venerdì 13 dicembre 2013

Ho fatto un sogno. Dal nostro passato comune, qualcuno mi ha illuminato sulla necessaria pulizia dell'Italia.


"Ingenuas didicisse, fideliter artes, emollit mores, nec sinit esse feros".
                                                                         Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-18 d.C)

di Sergio Di Cori Modigliani

Sembra davvero incredibile, eppure noi veniamo da lì, da molto molto lontano, e da una antichissima e ricca civiltà che un tempo era stata il centro del mondo. Oggi, nella nostra attuale epoca post-moderna e in questa Italia regredita e medioevale, siamo immersi in un fatale Paradosso che tragicamente ci spinge a favorire l'amnesia culturale della nostra sapienza ereditata, falciandoci così, da soli, le nostre gambe, e pensando a noi stessi -come nazione, come popolo, come Stato- immaginandoci come esseri in grado di non poter pensare al nostro futuro perchè non abbiamo passato, condannandoci, quindi, a un eterno presente agonizzante. 
Da cui il governo delle larghe intese, con la prospettiva davvero poco entusiasmante di trasformarsi in intese eterne, la macabra rappresentazione di questo incubo collettivo.
Questa mattina mi sono svegliato avvolto dalle nuvole di un sogno le cui filamenta si sono disperse durante la colazione, ma il sapore e le immagini e le parole mi sono rimaste appiccicate addosso. Ho sognato il grande scrittore latino Ovidio il quale, sapete come sono fatti i sogni, era stato catapultato da noi e se la doveva vedere con Michele Santoro e Giovanni Floris.
Mi chiedevo, pensandoci, se Ovidio, oggi, sarebbe di destra o di sinistra e dove si andrebbe a situare. 
A differenza della stragrande maggioranza dei giovani italiani, il sottoscritto, a dispetto (ahimè) della sua età robusta, ritiene di avere un futuro e pensa spesso agli anni e decenni che verranno. E' uno degli aspetti paradossali della nostra epoca. I giovani, che hanno una vita davanti a sè, in Italia, sono stati spinti a incorporare un elemento spiritualmente tossico per cui vivono l'esistenza andando in giro a blaterare questi sentiti dire dal sapore economicistico, parlando della pensione, di ciò che accadrà loro tra 40 anni, di quanto siano consapevoli del fatto che Berlusconi o il PD o l'euro o la massoneria o le banche abbiano rubato loro il futuro.
Lo trovo un fatto davvero inquietante.
Nessuna generazione di italiani ha mai pensato di non avere un futuro, perchè anche nel più sciocco e ignorante tra i cittadini è sempre esistita, molto radicata, la consapevolezza di appartenere a un ceppo che aveva alle spalle almeno più di 2.500 anni di esperienza.
La cancellazione del proprio passato, la diffusione dell'amnesia collettiva e la promozione dei falliti di successo, ha prodotto questo risultato che porta acqua soltanto al mulino delle oligarchie del privilegio garantito, innamorate dello status quo e dell'immobilismo: la loro garanzia e passaporto verso una incolumità storica, perchè annullando il passato si cancella anche il futuro.
Per allungarsi la vita, quindi ringiovanire e pertanto pianificare le strategie adeguate per il proprio futuro di là da venire, è necessario andare a pescare nel passato, soprattutto quando si è tanto tanto ricchi come noi italiani.
La frase in latino che vedete scritta in calce, sotto l'immagine in bacheca, è stata scritta da Ovidio, 2.050 anni fa, e si trova dentro uno dei più mirabili testi dell'antichità "L'arte di amare". Tradotta in italiano significa "l'aver appreso fedelmente le arti belle, ammorbidisce i costumi e non consente che essi siano feroci". La Cultura, secondo Ovidio e i latini, era lo spartiacque discriminante che divideva le persone civili dai barbari primitivi. Dante Alighieri, mentre prendeva appunti prima di iniziare la stesura della sua Commedia, pensò a lungo alla sua guida nell'aldilà e fu molto tentato da prendersi Ovidio, ma alla fine decise per Virgilio, più istituzionale e gradito alla Chiesa che per circa 1.500 anni vietò la lettura di Ovidio, troppo sensuale e fantasioso, pericoloso, perchè aveva sancito il principio di identificazione tra "etica ed estetica" e si era occupato soprattutto di ricavare un'idea intellettuale del percorso umano, parlando delle relazioni carnali d'amore tra i maschi e le femmine. Nel mio banale sogno della notte scorsa, Ovidio contestava i talk show sostenendo che erano i responsabili della "attuale ferocia degli italiani". 
Mi sono svegliato confortato dall'idea di aver trovato finalmente uno sponsor di qualità.
La ferocia penso sia diventata la connotazione principale dello scambio sociale oggi in voga.
E fa da pendant all'idea di un non futuro. 
Chi è feroce non ha futuro, perchè è legato all'idea di dover consumare subito la propria rabbia -immediatamente- scaricando il livore sul malcapitato di turno; non ha tempo da perdere nei ragionamenti nè intende controllarsi, deve scaricare le proprie tossine, essendo privo -come suggerisce Ovidio- di quella pratica interiore delle arti belle che ci trasforma in persone civili. In una etnia come quella italiana, poi, per tradizione poco coraggiosa e incline all'ipocrisia e al mascheramento della propria vera identità, aver trovato la possibilità di esercitare la propria ferocia sui social networks e nel mondo virtuale (il più delle volte sotto le mentite spoglie di un avatar o di un nickname) è stato trasformato in un passaporto e viàtico verso l'annullamento di ogni possibilità di dibattito. Se un dirigente del PD per caso incontra su facebook dei sostenitori del movimento 5 stelle, dopo due secondi viene sommerso da una tale quantità di accuse ignominiose da essere costretto a scappare via, nè più nè meno di quanto non accada regolarmente -senza eccezione alcuna, mai, ma proprio mai- a un sostenitore del m5s che decida di rivolgere la parola con educazione e garbo a un militante o sostenitore del PD,  gli vengono vomitati addosso soltanto degli improperi ignominiosi davvero feroci. Idem accade alla tivvù e questa moda è dilagata anche sulla carta stampata.
E' scomparsa la possibilità del dialogo. Non è più possibile, in Italia, colloquiare con un dissimile. Si è condannati a condividere le proprie opinioni soltanto con persone che la pensano come noi, in tal modo creando dei ghetti mentali.
E' un mondo di cavernicoli.
Il che vuol dire persone che alle spalle (e dentro di sè) non hanno la memoria di una civiltà, bensì il pallido ricordo della caverna da proteggere. 
E' giusto che non abbiano un futuro.

C'è un passo, sempre di Ovidio, nel testo "gli Amori" che ancora oggi è oggetto di analisi
"Io non avrei il coraggio di difendere costumi disonesti e di impugnare armi ingannatrici in difesa delle mie colpe. Anzi, confesso, se confessare i peccati può in qualche modo giovare; ma ora, dopo la confessione, ricado come un insensato nelle mie colpe".
Venne usato dal filosofo David Hume, a mo' di introduzione, nel 1776, quando ci regalò i "Saggi Politici e Morali" con una chicca il cui titolo la dice tutta "sul perchè la libertà di stampa garantita a tutti è garanzia collettiva dell'esercizio della libertà", cinque paginette che forse ci chiariscono come e perchè la cultura anglosassone sia stata in grado di far fronte comune dinanzi alla "ferocia" degli umani, difendendo con le armi e con i denti il loro sacrosanto diritto a scrivere senza legacci, e senza neppure aver bisogno di leggi sulla diffamazione perchè è il gusto sociale collettivo a stabilire il termometro della qualità del dibattito. 
Ogni giorno in Usa e Gran Bretagna si possono ascoltare per radio, alla tivvù e leggere sulla carta stampata, le argomentazioni più strane, le opinioni più diverse, davvero di tutti i colori; molto spesso intrise di una aggressività volgare e di insulti poderosi. Quando è così, gli autori -che non corrono alcun rischio legale, proprio nel nome della libertà di stampa- vengono smascherati e diventano oggetto di pubblico ludibrio finendo per essere confinati in un territorio marginale per loro scelta voluta. Non hanno alcuna audience.
Da noi, invece, che dalla cultura anglosassone abbiamo sempre importato soltanto glli aspetti peggiori e quelli più avvilenti legati al consumismo delle loro merci, non è così. 
Oggi si fa a gara a chi insulta di più e a chi lo fa prima.
Con la conseguenza di alimentare l'infelicità di tutti, sia di chi è vittima della ferocia che di chi la esercita. Aggiungendoci, anche, la mancanza delle spezie saporite della diversità di opinioni.
Questa era il Senso della doppia aggettivazione del Censis nell'identificare il nostro paese come "una nazione sciapa e infelice".
Non è la crisi feroce a trasformare gli individui in esseri feroci.
E' la ferocia che ha promosso gli analfabeti lanciando nell'agorà i falliti di successo ad aver abbattuto i confini del dibattito, ad aver ridotto i margini della diffusione delle informazioni vere e utili per la cittadinanza, e quindi creando una situazione nella quale finiranno per prevalere -è inevitabile- i più prepotenti e quelli che firmano con l'ultimo insulto più agguerrito.
Diceva il nostro David Hume 237 anni fa, sempre in quello stesso testo: "lo spirito del popolo deve essere sempre frequentemente destato dal torpore inevitabile di chi vive nel disagio sociale, allo scopo di frenare l'ambizione della corte; e la paura di destare questo spirito deve essere usata a prevenire questa ambizione. Niente è più adatto a questo scopo della libertà di stampa, per mezzo della quale tutte le conoscenze, lo spirito e l'ingegno della nazione possono essere adoperati a favore della libertà di tutti ed ognuno può essere sollecitato a difenderla. Finchè dunque, la parte repubblicana del nostro governo potrà validamente fronteggiare la parte monarchica, sarà naturalmente sollecita nel mantenere la libertà di stampa, come di cosa decisiva per la sua stessa preservazione, nel nome del bene comune".
Non mi meraviglio del fatto che questo 2013 ci condanna all'ultimo posto in occidente come esercizio della libertà di stampa (l'anno scorso eravamo penultimi, battuti dalla corrotta Bulgaria) siamo arretrati di altri quattro posti, finendo in mezzo a nazioni dittatoriali africane.
Che gusto ci sia nel competere per essere i primi tra gli ultimi, io non lo capisco proprio.

Sempre nel mio sogno, Ovidio veniva insultato e preso a parolacce; a un certo punto gli chiedevano di dichiarare se era di destra o di sinistra. Sgomento dinanzi a tale aggressività, per non tirarsi indietro, il poeta latino rispondeva guardando la telecamera "Sono post-ideologico, oggi l'unica discriminante che sottoscrivo come membro della civiltà latina è quella tra chi pratica la pulizia etnica e quelli, invece, che aspirano alla pulizia etica".
Durante la giornata ho preso questa massa di agglomerato onirico e l'ho trasformato nella mia utopia di sogno ad occhi aperti: la pulizia etica è la strada giusta.
E' ciò che davvero voglio e auspico per noi italiani.
E' trasversale, è collettiva, può essere condivisa da chiunque, fa il bene comune, e accelera le probabilità statisticamente realistiche che questo nostro bellissimo paese si risvegli dal torpore della propria sciapa infelicità in un sussulto di ritrovato orgoglio delle proprie matrici colte, dell'antica sapienza umanistica che ci ha consentito di sopravvivere nei millenni.

Buon week end a tutti.

9 commenti:

  1. Fa davvero bene al cuore questo suo post dai toni cosi' pacati. I commenti al precedente post mi avevano lasciato un saporaccio in bocca... Forse perche' vivo in Inghilterra, e qui la forma e' quasi importante come la sostanza. E riflettendoci non mi era venuto in mente Ovidio bensi' un esagramma dell'I:Ching, il 22 se ricordo bene, dove si parla del garbo.

    P.S.: ed e' questa la ragione per cui spesso non riesco a leggere i post di Uriel Fanelli - senza entrare nel merito della sostanza - non mi piace il linguaggio che a volte usa, mi fa inorridire.

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  2. Forse sarebbe meglio rileggere uno storico come Ammiano Marcellino e
    scoprire invece quanto siamo vicini ai nostri antenati.
    Rileggere magari un signore che di rivoluzioni si intendeva..."se la
    rivoluzione ha trionfato e' soltanto perche' in rapporto a una situazione storica di una estrema originalita' si sono fuse con straordinaria coerenza correnti assolutamente diverse, interessi di classe assolutamente etereogeni, tendenze sociali e politiche assolutamente opposte."
    Tanto piu' siamo convinti che le cose che dicono gli altri sono cretine tanto piu', passati gli anni, ci scorderemo delle cretinate
    che diciamo, anzi non le avremo mai dette.
    In un paese dove da 50 anni si discute di legge elettorale, dove ogni
    20 si vuole cambiare costituzione, dove ad ogni legislazione si torna
    a discutere le stesse cose, a rifarle e a riproporle di nuovo, incapaci di fare una tassa comunale o di semplicemente di fare una raccolta rifiuti l'unica speranza sarebbe di mandare tutti a vedere come fanno gli altri e obbligarci a copiarli. Ma si sa essendo noi eredi di cosi tanta grandezza... prima dobbiamo darci all'Etica.

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  3. L'equivoco del primato morale e civile degli Italiani, ha illuso la gente di essere comunque i migliorie di tutti. Coloro che per lavoro od altro, hanno varcato le Alpi, si sono accorti da tempo della realtà inversa. È quel gap culturale che si è creato in questi anni, dove tutte le attenzioni si sono riservate alla "pancia". L'intermediazione parassitaria della Politica ha fatto il vuoto di risorse, da destinare invece allo sviluppo della Conoscenza. È urgente perciò cambiare rotta, le risorse vanno attinte dalla Pubblica Amministrazione, tramite le vere Riforme istituzionali.

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  4. Cambiare se stessi per cambiare il mondo"Alchimia organica"

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  5. Lillo, cittadino dell'Universo.14 dicembre 2013 08:11

    A Voi tutti, Umani di buona volontà, un forte abbraccio. CIVILTA'!. Cos'è questa parolona tradotta nella SOSTANZA del MATERIALE Umano?. 30.000 "civili" ateniesi serviti da 400.000 loro simili ma non pari?. SERVITI, capiamoci bene. Roma caput mundi in danno e a spese di chi?. RIFLETTETE!. Legioni e daghe sguainate per ammansire i più "riottosi"...nelle loro case. Regine, re e papi colmi di beni...sottratti a chi e con quali metodi?. Bartolomé de Las Casas ve lo raccomando.(Indossate, ve lo consiglio, una muta integrale con scafandro per evitare che gli schizzi di sangue, a distanza di cinque secoli, non siano ancora cosi copiosi da lordarvi). Esportazione della demokrazia a vantaggio di chi e con quali conseguenze per i tanti?. Il "terrorista" Mohammed Omar Ahmed riesce a debellare la coltivazione di oppio e le violenze dei "signorotti della guerra" e Voi, "civili" occidentali sfasciate sul nascere la sua "creatura". "Voi non siete altro che degli assassini, dei sporchi negrieri, animali senza alcun briciolo di umanità, ebbe a dire il leader maximo in occasione dell'ennesima provocazione che lui e il suo popolo riceveva da "noi" tanto civili occidentali". La storia che noi tutti conosciamo, da chiunque sia stata scritta, a saper ben ragionare, gronda sangue, genocidi, torture, miserie, cattiverie gratuite, cinismo e via di questi premeditati e studiati comportamenti, da tutte le trame e gli orditi della nostra memoria. Di quale CIVILTA' parliamo se a tutt'oggi oltre due miliardi di umani non sanno se a pranzo o a cena (i più fortunati) avranno una ciotola di riso o un "pastone" di cereali annegati in un acqua che un cavallo non berrebbe neppure se fosse disidratato?. Siamo ancora lontani anni luce dall'inizio di una esistenza a misura di UMANI!. Anni luce ci separano da quella che dovrebbe essere la giocosa, e abbondante per TUTTI, permanenza in vita dell'Essere Umano. Per quanto i miei sensi siano ancora in grado di percepire e prevedere fenomeni ed accadimenti, non riesco a scorgere il benché minimo segnale di cambiamento. NULLA!. NULLA per cui valga lo sforzo di aggrapparcisi, vedo apparire all'orizzonte immediato; NULLA mi autorizza a pensare che tra qualche mese la situazione inizi a progredire in meglio..... Pessimista?. No, "esperenzialista" (un neologismo, di tanto in tanto, a memoria della nostra UNICITA' e CREATIVITA' non guasta). Miei amati Umani, se non si riuscirà a CACCIARLI TUTTI dal maneggio del POTERE, TUTTI: politicanti, dirigenti, amministratori, giudici e manager possiamo stare a CUCCIA e rosicarci l'osso!. Dicono e pensano bene il GENOVESE e gli Uomini dei Forconi: "DOBBIAMO CACCIARLI TUTTI!!!", senza se e senza ma. Osare, Provare, Credere, Lottare,... deve essere il nostro AGIRE se vogliamo iniziare a vivere da Esseri Umani. Non esistono, a mio vedere e pensare, nell'immediato, altre soluzioni. Ai realisti, a quelli che ci credono SEMPRE (l'esempio non è un optional ma una strada già praticata) ricordo quel che nonno Mao ha "esperenziato": "Il potere politico nasce dalla canna del fucile"... che solo un partito ben strutturato può "distillare". Un Universo di amore, fraternità e tanta, tantissima solidarietà colmi i vostri pensieri e cuori. Oggi e per SEMPRE!. Lillo, cittadino dell'Universo.

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  6. Mi viene spesso in mente un colloquio avuto qualche anno fa con una ragazza dell'est, che credo venisse dall'Ucraina. Parlando di politica, lei si lamentava della difficoltà degli italiani nel capire ed interpretare il fatto che nel suo paese il Partito Comunista fosse la destra.

    Le mie considerazioni quando ripenso a quel dialogo sono molteplici. Fra queste vi è l'importanza di un pensiero che possiamo definire post ideologico (anche se non so bene cosa significhi). Un'altra domanda che mi pongo è se i post comunisti italiani siano veramente ascrivibili alla sinistra, oppure se una sinistra di facciata non sia servita loro per mistificare un radicato conservatorismo.

    MM

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    1. ben venga il conservatorismo di Putin...

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  7. Tutti i partiti politici storici italiani sono ormai fatiscenti carrozzoni tenacemente abbarbicati a prerogative ,privilegi,prebende,intrecci inconfessabili,che in nome del ""consenso ""ricevuto,non avendo il pudore di dichiararlo" estorto "con le liste bloccate e premi di maggioranza incostituzionali oltre che inverecondi,governano fingendo di interessarsi del bene comune.
    Gli italiani votanti consapevoli (pochi) e inconsapevoli (la maggioranza) fanno la loro fortuna.La loro fortuna massima poi la fanno gli astenuti ,che appunto astenendosi,non esercitano nemmeno il tentativo di incidere sulla gestione della cosa pubblica.I partiti papponi (nelle segrete stanze) sentitamente ringraziano.

    Urge cambiare questo copione suicida e obsoleto.Per il nostro stesso bene e quello delle generazioni future.

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  8. ...e condividere quel sogno ad occhi aperti.

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