mercoledì 18 dicembre 2013

Altro che bamboccioni! Una generazione orfana che da sola va a caccia di vampiri. Mentre i colossi della finanza tentano l'assalto finale.




di Sergio Di Cori Modigliani

C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, ecc.
Sono i giovani di questa generazione.
Per caratterialità e modalità esistenziale chi scrive è contro ogni forma di razzismo e discriminazione, sia di pelle, di genere, di religione, di etnia, di censo o di età.
Detesto il razzismo anagrafico che considero stupido e ignorante, come ogni razzismo, con l'aggravante di essere, questo, più analfabeta degli altri, perchè la Cultura di un popolo e di una nazione è sempre sorella della conoscenza e sono entrambe figlie del matrimonio d'amore tra sapienza ed esperienza, che si possono acquisire soltanto attraverso i decenni. 
Senza, non c'è accesso alla Storia del mondo e delle esistenze.
E in un mondo globale, se ci si autoesclude dall'entrare nel vivo dell'agone geo-politico, inevitabilmente si condanna se stessi all'esclusione.
Però esistono gli scontri generazionali, che riguardano "anche" l'età, ma non solo.

Chi scrive appartiene a una generazione di falliti, quelli nati tra il 1950 e il 1970, di cui è composta il 90% dell'attuale classe dirigente sia politica che imprenditoriale.
Si suddivide in due grandi categorie: i falliti consapevoli e quelli immemori di sè.
I furbi e i furbetti appartengono all'ultima, i primi, invece, sono quelli cinici e feroci.
Entrambi, nel caso godano di visibilità e fama sono, nella stragrande maggioranza, dei falliti di successo, perchè in un qualsiasi ambiente sociale chi ha successo ma è inserito ed è parte integrante di un ambiente degradato e regredito è un fallito. Il successo autentico, quello vero, è di chi è riuscito nella propria esistenza a raggiungere un grado di eccellenza sapendo però che è inserito e si deve sempre misurare in un ambiente in cui le eccellenze fioccano e spuntano come funghi, il che produce ansia di prestazione  ma contemporaneamente regala  un gigantesco stimolo a migliorare se stesso, ad aggiornarsi, a rinnovarsi, a evolversi.
E' un po' come essere il capo-cannoniere del campionato di calcio in Oman, in Zambia, o in Nuova Zelanda, dove il livello tecnico è molto basso, un'esperienza molto diversa che esserlo in Argentina, Spagna, Inghilterra, Germania, dove il livello tecnico, invece, è molto alto. Oppure, trovarsi nel 1512 ed essere un pittore alla corte del principe de' Medici invece che alla corte del Duca di Magdeburgo.
La mia è una generazione di falliti perchè è la sola totalmente responsabile del degrado attuale della società italiana, sia quelli di destra che di sinistra, credenti praticanti e laici.
Una nazione non si dissolve da sola, a meno che non subisca una tragica esperienza che a noi, per fortuna, è stata risparmiata, quella di essere invasa militarmente a tradimento dal vicino confinante. E' il triste destino dei cingalesi, dei malgasci, dei vietnamiti, laotiani, cambogiani, ad esempio, che da secoli vengono regolarmente bastonati da giapponesi, cinesi, indiani, francesi, inglesi, spagnoli e da cinquant'anni anche dagli statunitensi.
Dal 1946, per noi, fortunatamente non è più così.
Quindi, la responsabilità del declino inarrestabile è tutta italiana.
E' roba nostra, e ce la dobbiamo vedere tra di noi guardandoci in faccia l'un l'altro.
La mia generazione è cresciuta suddivisa in tre grandi tronconi: pane e fascismo, pane e comunismo, pane e potere temporale della Chiesa. 
Quindi, ha ingurgitato delle dottrine e si è mossa sempre come inconsapevole pedina di un gioco sociale il cui fine non consisteva nella condivisione collettiva basata sull'accoglienza del dissimile e l'inglobazione dell'altro da sè, ma nella pervicace azione di sostegno alla Dottrina: ricostituire l'epopea mussoliniana, far trionfare l'Armata rossa sovietica, mantenere inalterata la conservazione degli antichi privilegi aristocratici di cui la Chiesa nei secoli è sempre stata attenta e amorevole sponsor.
Poi, le vicissitudini storiche hanno iniziato a scalfire queste solide colonne ideologiche, ma a differenza di altre nazioni e culture, la fine della guerra fredda non ha comportato affatto la liberazione esplosiva, fantasiosa quanto creativa, delle forze intellettuali e imprenditoriali che erano state compresse dalle necessità contingenti della fase bellica. 
Anzi.
Lì si è manifestato, in pieno, il fallimento della mia generazione.
I post-fascisti, i post-comunisti, i post-democristiani, prevedendo (negli anni'80) l'appropinquarsi del crollo delle ideologie e quindi l'inevitabile resa dei conti che avrebbe avviato un giusto ricambio generazionale, con una classe dirigente non più costretta a eseguire gli ordini della Dottrina di riferimento, ne hanno inventata un'altra, di genere consociativo, che consentisse di finire dentro un calderone comune dove la discriminante non fosse più tra fascisti e comunisti o tra credenti e laici (roba ormai obsoleta) bensì condivisa nel nome di un interesse comune: la possibilità di foraggiare una vasta clientela di miopi irresponsabili asserviti: la Dottrina mercatista al soldo dei colossi finanziari.
Chi aveva 20 anni nel 1990, invece di ricevere un fresco impulso dalla splendida occasione di liberare le gigantesche potenzialità di una etnia geniale e creativa come quella italiana, finalmente aperta a una interpretazione del mondo priva di legami dottrinari, si è ritrovata in un mondo in cui davano ordini ex fascisti, ex comunisti, ex democristi vaticanisti (mentalità dottrinaria per eccellenza acquisita sul campo) -per i giovani di allora incomprensibili, dato che non avevano la minima idea di che cosa fosse il fascismo o il comunismo- sorretti dalla dottrina di mercato che imponeva la corruttela come sistema di scambio sociale, perchè "il sistema Italia" aveva lucrato e costruito il proprio benessere tra il 1946 e il 1990 in virtù "anche" del patto diabolico di ferro tra Stato e mafie (quella siciliana, quella calabrese, quella russa) al soldo degli interessi geo-politici della Cia o del Kgb. 
I colossi finanziari anglo-russo-americani accoglievano a braccia aperte i mafiosi nostrani come soci in affari, promuovendoli al rango di "imprenditori legali", a condizione che l'intera struttura dello stato nazionale si mettesse al servizio della loro dottrina.
Si è sviluppata, quindi, una nuova generazione di indottrinati apparentemente non ideologizzati, cresciuta nel fallimento di quella precedente, che ha quindi incorporato delle abitudini antropologiche il cui fine non era più quello di rifondare lo stato fascista oppure di fondare la dittatura del proletariato, bensì quello di considerare norma consuetudinaria l'appropriazione di beni pubblici, l'affermazione del proprio benessere individuale, familiare e amicale, a scapito e danno della collettività. Era ciò che i colossi della finanza volevano e chiedevano, per poter avere in cambio la possibilità e l'opportunità storica -davvero unica- di poter finalmente espoliare il Bel Paese e distruggere un'anomalia inconcepibile e davvero fastidiosa per il loro progetto di fondazione del Nuovo Ordine Mondiale: un paese di pizzettari e di cantanti d'opera che era diventata terra di grandi capitani d'industria, di grandi ingegni intellettuali e scientifici, leader planetario in almeno cinque dei primi segmenti di mercato globali. Se nel 1992 i servi democristiani, fascisti e comunisti, fossero stati chiamati a pagare il conto a nome della loro generazione, l'Italia si sarebbe trovata all'improvviso a dover attraversare un guado davvero molto ma molto difficile, impervio e arduo, doloroso, che sarebbe durato forse uno o due anni, con diverse e molteplici emorragie. Alla fine, sarebbe emersa e si sarebbe affermata una nuova classe dirigente priva di alcuna dottrina in grado di competere su tutto il mercato globale ai massimi livelli. Lo ha fatto il piccolissimo Giappone (distrutto dalla guerra come noi, fallito e ridotto in macerie come noi) che in Asia, rispetto ai giganti cinesi, indiani e russi, è davvero un pugnetto di isolette raffazzonate messe insieme, lo avremmo potuto -e soprattutto dovuto- fare anche noi.
La mia generazione, invece, ha deliberatamente scelto di non farlo.
Assumendosi la responsabilità storica di avviare il processo storico del fallimento italiano.
E' fallita la sinistra, è fallita la destra.

I nuovi, quindi, sono cresciuti all'ombra della dottrina mercatista iper-liberista come puntuali sacerdoti, suddivisi in servi di destra e servi di sinistra, con i grandi vecchi fascisti e i grandi vecchi comunisti a tirar le fila dietro le quinte, con la benedizione delle logge massoniche e delle aristocrazie vaticanensi.
Questo evento ha innescato e prodotto l'attuale perfida crisi economica.
Ma è anche allo stesso tempo un miracolo, il Grande Paradosso della nostra era attuale: un'occasione da non perdere per rifare tutto daccapo.
Perchè nel frattempo è cresciuta un'altra generazione, la quale, grazie alle nuove frontiere messe a disposizione dalla globalità e dall'innovazione scientifica, ha acquisito una mentalità apparentemente apolitica qualunquista indifferente, in realtà assolutamente impermeabile alla Dottrina: qualunque essa fosse.
Una generazione che è cresciuta con l'Erasmus, con i voli low coast, con il web, che ha avuto la opportunità di condividere esperienze con altri popoli e altre etnie perchè -chi ha voluto farlo- andava a Praga, Madrid o Stoccolma per un week end spendendo 100 euro, quindi accessibile a chicchessia. Una generazione cresciuta con una coscienza ecologica, l'idea di una collettività priva di ideologie, orfana di padri e maestri, sola.
Disperatamente sola e abbandonata, senza punti di riferimento.
La caduta dei padri e dei maestri è la caratteristica di questa generazione.
E' la prima generazione di italiani che non è figlia di nessuno.
E' cresciuta nell'orfanotrofio socio-culturale in cui la classe intellettuale pensante -corrotta, irresponsabile e criminale- li ha abbandonati per andar a far festa ai cotillon della visibilità ben organizzata dai dittatori mediatici, grandi pagatori e officiatori di privilegi clandestini.
La prima che non deve affrontare neppure lo scoglio edipico del contrasto generazionale: non ci vuole nulla per dire a se stessi guardando la faccia di Gasparri, di D'Alema, di Schifani o di Veltroni: "Ma questo qui di che cosa sta parlando? Dove vive?" 
Una generazione di zingari della politica.
Una generazione che ha ben incorporato la consapevolezza della propria orfanità e in un sussulto di grande orgoglio psico-genetico ha urlato (e sta urlando) a viva voce: "non ci fregate più, noi non vogliamo essere adottati da nessuna dottrina di riferimento".
I dottrinari sussultano, senza ordini non sono in grado di essere creativi.
E' la caratteristica del M5s come movimento della cittadinanza: è l'unica organizzazione politica che non segue alcuna dottrina.
Ci hanno provato "i vecchi" (di mente, non di età) -ciascuno dei quali asserpentato intorno a una sua specifica idea dottrinaria- a mettergli le briglia sul collo per guidarli, ma essendo privi di quel dinamismo post-ideologico necessario per riuscire a essere presenti nel mondo di oggi, sono andati tutti a sbattere contro un muro di gomma.
Ci provano ancora i post fascisti e i post comunisti, gli accademici e i disadattati, ma quando si accorgono che la dottrina non passa, sdegnati insultano, calunniano e disprezzano il movimento perchè non è possibile inserirlo in una scatola di categoria pre-determinata.
E' quasi impossibile imbrigliare un orfano: o è sfiancato dal proprio dolore emotivo -e quindi non appare e rimane clandestino- oppure è immune a qualunque forma di pressione familiare, perchè nella sua esperienza non viene neppure contemplata.
I dottrinari non capiscono che Beppe Grillo non ha nessuna dottrina, è semplicemente un iconoclasta. Perchè mai dovrebbe avere una dottrina un uomo di spettacolo, un Grande Giullare Anarchico che ha scelto di fare da megafono a dei cittadini orfani? 
La loro forza sta proprio in ciò che i suoi detrattori (tutti al servizio di una dottrina) contestano: la mancanza di una dottrina riconoscibile e di una dirigenza politica con la quale trattare.
Non capiscono che non c'è trattativa.
Non capiscono che possano esistere individui che non vogliono neppure trattare.
Peggio per loro che hanno abbandonato i figli all'orfanotrofio, invitarli al pranzo di Natale quando ormai hanno vent'anni e sono cresciuti con la consapevolezza di essere stati abbandonati da padri irresponsabili, sa di patetico.
Dinanzi a questa situazione pericolosissima per i colossi della finanza (loro odiano e detestano gli orfani e gli zingari, adorano i ghetti, i club, i consorzi, le elites, perchè hanno soldi interminabili e sanno che vincono qualunque tipo di trattativa nel nome di tengo famiglia, ma se uno la famiglia non ce l'ha come si fa?) allora, i vari Goldman Sachs, J.P.Morgan, Merryl Lynch e compagni di merenda, sono costretti a pescare nell'antica pattumiera dell'ideologia familiare.
E così commettono sfracelli ed errori colossali, allo stesso tempo smascherando la loro vera natura, che non è solo e soltanto finanziaria, ma formativa ed essenziale nella costruzione dell'unica dottrina accettabile: quella loro, quella mercatista.
I soldi, per loro, sono un mezzo e un tramite per far politica.
Sono il più agguerrito partito politico del mondo occidentale.
Oggi, scendono in campo nell'agone prendendo atto che la dirigenza politica italiana è composta da farlocconi incompetenti e la fanno loro la linea.
E' ciò che sta accadendo.
Ormai i tre giganti della finanza, spudoratamente, stanno dettando l'agenda politica nazionale addirittura in maniera eclatante.
E così, oggi, nella sola città di Milano e provincia, ci sono circa 300.000 persone disperate e inviperite perchè Goldman Sachs l'ultimo mese li ha rovinati. Si calcola che in Italia siano circa due milioni le persone che hanno perso complessivamente circa 2 miliardi di euro. Sono quelli che in data 20 ottobre 2013 hanno ceduto alle sirene di Banco Popolare di Milano, Mediolanum, Banca Carige, Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo, Credito Valtellinese, Banco di Desio, Ubi Banca, Banca dell'Etruria, tutte banche che hanno convinto la loro clientela ad acquistare titoli di Mediaset mostrando le paginette del "prospetto Goldman Sachs messo a disposizione da Union des Banques Suisse" che dimostrava (secondo loro scientificamente) che entro il 20 dicembre il titolo avrebbe avuto una impennata intorno al 25% e quindi erano soldi sicuri. Gli impiegati e direttori di quelle banche hanno insistito con la propria clientela a tal punto da mettersi addirittura a disposizione nel dare un mutuo che funzionava nel seguente modo: ti dò 50.000 euro di credito al 7% di cui però ne devi investire 40.000 acquistando azioni Mediaset che io prendo in garanzia; tra quaranta giorni quei 50.000 saranno diventati circa 70.000, tu mi ripaghi il mutuo e ti prendi il tuo bel guadagno. Si vince facile. E così, ci sono stati casi in cui piccoli imprenditori hanno abboccato, insieme a pensionati, casalinghe, hanno versato ciò che avevano e oggi si ritrovano con un bel 25% in meno sul quale verrà applicato l'interesse composto da parte della banca che farà valere l'anatocismo, perchè manca la copertura. Intendiamoci, detto fra di noi, peggio per loro.
Ti piace vincere facile? Ti arrangi.
(consentitemi un applauso narcisista: questo è stato l'unico blog d'Italia che ha denunciato l'inquietante ingresso del colosso finanziario nella vita politica attiva italiana, allertando le persone).
L'altro ingresso in politica, ufficialmente, è quello della Merryl Lynch che ieri ha annunciato -pubblicato su tutti i media- il risultato della propria analisi: nel 2015, se Letta va avanti così, c'è il rischio che M5s prenda almeno il 30% dei voti.
I commenti generali sono stati: "avete visto? Anche la finanza ha capito che il movimento vince".
Invece si tratta di un abile falso in salsa mediatica.
E' un ragionamento dottrinario dal quale è necessario prendere le distanze.
Se non altro per il fatto che i "consulenti" ovvero coloro che hanno redatto lo studio sono il figlio di Draghi, il figlio di Monti, lo stesso Mario Monti, Quagliarello, Corrado Passera.
L'affermazione della Merryl Lynch mi appare doppiamente subdola: si introduce in maniera surrettizia l'idea che si voterà nel 2015 dandolo per scontato, e in tal modo allunga la vita all'attuale governo facendo intendere che è sorretto dai colossi della finanza. E' un piacere a Giorgio Napolitano, il quale ha stabilito sua sponte che si voterà soltanto nel 2015. Si dà la guazza al movimento pensando che gli zingari orfani, irretiti dall'applauso, non si accorgano dell'inghippo sotterraneo. A questo va aggiunto che non è un colosso americano della finanza a stabilire quando si andrà a votare, bensì il parlamento sovrano italiano, il quale -a seconda delle pressioni che riceve da parte della società civile- se a un certo punto si rende conto che non ha più la maggioranza e l'opposizione chiede la fiducia e butta giù il governo, è necessario andare alla consultazione.
Sarà la giovane generazione priva di indottrinamento a stabilire se si andrà a votare oppure no.
Non sarà un colosso della finanza.
I dottrinari insistono nello sciorinare menzogne pericolose in salsa mitomane.
Anche oggi, la nostra troika nazionale (Letta-Saccomanni-Alfano) ha rilasciato entusiastiche dichiarazioni sostenendo che "l'Italia nei primi sei mesi del 2014 riuscirà ad avere un incremento del pil nell'ordine dell'1%".
E' impensabile, per non dire risibile.
I nodi stanno venendo al pettine: accade sempre così quando negli stati la dottrina nazionale non ha più presa sulla popolazione.
Crollato il fascismo, sparito il comunismo, evaporato il democristianismo, per vent'anni abbiamo subito la dottrina del mercatismo della finanza.
Ha ancora un suo appeal dal punto di vista finanziario.
Merryl Lynch è la stessa azienda che 36 ore prima che in Usa si verificasse il più grosso fallimento finanziario della storia, nell'inverno del 2008, identificava la Lehman Brothers come "un'azienda solida, composta, con i bilanci in perfetto ordine".
Dieci giorni dopo, tutte le televisioni del mondo mostravano gli impiegati che andavano via con gli scatoloni e il mondo occidentale entrava nella recessione.
I questo momento, qualunque analisi politica che sia il prodotto fornito dai colossi della finanza, ha come unico obiettivo quello di garantire la tenuta dello status quo italiano, del suo immobilismo e della salvaguardia della dottrina mercatista di cui Letta-Napolitano-Alfano sono i curatori e gli amorevoli custodi.
Dar la caccia ai vampiri è un imperativo categorico della pulizia etica odierna.
Questa, va dato atto, è la grande lezione che ci sta insegnando la giovane generazione oggi.
A ciascuno secondo la propria capacità, opportunità, gusto, possibilità, strumentazione.
Il fine non consiste nell'affermare nessun principio, nel fondare nessuna dottrina.
Basta abbattere il palazzo fatiscente prima che rimaniamo sepolti sotto le macerie.
Matteo Renzi mi dà l'idea di un interior decorator, abituato a girar per i defilèe di moda, che ha accettato l'impiego di cambiare i tendaggi, il colore delle pareti, il disegno dei divani e il vasellame, proponendo di abbattere un certo muro per costruire la zona per la piscina.
Si è dimenticato prima di chiedere all'ingegnere ragguagli sui pilastri di sostegno.
Per non parlare del terreno sottostante che è argilloso, franoso e il tutto è sistemato in una zona ad altà densità di rischio terremoto.

I satelliti lo confermano.


12 commenti:

  1. pezzo appassionato e militante...tirtaico.grazie m.g.

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  2. Non è un post,è un alimento portatore di energia,un diradatore di nebbie,un faro nella notte di questi tempi di buia partigianeria egocentrica ,disumana,suicida e INACCETTABILE.E' un sano alimento per la mente,e Dio sa se ce n'è bisogno per ridisegnare un domani degno di essere vissuto:a partire da OGGI.Con profonda gratitudine Sergio di Cori Modigliani,Grazie.Grazie.Grazie!

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  3. Quello che sta accadendo da noi in Italia è, in piccolo, quello che sta accadendo nel resto del mondo globalizzato, la consapevolezza è a portata di chiunque la voglia acquisire. Oltre al fascismo, al comunismo e alle dottrine religiose ha fallito la politica dell'alta finanza liberista o meglio è stata smascherata per quello che è in realtà, cioè una colossale rapina in atto dall'oligarchia mondiale non solo in termini di denaro ma di materie prime, di cibo, di acqua, di diritti e il tutto lasciandoci tonnellate di spazzatura di tutti i tipi da seppellire in giardino. Per questo altri movimenti come gli indignados spagnoli o gli americani di occupy wall street guardano al m5s in italia, tutti insieme si può fare qualcosa, il problema italiano riguarda tutto il mondo. L'oligarchia mondiale possiede enormi mezzi di dissuasione, compreso il web e altre armi di distrazione e di distruzione di massa. Ce la faremo? La storia sembra insegnarci di no, ma c'è sempre una prima volta. Io credo nella profezia dei Maya!

    Grazie Sergio!
    Rasti

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  4. Pezzo appassionante, il cambiamento è inevitabile.

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  5. chi ti scrive appartiene alla generazione dei vincenti, quelli nati prima
    della guerra. ma i falliti hanno finito per batterci.....GFC

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  6. Grazie Sergio, altri prima di me hanno espresso al meglio il mio pensiero. Mi unisco ai precedenti commenti in toto.
    Maryta

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  7. Grazie Sergio, una perfetta analisi degli ultimi trent'anni. Io, benchè già in età matura, mi sento una giovinetta di fronte alla decadenza degli appartenenti ai partiti politici di dx o sx o centro che dir si voglia. Speriamo che siano in molti a leggere queste tu "lezioni".

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  8. complimenti Sergio!!! hai beccato anche la previsione sulle azioni Mediaset di cui avevi parlato qualche settimana/mese fa quando erano sulla cresta dell'onda... Alla faccia di chi ti ha detto che non ci capisci di Economia(genio!)

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  9. In mezzo a tante menzogne e mistificazioni, un grande post che purifica l'animo. Complimenti Sergio.
    Valerio

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  10. Splendido pezzo Sergio, a tratti commovente! Sono convinto che ce la possiamo fare.

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  11. Se è vero che l'11 settembre è stato pilotato per avere la scusa necessaria al fine di scatenare guerre contro i paesi definiti come stati-canaglia, che erano colpevoli di detenere le materie prime così necessarie agli Stati Uniti e il ruolo geopolitico atto a estendere il potere USA in una zona delicatissima per gli equilibri mondiali, per quale motivo non dovremmo pensare che il fallimento Lehman Brothers abbia avuto la stessa natura?
    Ovvero quella di evento fittizio, scatenato ad arte per poter giustifcare la cronologia degli eventi successivi che altrimenti sarebbero stati inaccettabili.
    La copertura in mondovisione dell'evento, e l'assordante battage mediatico che ne è seguito e a tutt'oggi non si è ancora placato, tende a confermare questa ipotesi. Era necessario dare la massima visibilità e la massima credibilità possibili a quello che doveva essere l'evento scatenante per un'agenda accuratamente pianificata. Inerente l'atto che si voleva finale sul secondo fonte della guerra in corso, quello combattuto per mezzo di strumenti non militari, e per questo tanto più importante nei suoi fini e nei suoi esiti.
    Per esso era giunto il momento cruciale, che prevedeva la battaglia definitiva del sistema finanziario contro la parte di quello industriale, istituzionale e sociale che ancora non era sotto il suo controllo, vincendo la quale sarebbe pervenuto al predominio assoluto.
    In questo mi sorprende sempre il fatto che malgrado ciascuno di noi, a seguito di una menzogna da parte di un singolo individuo che si sia dimostrata come tale non siamo più disposti a dargli credito alcuno, malgrado le continue menzogne propagate dal sistema mediatico, invece di imparare a classificare gli eventi fittizi da esso fabbricati ad arte secondo i dettami del Truman Show, continuiamo a dargli fiducia cadendo nei tranelli che dissemina per ovvi motivi.

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