venerdì 31 ottobre 2014

Un potere squilibrato, oppure, semplicemente degli squilibrati al Potere?



di Sergio Di Cori Modigliani

Così come mi infastidisce leggere commenti banali del tipo "sono tutti mafiosi" "sono tutti ladri" ecc., perchè non è vero, e finisce per far passare il principio se lo sono tutti, dunque, non lo è nessuno, così mi infastidisce davvero tanto -quando si tratta di una importante nomina dell'esecutivo politico della nazione- che la veloce biografia della personalità scelta non contempli la parte più importante, quella esistenziale, relativa alle scelte personali. 

Ogni persona ha una sua personale biografia.
Ha un suo curriculum.
Ha una sua caratterialità.
Per quanto possano essere yes man e semplici porta ordini, a seconda delle loro turbe, turbamenti, particolarità specifiche della loro psicologia, vizi e grandi virtù, l'esito e l'effetto delle loro azioni sarà diverso.
Perchè siamo tutti diversi.
E' per questo che si cambiano i governi, perché alcuni leader tramontino e altri nuovi ne sorgano.
Poche ore fa, è stata comunicata la scelta ufficiale per l'attribuzione del posto di Ministro per gli Affari Esteri.

Forse, in questo momento politico specifico della nostra Repubblica, è la carica più delicata, complessa, e determinante, ai fini di salvare l'Italia dalla catastrofe annunciata, oppure mantenerla sulla linea di galleggiamento di una sopravvivenza alla giornata, o restituirla a una dignità internazionale da protagonista -quanto meno in Europa-  che ha decisamente perso.

Chi è Paolo Gentiloni?
O meglio ancora: come vuole essere dipinto?

L'aspetto al quale credo tenga di più, consiste nel fatto di essere un aristocratico, proveniente da una famiglia nobile italiana di lunga tradizione.
Dal suo punto di vista una tradizione "che ha costruito la cultura del paese". Dal mio punto di vista, molto personale, una tradizione "basata sulla salvaguardia di privilegi garantiti dalla nascita in quanto portatori di sangue blu".
Gentiloni ne è orgoglioso, il che è comprensibile e non c'è niente di male.
Va molto male, secondo me, per il rappresentante dell'Italia all'estero.
Questa è una nazione repubblicana e i titoli nobiliari sono stati aboliti e la monarchia non esiste più dal 1946. Lui è discendente diretto dei conti Gentiloni Silverj, porta il titolo di Nobile di Filottrano, Conte di Macerata, e Nobile di Cingoli. Pare che ci tenga da matti.
Siccome chi scrive è "ignobile", da bravo repubblicano, non vede di buon occhio, come rappresentanza del proprio stato laico e repubblicano, una persona che ha questa...come la vogliamo chiamare....ossessione? Mania? Vezzo? Fantasia? Delirio? Fate voi.

In Francia, che nel suo passato ha rappresentato un punto nodale dell'aristocrazia di alto lignaggio d'Europa, i titoli nobiliari sono vietati legalmente dal suo uso e consumo. Fa ancora testo il decreto firmato da Robespierre nel 1793. Tutti coloro che prestano servizio in un ufficio dell'amministrazione pubblica, hanno il dovere di definire se stessi "servitori dello Stato" che in Francia è equivalente al concetto di Repubblica. Un servitore dello Stato "non può né declinare il proprio titolo, né esibirlo, tantomeno farsene vanto nell'esercizio delle proprie funzioni, poiché è al servizio degli interessi della Repubblica costituzionale e serve gli interessi della collettività popolare e non più gli interessi di una oligarchia di sangue.
Se un ambasciatore francese (che, magari, per tradizione, è conte o marchese) incontra un diplomatico di un qualunque altro paese e lo saluta apostrofandolo "Salve signor conte, come va?" l'ambasciatore è tenuto a rispondere "La prego, non sono conte, quello è un vezzo di famiglia, io servo gli interessi della repubblica e rappresento lo stato che è repubblicano e la monarchia l'ha abolita".
Spero che il nostro futuro ministro farà lo stesso.

All'età di 20 anni scopre che la chiave per cambiare il mondo è la politica.
Ma all'università non si iscrive alla federazione monarchica, bensì al Partito di Unità Proletaria per il Comunismo. Forse perché a quei tempi era la strada più facile e veloce per inserirsi nell'onda mainstream che garantiva sicuri consensi e applausi. La famiglia (persone sensate, normali, dotate di coerenza) rimane sbigottita. Dopo qualche anno di battaglie pubbliche (è stato un sostenitore di Pol Pot) a favore di ogni rivoluzione possibile, e scontri familiari, si ravvede. Finisce dentro la DC andreottiana (che di lì a breve esplode per l'implosione della Democrazia Cristiana) e guida l'ala ambientalista dei cattolici di stretta marca filo vaticanense. Si iscrive a Legambiente e poi aderisce alla Margherita. Al Comune di Roma, si conquista la carica di "Assessore al Giubileo" e da bravo ambientalista operaista permette la cementificazione di ogni lotto possibile all'interno della città di Roma (appalti benedetti sempre dalla curia romana, si intende). 
E così, nel 2006, l'allora Presidente del Consiglio, Romano Prodi, lo nomina Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni con "delega specifica al fine di preparare una legge sui conflitti di interesse relativa all'uso del sistema televisivo in Italia". 
Nel 2008, in quanto braccio destro di Rutelli, aderisce con entusiasmo al PD -quota Margherita- e insieme a Lusi (il famigerato tesoriere), gestisce la componente culturale di quel movimento politico.

Da domani, questo aristocratico trasformista, benvisto dalla curia vaticanense, che da ambientalista ha sostenuto i palazzinari romani, che non ha fatto votare una legge sul conflitto di interesse, pur avendo il potere e la delega per farlo, ufficialmente andrà in giro per il mondo a rappresentare gli interessi del popolo italiano, gli interessi delle aziende italiane, le esigenze della cittadinanza, il buon nome degli ideali repubblicani.

Questo signore, da oggi, è il portavoce dell'essenza formale della nostra nazione.

Secondo me, questa nomina è il frutto di un pizzino che Maurizio Crozza ha fatto pervenire a Giorgio Napolitano. Per poter poi sostenere che ha la prova scientifica di come l' Italia sia davvero il paese delle meraviglie.

Tanto, a pagare saremo noi. Intendo dire, noi ignobili.

P.S.
Forse siamo finiti tutti dentro un gigantesco malinteso.
Matteo Renzi per "rottamazione" intendeva riferirsi all'abolizione dei diritti civili, alla cancellazione dell'ideale repubblicano, e al lento implacabile ripristino delle velleità aristocratiche italiane, del privilegio tradizionale garantito, mai sopite, nient'affatto digerite.

5 commenti:

  1. Non ho ancora letto, cmq: http://www.youtube.com/watch?v=jYQWVnKEFRk

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...pero' ci hai azzeccato! :-)

      Elimina
  2. Lo ricordiamo ministro delle Comunicazioni del Governo Prodi quando fece il regalo a Berlusconi di mantenere in vita Rete4 nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che ne imponeva la chiusura.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Memoria che la nostra eurodeputata, "miss preferenze", spera gli italiani non abbiano! Io non l'ho votata, ma mi sentirai tradito dalla sua recente candidatura a governatrice del Veneto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/02/veneto-europarlamentare-moretti-pd-basta-indugi-mi-candido-primarie/1186844/
      Lei cosa ne pensa ?

      Elimina
    2. è una bpt (acronimo che sta per Bambolotti della Propaganda Televisiva) forse l'unico tipo di investimento economico in Italia nel quale c'è la totale parità di genere, non c'è dissidio tra nord e sud, non c'è conflitto tra destra e sinistra, e ciò che conta è la qualità e la quantità di imbonimento mediatico attraverso i talk show, tutto qui. E' il corrispondente odierno (nel PD) di ciò che era stato qualche anno fa era stata Renata Polverini. Il gioco è sempre quello, è sempre lo stesso.

      Elimina