giovedì 9 ottobre 2014

La France c'st lui, aujourd'hui!! Tres genial......



di Sergio Di Cori Modigliani


Al romanziere francese Patrick Modiano è stato assegnato il Premio Nobel per la letteratura.
Per avere informazioni sui suoi libri (da noi usciti in traduzione presso Einaudi e Guanda) potete andare su wikipedia e lì trovate l'elenco con le trame e una sinossi.

Perché glielo hanno dato?
Se lo meritava?

A mio avviso sì, eccome.
Ed è una bellissima notizia per noi europei, anzi, un bel regalo che viene dalla Svezia.
Bisogna conoscere i criteri con i quali il Nobel viene assegnato, che sono molto specifici.
Non si dà il premio a un certo libro o a uno dei tanti scrittori magari di successo oppure noto nei circoli letterari che contano. Non basta. La motivazione centrale sta nella biografia dell'autore, nella sua capacità di essere sempre artigiano della letteratura, e soprattutto essere capace di interpretare il proprio ruolo in funzione pedagogica, partecipando socialmente e politicamente nella sua specifica cultura di riferimento.

Patrick Modiano, oltre ad essere un eccellente romanziere, sceneggiatore e personalità di punta del mondo culturale europeo, è una persona che negli ultimi anni ha portato avanti una grossa battaglia (peraltro vincente) in Francia per sollecitare lo Stato a intervenire a favore del rilancio dell'industria editoriale, non nel consueto modo clientelare all'italiana con sovvenzioni a pioggia inutili, bensì come forza propulsiva e stimolante per riattivare la scoperta e il gusto del Senso della Lettura.
Si è fatto promotore di una battaglia sociale per la diffusione della lettura e ha lanciato lo slogan "Oggi essere rivoluzionari, vuol dire leggere letteratura e narrativa d'autore. Il rivoluzionario, oggi, è colui che legge, non più quello che scende in piazza".

Una deliziosa provocazione d'altri tempi, tanto più perchè detta da uno che, a suo tempo, era stato tra i più estremisti protagonisti del maggio francese nel 1968.

Grazie al suo impegno e alla sua energia, la Francia, poco a poco, ha cominciato a riemergere dal buio ventennale e l'editoria si è ripresa alla grande. Hanno aperto decine e decine di nuove piccole librerie indipendenti, tutte in attivo.
E il numero dei lettori è aumentato e gli indici di lettura sono saliti nel 2012 del 23% rispetto al 2011 e nel 2013 del 46% rispetto al 2012.
Noi italiani, purtroppo, siamo precipitati all'ultimo posto in Europa.
Questa mattina, alla Buchmesse, a Francoforte, la più importante fiera internazionale del libro, si parlava per l'appunto del crollo verticale dell'editoria italiana, che soltanto nei primi sei mesi del 2014 ha perso un altro 22%, ma soprattutto del crollo dei lettori.
A differenza della Francia dove, come in Usa e in Gran Bretagna, Argentina, Australia, il mercato editoriale è invece in contro-tendenza e le piccole case editrici che producono libri di autori professionisti si stanno di nuovo affermando trovando una propria piena collocazione sul mercato.

Siamo diventati la nazione in Europa che ha il più alto numero di frequentatori di siti porno e di siti di gioco d'azzardo: un paese così non può che essere anche la nazione che ha il più basso indice di lettori, il più basso indice di vendita di libri, il più basso indice di laureati.
Le due scelte sono incompatibili. Perché leggere un romanzo, se scritto da un autore autentico, è davvero un gioco d'azzardo che consente di entrare in un mondo unico, non replicabile dalla tivvù, non assorbibile dal web, non ingoiabile dal sistema vigente di potere. Consente di iniziare un viaggio verso zone ignote dell'esistenza che possono anche regalare delle sorprese inaspettate, addirittura salvando la vita.

Per il suo impegno di promozione culturale ha avuto il Nobel.

"Se non ritorneremo a essere grandi lettori, se noi francesi non saremo più in grado di produrre grandi romanzieri, narratori, cantastorie, pensatori, e produrre, diffondere e condividere grandi libri, la Francia non sarà mai più in grado di poter essere di nuovo avanguardia per affrontare e risolvere la crisi attuale. La Cultura non è un optional, è una scelta di politica esistenziale che è sempre libertaria, altrimenti non sarebbe spiegabile come mai ogni governo totalitario la prima cosa che fa quando assume il potere consiste nell'eliminare gli scrittori dal mercato".


Davvero ben meritato.

Speriamo che l'Europa si svegli.

1 commento:

  1. OT Organizzazione Premio Nobel

    Per quanto questo scrittore sicuramente meriti il Premio Nobel
    ritengo che la suddetta organizzazione negli ultimi anni non sia molto attendibile.
    I nobel per la pace dati ad Arafat intervistato in pubblico sempre con una pistola nella fondina, oppure ad Obama, che nella sua legislatura ha gia' bombardato 5 differenti nazioni, mi fanno storcere un po' la bocca.
    Saluti

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.