbanistica seria: zone artigianali, industriali, commerciali precise. Onestà diffusa dal Nord al Sud e quindi Gettito fiscale consistente. Efficienti trasporti pubblici, ferroviari, stradali, fluviali e Metro. Ben 20 città tedesche dispongono di rete combinata, Metropolitana + tram + bus + Park & Ride. Da noi c'è il nulla! Anni ed anni di bel vivere a debito del debito ed ancora debito! Cosa pretendiamo dai Partner Europei? Che vengano ad asfaltarci le strade, che ci costruiscano le rotatorie, che ci dipingano i passaggi pedonali!?! Sprechi, ruberie, spese inutili, inefficienza a 360º son forse causa loro?!? Chi deve farci le piste ciclabili, la raccolta differenziata, ecc. ecc. Mandiamo la monnezza negli inceneritori di Rotterdam con le navi, nel silenzio più assoluto! Sapete cosa penso: "Chi è causa del suo mal, pianga se stesso".

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    1. Concordo: penso che ogni popolo ha la classe dirigente che si merita. Adesso mi si dara' anche della fascista, ma e' la vita stessa che e' cosi', la realta' altro non e' che una proiezione di quello che ci portiamo dentro. E gli italiani - prendete le mie generalizzazioni con le pinze, che non piacciono neanche a me! - sono un po' come degli adulti 'programmati' male, con un passato traumatico - la nostra storia. Pero' da adulti si puo' scegliere: continuare a piangersi addosso, che' la colpa e' degli altri, quelli che non ci hanno dato quello di cui avevamo bisogno da bambini, che e' un atteggiamento comprensibile ma non serve a niente; o elaborare il proprio passato - che I tedeschi si' che lo hanno fatto - como in una specie di catarsi collettiva, prendersi le proprie responsabilita' di adulti e cambiare. Non credo sia facile e probabilmente ci vorranno anni, ma e' quanto mai necessario almeno cominciare.

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    2. sono d'accordo con voi; assumiamoci le nostre responsabilità, che è un segno di forza, e finiamo di fare le vittime, segno di estrema debolezza.
      L.D.

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    3. Ci sono tante persone disposte intelligentemente a riformare il Paese. Ora più che mai, serve agire con rapidità. La questione è seria; tutti sanno bene che stiamo perdendo tempo, che all'orizzonte ci sono le pensioni da fame, come già accaduto ad altri Paesi europei. Innovazione, cura del territorio, agricoltura moderna, servizi pubblici migliori. Cose da fare ce ne sono a iosa, senza disporre sempre di risorse finanziarie ingenti.

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    4. Leggo osservazioni giuste, proposte intelligenti sulle quali concordo.
      Sono però convinto che con l'attuale assetto monetario europeo, aggravato da un'oscura istituzione fascisteggiante di nome Commissione Europea, l'Europa veda la Germania per l'ennesima volta dalla parte dei carnefici.
      Non il popolo tedesco, per carità, ma quella compatta oligarchia industriale-mercantile che, troppo "sbadatamente", gli americani e gli altri Paesi vincitori hanno concesso ai teutonici di ricostruire troppo in fretta.
      L'attuale manifestazione di volontà di potenza dei germanici, ne è l'inevitabile quanto prevedibile conseguenza.

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    5. Ognuno è libero di avere sue opinioni riguardo all'€uro. Non è il caso di esagerare sul rischio dell'egemonia industriale tedesca. I popoli a nord delle Alpi hanno meritato con la operosità, lo spirito di emulazione che anima tanti Paesi del blocco ex-sovietico. Come modello di crescita si rifanno più al sistema tedesco, che non a quello latino, ahimè! Le catene di distribuzione tipo Interspar, Lidl, Metro, Obi, Mediaworld, anche Ikea, hanno scalzato come organizzazione, il modello Italia. Adesso cediamo su tutti i fronti, interno ed estero, come appeal commerciale. Un piccolo Paese come la Slovenia, confinante stretto dell'Italia, si affida agli ingegneri tedeschi per qualsiasi progetto di crescita. E così la Cekia, la Slovacchia, l'Ungheria, la Croazia, ora anche la Russia. Il porto di Trieste è il principale terminal caffè d'Europa, ma nei paesi che ho citato, il consumo al bar si fa con le miscele tedesche-austriache (Julius Meinl, Eduscho, ecc.) L'appeal commerciale-distributivo si conquista giorno per giorno, con un Sistema Paese globale. Non sembra proprio che ci arriviamo. Il moulinex Europa compiera' l'impresa, stemperando i ricordi di un recente passato glorioso.

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    6. Sempre di un preciso e definito modello economico-commerciale mi pare si stia parlando, partendo da una base già ideologicamente orientata, come le cosiddette "istituzioni" europee del resto.
      La conseguenza più aberrante di questo approccio miope è purtroppo attualmente scritta nella Costituzione della Repubblica, mi riferisco all'obbligo di pareggio di bilancio, che spero venga corretto da una classe politica più matura e informata, meno assoggettabile da tremebondi ottuagenari a loro volta assoggettati.
      Le catene della grande distribuzione tedesche dilagano? Si vada a leggere qualche articolo di uno qualsiasi dei cosiddetti economisti dissidenti (Bagnai, Borghi, Savona, ecc...) sulle conseguenze delle politiche economiche imposte da Berlino. Il gioco tedesco è sempre stato vincere facile con le carte truccate. Un vero ricorso storico che nella storia germanica puntualmente si ripropone.
      Vada a vedere prima dell'euro come le industrie ed il lavoro italiano vincevano la concorrenza con la "operosità" germanica, sulla quale avrei qualche dato da suggerire: si verifichino i dati sulla produttività per ora di lavoro, prima dell'era sme-euro naturalmente.
      Certo, in Italia c'è ancora molto da fare, questa è una nazione che dopo la guerra è stata "liberata" massicciamente dai vincitori, che ancora pretendono di continuare a "liberarla". Su questo ci sarebbe molto da dire e da scrivere. Mi auguro, come italiano, di poter assistere contribuendovi alla vera liberazione del mio Paese. Lo stesso augurio che rivolgo a tutti i popoli europei oppressi da questa crosta aristocratico-finanziaria, tedeschi inclusi naturalmente. Raccomandando a tutti l'uso massiccio di quella formidabile arma che è la cultura, la cui punta acuminata è la conoscenza storica, che per troppi evidentemente è un comodo difetto...

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  8. Caro Sergio,

    non e' chiaro perche' il benessere economico della Germania danneggi l'Italia. In molti su internet parlano in questo senso, ma in maniera troppo vaga. Forse sarebbe il caso di approfondire il tema, perche' a me non e' chiaro. Mi pare che l'Italia vada male per politiche italiane disastrose, legate alla corruzione, alle oligarchie, al patto di stabilita' europeo (supinamente accettato dai politici italiani). Ma se gli italiani non hanno una politica efficace la colpa non e' dei tedeschi: ne' credo che l'economia tedesca si stia avvantaggiando dei problemi economici italiani (o forse si'... non so).

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    1. In super sintesi: economia diverse e moneta unica di cui non sei "sovrano"

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    2. Troppo sintetico. Capisco i danni dell'Euro in Italia, ma non sono automaticamente collegati al benessere economico tedesco. Anzi, se l'Italia non si autodistruggesse, forse l'economia tedesca andrebbe pure meglio.
      Non vorrei una semplificazione del tipo: abbiamo bisogno di uno o piu' nemici, scegliamo Euro e Germania e poi non approfondiamo piu' con serieta'.

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    3. non voglio scrivere quello che già ho scritto 1 milione di volte....la rete è piena di persone iper competenti che spiegano il perchè la colpa dei nostri problemi è dell'Euro e della Germania.

      Tengo a chiarire perco anche questo, è chiarissimo che anche il modo di fare di noi italiani della nostra classe dirigente del nostro senso civico ecc ecc ecc ecc è da migliorare e tutto il resto ma vi prego informatevi prima di scrivere come ho letto sopra che la colpa è solo nostra perchè abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità ecc perchè questo è quello che vi fanno credere, ossia vi fanno avere i sensi di colpa per farci digerire la pillola di aumenti di tasse accise e tutto il resto.

      MA LE COSE SONO TOTALMENTE AL CONTRARIO DI QUELLO CHE SENTITE IN TV E LEGGETE SUI GIORNALI MAINSTREAM.....L'ESATTO OPPOSTO

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    4. Bravo Eugenio, Luca è solo disinformato, o soltanto parzialmente informato.

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  9. Buongiorno Sergio, Merkel fa la voce grossa perché ne ha titolo e competenza. Il titolo le deriva dall'autorevolezza del Paese che rappresenta, la competenza anche dal carisma acquisito all'interno e all'esterno della Germania. Noi italiani, meglio dire la classe dirigente italiana, non ha né l'uno, né l'altro. Dunque, ora, non siamo in grado di darci una mossa. Potremo, forse, farlo in futuro quando avremo, finalmente, sostituito l'attuale classe dirigente frutto di oltre vent'anni di Nulla. L'unica incertezza in uno scenario apparentemente lineare: come fare?

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    1. Come fare?
      Magari cominciando da questo:
      http://www.youtube.com/watch?v=PDvMWq38Dv8

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  10. CE LO CHIEDE L'EUROPA !!!!
    Differenze : in Germania gli fanno una pernacchia
    In ITALIA: si badrone bianco !!!! (a 90 gggradi!!)

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  11. Scusami Sergio, ma sei sicuro che riguardi il reddito di cittadinanza? Nei giornali tedeschi leggo solo di pensione minima e (forse) di salario minimo. Mi aiuta a trovare dei riferimenti ?

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  12. o dio che mi tocca leggere.....tenetemi per favore tenetemi...

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  13. I tedeschi sono sempre i tedeschi...
    L'indole nazisteggiante dei germanici ottiene l'ennesima conferma: socialismo nazionale in patria, schiavismo per tutti gli altri intorno.
    La differenza è che, per questa volta, l'antisemitismo lo hanno messo da parte. Anzi: la Germania foraggia con forniture di sottomarini quasi gratuiti, predisposti per le testate nucleari di Tel Aviv, le smanie militariste dei fascistoidi del Likud.
    Giusto per confermare il detto "cane non mangia cane".

    P.S.
    Prepariamoci ad ogni mobilitazione possibile, magari diffondendo questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=PDvMWq38Dv8

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  14. La corruzione, la burocrazia in Italia ci sono sempre stati, e nonostante tutto questo l'Italia era la settima potenza industriale, il problema è che la nostra classe politica non si è limitata a essere più meno corrotta, come accade un po' dovunque, anche in Germania, MA CI HA TRADITO, PUNTO. Hanno tradito il nostro paese, la nostra costituzione, hanno venduto la nostra madre patria come un marito che manda sua moglie a prostituirsi per pagarsi l'auto nuova. I tedeschi ne hanno solo approfittato. La colpa degli italiani è quella di non essercene accorti prima, e sopratutto adesso che sappiamo non fare nulla per togliere la nostra madre Italia dal bordello in cui la hanno cacciata, restando a guardare mentre la fanno a pezzi e la stuprano a colpi di euro e austerità.

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    1. Speriamo che le avvisaglie che "qualcosa" si muove, ci siano davvero.
      http://www.youtube.com/watch?v=PDvMWq38Dv8

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    2. Giorgio, vero che le classi politiche son corrotte un po' dappertutto, pero' c'e' un limite di tolleranza che in Italia non c'e' MAI stato. In italia la corruzione non solo e' tollerata ma accettata in quanto parte del sistema, eretta a pricipio. Non ci si vergogna di essa, e' quasi un vanto in quanto sinonimo di potere; pura arroganza. Per farti un esempio, un fatto di cronaca qui in Inghilterra, dove vivo: un dirigente di cinque scuole statali si e' da poco dimesso perche' sono state sollevate obiezioni al fatto che ha contrattato l'impresa del suo compagno per dei servizi informatici. Non si sono riscontrate irregolarita' - tipo bustarelle o fatture gonfiate - e il servizio e' ineccepibile. Non solo: siccome questo signore ha fatto un ottimo lavoro, trasformando in poco tempo istituzioni allo sfascio in ottime accademie con risultati di eccellenza, i genitori lo stanno pregando - lettere, raccolte di firme ecc. - perche' ritorni al suo posto. Non c'e' un'inchiesta giudiziaria in corso ne' niente del genere, solo una polemica tutta interna a questa struttura che comunque e' finita sui giornali. A confronto un episodio, dei tanti, di quando ero ragazzina - cioe' quando l'Italia era, come dici tu, la settima potenza industriale: un medico della mutua che si presento' alle elezioni e non fu eletto, reagi' con le testuali parole: "Con tutte le pensioni di invalidita' che ho regalato questi ingrati non mi hanno neanche votato!". Potremmo stare ore a discutere com'e' che ci siamo ficcati in questa situazione che ha dell'assurdo - in senso kafkiano proprio!, come questa subcultura del'inciucio ha preso piede. Sicuramente troveremmo anche delle ragioni, per esempio la mancanza di lavoro cronica nel Sud, da dove provengo, e l'assenza di un welfare state - e qui penso che la proposta del M5S del reddito di cittadinanza potrebbe davvero risolvere il problema alla radice. Ma quello che mi chiedo, e ti chiedo, e': pensi che sarebbe stato possibile andare avanti cosi' all'infinito? Secondo te e' razionale pensare che la avremmo fatta franca per sempre, tenendoci la nostra bella corruzione e continuando a essere la settima potenza idustriale in un mondo globalizzato? A me sembra un po' troppo semplicistico adesso prendersela con la Germania e con l'euro. Certo, I meccanismi su cui si fonda la moneta unica vanno rivisti in modo che non ci danneggino - e non escludo neanche che si potrebbe uscire dall'euro, francamente non lo so - pero' per fare questo ci serve una classe politica all'altezza della situazione, e per avere una classe politica tale e' necessaria una cittadinanza matura e informata che esiga il cambiamento. Magari l'iniziativa che ci segnala marco f. potrebbe essere un inizio nella giusta direzione. Me lo auguro!

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    3. Il limite di tolleranza alla corruzione esiste eccome, si ha quando la corruzione si trasforma in tradimento. Perché una cosa è avere dei politici che fanno la cresta sulla spesa, ben altra avere politici che la spesa la portano direttamente a casa della Merkel, anche senza farci la cresta. Adesso non è il tempo di risolvere il problema della corruzione ma quello di impedire lo stupro dell'Italia e per farlo ci sarà bisogno di tutti gli Italiani, anche dei ladri. Subito dopo, quando ci saremo ripresi il nostro Paese, potremo affrontare il problema della corruzione guardandoci in faccia e chiedendoci che popolo vogliamo essere, ma senza consiglieri tedeschi che vengano a farci la morale.

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    4. Per me la corruzione e' sempre tradimento.
      E tanto per essere polemica -adesso mi ci metto anch;io! - a me e alla mia razza di terroni ci hanno tradito piu' di un secolo fa, quando i calabresi sono stati costretti ad emigrare per far ricco un certo signore di Torino che fabbricava auto... ti ricorda qualcosa? La settima potenza industriale, per l'appunto! Sappiamo bene com'e' finita... Senza parlare di Enrico Mattei, e dopo della Sir, che fu quasi una fortuna, perlomeno allora, che fini' a 'taralluzzi e vino' come tante cose all'italiana, visto che avrebbe anticipato il dissesto ambientale di vent'anni! E adesso la colpa e' dei tedeschi???!!!

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    5. Gentile Alessandra, il male che ha fatto all'Italia la famiglia Agnelli è incalcolabile.
      La deportazione dei calabresi a Torino? Era per i cialtroni di Villar Perosa semplicemente più conveniente che spostare il lavoro in Calabria, infrastrutture annesse.
      Purtroppo certi imprenditori diventano patriottici soprattutto quando la madrepatria è una mucca da mungere, comportandosi troppo spesso come dei vigliacchi pronti a far prostituire la propria madre, pur di mantenere il proprio status e i propri vizi.
      L'Olivetti ha "rischiato" di diventare la prima industria elettronica d'Europa, avendo inventato il personal computer prima di IBM. La storia di Adriano Olivetti è quella di un grandissimo, vero patriota. La sua stranamente tempestiva dipartita ha dato modo ai commis della famiglia frastornata, i massoni filo-USA Cuccia e Valletta (AD Fiat), di liquidare la promettente divisione elettronica all'americana General Electric.
      La discussione potrebbe continuare all'infinito.
      Ora, sul corpo provato, ma sempre irresistibile della prostituta Italia, è il turno dei tedeschi di fare il loro comodo senza pagare la marchetta.
      Leggo osservazioni con il fiato corto sul perché dare alla Germania colpe che in fondo abbiamo da antica data, appartengono al nostro dna culturale, la corruzione non l'hanno certo portata qui i nazisti, ecc...
      Sono le stesse parole che usano i portatori d'acqua degli USA in Messico e in gran parte dell'America Latina, quelli della Francia nell'africa ex coloniale, dell'Inghilterra nello Zambia e nelle ex colonie.
      Sono i ripiegamenti di menti deboli, spesso prezzolate, supportate da debolissime volontà che confondono un piatto di minestra con un'apertura di civiltà, mentre serve soltanto a placarne le viscere, tanto potenti da dominare sugli altri loro organi, soprattutto il cervello.
      La colpa non è della Germania in quanto tale, ma del capitalismo tedesco che, in questo frangente storico politico, ha gli strumenti per poter trarre il massimo utile dalla nostra sofferenza. E semplicemente lo fa, com'è nella sua natura.
      Non mi illudo che gli italiani si risveglino in massa, spero però che la determinazione di pochi possa ridare dignità ad un popolo che ha ancora una storia davanti. Cerchiamo almeno di non dividerci troppo tra noi

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    6. Cominci con ‘gentilissima Alessandra’ e finisci col dirmi che ho una mente debole, spesso prezzolata, supportata da debolissima volonta’ecc ecc? Che arroganza. E d’altra parte: how typical!
      Chiarisco una cosa: io dall’Italia (non dalla Calabria, ho vissuto anche molti anni in Toscana) me ne sono andata schifata prima dell’euro e prima anche di Berlusconi - quando eravamo la settima potenza industriale - perche’ l’andazzo non mi piaceva neanche allora! Per me i pagliacci che abbiamo – che avete – al governo sono la logica conseguenza di problemi irrisolti che vengono da molto molto lontano. L’ho gia’ detto - e lo ripeto in caso tu non lo avessi capito: potremmo stare ore a discutere del perche’ e del percome, e potrebbe anche essere utile a chi non lo avesse ancora ben chiaro. Siccome io ce l’ho chiaro, non mi serve. Quello che mi serve e’ fare diventare realta’ quello che scelgo attraverso le mie azioni da persona matura e responsabile. In altri termini: nessuno – NESSUNO – mi frega a meno che io non glielo permetta e mi faccia percio’ complice. D’altra parte penso che anche interpretare il ruolo della vittima e’ una scelta, e come tale la rispetto. Io nella vita ho fatto scelte diverse perche’ non mi va di sprecarla a piangermi addosso...

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    7. Mi devo scusare con te per non essere stato abbastanza chiaro, tanto da essere frainteso.
      Cose che capitano quando si scrive dopo una pesante giornata di lavoro.
      Ovviamente le considerazioni che ho fatto su chi nasconde, dietro la debolezza delle proprie argomentazioni, la propria vigliaccheria, non erano affatto rivolte al tuo commento ed alla tua persona.
      Concordo con te che i pagliacci che qui in Italia abbiamo al governo hanno un lungo cammino alle spalle. Quesa è la fatica della nostra lotta: prima ancora che nelle piazze, nelle nostre menti condizionate.
      Non so se tu ora voti per il Parlamento di HM, ma in tal caso credo che la scelta tra pagliacci con passaporto diverso sia altrettanto ardua. Paese che vai...

      P.S.
      Conosco poco la politica in GB, se non attraverso sporadici rimbalzi della grande stampa inglese. Mi piacerebbe sapere se anche i britannici stanno facendo nascere qualcosa di simile di al nostro M5S, magari per farsi "perdonare" per il Blairismo che ha distrutto la sinistra europea.
      Puoi dare qualche informazione in proposito?

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    8. Sono anni che non voto, ne' qui, ne' in Spagna - dove ho anche vissuto per anni, tantomeno in Italia. Ci avevo anche provato, l'ultima volta, perche' volevo votare il M5S: non e' stato possibile per ragioni burocratiche, in parte anche colpa mia perche' non sono iscritta all'AIRE - odio le file! Il che non vuol dire che non faccio opinione, nel senso che non solo ho le mie, ma dico quello che penso e mi capita di parlare di politica. Non sono dell'idea che tutti i politici sono uguali, credo che ci sia anche tanta gente perbene che fa politica e ne conosco qualcuno. Preferisco l'Inghilterra alla Spagna perche' gli spagnoli tendono anche loro all'inciucio - anche se noi rimaniamo i campioni assoluti! La mia sensazione e' che qui il dibattito si stia polarizzando, in parte credo dovuto all'emergere di due partiti nuovi, Liberal Democratici e Ukip, fatto inedito. I Laburisti hanno preso una grande batosta nel 2010, grazie a Blair poi Brown, non molto amato - sparito nel nulla, di fatto - e la Guerra in Iraq. Credo - non ero in Inghilterra all'epoca - che li' per li' peso' anche il problema del debito pubblico, stratosferico, lascito anche quello di 13 anni di governo Blair - nel '97 invece ero qui, e facemmo festa! C'e' un acceso dibattito sull'Europa, come saprai, e su un ipotetico referendum dopo le elezioni. Gli inglesi non digeriscono interferenze negli affari di casa propria, anche se poi sono maestri a farsi i c**** degli altri. Anche di questo si parla, cioe' degli 'aiuti' che elargiscono generosamente a cambio di favori vari (all'estero naturalmente). Un altro grande tema e' quello dell'immigrazione: i conservatori stanno irrigidendo la loro posizione perche' hanno paura di perdere voti a destra: di fatto qui la legislatura e' una campagna elettorale, come dovrebbe essere secondo me, e la prossima si annuncia davvero animata! La verita' e' che l'economia e' in ripresa - che lo e' - grazie anche ai tanti immigrati che lavorano per la 'minimum wage': una miseria se vivi a Londra! Pero' c'e' anche una campagna in corso - sostenuta anche da molti Tories - per la 'living wage'. Poi c'e' il cuscinetto del welfare state, che i Tory stanno progressivamente smantellando... vedremo. Il grosso timore riguardo all'economia e' che la ripresa altro non sia che un'altra 'bubble': il mercato immobiliare e' 'hot' - parliamo di Londra, ma l'Inghilterra e' Londra - gli inglesi sono ossessionati dal possedere la casa dove vivono, pero' anche la classe media fa tanta fatica: il governo per il momento aiuta quelli che altrimenti non ce la farebbero con prestiti agevolati e c'e' chi li taccia di irresponsabili! Certo ci sono megaprogetti edilizi approvati e finanziati da imprese straniere -lo stato ovviamente paga per le infrastrutture: sembra che gli oligarchi del pianeta non vogliano altro che una casa in un quartiere 'posh' di Londra. Un tema spinoso: di fatto queste abitazioni non saranno destinate ai residenti - troppo care! - i quali si vedono spinti sempre di piu' verso l'interland, e i transporti sono anch'essi carissimi. I liberali propongono una mansion tax - non scordiamoci che e' la patria del liberalismo, al massimo qui si paga 45% di income tax, e c'e' a chi sembra troppo al paragone con l'America: il punto e' che il valore degli immobili e' cresciuto esponenzialmente in pochi decenni e non e' detto che chi vive in una 'mansion' sia necessariamente ricco.

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    9. I Tories stanno facendo retromarcia su politiche ambientali perche' le aziende erogatrici di energia - soprattutto gas, che e' aumentato moltissimo recentemente - stanno scaricando le 'green tax' sulle tariffe: vespaio sollevato da Milliband all'ultimo congresso del partito, il quale ha promesso di bloccare le tariffe se viene eletto. L'inflazione e' alta e le paghe non ci stanno dietro: Milliband ha fatto di cio' il suo cavallo di battaglia. Un' altro tema importantissimo e' quello dell'istruzione - io insegno, tra le altre cose - e potrei parlarne in lungo e largo, pero' mi ci vorrebbe troppo spazio e tempo. Un'altra volta... :-)

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  15. dopo la fine della seconda guerra mondiale, la germania ha vinto la terza....senza sparare un colpo anche se il numero esatto delle vittime non si saprà mai. bella rivincita

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    1. Non sarei così sicuro della "vittoria" tedesca, che a loro probabilmente neppure interessa. Stanno solo manifestando la loro indole ben nota.
      Mi duole dirlo, ma aveva ragione Andreotti: "La Germania? L'amo tanto che vorrei ce ne fossero due...".

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  16. Caro Marco f. Ho seguito il tuo suggerimento e sono andato a vedere il video. Sono sconcertato. Aspetterò questa fatidica data in cui si annuncia questa mobilitazione oceanica di cui però stranamente non si ha il benché minimo sentore. Paolo Federico

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  17. In Germania un partito di destra trova un'accordo con una socialdemocrazia
    sulla base di un bilancio dello stato sano e una sicurezza sociale raramente vista. 800 E al mese sono quasi il doppio dell'assegno sociale che viene dato ai nostri oltre 67 visto che in Italia non esiste nemmeno una pensione sociale di diritto. Invece di esaltarci e chiedere lo stesso nel nostro paese li chiamiamo nazisti o peggio. Anzi siamo convinti che
    questo accordo e' possibile solo perche' viene fatto sulle spalle del nostro fallimento.
    Soluzione uscire da questa porcheria.
    Tornare a una nostra valuta nazionale che ci rendera' liberi da questa barbarie. Bene. Non credo che siamo molto lontani.
    I miei migliori auguri.

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  18. Ha perfettamente ragione chi dice che uscire dalla trappola del sistema-euro è assolutamente prioritario per poter anche solo concepire politiche di sostegno sociale come quelle tedesche.
    Come giustamente scrive il lettore Giorgio Schembari, non è questa la fase giusta per indebolire il Paese dall'interno. Nel '93 dopo tangentopoli è arrivato il Britannia ed ora la storia si ripete.
    La mia critica profonda dell'attuale Germania è dovuta a varie considerazioni oggettive. La Germania è lo stato che ha imposto la stretta dell'austerità a paesi già indeboliti, con lo scopo di colpirne uno in particolare: il nostro, unico competitore temibile per la sua industria ed il suo commercio. La cosa che trovo inaccettabile e nazisteggiante, è la protervia con la quale i tedeschi impongono a paesi già deboli, la morsa dell'austerità, infischiandosene di essere essi stessi i primi a fregarsene per tutelare le tasche dei loro industriali. Vogliamo per favore parlare dello scandalo assurdo delle banche "regionali" tedesche, che nel solo 2012 hanno rovesciato alle aziende del Reich (mi sia concesso...) oltre sei miliardi di euro senza inserirli nel bilancio complessivo, mentre Grecia, Italia e Spagna hanno dovuto tagliare sanguinosamente sulla spesa sociale per rispettare le regole "europee"?
    Questa costante di colpire i "deboli" per terminarli non è forse nazismo? C'è differenza tra i diktat della Deutsche Bank che obbliga i greci a bruciare la mobilia per sopravvivere all'inverno, e i poveri dei paesi occupati militarmente da Hitler che facevano le stesse cose?
    Comunque, per fugare ogni sospetto di "antigermanicità", voglio aprire una parentesi su qualche altro "alleato" europeo.
    Il corridoio preferenziale aperto da Berlusconi con Putin è stata probabilmente (insieme al gasdotto South Stream) la goccia che ha fatto traboccare il vaso per le vecchie oligarchie di Francia e Inghilterra, che poi ha portato alla guerra di Libia (un vero attacco all'Italia) del pur discutibile Gheddafi.
    Qualche anima bella inorridisce?
    Vogliamo dimenticarci gli smeraldi del cannibale Bokassa in regalo ai leader francesi in cambio del sangue del proprio popolo?
    Gli stessi leader che non mi pare abbiano mostrato il loro illuministico e massonico disprezzo per le pietroline verdi, graziosamente donate dall'antropofago africano in cambio del loro generoso supporto militare. Questa è SEMPRE stata la politica estera francese. (segue 2^ parte)

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  19. (2^ parte)
    Resuscitare la compagnia danzante del 1799 per celebrare la compagine dei grembiulini insediatisi all'Eliseo, compreso l'attuale, è pura disinformazione.
    Sugli inglesi non basterebbe un intero blog. Gli oligarchi di Londra hanno sempre considerato il Belpaese come una specie di "protettorato" della corona britannica. Le loro influenze, nefaste per il popolo italiano, affondano le radici nella storia del Risorgimento, purtroppo un'epopea ancora di fatto incompiuta, proprio grazie all'enorme ignoranza su alcuni fatti e personaggi. Il tragico destino di Giacomo Matteotti è da ascrivere alla lotta tra gli interessi petroliferi britannici, e quelli degli americani della Sinclair (Rockefeller) già vicini ai gerarchi fascisti operanti proprio sul territorio libico. Anche nel sequestro Moro, nel bailamme di servizi segreti di vari paesi, gli inglesi mettono il loro decisivo zampino.
    Nel '93 invece, dopo il golpe chiamato graziosamente "tangentopoli", fu sul panfilo dei reali inglesi "Britannia", ancorato al largo di Civitavecchia, che i grand commis di Stato tradirono la Repubblica, svendendo le banche e parte del patrimonio pubblico. Le ricompense? Il Quirinale, la Banca d'Italia, il governo del Paese, un prestigioso incarico a Goldman Sachs. Insomma, tutto. Come tanti Bokassa affamati delle carni vive dell'Italia.
    Il comun denominatore di tutte le nefandezze della nostra Storia?
    Filosoficamente direi l'avidità umana. Se penso però allo strumento usato per incidere così profondamente sulla nostra storia, la risposta non può che essere una sola: la Massoneria.
    La consorteria che sin dal Risorgimento ha fatto delle immense ricchezze dell'Italia carne da porco per i propri orchi affamati, con il popolo cafone a servire a tavola e qualche povero fesso romantico a gridare: Liberta, Giustizia, Uguaglianza. Come se per essere liberi giusti ed uguali fosse necessario ritrovarsi in qualche salone esclusivo, con cappuccio e guanti bianchi, squadra e compasso da architetti, inneggianti al progettista del Tempio di Salomone.
    Scusatemi, preferisco i Testimoni di Geova: basta dire "no grazie" chiudendo la porta e finisce lì, senza dover temere poi un colpo di stato.
    Perdonatemi lo sfogo.

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    1. Quanto ti capisco..

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    2. not too bad, Marco F., not too bad at all, ti capisco

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  20. "Ha perfettamente ragione chi dice che uscire dalla trappola del sistema-euro è assolutamente prioritario per poter anche solo concepire politiche di sostegno sociale come quelle tedesche."
    Concepire, gia', mai fare.
    La liberta' e' una cosa semplice, non parolone. La liberta' e' non dover dipendere. Io non dipendo dai cari tedeschi, inglesi o francesi, anzi da loro ho sempre trovato lavoro semplicemente andando a una agenzia. Qui, sono tenero, sempre e comunque per conoscenza.
    Persino da militare mi e' toccato di dover andare a mangiare da loro, perche' i miei si sono scordati che anche noi mangiamo.
    Stato sociale? Si parla forse di quello dei signorini garantiti? Di
    quel 40% che va ai ricchi, sempre in aumento?
    "Questa costante di colpire i "deboli" per terminarli non è forse nazismo?"
    Bene, benissimo. Anzi magnifico.
    E allora carichiamoci sulle spalle i nostri grandi industriali che hanno
    sempre scaricato sullo stato le loro perdite e messo in tasca i loro
    guadagni. Carichiamoci sulle spalle i nostri mille enti inutili, le nostre province, le nostre regioni che ormai servono solo a pagare lauti
    stipendi a chi e' responsabile della situazione attuale.
    D'accortissimo con te. Con la nuova moneta il peso sara' piu' lieve, le scelte potranno essere rimandate, piuma sara' la nostra moneta, i sorrisi
    torneranno sulle nostre facce.
    Ancora auguri, auguri, auguri.

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  21. http://www.youtube.com/watch?v=ATvq-b5Wsso

    Uscire dall'euro è il male assoluto? Ecco la verità (by Claudio Borghi)

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  22. http://goingglobaleastmeetswest.blogspot.com/2013/11/twenty-three-countries-begin-setting-up.html

    Se è così, che senso hanno tutti i discorsi sull'eurozona? Germania, Francia, Gran Bretagna si stanno preparando ad abbandonare il dollaro come moneta di riferimento e pensano di collaborare con Russia e Cina per una nuova moneta. In tutto questo l'Italia sembra fare sempre la scelta sbagliata, non potendo sottrarsi al potere ed alla volontà dei padroni Usa (e getta?). Alla luce di questo l'austerity imposta alla nostra economia, i sacrifici delle classi meno protette che fine faranno? Tra qualche mese o qualche anno le lotte tra Renzi e Letta, tra Berlusconi e Alfano ci appariranno come manovre di retroguardia di una italietta che cerca di difendere in modo rozzo primitivo e miope quel poco che è riuscita ad arraffare grazie alla complicità di un paese lobotomizzato dai mass media prezzolati. E il crollo apparirà, come al solito, improvviso e colpa dei poteri occulti, della Merkel... e non dell'ignavia e della bulimia nazionale.

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    1. No Nino, mi permetto di non condividere il tuo pessimismo.
      Credo che nel caso si verificasse quando tu dici, e lo credo assai probabile, le versioni dei fatti main stream farebbero molta fatica ad essere bevute dagli italiani.
      Il teatro dell'assurdo che i media nazionali ci propinano, con le macchiette Renzi, Alfano, Napolitano, ecc... ha ormai il fiato corto, una nuova, meravigliosa generazione di "giovani" informati e formati dalla Rete sta premendo contro il Palazzo. Metto la parola giovani tra virgolette perché la gioventù delle idee non accetta limiti anagrafici.
      Il 25% del M5S al primo sbarco non ti dice proprio nulla? Alla Merkel, così come agli altri rappresentanti del grande capitale delle varie cupole (BCE, WB, WTC) dice proprio tanto, così da fargli mettere in fibrillazione i loro burattini di riferimento, Napolitano in testa.
      Stiamo pronti Nino, continuando a domandare e a rispondere, condividendo dubbi e idee, ma pronti a un cambiamento che non è più procrastinabile. Nemmeno dai padroni della Merkel.

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  23. La Germania, La Germania….
    Viviamo in un mondo globalizzato dove le specifiche nazionali non contano più nulla. Ciò significa che è finito il tempo in cui si scriveva “AMERIKA”.
    Il grande capitalismo ha fatto un salto di qualità e i disagi provocati dall’ eurozona sono esclusivamente provocati da interessi sovranazionali, da poteri in grado di far saltare l’economia di qualunque paese in un batter di ciglia.
    In questo contesto vi sono paesi privilegiati, che riescono a mantenere intatte le loro prerogative, altri meno, ed altri ancora che risultano totalmente disastrati.
    Come già detto in altre occasioni, la democrazia è un sistema che ha le sue radici nel concetto di proprietà. Tanto più possiedi, tanto più sei libero ed oggi più che mai possiamo osservare come questo concetto sia l’elemento caratterizzante del nuovo ordine mondiale.
    La corruzione è, a mio parere, un falso problema. La corrotta Italia del dopoguerra era in pieno boom economico.
    I corrotti USA, dove i presidenti venivano ammazzati per non aver corrisposto alle aspettative dei gruppi di potere che li avevano fatti eleggere, erano il paese guida di tutto l’occidente.
    In democrazia il potere è tutto. Le leggi sono formulate per garantire a chi lo detiene, di conservarlo. Il diritto è diritto proprietario, essendo la proprietà il valore di riferimento del mondo in cui viviamo.
    PS
    Prima di rispondere con delle stupidaggini, come già successo in questa sede, vi consiglierei di rivedervi i fondamenti della democrazia moderna, ovvero la carta dei diritti dello stato della Virginia, la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti e la carta costituzionale della Francia del 1791.
    Da questi principi si evince che i diritti fondamentali dell’uomo sono il diritto alla vita, alla proprietà, e alla ricerca della felicità. Il primo e il terzo sono stati disattesi, in quanto probabilmente considerati operazioni formali o licenze poetiche. Rimane quindi il secondo come valore fondante del mondo moderno.
    Guido

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    1. Rispondo io con delle stupidaggini. L'affermazione "in democrazia il potere è tutto" equivale a dire "il sole scalda". Attualmente i sociologi l'hanno definita "la sindrome di facebook", che corrisponde a sostenere delle argomentazioni tautologiche, prive di senso, le cosiddette striscette, che fanno effetto e le persone pensano che voglia dire chissà che. Non vuol dire nulla. Perchè, secondo lei, in una dittatura, invece, il potere non conta nulla? Per non parlare di "essendo la proprietà il valore di riferimento del mondo in cui viviamo" un'altra bella pensata, visto che la proprietà è l'elemento comune in tutto il regno animale (nessuna specie esclusa) e che -nel caso della Specie Umana- è presente dal giorno 1 dell'esistenza dell'Homo Sapiens. la chicca, poi, che, secondo lei "la corruzione è un falso problema" penso che non meriti ulteriori commenti. Il motivo per cui rispondo a questo commento (e qui mi rivolgo a tutti) è perchè mi ha stizzito la prosopopea di chi scrive partendo dal presupposto dichiarato che opinioni diverse dalle proprie siano delle "stupidaggini". Si rilegga ciò che ha scritto.

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    2. quello che deve leggere i commenti ai suoi post è proprio lei, invece.
      mi riferivo a commenti, tra l'altro non certo gradevoli, incassati in passato, a cui aggiungerò il suo odierno.
      peccato modigliani, ha perso un occasione, invece di fare lo stizzito poteva benissimo cercare un dialogo civile con chi la pensa diversamente da lei. vada a quel paese.
      guido

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  24. Sergio sbaglia all'ultimo. Allargare il benessere dei tedeschi vuol dire alzare la soglia del reddito di cittadinanza anche in Germania, ma ciò non credo convenga alla Merkel poichè farebbe sforare il 3 % e poichè il surplus delle esportazioni è dato soprattutto dai contratti a progetto di molti lavoratori in Germania (dal basso costo e turnover della manodopera)

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