lunedì 4 marzo 2013

Siamo tutti cittadini italiani.



di Sergio Di Cori Modigliani


Il mite non chiede, non pretende alcuna reciprocità: la mitezza è una disposizione verso gli altri che non ha bisogno di essere corrisposta per rivelarsi in tutta la sua portata. Come del resto la benignità, la benevolenza, la generosità, la bienfaisance, tutte virtù sociali ma nello stesso tempo unilaterali. Non sembri una contraddizione: unilaterali nel senso che alla direzione dell' uno verso l' altro non corrisponde un' egual direzione, eguale e contraria, del secondo verso il primo.." Io ti tollero e tu mi tolleri". E invece: " Io custodisco ed esalto la mia mitezza o la mia generosità o la mia benevolenza nei tuoi riguardi, indipendentemente dal fatto che tu sia altrettanto mite o generoso o benevolente con me". La tolleranza nasce da un accordo e dura quanto dura un accordo. La mitezza è una donazione e non ha limiti prestabiliti.

                                                                               
Gustavo Zagrebelsky, su Norberto Bobbio

Bollettino per i naviganti:

C’era forse da aspettarselo, anche se non in questo modo. Comunque sia, questa è la realtà in questi giorni: ci stanno prendendo per asfissia, estenuazione, stanchezza, finendo per spingere molte persone a gettare la spugna e a non occuparsi più di politica, a non partecipare più, a scegliere di lasciar perdere, a tornare ai vecchi modelli mentali tra una valletta popputa e un quiz melanconico televisivo, a fidarsi di ciò che dicono i giornali e a pensare che per comprendere la realtà sia estremamente importante guardare Ballarò.
E’ chiaro quale sia l’obiettivo.
Mi riferisco qui all’ondata (è lo tsunami versione piddini pidiellini & co.) di continui, quotidiani insulti, denunce, mistificazioni, falsificazioni, menzogne, attacchi personali tesi a delegittimare il successo elettorale del M5s. Una impressionante violenza verbale mai ascoltata né letta –negli ultimi 20 anni- per contrastare la presa di possesso del territorio nazionale da parte di Silvio Berlusconi e di chi lo sosteneva. Forse la stessa che, a suo tempo, solo quattro mesi fa, era stata usata per attaccare Matteo Renzi.
E’ necessario, quindi, armarsi di una enorme pazienza, nella consapevolezza che si ha a che fare con interlocutori che non comprendono che cosa stia accadendo. Anche se non è facile. Anch’io ogni tanto ci casco, al colmo dello sdegno, e mi azzuffo. Bisogna capirli e comprenderli, il che non vuol dire accettarli, tutt’altro. Bisogna capire lo sconcerto che Bersani-Berlusconi-Formigoni provano in questi giorni nell’assistere al continuo crollo in borsa delle azioni di Mediaset, MPS, Unicredit, Intesa San Paolo e loro collegate. E’ necessario comprendere l’impossibilità -per soggetti politici che avevano sempre dato per scontato che “nulla cambierà mai”- di essere in grado di cogliere il senso di una realtà, d’un tratto dinamica, che li mette all’improvviso in una situazione nella quale si accorgono, ora dopo ora, che il paese poco a poco (e non è ancora trascorsa neppure una settimana) comincia a rendersi conto che la lotta alla mafia, alla corruttela, al declino, al sopruso, alla volgarità civile, al ladrocinio, in realtà era facilissima da portare avanti: bastava dire “no grazie, queste cose io non le faccio”.
Gli italiani, lentamente ma ineluttabilmente, cominciano a capire che per abbattere Berlusconi sarebbe bastato dirgli “non voglio questa presidenza, non voglio questa direzione, non voglio questo incarico” pretendendo ed esigendo, invece, l’attuazione di specifiche riforme necessarie per il paese.
Non si tratta del risultato di un voto di protesta.
E’ un’onda anomala nel panorama italiano.
E in una sola settimana, quest’onda ha fatto compiere all’Italia, come nazione e come popolo, un gigantesco passo da gigante: da retroguardia rincretinita dagli imbonitori televisivi, la nostra repubblica sta diventando punto di riferimento in tutto il continente per spagnoli, francesi, tedeschi, portoghesi, che adesso ci guardano con una curiosità mista a rispetto, e già vanno in giro sui loro media a parlare dell’Italia come di un “vero e proprio laboratorio socio-politico”. A metà dell’800, il poeta francese Lamartine aveva definito il nostro paese, dopo una visita in Italia, un popolo di morti, indifferente di fronte alle nuove frontiere del sapere, dei diritti civili dei popoli e del progresso, e gli italiani si erano sorbiti la consueta lezione dal resto d’Europa, schiaffeggiati in pubblico a Parigi, come al solito ammaliati dal narcisismo irresponsabile delle proprie oligarchie medioevali al potere.
Ma a un certo punto la classe politica italiana riesce a produrre un anomalo personaggio, molto curioso e diverso dalla norma, un toscano di Livorno, una forte personalità, Sidney Sonnino, un moderato riformista liberale, che in quel momento in Italia suonò come un rivoluzionario pericoloso, accusando in aula il governo Zanardelli di star portando il paese alla catastrofe finanziaria, preannunciando, di lì a breve, ciò che si sarebbe puntualmente verificato: l’esplosione dello scandalo della Banca Privata Romana che portò poi alla crisi e a un nuovo governo con Sonnino come ministro delle finanze. Il nuovo ministro rimise i conti dell’Italia a posto –in soli due anni- rinnovando il tessuto istituzionale. In quell’atmosfera densa di eccitazione per il cambiamento, quando la borghesia italiana cominciò a manifestare apertamente il proprio dissenso per la corruzione dilagante,  il poeta italiano Giosuè Carducci, nell’autunno del 1890, pubblicava la lirica “Piemonte” che conteneva la celebre strofa…..”Italia, Italia! E il popolo de'morti surse cantando a chiedere la guerra…..” rispondendo ai francesi anni dopo, e allo stesso tempo ricordando ai concittadini che il paese era ancora in grado di dar fondo alla propria grande creatività sociale e civica rispolverando il meglio di sé, pretendendo di essere rappresentati e governati da gente pulita, competente, e non corrotta.
Questo post è dedicato ai miei amici del PD e di Sel, ai quali vorrei anche suggerire di affidarsi alla lettura o rilettura di quel grande artista italiano, anche lui premio nobel per la letteratura, come il nostro Dario Fo, per ritrovare dentro di sé la serenità necessaria che deriva dal sapere che possiamo affidarci, senza paura, al conforto di una tradizione culturale che, in questo momento, sta  dalla nostra parte.
Per chi sa leggere la Storia.
E soprattutto per chi sa leggere.
E chi lo sa, magari fra 50 anni, sui libri di storia, leggeremo la descrizione di Beppe Grillo come quella di un borghese illuminato ligure, il quale, disgustato dal vergognoso livello di degrado e di corruzione nel paese, si è rimboccato le maniche e si è assunto la responsabilità di provocare una scossa tellurica per cambiare l’Italia guidando il paese verso la propria riscossa morale, etica e legale.
E’ ciò di cui abbiamo bisogno. Oggi.
Lo sa tutta l’Europa.

16 commenti:

  1. Benvenuti nell'era post-maya

    Guy F.

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  2. "E’ necessario, quindi, armarsi di una enorme pazienza, nella consapevolezza che si ha a che fare con interlocutori che non comprendono che cosa stia accadendo."

    Eh, già..

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  3. La pazienza, la mitezza sono virtù eroiche e inonderanno l'italia e il resto...
    Leggendo, mi è venuta in mente la poesia di Ungaretti Veglia, in cui il poeta, restato per tutta la notte accanto ad un commilitone morto, ha avuto la rivolta istintiva di scrivere "lettere piene d'amore",descrivendo così, in chiave intimistica o esistenziale, quello che vogliamo far accadere oggi socialmente....m.g.m

    Giuseppe Ungaretti: Veglia

    Cima Quattro il 23 dicembre 1915

    Un'intera nottata
    buttato vicino
    a un compagno
    massacrato
    con la sua bocca
    digrignata
    volta al plenilunio
    con la congestione
    delle sue mani
    penetrata
    nel mio silenzio
    ho scritto
    lettere piene d'amore

    Non sono mai stato
    tanto
    attaccato alla vita

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  4. "Un governo senza partiti"non vedo la poesia scusatemi. Ad maiora semper

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  5. Forse l'italia esiste ma non di certo gli italiani o gli europei, bisogna smettere di dividere le persone in fazioni che mettono gli uni contro gli altri. Ciao :-)

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  6. Sì, pazienza. E non-azione. Una settimana di questa medicina ha fatto già sparire il PdL dai media ed ha mostrato al PD l'inadeguatezza sia dei loro dirigenti che del linguaggio che usano. Alle medicine occorre tempo per fare effetto. Consiglio ancora un altro paio di settimane di terapia, così', per sicurezza.
    Anche io vedo adesso, sbigottito, che, oltre ai nostri, anche gli altri politici europei sono sempre immersi nel vecchio modus operandi (l'era pre-maya di Guy F qui sopra) e di come l'intero continente abbia bisogno di questa rivoluzione.
    Ho anche letto alcuni commenti su alcuni siti americani che ci fanno gli auguri, quasi con invidia perchè vivono la situazione del loro paese come senza speranza di salvezza.

    Fabio Santoni

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  7. Una collaborazione tra PD e M5S potrebbe funzionare. In sicilia hanno appena approvato un disegno di legge per l'abolizione delle province e il reddito di solidarietà.
    Forse tra i neoeletti del PD esite un Crocetta in grado di rottamere l'attuale vertice di mummie ... se è così è il momento di farsi avanti!

    Giorgio S.

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  8. Siamo realisti. Non siamo ancora culturalmente pronti per i cambiamenti. Che una minoranza ne capisca la necessità ed abbia l'ansia per un traguardo che appare vicino è positivo, purtroppo le rivoluzioni culturali e sociali richiedono tempo e noi però sentiamo di non poter più aspettare. Il peggioramento delle nostre condizioni renderà sempre più complicato il vivere quotidiano e la rabbia diventerà violenza cieca perché quando le masse si ribellano linciano, scriveva un secolo fa il filosofo liberale Ortega y Gasset.

    Un modo per evitare tutto questo ci sarebbe, ma nel mondo... dell'utopia. Per il bene di tutti sarebbe necessario un governo di salute pubblica composto da pochi integerrimi e competenti per mettere in sicurezza il nostro paese con autorevolezza. Oltre ogni distinzione di partito e di casta. I nomi non mancano, quella che manca è la volontà politica. Manca la capacità di sognare ed immaginare un'Italia che non sia solo quella del passato.

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  9. Grillo e voi suoi seguaci fate esattamente come faceva Berlusconi nel lamentarsi degli ingiuriosi e calunniosi attacchi alla sua persona. Le accuse e le domande non concordate rivolte a Grillo (a cui lui non si degna di rispondere, perche' ormai asceso ad uno scalino piu' elevato nel piano dell'esistenza, o forse perche' non puo') sono documentate da FATTI, non da chiacchere. Gianni Lannes, che si occupa del nuovo uomo forte d'Italia, ha esposto molto bene questi fatti e si offre ad un confronto diretto con Grillo e il suo Casaleggio. Vediamo se rispondono e accettano il confronto. Tanto non hanno niente da temere, giusto?

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    1. Sì... concordo con te ma figuriamoci se rispondono ad un cazzuto come Lannes. Già non hanno mai risposto al Dott. Montanari per il microscopio scippato.... Sono 2 codardi questo è il fatto e si trincerano nella loro dittatura. Peggio per chi li ha votati, ma ahime peggio per tutti perché rendono il Paese ingovernabile.
      Sergio

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  10. Il meteo mi aveva promesso dai 5 ai 9 gradi, leggera pioggia.
    Ma qui nevica vacca bestia. Deve essere un complotto.
    Mentre preparavo il piano perfetto per salvare il paese mi e' passato avanti un cretino con 40 ragazzini. Deve essere un complotto.
    "Che fare in una nazione ricca di talenti, intelligenze e creatività che nel resto del mondo sognano ad occhi aperti?"
    Sara' vero? Boh! Prendiamolo per vero.
    "Un nodo cruciale: l'Italia è priva di una classe dirigente, non solo in ambito politico."
    Forse vuol dire priva di talento, intelligenza, creativita', capacita' logistiche ecc.?
    Zio bono pensavo che la classe dirigente fosse la massima espressione di un popolo.
    Ma forse vuol dire che e' ormai tanto in contrasto con tutte le
    qualita' di questo popolo da impedirne lo sviluppo?
    Zio bono mi fa ricordare un certo Marx, certo lui usava altre parole, piu' scientifiche.
    "bisogna passare all’offensiva antropologica"
    Qua' si mette difficile. Cambiare l'uomo? La difesa della razza? Boh?
    50 ragazzini gli sono passati davanti. Deve essere un complotto.
    Conoscevo un'altro tizio una volta. Lui quando gli passavano davanti
    50 ragazzini godeva come un matto, si metteva a correre piu' forte di loro. Anche lui era un complottista, di un'altra razza di un'altro mondo.

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  11. Per poter realizzare un ideale bisogna almeno avere la pazienza di sognarlo, per realizzare un cambiamento bisogna avere la dignità di desiderarlo.Se in questo mondo qualunquista un altro ci propone soluzioni e visioni diverse e inusuali possiamo almeno considerarle con un pò di rispetto.Questo nel ns bel paese sarebbe già un gran cambiamento

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  12. Bhò. A leggere i commenti dei PDini, credo che dopo aver perso i berlusconiani come fratelli d'Italia (perchè troppo infarciti di propaganda dai tg e dalle televisioni mediaset e rai) ora ci ritroviamo con questi del PD lobotomizzati nella stessa maniera. Non ci si può più parlare...
    Non ragionano ... e soprattutto non ci lasciano in pace!! :-) ahahah.. Alla faccia dei democratici!!
    I giornalisti PD si sono dimostrati per quello che sono: stipendiati del PD che lottano per mantenere il posto di lavoro e basta.. con buona pace per la professionalità dei giornalisti. Oggi ho provato a riguardare un tg (rainews24 a pranzo) e sembrava un tg del PD..
    Se poi gli amici del PD non vogliono vedere nemmeno quello, questo mi dimostra ancora di più che siamo in un'altra situazione tristissima di plagio politico.
    Vabbè, noi faremo la nostra battaglia. Peccato che questi siano lì a difendere gli interessi di altri... ma tanto si sà, la rivoluzione si fa in pochi! (gli altri si uniranno quando saremo già vittoriosi. E allora sarà difficile ridergli in faccia quando non vorranno far parte dei "vecchi tromboni che difendevano i condannati, chi ha incastrato il paese per 20 anni, chi si è accordato con Berlusconi, ecc ecc" ..

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  13. Immagino che molti sono strastufi di vincere o perdere....immagino che molti hanno assoluto bisogno di trovare soluzioni che funzionano..e di ridere assieme agli altri non in faccia agli altri.“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
    Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo
    che renda la realtà obsoleta”
    (Buckminster Fuller

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  14. Colgo l'occasione per segnalarvi un blog interessante sui diritti dei cittadini:

    https://dirittideicittadini.wordpress.com/

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