mercoledì 10 luglio 2013

Il governo creativo lancia "la cabina di regia". Ma c'è poco da ridere. Non è un film comico.


di Sergio Di Cori Modigliani

 

Un paese sfranto.

Penso che questo sia l’aggettivo più adeguato per indicare lo stato reale del sentimento nazionale in questo momento. E’ come essere testimoni di uno sfilacciamento del tessuto connettivo del paese, vedere e toccare con mano la disgregazione di una classe politica dirigente, ormai incapace di riuscire a coniugare delle bugie e falsità convincenti e convenienti, se non altro, per i propri intimi, elettori, seguaci, tifosi, aderenti che dir si voglia.

Pensavo che il governo Monti fosse imbattibile, nel senso che non era possibile riuscire a mettere su un governo peggiore del suo; un governo che in un tempo così breve (16 mesi) fosse capace di attuare soltanto gravi danni strutturali alla nazione, produrre un immobilismo assoluto, abbattere il credito alle imprese, produrre disoccupazione, aumentare la povertà del 18% in un anno, e riuscire a portare l’intero sistema bancario italiano da un già preoccupante rating di A—a quello ben più tragico di BBB. Il tutto, va da sé, senza fare la riforma elettorale, senza varare il reddito di cittadinanza, senza tagliare i costi della politica, senza abbassare il debito, senza pagare 1 euro (nel senso di euro uno) alle aziende che vantano crediti da almeno tre anni.

E invece, era possibile metter su un governo peggiore.


A naso –ma sarebbe un grave errore pensare così- ci sarebbe da dire, all’italiana, “siamo nelle mani di un branco di incompetenti”, e in tal modo creare avvilimento, depressione sociale, passività, perché davanti agli incompetenti (se e quando hanno potere) non esiste opposizione né antagonismo ma soltanto resa incondizionata, da cui discende una naturale e necessaria assuefazione a un sistema composto da personaggi immeritevoli di cui si può tranquillamente affermare “non sanno che cosa stanno facendo”: non è così.
Lo sanno benissimo, invece.
Non devono guidare l’aereo per farci atterrare. Devono farlo guidare a dei bagnini travestiti da piloti ai quali hanno detto “voi non vi preoccupate, oggi è tutto elettronico e guidato a distanza: indossate la divisa, state lì seduti a far finta di pigiare su dei pulsanti (tanto sono finti) mentre le hostess dotate di tette strategiche distribuiscono i drinks e fanno vedere ai passeggeri i video dei loro programmi preferiti. Intanto le manovre le facciamo noi dalla torre di controllo via satellite e l’atterraggio lo guidiamo noi. Non c’è problema. Voi non dovete fare nulla. Anzi, meno fate meglio è”.
A questo punto esistono quattro interpretazioni che corrispondono alle seguenti categorie di persone: 
A) Catastrofisti. Pensano che dieci minuti prima dell’atterraggio, i piloti bagnini capiscono che non c’ è collegamento con la torre di controllo e si buttano giù con il paracadute, e noi andremo a sfracellarci. E’ composto da individui di spessore diverso, si va dai faciloni complottisti da bar a solide menti come Krugman, Bagnai, la Napoleoni, e tanti altri. Poi ci sono quelli 
B). Realisti. Pensano, invece, che atterreremo indenni senza problemi. Solo che invece di sbarcare all’aereoporto di Montevideo per andare tutti in vacanza in uno splendido resort a Punta del Este, finiamo nella giungla del Congo e ce la dovremo vedere con zanzare, scorpioni, serpenti, selvaggi, e abituarci alla sopravvivenza nella foresta perché la vita è diventata, all’improvviso, primitiva. Ci sono poi (maggioranza assoluta) i 
C). Illusi Mitomani. Pensano che i piloti siano tali, oppure pensano che, anche se bagnini, chi li guida è amorevolmente interessato a farci atterrare morbidamente perché “siamo troppo grandi per fallire” e quindi non possono correre il rischio di far andare in bancarotta la compagnia di aeronavigazione e quindi c’è un àncora di salvataggio. Infine i 
D). Visionari. Hanno una chiara visione della situazione complessiva e pensano che, essendo la situazione estrema, non si potrà verificare un esito diverso da quello estremo: i pessimisti pensano che o l’aereo esplode o va a sbattere da qualche parte; gli ottimisti  immaginano una rivolta dei passeggeri, i quali sequestrano i bagnini piloti e tra l’amena pattuglia dei turisti si trova qualcuno che sa guidarlo in modo tale da consentire un atterraggio di emergenza in un luogo, diciamo così, “normale”.
Io pencolo (a seconda delle ore della giornata) tra i Visionari e i Realisti, penso che questo sia chiaro ai miei lettori.
Purtroppo, l’italianità –nella sua stragrande maggioranza- ha optato per la soluzione C. Lo dicono anche. Sia Berlusconi che Letta hanno impostato la loro educazione al paese basandosi su questo assunto che oggi –è bene che ve lo stampiate bene in mente- è quello che viene veicolato a gran voce ma è FALSO. Clamorosamente FALSO.
Noi, eravamo “too big to fail”.
Ma non lo siamo più grazie al berlusconismo e al piddismo.
Avete visto che cosa è accaduto in Brasile venti giorni fa? Manifestazioni popolari contro il governo diramate su tutti gli schermi per giorni e giorni. Come è andata a finire? Li hanno sedati? No. Li hanno uccisi? No. Li hanno incarcerati? No. Seguitano a manifestare ma noi non lo sappiamo perchè censurano la comunicazione della protesta? No. Il governo li ha calmati mettendoci una pezza? No. Il governo li ha calmati promettendo che farà e ha rimandato ad altra data i problemi da affrontare? No.
Ma allora, che cosa è accaduto?
Semplice: il Brasile, ormai, è troppo grande per fallire. Quindi il sistema mondiale non può permettersi una rivolta popolare. Se il Brasile salta, la Fiat finisce nei guai fino al collo. Se salta l’Italia, a Marchionne, forse, dispiace, io questo non lo so. Ma so per certo che le azioni Fiat rimangono indenni. E accade lo stesso anche alla Mercedes, alla BMW, al gruppo Allianz, alla Deutsche Bank, alla BASF. Se il Brasile salta la Germania perde 14 punti di pil. Esportano molto più in Brasile che non in Italia, divenuto un paese di straccioni perché le zie e le nonne non spendono più avendo la responsabilità di dover sostenere caterve di persone. Idem per la Francia, per la Renault, per Yves Saint Laurent, per i produttori di vini locali e di formaggi che hanno invaso il mercato brasiliano consentendo un succoso surplus alla bilancia dei pagamenti dei cugini Galli. Se l’Italia salta sono dolori, ma non è un dramma. Basta comprarsela, per evitare guai. Ed è ciò che sta accadendo serenamente.
Dunque, che cosa è accaduto in Brasile?
Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale si sono precipitati lì e si sono riuniti con il governo. La presidenta Dilma ha preso quindi il toro per le corna, ha incontrato i rivoltosi, si è fatta dare i dieci punti del loro programma, li ha letti, e ha risposto. Ne ha accettati 8 di quei punti. Ma alla brasiliana, non all’italiana. Da noi i governanti avrebbero detto “fateci fare i mondiali nel 2014, le olimpiadi nel 2016 e poi ci sono pezzi di torta per tutti, ne riparliamo”. I brasiliani sono una etnia pragmatica. Se affrontano un problema è perché lo vogliono risolvere, altrimenti parte subito il machete. E così hanno immediatamente dato seguito agli accordi venendo incontro alle richieste della popolazione.
Nel 2003 il Brasile era ancora una nazione di pezzenti, se paragonata all’Italia.
Il loro pil viaggiava intorno ai 1250 miliardi mentre quello italiano si attestava intorno ai 1600, con una differenza di almeno un +30%. L’Italia era la sesta potenza al mondo. Il Brasile la 13esima. La povertà in Brasile raggiungeva la cifra di 60 milioni di persone, pari al 31% della popolazione. In Italia arrivava a un triste 2,8 milioni pari al 5% della popolazione e già l’Unesco era in allarme. Dei cento manufatti più richiesti nel mondo globale, il Brasile non ne produceva neppure uno; l’Italia era leader in almeno 25 segmenti. Dal punto di vista militare, l’Italia non contava nulla se non come colonia della Nato, ma il Brasile ancora meno non avendo neppure dei fucilotti da tiro a segno.
Nel 2013 (dati ufficiali di giugno) la situazione è molto diversa. L’Italia è stata retrocessa al nono posto, il Brasile è la sesta potenza industriale del pianeta. L’Italia rimane una colonia militare della Nato che non conta nulla, il Brasile è diventato una potenza militare. Il pil italiano viaggia intorno ai 1500 miliardi di euro, avendo perso soltanto negli ultimi 4 anni (dati Confindustria resi pubblici ieri mattina da Giorgio Squinzi) almeno 9 punti in percentuale. Il pil del Brasile viaggia intorno ai 2.100 miliardi. L’Italia viaggia al ritmo di un -2/3% l’anno e decresce da 29 mesi a questa parte, mentre il Brasile cresce al ritmo di un +6/8% l’anno e cresce in tutti i settori merceologici. Dei primi 100 manufatti, l’Italia è ormai presente soltanto in 4 comparti, il Brasile è entrato occupando 17 posti. L’indice di povertà in Brasile è oggi situato intorno a 18 milioni di persone corrispondente all’ 8,8% della popolazione. In Italia viaggia ormai (dati ufficiali Istat) intorno gli 8,4 milioni per una percentuale del 14% e una tendenza all’aumento che annuncia il raggiungimento del 18/20% entro il 2014. Per motivi militari (questa è l’unica ragione vera) l’Italia non viene espulsa dalle riunioni del G8 (non avendone più alcun diritto) sostituita dal Brasile. Ma a gennaio del 2014 il governo brasiliano porterà formalmente la richiesta e quello sarà il primo shock per gli italiani, così si accorgeranno davvero che cosa sta accadendo. La borsa valori di Milano è considerata di serie B con tendenza alla serie C, è la 18esima del mondo. Se domani tutte le aziende falliscono a MIlano, nel resto del mondo finanziario non accade nulla. Se fallisce la Borsa di Rio de Janeiro crolla il pianeta: è il più importante mercato finanziario del continente americano dopo Wall Street. Marchionne ha più soldi investiti a Rio che non a Milano. Anche Pirelli e la Marcegaglia.
Poiché siamo un paese della Nato (e quindi utili agli anglo-americani) e siamo un paese dell’euro (e quindi utili ai tedeschi e ai francesi) hanno deciso che non potevamo fallire. La verità non è perché “siamo troppo grandi per fallire”, bensì “ci conviene farvi fallire a modo nostro”.
E’ ciò che stanno facendo.
E’ come accompagnare un malato terminale verso una fine soft, nel nome della compassione umana.
Dopo 25 anni di globalizzazione, ormai, si è tutti un po’ parenti. Le etnie e le nazioni hanno imparato a riconoscersi l’un l’altra nelle proprie peculiarità. Tant’è vero che il bambino coreano si sveglia un mattino e sostiene che butterà una bomba atomica su Hollywood ma non accade nulla, se non una scocciata telefonata di Obama al presidente cinese nella quale chiede educatamente di servire una camomilla al suo protetto: si sa che quello è fatto così. E la cosa finisce lì. Hanno imparato a conoscerci fino in fondo e hanno capito che da noi non è possibile lavorare, fare mercato, innovare, produrre, investire e quindi ci hanno abbandonato al nostro destino. E’ una buona notizia per i sovranisti: una occasione storica da non perdere. E così hanno creato le condizioni ottimali per realizzare ciò che si sta già verificando sotto i vostri occhi: la finanza tedesca e il loro mondo bancario assumerà il totale controllo del sistema finanziario e bancario italiano (pena l’affondamento inglorioso e il collasso ufficiale) mentre il mondo industriale francese –sponsorizzato e finanziato dai tedeschi- coronerà la sua mai celata ambizione che cova dai tempi di Napoleone: impossessarsi dell’intero settore italiano del tessile, lusso, biscottificio, vini, formaggi, moda, e così eliminare dalla scena il più agguerrito, importante, potente concorrente che da sempre li aveva battuti su quei terreni: il Made in Italy.
La gente ignora che le Assicurazioni Generali Venezia e il gruppo SAI e quello Nord appartengono ormai al gruppo Allianz. Quando venne varato il governo Monti, sei giorni dopo l’assunzione del potere, l’allora ministro Corrado Passera fu costretto a rinunciare al suo incarico di presidente di Intesa S.Paolo. Indicò il suo erede, l’uomo della Merkel; aveva lavorato per 24 anni al gruppo Allianz in Germania dimostrando competenza, bravura, intelligenza, ma soprattutto una totale fedeltà e dedizione agli interessi corporativi della finanza tedesca. Fu un atto di deferenza addirittura inaspettato per i tedeschi (neppure loro pensavano che gli italiani se la sarebbero bevuta, ma a questo serviva il PD: a farla bere a tutti) e spinse la Merkel a dichiarare quasi subito “sono davvero impressionanti i progressi dell’Italia”. Aveva ragione. Il nostro banchiere ha fatto un ottimo lavoro, creando una solida struttura che consentirà a brevissimo –parliamo qui di tre mesi al massimo- al secondo colosso finanziario italiano di essere accorpato ai tedeschi, grazie all’incrocio azionario di funzionari e fondazioni bancarie che avvieranno la procedura (e agli italiani, va da sé, non verrà detto nulla, di questo potete star tranquilli; non troverete nessun giornalista che farà mai neppure una domanda).
Una volta che la finanza tedesca e l’imprenditoria d’assalto francese avranno completato il lavoro grazie a Letta/Alfano/Monti, ci accompagneranno con bonomia verso la porta d’uscita. Senza neppure farci fallire, in modo tale da non provocare scossoni ai loro interessi. A quel punto diventiamo la comoda pattumiera del pianeta: ci becchiamo aerei militari inutili che non funzionano, mangiamo yogurt e biscotti francesi pensando che siano italiani, apriamo conti correnti in banche dal nome italiano pensando che siano italiane, e  così via dicendo. Il pil seguiterà a scendere, il bilancio pubblico seguiterà a lievitare. Quando, a un certo punto, eventualmente, dovesse corrispondere ai loro interessi farci uscire dall’euro, lo faranno. Altrimenti seguiteranno a foraggiarci, come i parenti poveri, un po’ maleducati e volgari, che si sopportano a Natale nel nome della compiacenza familiare e della compassione umana.
Tutto ciò per tranquillizzarvi: non accadrà nulla.
Come ha detto Mario Draghi (e ha detto la verità) “abbiamo inserito il pilota automatico” quindi i bagnini travestiti da piloti possono anche mettervi paura o darvi allegria, imbonirvi o informarvi, non ha importanza. Per loro si tratta di guadagnare tempo per chiudere “la partita Italia”. Sono impiegati assunti con questa specifica mansione e niente altro.
E sapete che vi dico?
Purtroppo –lo dico con il cuore stretto dal pudore patriottico- ce lo siamo davvero meritato. Berlusconi, Bersani, D’Alema, La Russa, Fini, Cicchitto, Casini, Veltroni, Alfano e compagnia cantante, non sono stati scelti dalla Merkel o dalla CIA o da Putin o dal Papa o dai cinesi.
Sono stati un’invenzione tutta italiana, partorita dall’italianità.
Quindi, la responsabilità al 100% è nostra e soltanto nostra.
Fintantochè questo principio non verrà incorporato, compreso, digerito, non sarà possibile realizzare l’unica possibilità vincente, quella che io auspico, sogno, e allucino, con ottimismo, nelle mie solitarie notti patriottiche di italiano smarrito quanto innamorato, quella della categoria D) Visionari nella sezione “passeggeri che si rivoltano, sequestrano i bagnini e trovano il pilota capace di eseguire un atterraggio d’emergenza in modo tale che nessuno si faccia del male”.
E’ il mio sogno nascosto, la mia utopia. Ci penso sempre.
Comincio davvero a essere stanco di ascoltare le improvvide uscite dei bagnini attualmente al comando delle operazioni nella cabina di pilotaggio.
La chiamano “cabina di regia”.
Ma il film non è quello che vi raccontano.
Il fatto è che hanno alterato i codici della comunicazione. Hanno preso una tragedia e ve la stanno presentando come se fosse una farsa o si trattasse di una commedia degli errori. Non lo è. Non sono incompetenti, non sono dei cialtroni, non sono degli inetti.
Sono impiegati ben istruiti e molto ben addestrati.
Devono semplicemente “chiudere” la pratica Italia nella maniera migliore.
Colpa nostra che ci siamo fidati di gente così anche per un solo secondo, per un minuto, per un voto, per una elezione.

Lì li abbiamo messi noi, e loro lì stanno.

34 commenti:

  1. Dai Sergio non ti abbattere adesso che viene il bello,su! Ricorderemo tutto cio' come la nostra terza guerra mondiale e ci rideremo su .Forse..

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    1. :)....spero che sia la nostra "prima guerra vera", non dimentichiamo che nel secolo XX l'Italia è stata l'unica nazione nel pianeta che ha partecipato a ben due guerre mondiali da protagonista entrando in guerra da una parte e finendo dalla parte opposta.....

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  2. fantastico come al solito-).Io mi fido del mio naso e mi piace ogni tanto sbagliare quindi resto nella ferma convinzione che nell'attuale classe dirigente, prevale l'incompetenza e sopratutto l'arroganza. Estendo il concetto al di la delle cose pratiche;sono incompetenti nel farsi corrompere,nel rubare e ovviamente nel praticare il politichese.Vede Modigliani ho sempre creduto che il buon politico non è quello che non si corrompe,nella storia forse non ne esistono,ma quello che si rende conto che per arrivare a dare qualche cosa lo fa con convinzione ma resta importante il fatto che il popolo riceve quel tanto per il quieto vivere.Qui si sono fermati solo nella corruzione tralasciando il secondo passo.L'obiettivo di ogni buon ladro è il delitto perfetto,ecco da un po di tempo non pensano piu alla perfezione,arraffano ogni volta che ne hanno l'occasione e non si curano nemmeno di nascondersi anzi, al contrario, si lamentano se vengono sgamati.Del politichese, che dire con tutti gli sforzi non riesco a trovare un nome di qualcuno che lo pratichi come si deve,la maggior parte ci prova ma subito dopo si trovano impantanati in gaffe megagalattiche!!Si, daccordo con lei riguardo alle altre categorie ma credo che siano veramnete in pochi,per carità non vorrei che questo debba sembrare di incoraggiamento.Quindi che fare??!!meglio scegliere "l'ignoto",cose nuove,spirito di avventura,cercare un cambiamento per avere almeno la possibilita di sperare, invece che continuare con la straziante certezza del fallimento!!!!!Maurizio

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  3. Si sì hai ragione, tanto ci penserà la Storia a mostrarci il passo; quello che dici è giusto, bisogna inventarsi delle uscite creative. Per il momento individuali, sperando che poi diventino anche collettive.

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  4. Paradossalmente,secondo me,il non scegliere è la precondizione alla libertà.Il vuoto è la condizione primordiale.In fondo,Maurizio,abbiamo il fallimento della certezza!Non sono daccordo con Sergio per quanto riguarda le responsabilità,sono più ottimista,le so indicare punto per punto(dallo strapotere bancario a quello mediatico).Dei bambini hanno guidato un popolo di bambini,questo lo accetto!Il non fare ci è stato imposto?

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  5. Sergio ho messo questo pezzo http://spread-politica-economia-massoneria.blogspot.it/2013/07/corso-di-sopravvivenza-completo-per.html#.Ud2e8zuppe8
    per aiutare a comprendere chi di economia non sa nulla.
    Siamo tutti interessati alla faccenda economica ma si predica nel deserto. Io non credo tu sia C ma D,come me.

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  6. Mmm sarà una lunga estate calda e un autunno ancora più infuocato!
    Grazie Sergio è sempre un piacere leggerti.
    OT.E'vero che presto ti vedremo su LA COSA?

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. lucido allucinante come lama di bisturi tu mi infetti e ridi di me che appartengo alla categoria catastrofisti non credo alla redenzione ognuno porta con se il bagaglio dei propri errori e continua a peccare non esiste redenzione siamo un popolo che tutto ha sopportato che vuoi che sia un bbb ??

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  9. Gentile Sig.Modigliani
    Io non mangio yogurt e biscotti francesi pensando che siano italiani.
    Mangiavo stracchino a 7000 Lit al kg. Ora che lo stracchino e'
    a 12E al kg mangio Brie a 6.5E al kg ben sapendo che e' francese.
    Anni fa ho aperto un conto Svizzera non per nascondere chi sa quali capitali ma perche' con il mio lavoro se chiedevo trovandomi all'estero soldi alla mia banca italiana mi sputavano in faccia, gli svizzeri, spocchiosi banchieri alzavano il loro culetto e andavano in posta per mandarli. I 20 50 100$ che mi servivano per sopravvivere.
    Questo e' un paese di corporazioni o sei dentro o sei stato sempre fuori. Chi e' o chi era nelle mie condizioni si e' gia' schiantato nel momento in cui e' nato in questo paese.
    Se qualcuno pensa che ora tocca a loro schiantarsi non ha capito niente. Loro di questo paese non si sono mai interessati. Che si schianti pure. Sono i loro privilegi che devono essere salvaguardati.
    Esattamente come fecero nel 600. Preferiscono uscire dalla storia ma non dalle loro garanzie. E naturalmente preferiscono dare la colpa a gli stranieri, loro, lo si sa, sono infinitamente patriotici.

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  10. Salve sig. Di Cori, la seguo da tempo e le faccio i complimenti per il suo lavoro. Rispetto alla suddivisione da lei riportata tra Catastrofisti, Realisti, Illusi Mitomani e Visionari, devo dire che sono tutte ipotesi che ritengo possibili, ma che descrivono la conclusione ultima, di visioni differenti della situazione contemporanea, ma aventi (secondo me) un'origine comune.

    Secondo il mio temperamento, io oscillo tra Catastrofisti e Realisti dove invece di zanzare, scorpioni e serpenti, temo l'imbarbarimento morale sfociante in una "guerra" tra poveri. In realtà tale degrado è già in essere, come lei sottolinea: "li abbiamo messi noi, e loro lì stanno" e io aggiungo: li abbiamo messi noi, perché loro sono uguali a noi (nel profondo).

    Nel 1948 un grande pensatore italiano: Massimo Scaligero, scriveva un articolo sulla rivista Architrave dal titolo "CONGIURA CONTRO L’UOMO" di cui consiglio la lettura (tutta, come dei post di Modigliani), e in cui egli provava a delineare le dinamiche di una macchinazione globale (più o meno consapevole), espressioni di una grande lotta spirituale iniziata alla fine del secolo XIX e continuata fino ad oggi.

    La dialettica di allora: Marxista e Democratista a cui Scaligero fa riferimento, può essere facilmente sostituita con quella più contemporanea dei movimenti rivoluzionari attuali, tra cui anche il M5S non può essere immune, in cui spunta sempre il pericolo della perdita del tema centrale.

    Dall'articolo citato:
    Poter trovare il senso intimo ed univoco di quanto ci accade intorno non è compito facile: in ogni punto di una simile indagine, il collegare un certo numero di modi di presentarsi della verità mediante una connessione logica formale, attraverso una dialettica all’uopo mobilitata, può condurre lontano dalla verità lungo una “fuga” per la tangente dialettica, la quale finisce col divenire sufficiente a se stessa, essendo ormai staccata dal tema centrale.

    Che alla fine del 2014 le banche italiane, e altri pezzi di Italia, siano diventate di proprietà dei tedeschi o di altri, mi fa meno paura che sapere che gli italiani (ma in realtà non solo noi) stiamo perdendo la capacità pensante, che non è una speculazione dialettica unilaterale a cui facilmente aderisce il nostro automatismo cognitivo, ma la facoltà di saper utilizzate un pensare morale avente l'uomo come fine centrale: una nuova antroposophia, l'unica arma che ci permette di non diventare incosapevoli strumenti delle potenze di cui il "supercapitalismo internazionale" è espressione.

    Quindi condivido la sua idea: "... ci penserà la Storia a mostrarci il passo; [...], bisogna inventarsi delle uscite creative. Per il momento individuali, sperando che poi diventino anche collettive.", e le auguro buon lavoro.

    Pierfrancesco

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  11. Non bisogna essere catastrofisti per capire che siamo arrivati all'ultimo giro di questo pazzo circuito italiano. Gira e rigira, la storia ci presenta il conto e luglio non è che il suo mese preferito.

    Non avendo noi popolo la capacità, la voglia, l'intelligenza, la furbizia (?) di agire per conto nostro, abbiamo sempre il bisogno degli altri per muoverci. il 10 luglio di 70 anni fa sono sbarcati i marines a stelle e strisce nel mare di Gela, ben prima del commissario Montalbano, salutati come liberatori (anche se hanno ammazzato un po' di poveracci violando le convenzioni internazionali, ma è la solita legge del più forte). Poi c'è stato il 25 luglio che ha tolto le castagne dal fuoco al re, poi è arrivato l'8 settembre e da allora non siamo più un popolo sovrano checché ne dica la solita vulgata. Abbiamo perso la guerra, siamo stati invasi dagli Alleati, ma non erano nostri nemici sino a qualche mese prima?, e da allora siamo diventatio sudditi altrui: delle grandi potenze, delle mafie, dei servizi, delle dinastie che si sono formate al seguito delle truppe americane. Oltre a Lucky Luciano, c'erano fior di intellettuali italoamericani che hanno contribuito a dettare l'agenda della futura repubblica. Quanti sanno che il padre di Paolo Mieli era venuto al seguito degli americani, collaborando per la ricostruzione? E con lui gli Stille, i Bongiorno e tanti altri che hanno conquistato il diritto a dare all'Italia l'impronta decisa dalle massonerie internazionali?

    La nostra è stata una crescita pilotata da lontano, ma con i cambiamenti epocali del dopo crollo quei presupposti sono venuti meno ed è iniziato il grande caos. Solo che molti non vogliono capire che non si può più tornare indietro, allo spirito della Resistenza, alle politiche di tipo feudale, al tirare a campa' di andreottiana memoria. Letta è un quisling qualsiasi e finirà come lui nella pattumiera della storia.

    Ma noi perché dobbiamo attendere un nuovo luglio, stavolta il 30 luglio del 2013, per dire grazie alla magistratura? E per passare da una forma all'altra di sudditanza?

    Questo fa parte del mistero del nostro popolo italiano così antropologicamente unico.

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  12. Io credo che una delle malattie italiane piu' comuni e' l'interesse
    per i grandi discorsi, i grandi temi, le posizioni filosofiche o politiche di qui o di la' e il completo disinteresse per il quotidiano.
    Non c'e' uno che parli di cosa fara' una volta perso il posto di lavoro, di cosa fara' da vecchio quando non avra' diritto alla pensione. Di cosa dira' a suo figlio una volta preso il diploma o la laurea quando suo figlio sapra' che e' solo un pezzo di carta utile a tutto fuorche' a trovare lavoro.
    "...può condurre lontano dalla verità lungo una “fuga” per la tangente dialettica, la quale finisce col divenire sufficiente a se stessa, essendo ormai staccata dal tema centrale."
    Se il tema-centrale non e'il nostro quotidiano ogni pane e' buono
    basta dare logica e razionalita' a una qualsiasi fantasia sul paese del futuro.
    Se il mio capo di governo bacia le mani a un altro capo di governo,
    un atto di tale sudditanza, e ancora si discute, per ben altri motivi, sulla sua ineleggibilita'. Se aspettare settimane per un passaporto, anni per una causa civile, se per pagare un normale tassa locale mi devo rivolgere all'esperto, mai responsabile di niente, se per qualsiasi cosa mi devo rivolgere alla persona giusta o se no non sono nessuno, allora io devo appartenere a un altro paese, a quello non della mia realta' ma a quello della mia fantasia.

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  13. Eppure la soluzione a portata di mano per uscire dalla crisi ci sarebbe eccome, si chiama Sovranità Monetaria, la conoscono bene i vecchi politici e anche i nuovi, peccato che nessuno si decida ad usarla quest'arma, peccato che nessuno si decida quantomeno a fare corretta informazione in merito, basterebbe solo questo. Grillo invece preferisce girarci intorno, facendo un passo nella direzione giusta e due in quella sbagliata, chiede la separazione tra banche d'affari e commerciali ma vuole la ristrutturazione del debito e auspica il ricorso al MES (che le due cose siano collegate?), questo mi sembra disinformare gli Italiani sulle ragioni della crisi e fare invece gli interessi della finanza internazionale.

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    1. questa mi sembra demagogia, a essere franchi, siamo alla chiacchiera da bar; distinguere le banche in due tronconi vuol dire cominciare a mettere in ginocchio la finanza speculativa; onestamente parlando mi sembrano davvero disinformati tutti coloro che parlano di sovranità -bella parola- dimenticando che l'Italia non lo è dal 1946 e soprattutto "non ha il diritto di esserlo" perchè ha scelto di non esserlo firmando l'accettazione del piano Marshall. Potevano non firmarlo. A quest'ora saremmo un paese molto molto povero e molto molto sovrano, e invece siamo il paese più ricco d'Europa. Il problema consiste nella redistribuzione della ricchezza. Da noi il 4% della popolazione possiede il 62% della ricchezza nazionale; il 6% ne possiede il 28%. Il restante 10% viene suddiviso per il 10%. Questo va cambiato.

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    2. Ma che significa "non ha il diritto di esserlo" perchè ha firmato il piano Marshall. Se ho fimato la mia condanna a morte e non sono un'aspirante suicida non è che me ne vado serenamente al patibolo, magari tento la fuga o cerco di ribellarmi, se non lo faccio sono semplicemante scemo! Cerchiamo di chiamere le cose cose col proprio nome. L'Italia ha il pieno diritto di pretendere la propria sovranità monetaria, qualunque cosa abbia firmato nel 1946, si chiama "principio di autodeterminazione dei popoli". Se invece l'Italia non vuole essere Sovrana perchè ci sono delle ottime ragioni per essere una colonia che si dica chiaramente quali sono, perchè io sinceramente non ne vedo alcuna.

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    3. Falso. Grillo sa bene quello che c'è da fare ma conosce già meglio (rispetto a quando usava le parolacce per farsi ascoltare temendo che nessuno gli desse ascolto mediatico), le trappole che gli tendono i signorini della comunicazione.Che lui voglia ricorrere al MES mi giunge nuova. Sopra ho messo un pezzo di economia fruibile per chiunque e che in mezz'ora spiega tutto per dare le basi. Anche urlare troppo alla sovranità monetaria (e magari al signoraggioooo) sa di fascistoneggiante.Penso a tipi come Alfonso Marra (quello della Sara Tommasi ) ignorantissimi ed arrivisti. Io dico usciamo dall'euro, mi piace di più e fa intendere che lo si fa per una questione di giustizia sociale e libertà.

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    4. Sergio non te la prendere.. ai fascisti (non mi riferisco all'anonimo) di redistribuire la ricchezza non importa un fico secco. Vogliono la sovranità monetaria per poi con l'arroganza imporre i loro di nepotismi al posto degli attuali.Odiosi nepotismi che mi stanno rovinando ma che sono 0,sono solo lacchè, rispetto alle lobbies multinazionali che stanno imperando grazie alla trappola esotericamente negativa e soffocante chiamata eurozona.La tristezza rendei popoli schiavi , una volta credevo fosse un discorso psicologico, dienergie psicofisiche depresse ma adesso so cosa intendeva chi l'ha detto.Eppure come nel Tao appare lampante, arriva il momento in cui tutto si ribalta. Dobbiamo lasciare scorrere che non significa arrendersi, ma anzi significa "coltivare una battaglia".

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    5. Sigor Marco Giannini, si informi meglio sul MES, ecco cosa scive Grillo nel post 'L'Italia senza paracadute':
      “Cosa aspetta il governo italiano a richiedere il sostegno europeo prima che sia troppo tardi? È fuor di dubbio che sia interesse dell’Italia, se deve rimanere nell’Euro, riprendersi sotto forma di aiuti europei parte dei 125 miliardi di euro di impegni presi con l’Europa all’interno del Fondo Salva Stati(MES) come sta facendo la Spagna”
      Detto questo lei ha ragione a non dare del fascista all'anonimo (io però toglierei le parentesi), invece sbaglia alla grande a insinuare che la sovranità monetaria o l'anonimo di cui sopra centri qualcosa con il signoraggio e sopratutto sia contro la redistribuzione della ricchezza. La sovranità monetaria è il miglior strumento che abbiamo per redistribuire la ricchezza in favore dei redditi più bassi. E' ovvio che sempre di strumento si tratta, ci vuole la volontà politica di usarlo nell'interesse dei cittadini, ma questo non vuol dire che siccome abbiamo avuto dei politici corrotti e servi della finanzia internazionale lo stato deve rinunciare allo strumento della politica monetaria ... sarebbe come curare il mal di testa con la decapitazione!

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    6. Se rilegge bene cio' che ho scritto magari capirà che niente era riferito a lei. Per questo è stato utile mettere la parentesi. Grillo rivuole i 125miliardi ma senza ricorrere alle sanzioni nè sotto forma di prestito...RIVUOLE I SOLDI perchè non ha senso "soffocare l'economia dando 125 miliardi l'economia perchè se un giorno l'economia soffoca potresti averne bisogno!"Detto questo sul resto siamo d'accordo ma continuo a preferire il termine "usciamo dall'euro".Suona meglio e i suoni si "diffondono"...

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    7. Grillo "RIVUOLE I SOLDI" ... potrebbe essere una spiegazione.
      però Grillo ha parlato di ristrutturazione del debito e di ricorso al MES e le due cose potrebbero essere collegate visto che il debito italiano è detenuto in massima parte da Banche Italiane e ristrutturalo significa mandarle al fallimento rendendo obbligatoria la richiesta di aiuto del FMI (MES) (come la Spagna), con conseguente rinuncia ad essere uno stato sovrano. E' questa la stategia di Grillo? vorrei che lo dicesse chiaramente

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    8. "La strategia di Grillo".Se sto parlando con un gomblottista mi fermo qua.Dopo 15 anni di troika e bildeberg (cito Magistrato Cassazione Imposimato) e 20 di Berlusconi (e ancora oggi il PD fa un ddl pro silvio spacciandolo per l'opposto) buttarla sul "disegno egemone di ...Beppe Grillo" mi costringerebbe a non replicare.Grillo se ristruttura il debito fa bene visto che ristrutturarlo significa rivalutare quei bot/btp ecc in mano a banche e paesi esteri. La Germania ha guadagnato anche troppa ricchezza in crescita e in speculazione.Quindi le banche italiane(povere stelle) stia tranquillo che non c'entrano nulla.Il MES non è destinato per legge alle banche... ma sono le banche a averlo voluto perchè sanno bene che la politica è da loro corrotta e farebbe proprio quello.Il discorso della rinuncia allo stato sovrano poi è sempre molto vaga.Infatti il MES non specifica cosa pretenderebbe ma probabilmente tagli e tasse.Spero di averle chiarito le idee.

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    9. Sarò gomblottista ma non ho capito cosa intende dicendo
      "Grillo se ristruttura il debito fa bene visto che ristrutturarlo significa rivalutare quei bot/btp ecc in mano a banche e paesi esteri".
      La ristrutturazione del debito a casa mia vuol dire: non ti pago, ti pago dopo o non ti pago gli interessi. Quindi bot/btp valgono meno (non rivalutano) siano essi in mano italiana o estera. E poichè per adesso sono principalmente in mano alle "povere stelle" delle banche italiane (assieme ai nostri conti correnti) come si ripiana la sicura perdita? come se ne scongiura il probabile fallimento? Facciamo un prelievo sui conti correnti degli Italiani come Cipro? mettiamo una bella patrimoniale? lo Stato Italiano chiede gli euri al FMI? ... o magari ci riprendiamo la sovranità monetaria e le nazionalizziamo?
      Vorrei che Grillo chiarisse questo (strategia permettendo)!

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  14. dicevo.....https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=IRkdq0OjwGc#at=799 Grillo in conferenza stampa: Quali provvedimenti anche votando insieme ad altre forze? SUBITO REDDITO MINIMO DA CITTADINANZA, SOSTEGNO A IMPRESE E STOP AGLI F35 ...SOLUZIONI E RISORSE CITATE!

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  15. si chiama Sovranità Monetaria ...ecc ecc
    Una grave malattia si e' impossessata delle menti. Visto che siamo dentro un piccolo problema finanziario risolviamolo cosi' o cosa'.
    Eppure la realta' del problema e' davanti a tutti. Nonostante tutti i soldi estorti a la gente, pompati a mantenere uno stato, questo stato riesce solo a incrementare il debito, ogni mese, costantemente.
    Un problema logistico: uno stato ormai surreale, inefficiente, anacronistico, dispendioso, dove ditemi voi cosa funziona e' diventato un enorme problema finanziario. La cura e' dargli piu' soldi che siano $, E. Lit o quel che volete o decidere che finalmente e' arrivato il momento di creare un nuovo modello di stato?
    Noi siamo come servi della gleba. Il Barone non riesce piu' a mantenere il suo castello e l'unica soluzione che ha trovato e' chiederci una parte piu' grande del nostro raccolto. Cosa gli diciamo?
    Stampati i soldi, riduci le ali del castello o fatti una villettina
    moderna e lascia il castello come attrazione turistica?
    Io non ho ancora sentito il barone ma non mi sembra molto disposto a
    lasciare la sua bella magione ma guarda un po' se noi accettassimo la sua moneta, fresca, croccante, nuova di stampa?
    E' tempo di discutere che tipo di casa in comune vogliamo noi. Di come salvare la casa dei conti e baroni nostrani e' qualcosa di cui non me ne puo' fregar di meno.
    Gia', il problema rimane la sovranita'. Ma non la Sovranita' del paese. La nostra.

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    2. Ma di quale casa in comune parla? Della nazione? Dello Stato? Del popolo italiano? A questo è servito annientare la Cultura, l'istruzione, eliminando la classe intellettuale nell'ultimo ventennio: una parte li hanno acquistati, gli altri li hanno messi in fuga, emarginati, criminalizzati o silenziati attraverso strategiche campagne di calunnia e diffamazione. E così è crollato il collante che consentiva la tenuta del concetto di "comunità". In Italia non esiste più il concetto di "casa in comune". Casa nostra è stata sostituita da Cosa nostra. La promozione di immeritevoli, incompetenti e corrotti ha lanciato uno sfrenato individualismo narcisista, e in questo paese si è perso il Senso della collettività, della solidarietà, della identità culturale ed è crollato il concetto di autonomia. Siccome è un paese fondamentalmente ipocrita, c'è qualcuno che a tratti finge di, finge che. Ma è, per l'appunto, una finzione bella e buona. Serve una rivoluzione comportamentale e psicologica totale. E poi, per usare le sue espressioni, i baroni e i conti e i castellani, in Italia mantengono caterve di impiegati e funzionari al soldo dei loro interessi. Attaccano Berlusconi al mattino e al pomeriggio firmano i contratti con la Mondadori. Il giorno dopo partecipano a convegni anti-berlusconiani al mattino e poi, al pomeriggio, in altri convegni, più ristretti, nascosti, con invitati selezionati appartenenti a specifici club di "amici degli amici" partecipano le stesse identiche persone, elogiando Berlusconi e le sue aziende. Questo è un paese fatto così. Se non si cambia questo, si rimane alle chiacchiere.

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  16. Mi scusi ma le esportazioni vs brasile della germania non possono valere il 14% del PIL.
    La germania esporta il 67% del PIL in eurozona, ed il restante fra usa e cina.
    Il brasile non fa nemmeno statistica.

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    1. Lei ha dei dati diversi dai miei; l'esportazione della Germania in eurozona è diminuita del 18% negli ultimi 20 mesi, dirottando su mercati sudamericani, russi e cinesi. Parte dell'attuale crisi dipende proprio da questo. I dati aggiornati rilevano un allontanamento della Germania dalla eurozona. Era così fino alla fine del 2010. Adesso è diverso.

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  17. Le allego il link di luglio 2013 con le informazioni relative all'export tedesco, da dove ho preso i dati......

    http://www.tradingeconomics.com/germany/exports

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  18. beh, se vi aspettate il salvatore della patria, o il nuovo mago....state freschi. Lo Stato funziona solo con buone pratiche, attuate per *decenni*, ve lo scordate di "risanare" con un "basta che..."

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  19. quando vedo parlare di sprechi, di debito e collegare le due cose emotivamente rido..ildebito è dovuto agli interessi a causa del divorzio tesoro/bankitalia..perdonami Sergio, ti assicuro che non mi piace farlo ma riposto il mio pezzo di economia per limitare il manipolo di ignoranti che parlano per sentito dire bevendosi Renzi, Silvio, Bossi,Zingales,Boldrin, Giannino zecchino d'oro & co. http://spread-politica-economia-massoneria.blogspot.it/2013/07/corso-di-sopravvivenza-completo-per.html#.Ud2e8zuppe8 Quelli curiosi magari si salvano da ste cappellate e lo leggeranno...gli altri li invito democraticamente a evitare di votare non hanno il diritto di far sprofondare tutti noi.

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