lunedì 4 febbraio 2013

Berlusconi e la Spagna affondano l'Europa: tiene banco il nuovo capitolo della guerra tra le due Cristine



di Sergio Di Cori Modigliani



Dalla prima linea del fronte della “guerra delle due Cristine”.
Che succede in giro per il mondo? Leggendo e ascoltando i nostri media sembra che non stia accadendo nulla di particolarmente nuovo, né interessante per noi, con l’aggiunta della doverosa tara di cinismo italiano. In Siria si massacrano senza esclusione di colpi, in Iraq muoiono come mosche, in Mali i bombardieri francesi fanno il loro lavoro, preannunciando l’inevitabile avanzata di terra che –da qui a due mesi- imporrà l’intervento della cosiddetta “forza di pace” europea (tra cui i nostri soldati), in India la popolazione si indigna per gli stupri quotidiani di gruppo, e in Usa dei dementi uccidono innocenti, sequestrano bambini, e così via dicendo.  Così va il mondo.
Le vicende internazionali del nostro pianeta ci vengono presentate nella sua veste ottimale, da cui ne viene fuori -come inevitabile reazione- l’orgoglio di sentirsi europei. Da noi va tutto bene, con la chicca del nostro circo italiota in piena campagna elettorale, tanto per aggiungere delle spezie divertenti.
Le persone, quindi, sono più che autorizzate a pensare che da noi (in Europa) non sta accadendo nulla se non le consuete mestizie propagandistiche nostrane e speriamo che vinca il migliore (cioè il partito per cui uno ha deciso di votare).
Poi, all’improvviso, compare su qualche giornale un annuncio direi quasi comico. Viene data la notizia che la presidenta argentina Cristina Kirchner, due giorni fa, ha inviato 28 tweet in 26 minuti al segretario del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, come se avesse avuto una specie di attacco isterico o come se stesse protestando per qualche ragione che non viene spiegata, una specie di sfogo pubblico, come se fosse Belen Rodriguez che parla di Fabrizio Corona. I giornali europei ne parlano molto poco (quelli italiani quasi per nulla) e compaiono due articoletti su La Stampa e Il sole 24 ore.
Ma che cosa sta accadendo, in realtà?
E che cosa ha a che vedere con noi?
Direi molto di più di troppo: praticamente tutto.
Perché quei 28 tweet sono la traduzione mediatica immediata, da applicare sui social networks, di furibonde battaglie al fronte di una guerra che non è una querelle isterica tra due donne potenti, non è una questione periferica in quel di Sudamerica, ma che ci riguarda in prima persona tutti. Intendo dire tutti gli italiani. E non solo.
Perché si avvicina la resa dei conti.
Perché l’Argentina, per ovvi motivi storico-politico-culturali, è legata a doppio filo con la Spagna, dove sta esplodendo la loro prima tangentopoli che riguarda Banco Popular, Caxia Bank, Banco Libertador e (surprise!) il Banco Santander con i loro legami con lo Ior e l’opus dei e con le banche italiane (vera motivazione del fatto per cui oggi, 4 febbraio 2013, l’intero comparto bancario europeo va a picco in borsa).
Perché i sindacalisti spagnoli sono andati a spiegare che cosa sta accadendo da loro alla televisione argentina, brasiliana, cilena, uruguaiana. I responsabili del partito socialista spagnolo, intervistati dalla televisione argentina, hanno cominciato a dare specifiche e precise informazioni, con nomi, date, dati, cifre, su “un vasto sistema di corruttela diffusa in tutte le nazioni dell’euro dove una ristretta pattuglia di oligarchi aristocratici si è messa al servizio dei colossi finanziari e prende ordini direttamente dal Fondo Monetario Internazionale devastando e distruggendo l’intera struttura industriale europea, provocando disoccupazione, crollo dei consumi, abbattimento del mercato del lavoro, impoverendo il tessuto sociale, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico-esistenziale” (suona, per caso, familiare?).
Il tutto (ovverossia la reazione kirchneriana tweettata) nasce come risposta a un attacco condotto da Christine Lagarde che ha fatto sapere di aver già denunciato l’Argentina presso le organizzazioni internazionali del commercio, prefigurando una possibile espulsione del paese da organismi globali. Perché? Di che cosa è imputata l’Argentina? E perché adesso? Chi è sul banco degli imputati?
Sul banco degli imputati ci sono tre leggi fatte approvare di recente dal parlamento argentino: 1) il divieto per le banche nazionali di operare finanziariamente sui derivati e l’esclusione di investimento da qualsivoglia forma di speculazione sui derivati, con la specifica che il profitto le banche lo devono realizzare facendo affari con le imprese per le imprese. 2)  l’applicazione di un piano (lanciato un anno fa) di protezionismo nazionale applicato a tutte le multinazionali (soprattutto europee) che investono in Argentina nel segmento di mercato “alto” che ha imposto loro il seguente dispositivo subito applicato: “volete vendere le vostre auto di lusso qui a Buenos Aires visto che c’è un grosso mercato? Bene, lo potete fare alle seguenti condizioni: o pagate una aliquota del 50% allo stato per entrare nel mercato, dato che i vostri prodotti non sono essenziali per la felicità della nazione se non per i ricchi che possono permettersi l’acquisto di una vettura che costa 35.000 euro, oppure vi diamo un’altra opzione: il profitto che realizzate lo depositate nelle banche nazionali in modo tale da garantirci che non finiranno nel calderone dei derivati, dopodiché lo investite in loco creando lavoro e occupazione oppure acquistando merci prodotte dall’agricoltura argentina –versione green economy biologico eco-sostenibile- che poi rivendete in Europa e che statisticamente finisce sotto la dizione “esportazioni argentine” e il profitto ricavato lo reinvestite nel paese d’origine. 3) diritto di salario minimo garantito di cittadinanza che rialza di un 4% l’inflazione.
Veniamo al punto 2. Le imprese europee all’inizio hanno protestato con la Lagarde, la quale alla fine è stata costretta a cedere. E che cosa è accaduto? La BMW, la Mercedes Benz, la Audi, la Maserati, Prada, Bulgari, Christian Dior, Ferragamo, La Perla, ecc., hanno scelto di accettare pur di non perdere il mercato. Vendono da matti perché lì i ricconi sono tanti, hanno aperto società che acquistano riso, vino, formaggio, prodotti ortofrutticoli, pelli conciate e semiconduttori elettronici, e li rivendono in Europa e Usa con notevole profitto. Quindi funziona.
Ed è iniziata la guerra. Perché se passa questo modello e la gente lo viene a sapere poi lo vuole imporre dovunque e finisce che si viene a conoscere (nel senso di capire, comprendere) che esiste un’alternativa, che si chiama “glocal” e che ruota intorno a un perno centrale dell’economia che va nella direzione opposta a quella di Bersani/Berlusconi/Monti/Draghi e che consiste nel creare ricchezza nei singoli territori obbligando le imprese e le aziende a reinvestire il profitto per rilanciare l’occupazione creando ricchezza.
In Confindustria hanno perso davvero la testa, perché se passa questo concetto saltano le mafie dell’allaccio diabolico italiano tra aziende/partiti/finanza.
Qui di seguito vi propongo, in copia e incolla, l’opinione della nostra crema industriale, laddove “Il Sole 24 ore” ieri presentava la situazione argentina. Vi riporto l’articolo per intero.

L'assurda politica di Cristina Kirchner.

Un'idea bizzarra, a dir poco. Apparentemente senza senso. Che se funziona non può essere definita in altro modo che geniale, quasi rivoluzionaria, nel suo piccolo. Ma i risultati dicono che le cose vanno diversamente. L'idea è sbagliata, non solo bizzarra.
Anzi peggio, dannosa. Il genio mancato è quello di Cristina Fernández Kirchner, il presidente argentino che assieme ai suoi ministri sembra aver perso oltre al consenso di inizio mandato, anche il senso della realtà. Per sostenere la bilancia commerciale, ha imposto alle imprese multinazionali che producono sul territorio nazionale di diventare esportatori di prodotti argentini: importi materie prime e semilavorati per cento? Devi esportare specialità tipiche per cento. È così che Bmw è stata costretta ad esportare riso dall'Argentina, Porsche vino e Pirelli miele. Senza arrivare a nulla. Mentre altre società, come l'italiana Indesit o la cinese Huawei, scoraggiate dai vincoli governativi all'import-export hanno rinunciato in partenza a produrre in Argentina. Che idea, signora Kirchner!
La redazione economica

Fine dell’articolo.
Secondo Confindustria, questo è giornalismo finanziario-economico.
Secondo loro, con questo articolo, hanno spiegato agli imprenditori italiani che cosa sta accadendo in Argentina. In un altro articoletto presentavano lo “sfogo tweetterato” come il prodotto di una isteria femminile ormai allo sbando.
La verità è che nel 2012 il 95% dei professionisti, imprenditori, giovani laureati argentini che nel 2003 erano emigrati in Spagna per via della disoccupazione e della miseria, sono rientrati tutti in patria. Non solo. Considerando che nel Regno di Spagna la disoccupazione ha raggiunto il livello del 27%  e tra i giovani (18-35 anni) tocca ormai la punta del 75%, si sono portati appresso in Sudamerica decine di migliaia di spagnoli diplomati e laureati in cerca di lavoro, i quali riferiscono ai loro compatrioti che sono rimasti a Madrid che “è possibile una alternativa alle attuali politiche europee”. Facilitati dal fatto di parlare la stessa lingua e grazie alla velocità immediata garantita dai social network e dalla rete, gli spagnoli (anche i più conservatori) hanno cominciato a fare domande, a informarsi. Inoltre, per rintuzzare gli attacchi del Fondo Monetario Internazionale, la presidenta Cristina Kirchner ci ha tenuto a rispondere per le rime alla presidente del FMI Christine Lagarde ricordandole “che non accetto nessuna lezione da un paese aberrante e immorale come la Spagna, nazione in cui il Fondo Monetario Internazionale in pieno accordo con la BCE ha seguitato a dare soldi del popolo alle banche i cui dirigenti sono corrotti e ladri” e per non essere accusata di populismo o demagogia ha fatto anche i nomi e i cognomi chiamando in causa i principali dirigenti di Banco Santander e Caxia Bank i quali  sono proprio i soci amiconi del Monte dei Paschi di Siena (e non solo) legati a doppio filo con la Confindustra italiana, essendo Santander sponsor principale della Ferrari auto, e Caxia Bank il legame istituzionale tra la cattolicissima Catalogna e le università e ospedali religiosi italiani finanziati dallo Ior.
Il fronte della guerra tra le due Cristine, quindi, si è allargato, perché ha aperto il fronte europeo (sperando che sia qualcosa di simile allo sbarco in Normandia nel 1944) esplodendo in quel di Spagna. E bisogna impedire a tutti i costi che il modello sudamericano venga preso in considerazione come “potenzialmente interessante perché realistico e sostenibile”.
I cosiddetti “ 28 tweet” sono una sintesi realizzata dai consulenti della comunicazione della presidenta, i quali hanno fatto un editing di un discorso pubblico durato ben 2 ore e mezza, di una lettera esplosiva inviata a Sua Maestà il re di Spagna, nella quale gli si spiega che passerà alla Storia come il responsabile della distruzione e rovina della nazione iberica, e di una lettera a Chrisitne Lagarde nella quale la Kirchner spiega che non accettano né ordini, né imposizioni e neppure suggerimenti da quegli “organismi internazionali che hanno prodotto negli ultimi dieci anni soltanto aumento della miseria, crollo dell’economia in Europa, disoccupazione spaventosa”.
A onor di cronaca va segnalato il quotidiano La Stampa, dove, se non altro, si è costruito un virgolettato di sintesi che riproduce in maniera veritiera lo scontro tra le due Cristine. Giustamente è stato firmato. E’ già qualcosa.
E’ apparso ieri.
Eccolo qui, in copia e incolla.

 Kirchner furiosa “distrugge” il Fmi
con 28 tweet in meno di mezz’ora

L’attacco della “Presidenta” 
dopo che il Fondo Monetario Internazionale aveva condannato 
le statistiche “inesatte” su inflazione e Pil dell’Indec, l’Istat argentino
PAOLO MANZO. La Stampa. 3 Febbraio 2013
28 tweet in mezz’ora, alla media record di 140 caratteri al minuto. La presidenta argentina Cristina Kirchner ha sfogato così via Twitter tutto il suo disprezzo nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, che 24 ore prima aveva condannato ufficialmente le statistiche “inesatte” su inflazione e Pil dell’Indec, l’Istat del paese del tango. Ecco in sintesi il “Cristina pensiero” contenuto nei 
28 tweet postati a velocità record da una presidenta mai così furiosa e presente su Internet. 

“Chi poteva immaginare allora un mondo trascinato a terra dai mercati finanziari? Néstor il mio compagno aveva previsto tutto. Dove stava il FMI che non ha potuto accorgersi di nessuna crisi? Dove stava quando si formavano non bollicine bensì mongolfiere speculative? Dove stava uno dei suoi ex direttori (il riferimento è allo spagnolo Rodrigo Rato, ndr) quando Bankia, la banca che lui dirigeva, ha dovuto essere aiutata con miliardi di euro? Oggi la Spagna ha il 26% di disoccupati, in gran maggioranza giovani e sfrattati. In quali statistiche sono raffigurate queste tragedie? Quali sono i parametri o le “procedure” con cui il FMI analizza i paesi falliti che continuano ad indebitarsi, con popolazioni che hanno perso la speranza? Che succede con i paesi emergenti come noi che hanno sostenuto l’economia mondiale nell’ultimo decennio e a cui oggi vogliono mettere in conto i piatti rotti da altri? Conoscete qualche sanzione del FMI, qualche decisione contro questi altri che si sono arricchiti e che hanno fatto fallire il mondo? No, la prima misura che prende il FMI è contro l’Argentina. 

L’Argentina alunna esemplare del Fondo Monetario Internazionale negli anni Novanta, che seguì tutte le ricette del FMI e che, quando esplose nel 2001, è stata lasciata sola. Argentina 2003. Da sola, senza accesso al mercato finanziario internazionale l’Argentina ha visto crescere in 10 anni il suo PIL del 90%, la crescita maggiore di tutta la sua storia. L’Argentina che ha costruito un mercato interno con l’inclusione sociale e le politiche anticicliche. Ha pagato tutti i suoi debiti al FMI, ha ristrutturato due volte, nel 2005 e nel 2010, il suo debito andato in default con il 93% di accordi con i suoi creditori senza chiedere più nulla in prestito al mercato finanziario internazionale, per farla finita con la logica dell’indebitamento eterno. E con il business perenne di banche, intermediari, commissioni, ecc, che avevano finito con il portarci al default del 2001. Questa sembra essere la vera causa della rabbia del FMI. 

L’Argentina è una parolaccia per il sistema finanziario globale di rapina e per i suoi derivati. L’Argentina ha ristrutturato il suo debito e ha pagato tutto, senza più chiedere nulla in prestito. 6.9% di disoccupati, il migliore salario nominale dell’America latina e il migliore potere d’acquisto misurato in Dollari statunitensi. Nel 2003 avevamo il 166% di debito su un Pil rachitico, il 90% del quale in valuta straniera. Oggi abbiamo il 14% di debito su un Pil robusto e solo il 10% è in valuta straniera. Perciò mai fu migliore il titolo del comunicato del ministero dell’Economia argentino di oggi: “Ancora una volta il FMI contro l’Argentina”. FMI + FBI contro l’Argentina. Non spaventatevi, il FBI sono i Fondi Buitres (avvolto, ndr) Internazionali. Noi continueremo a lavorare e a governare come sempre per i 40 milioni di argentini”. 

Se qualcuno  tra i lettori è interessato ad avere delle informazioni complete e complesse, esaustive ed esplicative, può scrivere al seguente indirizzo
Centro de Estudios para el Cambio Social. Correo electrónico:cecso.argentina.2011@gmail.com
È un’ottima e attendibile fonte di informazione e in questo momento sono quelli che stanno fornendo ogni tipo di notizia sulla autentica realtà sociale argentina. Provengono dalla spaccatura della CGT (Confederacion General del Trabajo) il corrispondente argentino della nostra CGIL, di cui la Kirchner era stata una importante membro (è nata come sindacalista agguerrita) ma nel 2010 dopo una furibonda battaglia interna si è spaccata perché il sindacato è stato accusato dalla stessa Kirchner di “essere diventati conservatori, legati a un’idea del mondo che presuppone ancora l’accumulazione capitalista e finisce per mettersi al servizio inconsapevole dei colossi della finanza strozzina; il sindacato, oggi, deve essere dinamico, flessibile e non si deve occupare di condurre battaglie per sostenere privilegi acquisiti, bensì scendere in campo e inventare, produrre e diffondere piena occupazione e lavoro garantito a tutti, soprattutto pagato bene, perché ciò che ci distingue dalle bestie è la dignità di chi nel lavoro trova il ruolo della propria espressione esistenziale e non soltanto veicolo di sopravvivenza”.
Oggi il CECS svolge lavoro di formazione e di consulenza mediatica.
Ecco che cosa sta accadendo in quel di Sudamerica.
Benvenuti nel mese 2 dell’era post-Maya.

P.S. Precisazione: ho chiamato la Kirchner  “presidenta”, a differenza di Christine Lagarde che viene chiamata “presidente”. C’è una ragione specifica, di natura antropologico-politico-culturale. Cinque anni fa, a Buenos Aires esplose un divertente “scandalo” che coinvolse gli accademici della lingua spagnola. In tutta l’Argentina e in gran parte del Sud America si svolsero diverse conferenze davvero gustose relative all’uso del termine “presidenta”, considerato un gravissimo errore grammaticale dato che il termine è un participio presente del verbo presiedere e non ha genere: colui che presiede è alla pari di colei che presiede. La Kirchner insistette sostenendo che la sua elezione dava inizio “all’irruzione sullo scenario pubblico di una modalità dell’interpretazione politica che è tutta femminile, perché  basata sulla cura delle persone, sull’accudimento sociale, sulla ricerca dell’armonia, su una nuova estetica” e quindi impose il neologismo. Finì in un furibondo scontro. Alla fine, gli accademici spagnoli se ne ritornarono in patria con la coda tra le gambe e nei testi ufficiali viene spiegato che in Sudamerica “il dialetto castigliano locale rispetta l’uso della desinenza femminile di genere per convenzione sociale riconosciuta dal 2007, da cui il termine “presidenta” che indica, nello specifico, l’esercizio del potere esecutivo da parte di una femmina”. 

22 commenti:

  1. l'indirizzo email non funziona, per favore può leggere il messaggio su facebook? Sto cercando informazioni dettagliate sulle previsioni economiche dell'Argentina ma non riesco ad inviare email all'indirizzo da lei fornito.

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    1. Ho cervato all'indirizzo di Sergio e mi hanno risposto dopo 10 minuti:
      Vedi sotto se ti può servire

      puedes ver información en:
      http://cecsodeargentina.wordpress.com/
      http://www.facebook.com/centrodeestudios.paraelcambiosocial.9
      http://marianfeliz.wordpress.com/

      Saludos

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  2. sul sudAmerica sei imbattibile ..

    ma ho letto in un articolo nel web che la "presidenta" sta dando largo respiro alla soia transgenica di 2 generazione diciamo, facendo affari con MONSANTO ed è anche orgogliosa .
    E' la solita mala informazione ?
    ho cercato di sintetizzare , magari ho tralasciato qualcosa di importante da dire ..

    ammiro molto la presidenta , ma se questa sulla monsanto è vero non è una bella cosa ..

    se fosse mala informazione ci potresti illuminare un po sulla vicenda agricola geneticamente modificata ?in argentina ? cosa sta succedendo realmente ?
    non riesco a pensare che la presidenta lasci e anzi avvalli i prodotti geneticamente manipolati .
    cosa ne pensi ?

    grazie

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  3. Bella fantasia non c'è che dire. I fatti pero' sono piu' semplici: l'FMI accusa l'Argentina di falsificare le statistiche riguardanti l'inflazione e il prodotto interno lordo. Questi sono i fatti cosi come li racconta l'FMI. Uno puo' non credere all'FMI ma quello è quanto dice come ognuno puo verificare andando sul sito dell'FMI. Tutte le congetture riportate nella sua narrazione invece non si sa dove sono state prese.

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    1. Caro troll anonimo, stà finendo l'era dei messaggi come il tuo, fosse per me ti metterei alla gogna così impari a non informarti o a remare contro il tuo stesso futuro. Spero ti paghino bene..

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    2. Accendi pure la Tv e goditi i telegiornali nostrani. La verità non fa per te.

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    3. Europa: 1 milione di euro per addestrare i funzionari a fare i "troll"


      La UE ha deciso di addestrare eurotroll per impedire la diffusione di "sentimenti anti euro". Così l'anno prossimo voteremo secondo prescrizione.

      Beh che dire, preparatevi: tra qualche mese, ogni volta che qualcuno su Internet, Facebook o Twitter si azzarderà a menzionare certe parole chiave, vedrà l'assalto dei troll pronti ad azzannarlo.

      Scrivere "uscire dall'euro", "MES", "fiscal compact", "ritorno alla lira" o altre parole ad alto rischio di critica attirerà subito gli esperti del caso, quelli bravissimi a sfottere, deridere, insinuare, insomma a buttare tutto in caciara. Troll professionisti. L'ha scoperto il Telegraph, che racconta come l'Unione Europea si stia preparando alle elezioni del prossimo anno cercando di preservare se stessa e le proprie istituzioni investendo qualche milione di euro allo scopo.

      http://crisis.blogosfere.it/2013/02/europa-1-milione-di-euro-per-addestrare-i-funzionari-a-fare-i-troll.html

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    4. W i troll anonimi! bravo, spero ti paghino abbastanza. Finirà presto.

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  4. Vedo che l'Argentina è il nuovo eden dei complottisti, quelli che l'euro, Merkel, Monti, FMI, etc...
    Racconto mitico, favola, fate voi, ma l'Argentina sta andando a folle velocità verso un nuovo crash.

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    1. A me sembra che verso il crash ci stiamo andando noi!!! e non siamo soli: Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda, Slovenia, Cipro... e non è ancora finita. Lo dicono i dati pubblicati e forniti dal FMI, non dal Manifesto (quelli nemmeno se ne accorgono)
      Il sistema sta creando povertà e disoccupazione in tutti i paesi periferici dell'Europa (periferici rispetto al centro...area del Marco).
      L'Eurizzazione dell'Europa sta provocando gli stessi medesimi identici danni provocato dalla Dollarizzazione dell'Argentina.
      Vogliamo continuare così? io NO

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  5. Non c'e' solo l'Argentina. Vi sono anche altri paesi. Altri modelli.
    E' sulla mancanza di dibattito che punterei il dito. Nessuno in Italia ne vuole discutere. Al massimo prendono in prestito qualcosa come il reddito di cittadinanza. Tutto il dibattito in questo paese e' ridotto a come salvarlo o peggio, come fanno i nostri politici a salvarsi.
    Su come rinnovare lo stato mettendolo al passo coi tempi? Zero.
    Questo rottame di stato gestito da una classe dirigente oltre che incapace, disonesta sembra avere soltanto un problema: quello di essere salvato. Un cotolengo dove ormai non funziona piu' niente. Il grande dibattito politico inizia qui. Ma per il momento sono tutti in stazione
    a spingersi per salire su un treno che non si sa se parte e per dove parte.

    http://www.economist.com/news/leaders/21571136-politicians-both-right-and-left-could-learn-nordic-countries-next-supermodel?spc=scode&spv=xm&ah=9d7f7ab945510a56fa6d37c30b6f1709

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    1. ha ha ha che ridere, proponi come alternativa un articolo (di una rivista di proprieta' di banchieri) dove si inneggia al liberismo e alla thatcher. vuoi sapere cosa sta succedendo in nord europa? ve allora vai a fare un giro li, io sono tornato da poco, certo per carita, si sta ancora molto bene, anni luce dalla nostra italia, ma in norvegia( non membro eu) ho visto un sacco di giovani svedesi che si sono spostati perche in svezia non c'e' piu' lavoro per i giovani(tasso di disocupazione giovanile 23%). sara il modello di milton friedman che ti piace tanto.

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  6. http://www.informarexresistere.fr/2012/10/05/piu-di-120-economisti-pubblicano-un-appello-su-le-monde-contro-il-trattato-fiscale-europeo/#ixzz2K1EHHa1r

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  7. Altro che bollicine, tutto l'articolo -- con in testa i 28 tweet, of course -- è da Dom Perignon del '95!
    Il post-scriptun invoglia poi a stappare una seconda bottiglia. Peccato -- o fortuna? -- che sono quasi astemia.

    Un certo ex-operaio ed ex-sindacalista a capo di una provincia del Sud, che potrebbe essere a pieno titolo ribattezzata "la provincia dei veleni" (e di sicuro -- purtroppo per i suoi abitanti -- non a ragione di bisticci telematici) dovrebbe proprio fare uno stage di apprendistato presso la sua ex-collega argentina.

    Ciao Modigliani, alla via così!
    Con sincera stima, Marilù.

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    1. Ehm, piccola correzione di un errore di battitura: "post scriptum". Of course.

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  8. Leggo l'articolo qui e riportato su altri siti dove in alcuni commenti si mette in discussione la veridicità di quanto scritto. In particolare si riportano le tabelle della Banca Centrale Argentina che sembrano smentire la lettura di Modigliani. Si può fare chiarezza?

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  9. Troll ma smettila sei ridicolo, non c'è bisogno di leggere i tuoi pseudoarticoli basta guardare la realtà, conosco la spagna e so, SO, che gli spagnoli stanno emigrando ovunque compresa l'Argentina.. gli argentini sono tornati da anni.. e fra un po' quando smetteranno di pagarti per sparare stronzate ci dovrai andare pure tu in argentina...

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    1. scusami,ma vedo che riconosci l?anonimo sopra come un Troll,perche cedi alle sue provocazioni.??Un troll è un troll..lascialo perdere!!
      Jessejo

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  10. Un articolo eccellente.... grazie del lavoro fatto per noi.
    Fra amici proprio ieeri sera si paralva di derivati e di un'economia che non esiste per il popolo.... di prodotti avvelenati e mistificati.
    Ci sarebbe la necessità di tornare ad un'economia sana, sostenibile, dopo i soldi tornano ad essere una modalità diversa del baratto.
    Ed è incredibile come le persone che andranno a votare non danno nessun valore a questo mondo, eppure questo mondo è diretto dall'ecopnomia, peccato sia un'economia avvelenata.

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  11. Fmi ha ragione nel dire che l inflazione e fuori controllo, vi assicuro che supera il 20%, altro discorso sono i provvedimenti che vuol prendere Fmi, sul populismo della kirchener ne discutono molto anche gli argentini e molti non sono d-accordo sulle sue politiche sociali, regalare sussidi per avere voti, ma il problema dei dazi non capisco da dove nasca, in brasile i dazi su vino e macchine arrivano al 110% e nessuno dice nulla, non sara mica che li il Fmi ha i suoi interessi e non vuole preoccuparsi?????

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  12. Caro publio, non sempre il male peggiore e' l'inflazione. Bisogna capire sia le cause che le conseguenze. Se la causa e' come in Argentina dovuta ad una crescita' virtuosa, chi forma i prezzi trasferisce il costo dei nuovi salari sui consumatori che attraverso rivendicazioni sindacali chiedono aumenti con nuovi contratti(scala mobile in spagnolo paritarias) capisci che questa situazione non e' poi cosi male come l'iperinflazione argentina degli 80/90 che dipendeva da importazioni (l'industria argentina e' stata smantellata dai militari e il resto fu regalato dai governi liberisti venuti dopo) e svalutazione della moneta locale(questa situazione si e' molto tragica). Nella comunita' europea succede il contrario(unico obbietivo della bce e il controllo dei prezzi: come mai ?) le imprese per essere piu' competitive possono solo svalutare il lavoro(te pagano de meno e lasciano le persone a casa) senza percio influire sui prezzi infatti esiste una relazione inversa tra tasso di disoccupazione e tasso d'inflazione(curva di Phillips). ora mi chiedo e' meglio avere lavoro e inflazione ho dissocupazione ma prezzi stabili?
    L'inflazione al 20% e' quella calcolata dalle agenzie private commissionate dai politici dell'opposizione che non hanno mai detto come e' composto il paniere per il calcolo ne come avvengono le misurazioni, quindi scientificamente non valide. L'inflazione ufficiale e' del 10% di sicuro ritoccata con formule fantasiose, come fanno tutti i servizi statistici nazionali in tutto il mondo, ma scientificamente corretta.

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    1. Ecco, da questo commento ho imparato qualcosa e fatela finita con questa paranoia del troll.

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