martedì 12 agosto 2014

N. La narrazione che non c'è.



di Sergio Di Cori Modigliani

Questa immagine che vedete in bacheca è la lettera N nell'alfabeto arabo.
Fino a sei, sette mesi fa, non era niente più di questo.
Da oggi, nelle nazioni occidentali più evolute, quelle che culturalmente si identificano con la tradizione giudeo-cristiana, è considerato il "marchio dell'infamia".
A Manhattan, nella città di New York,  la comunità cattolica (per lo più italiani, irlandesi e portoricani) che da sempre è molto attiva e parte integrante -come etnia culturale- del tessuto metropolitano, in questi giorni si è radunata spesso in quella che è la sede spirituale per eccellenza, la Cattedrale di San Patrizio, il patrono di Dublino, che si trova sulla Fifth Avenue, proprio nel cuore della città. A queste riunioni che, in verità, più di ogni altra cosa, sono diventate delle semplici assemblee cittadine (vi partecipa l'intero staff organizzativo di occupywallstreet) si dibatte ciò che i sociologi hanno definito "il primo gigantesco shock di massa dei cristiani dal 1550 a oggi". E' la prima volta nella Storia degli ultimi secoli che i cristiani, in Asia Minore (e nel Mare Mediterraneo) sono vittime di una feroce, criminale ondata di discriminazione etnica, pari soltanto a quella verificatasi negli anni'30 e '40 in Europa a danno degli ebrei ad opera del nazismo.  La lettera araba N, nelle zone che oggi geo-politicamente vengono definite "il territorio del califfato islamico", è stata promossa dalla più alta autorità territoriale, il Gran Califfo Al Baghdadi, al rango di "simbolo della libertà" in quanto lettera che equivale a "Nazarenus", ovvero "adoratore e seguace di Gesù Cristo" che nel Corano -così sostiene questo signore sulla base della sua personale interpretazione- sarebbe stat identificato come l' agente del Male Assoluto, veicolo di Satana, privo di anima e portatore di malattie, fame e miseria. Quando le milizie armate di questo signore arrivano nei luoghi dove si trovano dei cristiani, le case, i negozi, ogni proprietà viene immediatamente marchiata con questo simbolo. Ventisei giorni fa, il Gran Consiglio del Califfato (una specie di governo composto dal Califfo e da 12 membri da lui eletti) ha emesso un decreto pubblicato in tutta la zona dell'Asia Minore e del Medio Oriente, ampiamente diffuso su facebook, in cui si stabilisce che, per Legge, il simbolo N automaticamente trasforma qualunque oggetto, materiale o immateriale che sia, in proprietà del califfato, che poi provvederà a distribuirlo tra le singole comunità di fedeli. Questo ha fatto scattare un meccanismo collettivo di vera e propria calamita sociale perché ha attirato una gigantesca massa di persone molto povere, che non hanno nulla, le quali accorro nella speranza di potersi impossessare dei beni dei cristiani e si arruolano nelle milizie. Il loro obiettivo dichiarato consiste nell'eliminare nel più breve tempo possibile ogni cristiano "fino a tutto il Mare Mediterraneo" dando loro la possibilità, se vogliono, di scegliere tra la conversione oppure (quando va bene) l'esilio che, così recita la Legge, deve verificarsi entro 36 ore dalla notifica, pena l'uccisione immediata. Non sono autorizzati a portare via con sé valori di nessun genere.
In questi giorni, la comunità internazionale sta affrontando -nella quiete clandestina dei canali diplomatici esclusivi- una gigantesca grana planetaria perché pare che i seguaci del Califfo si siano impossessati di ben 47 filiali di banche internazionali (per lo più svizzere e inglesi) e pretendono la consegna di ogni avere delle famiglie cristiane (compresi gli averi dei loro parenti e consanguinei) depositati nei loro conti all'estero.
Ciò che sta accadendo in quelle terre è la copia conforme di ciò che avevano fatto i nazisti nei confronti degli ebrei negli anni'30 e '40. Si tratta della prima replica della cosiddetta "soluzione finale" pianificata a tavolino. 
Questi signori si identificano nella colonia dei mussulmani sunniti. I loro due grandi nemici sono i paesi, l'uno sul Mare Mediterraneo, l'altro in Asia Minore, che provengono da una antichissima e ricchissima tradizione culturale, l'Egitto e l'Iran.
Gli egiziani si considerano laici, i persiani sono mussulmani sciiti.
A differenza dei sunniti, gli sciiti non hanno nessuna strategia, nessuna voglia, nessuno scopo, di lanciare guerre di religione. Il califfo di Bagdad, invece, rappresenta la punta di diamante dei mussulmani sunniti che considerano l'Islam "l'unica fede accettabile e praticabile dell'intero genere umano". Il signor Al Bagdadi ha chiarito il suo grande progetto sostenendo un mese fa che "l'obiettivo strategico primario consiste nell'arrivare a Roma e staccare la testa al Papa con la scimitarra".
Tutto ciò sembra la sceneggiatura di un film di serie B da passare in televisione alle 3 di notte per distrarsi dal caldo.
E invece si tratta di un teatro reale.
E' ciò che stiamo vivendo oggi.
La questione diventa di una estrema complessità tenendo presente che si puà dire che il braccio armato del califfo sul Mediterraneo è Hamas e i gruppi della Jihad islamica. In Italia, dove vige un Matrix tutto italiano, non si può neppure parlare di questo argomento, perché (certamente non a caso) la situazione viene letta secondo ottiche faziose, ideologiche, peraltro completamente obsolete.
Basterebbe un unico dato per spiegare come la situazione odierna sia radicalmente diversa da quella di un tempo: il più forte alleato militare di Israele, in questo momento, è il gruppo degli Hezbollah libanesi, sponsorizzati dall'Iran. In quanto sciiti si considerano nemici di Hamas che ha sposato la causa dei sunniti e hanno finanziatori diversi.
Il grande padre-padrone dei sunniti, di Hamas e del Califfo Al Bagdadi -quello che vuole tagliare la testa al Papa- è l'emiro del Qatar, finanziatore, sostenitore, propugnatore (potremmo dire "il proprietario del marchio del Califfo: il nuovo brand dei tempi attuali") il quale è oggi a tutti gli effetti il nuovo proprietario di Alitalia e, attraverso una fondazione civetta, controlla il pacchetto di maggioranza di Unicredit e altre attività industriali e commerciali in Italia per complessivi circa 50 miliardi di euro.
Questo rende più intricata la vicenda. 
Da cui la tragica complessità, che non può e non deve  essere affrontata con la miope lente dei fanatismi o delle faziosità di turno, ma allo stesso tempo getta anche una inquietante luce sull'attuale stato di totale censura della stampa italiana, che fa finta di niente, per non informare su ciò che sta accadendo sul Mare Mediterraneo.
Altrimenti si può disturbare il grande business.
Dopotutto, l'emiro del Qatar, come è noto, è un ottimo pagatore e l'Italia è composta, in questo momento, per lo più,da persone e personalità disposte e disponibili a vendere la madre al mercato a qualunque cifre purché sia cash.
Nei paesi di cultura e tradizione cristiana d'occidente, sia in Europa che in America, c'è un tragico sconcerto nel toccare con mano la totale indifferenza, ignoranza e irresponsabile cinismo con le quali si legge l'attuale realtà. Il nostro paese -in questo momento- è l'unica nazione cristiana al mondo nella quale non è scattato un fenomeno di solidarietà di massa nei confronti dei fratelli cristiani che da quelle parti sgozzano per il solo fatto che sono cristiani.
Non c'è da stupirsi, quindi, che oggi, sia praticamente passata sotto silenzio, (senza alcun interesse da parte di chicchessia) la commemorazione di una delle più efferate, criminali e malvage stragi di civili innocenti messa in atto dai tedeschi in Italia nel 1945, quella di S.Anna di Stazzema, in Toscana. Pochissimi sanno di che cosa si tratti, salvo per gli storici, qualcuno che ha più di 40 anni o qualche studioso. Per fortuna o purtroppo (a seconda del punto di vista) non è così nel resto dell'Europa occidentale e soprattutto in Usa, dove quella strage, oggi, è stata ricordata in pompa magna grazie a un film diretto da Spike Lee nel 2008 e grazie anche ai finanziamenti di una nuova agenzia governativa il cui obiettivo consiste nel "contrastare la diffusione del pensiero nazista, razzista, omofobo e sessista". 
Ci voleva un americano di Brooklyn per parlare della strage di S.Anna di Stazzema. 
E lo ha fatto davvero alla grande.
Il suo film ("Miracolo a Sant'Anna") è girato con maestria.
Ha avuto un successo fragoroso in tutto il mondo, tranne che in Italia.
Per motivi che esulano dalla mia comprensione, la critica cinematografica nazionale si è accanita contro Spike Lee massacrando questo squisito prodotto della cinematografia pensante, e quindi dando un serio contributo alla sua mancata diffusione. La critica di Paolo Mereghetti su il Corriere della sera (il più celebre critico italiano) quando uscì il film, la dice tutta: si tratta della più feroce stroncatura mai scritta da un italiano a proposito di un film americano (la trovate qui: http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/03/Miracolo_Sant_Anna_co_8_081003028.shtml) datata 3 Ottobre 2008.

Di questa strage, in Usa, in Sud America, in Olanda, Gran Bretagna e Francia ne hanno parlato, scritto a lungo. Da noi, nulla.
Consiglio a tutti di guardarsi questo film.
E' molto utile per comprendere l'attuale stato della nostra nazione declinante.
Si parla tanto di luoghi comuni provinciali, tipo "la Cina è ormai vicina" ai quali aggiungiamoci anche che "i russi qui stanno di casa", "gli emiri si stanno prendendo tutto", ecc.
C'è un aspetto, però, di cui si parla poco o quasi mai: il gigantesco scarto che si è prodotto tra l'Italia e gli Usa in questi anni. Bisogna risalire addirittura alla fine dell'800 per ritrovare una distanza così enorme. E' un aspetto palpabile leggendo la stampa italiana, seguendo facebook, ascoltando i telegiornali. Pochissimi sanno davvero che cosa è accaduto e sta accadendo in Usa e in tutto il continente americano negli ultimi anni.
"L'America è molto molto lontana".
Dobbiamo aggiungere anche questo alla lista.
E lo considero un fattore negativo: ci becchiamo soltanto la loro spazzatura.
E la distanza aumenterà.
Anche questo perché c'è Renzi e i suoi servi, e perché c'è tanta tanta ignoranza in giro, mescolata ad arroganza e presunzione di chi parla e scrive e comizia senza avere la minima nozione degli attuali scenari geo-politici internazionali.
In Usa, infatti (proprio come accadde nel 1938) ci massacrano ogni giorno, e non più seguendo stereotipi logori, della serie mafia, pizza e mandolino. No no. Spiegano alla gente che segue sempre le vicende del nostro paese come l'Italia sia finita per "inventarsi una dittatura inutile". Così presentano il nostro Matteo Renzi e sottoscrivo l'interpretazione.
So che questo post non avrà consensi perché l'Italia è immersa totalmente nella sezione del Matrix dedicata all'antiamericanismo becero. 
Ma ci tenevo a ricordare oggi l'unico reperto visivo sulla odiosa strage di civili italiani nel 1945.
E'una bellissima narrazione romanzata. Anzi, romanzatissima.
Ma è proprio questo il bello.
Lo splendido film di Spike Lee ci ricorda il più tragico tra tutti gli attuali vuoti nazionali, quello della narrazione. 
E' necessario avviare una complessa progettualità culturale che ci consenta di poterci inventare una nuova stagione di Grande Narrativa Nazionale, senza la quale non si va da nessuna parte.
L'America è molto molto lontana.
In compenso, il Califfo Al Bagdadi è molto molto vicino.
Pregherò per la salute del Papa.
Uno dei tanti paradossi italiani: oggi un vero laico libertario non può che essere papista.
Non siamo forse il paese delle meraviglie, come ci ricorda Maurizio Crozza facendoci sorridere un po'?




21 commenti:

  1. Di cori Modigliani, apprezzero' sempre il suo lucido contributo al pensiero. Ma mi lasci chiederle...come ci si può stupire che ci sia un pazzo in Iraq che vuole tagliare la testa al papa? Intendo dire oggi, nel 2014 dopo oltre 10 anni di bombardamenti nato, per altro giustificati da una serie di bugie, neanche con l'avallo dell'ONU... insomma un genocidio per scopi tutt'altro che umanitari....la prego!
    Sugli orrori della II guerra mondiale, i tedeschi ,purtroppo, non furono gli unici attori delle tragedie che si consumarono in Italia e altrove. E a me i tedeschi non sono mai stati simpatici. Ma le guerre questo sono: enormistragi d'innocenti, torture, stupri, espropri...e in USA questo lo sanno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' tutto fiato sprecato....

      Elimina
  2. Guarderò il film
    Grazie

    RispondiElimina
  3. lei scrive: "So che questo post non avrà consensi perché l'Italia è immersa totalmente nella sezione del Matrix dedicata all'antiamericanismo becero."
    lei mischia i fatti, le cose ecc. ecc.. chi ha armato l'IS, o ISI o ISIS, scelga lei,? io o gli usa? lei confonde quella minoranza civile, all'avanguardia nel mondo ecc. ecc. col governo tendenzialmente nazista degli usa. ha idea di quante guerre ha scatenato il POTERE USA nel mondo dagli anni 50 del secolo scorso ad oggi? nessuno le ancora detto che quei criminali islamisti, finanziati dagli usa, se lo scriva e se lo legga in continuazione prego, fanno ciò che il cristianesimo, e il catolicesomo in particolare, han fatto nei secoli passati?
    franco valdes piccolo proletario di provincia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo in pieno. E aggiungo: mi conferma, caro Di Cori (così bravo a dire che siamo dentro Matrix), che questo tizio è stato per anni a Guantanamo? Come ne è uscito, evadendo come Papillon?

      Elimina
    2. Scusi Anonimo del 12 agosto ore 22:50, chi sarebbe il tizio, prigioniero per anni a Guantanamo e poi evaso, di cui fa menzione nel suo commento? Intende riferirsi all'autoproclamatosi Califfo di Baghdad?
      Grazie per ogni indicazione che vorrà darmi.
      marilù l.

      Elimina
    3. Sì, mi riferisco a lui e chiedevo a Di Cori Modigliani di confermarmi o smentirmi questa notizia.

      Elimina
    4. Si può dire ormai di tutto e di tutti, questo è il problema oggi. In rete sta andando per la maggiore la nuova leggenda metropolitana che indica nel califfo una persona costruita ad arte dalla Cia a tavolino; il che vuol dire che gli statunitensi avrebbero deciso di perseguitare i cristiani mozzando loro le teste. Non so che cosa dire. So che lì, in Iraq, in Syria , in Nigeria, in Sudan, in Somalia, perseguitano i cristiani e li uccidono per il solo fatto che siano cristiani. Lo considero abominevole e la mia posizione è chiara: sono solidale con tutti i cristiani del mondo che, in questo momento, sono bersaglio di barbari primitivi. Sono tutti miei fratelli. Non mi interessa sapere se lavorano per la Cia, per il KGB, per il Mossad o per i servizi segreti cinesi; beati voi che sapete tutto. So che civili innocenti vengono martirizzati e assassinati: sono persone normali alle quali staccano la testa perchè credono nella resurrezione di Cristo. Per quanto mi riguarda, basta questo per far venire i brividi. Non c'è bisogno nè di una laurea nè di un diploma per sentirlo.

      Elimina
    5. "Beati voi che sapete tutto", dice lei e poco prima afferma:" sta andando per la maggiore la nuova leggenda metropolitana che indica nel califfo una persona costruita ad arte dalla CIA a tavolino". Io avevo solo chiesto se mi confermava o smentiva tale notizia, non dicevo di saperlo. Chi è il beato che sa tutto?

      Enzo Suella (mi scuso, prima non mi ero firmato)

      Elimina
    6. Signor Di Cori Modigliani, io non mi permetto di sostenere che il califfo
      in questione sia un'invenzione della CIA. Certo non si può continuare,
      come fa lei, ad ignorare bellamente una realtà che è storia e nient'altro.
      Gli americani hanno sempre finanziato estremisti di varia natura (anche islamici) se strumentali ai loro fini. Non ho armato io i Talebani perché
      si opponessero all'URSS ai tempi della guerra in Afganistan, o addestrato e finanziato i Contras in Nicaragua, per non parlare di quel branco di fascisti ucraini che si sono impossessati della rivoluzione di Maidan. In quest'ultimo caso esistono le intercettazioni (stra-pubbliche) della signora Nuland in merito (braccio destro di Kerry, la quale parla
      di 5 miliardi di dollari spesi dal governo americano per il progetto ucraino). Non occorre essere (ed essere considerati) complottisti per affermare senza tema di smentita che gli USA hanno appoggiato, da sempre, chiunque fosse utile ai loro fini geopolitici, estremisti, stragisti e persecutori di ogni
      genere. Spesso però ne hanno successivamente perso il controllo,
      come sta accadendo in Iraq (qualcuno comunque ci dica da dove prendono le armi) e come forse accadrà in Libia.
      Viva gli USA e la sua cultura, ma chiudere gli occhi, questo no.... la prego.

      Elimina
  4. sergio-bernardi12 agosto 2014 18:21

    Questo accusare un critico, perché ha espresso liberamente un'opinione, di aver
    impedito la giusta diffusione di un film (mediocre! strage o non strage..) che avrebbe contribuito alla causa della presa di posizione contro lo sterminio di
    cristiani nel mondo, mi fa leggermente tremare i polsi (come si mimetizza bene avvolte l'intolleranza e la messa all'indice di un 'opinione).
    Il Qatar e l'Arabia Saudita sono i paesi arabi più importanti alleati degli americani.
    Quest'ultima rifornisce di armi e quant'altro i ribelli in Siria, paese che gli USA volevano bombardare per rovesciare Assad.
    La gran parte degli uomini dell'ISIS provengono dalle file di quella galassia di
    estremisti fanatici sguinzagliati in Siria che hanno dirottato verso l'Iraq per unirsi
    ad una battaglia non teleguidata e squisitamente jihadista e non strumentale al rovesciamento di un regime inviso ad USA ed Israele (così per ora pare)
    Radio tre: "stimati trecento occidentali, tra cui australiani e neozelandesi, che si sono offerti volontari nell'esercito dell'ISIS.
    E' vero, le cose sono più complesse di quanto si creda, ma non sono nemmeno
    a senso unico signor Di Cori Modigliani.

    RispondiElimina
  5. Tutto ciò è veramente triste.
    Siamo passati da " Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo" a:"Coloro che non ricordano il passato sono condannati e condannano gli altri che lo ricordano a ripeterlo", Vico docet.
    Al destino, come sappiamo, non manca il senso dell'ironia, chi perseguita i "Nazarenus" sembra andare a braccetto con quelli del Nazareno.
    Da ateo quale sono, mi viene da esprimere solidarietà oltre che ai cristiani, a quella miriade di mussulmani che sono brave persone e che pagheranno la strumentalizzazione di queste nefandezze.

    RispondiElimina
  6. Non ho letto i precedenti commenti a questo Suo post, ma sento di doverLe scrivere di getto che no, non è vero che questo Suo post non riscuoterà molti consensi. E' uno splendido intarsio di argomenti e temi degni di riflessione, oltre che di notizie e documenti. Di questi, non ho letto la stroncatura dall'archivio del Corsera -- per l'occasione, parole "corsare" alla rovescia -- che Lei ci ha indicato, ma in proposito devo dire che il bellissimo film di Spike Lee ho avuto modo di vederlo già un paio di anni fa o forse più su Rai 3, e non a notte fonda, bensì in prima serata, attorno alle 21. Mi pare di ricordare che sia stato ritrasmesso alcuni mesi fa e di nuovo su rai 3. E' possibile che si trattasse di qualche rete mediaset, ma insomma è stato mandato in onda in chiaro, non solo per un manipolo di fortunati abbonati paganti.

    Sul fatto poi che l'Italia sia composta, "in questo momento, per lo più,da persone e personalità disposte e disponibili a vendere la madre al mercato a qualunque cifra purché sia cash" preferisco credere a un'iperbole fantasiosa e un po' ad effetto da parte Sua.

    Saremo pure una nazione paradossale e pittoresca, non lo nego, ma ho forti resistenze a credere che addirittura la maggioranza dei miei compatrioti sia formata da sociopatici afflitti da gravissima carenza di sensibilità etica e morale, quasi irrecuperabile a un tenore di vita e di pensiero comparabili ad altre civiltà, nostre contemporanee e degne di questo nome. Credo piuttosto che questa sia la rappresentazione che la "matrix" mondiale ha disposto sia data del nostro popolo, per poterlo più facilmente depredare e ridurre all'impotenza. Penso, insomma, che sia in atto un debunking o deumanizzazione del bersaglio, che è prassi consolidata di qualsiasi guerra, anche di quelle "solo" mediatiche ed economiche.

    Grazie comunque di questo gran bel post.
    Saluti cordiali, marilù l.

    RispondiElimina
  7. mah...interpretazione, la sua, parecchio personale ed in controtendenza rispetto alla maggioranza delle analisi geopolitiche al momento presenti in rete. Talmente forzata dall'arrivare a definire Hezbollah principale alleato di Israele???!!!
    L'IS secondo sembrerebbe, invece, proprio una creatura di Israele ed USA lanciata per indebolire Hezbollah tagliandone i ponti che li collegano a Siria e Iran nella loro progressiva strategia di accerchiamento della Russia. Di fatto il famoso califfo si appresta a minacciare il Papa senza invece, guarda un pò tu il caso, fare minimamente accenno alla pulizia etnica che gli Israeliani stanno conducendo a Gaza. L'obbiettivo di chi stà manovrando l'IS è quello di eliminare Al Maliki ed allentare il controllo Iraniano sull'Iraq (e le recenti uscite di Obama sembrano confermarlo in pieno). Deframmentare quella regione con una strategia di divide et impera tra Curdi, Sciiti e Sunniti e permettere ad Israele di fare i propri porci comodi in Palestina.

    RispondiElimina
  8. l signor Al Bagdadi ha chiarito il suo grande progetto sostenendo un mese fa che "l'obiettivo strategico primario consiste nell'arrivare a Roma e staccare la testa al Papa con la scimitarra".

    Ottimo abbiamo trovato uno disposto a toglierci dai piedi il Pampurio.
    A liquidare i due Asdrubali ci ha pensato Madre Natura.
    Se il sedicente califfo riesce nel suo intento é la volta buona per il Moriente, il fu Occidente, per risollevarsi dal suo letto di agonia nel quale il trio di cui sopra l'ha infilato.

    Un papa vero é per fortuna ancora vivente anche se non più in carica.

    RispondiElimina
  9. Attenzione Sergio: per tre anni l'isis ha potuto agire indisturbato in Siria rinforzandosi con armi e finanziamenti di Qatar e Arabia Saudita senza che le diplomazie occidentali muovessero un dito, perché si trattava di abbattere Assad, troppo vicino a russia e Iran. Nel frattempo i nostri media passavano la narrazione dei combattenti per la libertà e i diritti contro lo spietato dittatore. Ora che questi fanatici si sono spostati in irak ci vengono mostrati per quello che sono, invasati aguzzini, continuando però a tacere sui loro mandanti internazionali. In un primo momento gli Usa non sono intervenuti, malgrado le loro truppe, ben armate e organizzate, stessero per prendere Baghdad, probabilmente per non scontentare i suoi migliori alleati regionali, Turchia, Qatar e Arabia Saudita e forse anche per indurre Al Maliki a rinunciare alla carica di primo ministro. Come mai solo ora intervengono? Personalmente non credo che siano mossi da spirito umanitario, perché altrimenti avrebbero agito subito: probabilmente hanno avuto paura che l'irak ottenesse aiuti militari dalla Russia e dall'Iran, probabilmente quella che era una creatura per abbattere Assad è diventata una macchina di morte senza controllo. Sinceramente non farei molto affidamento sulla buona fede del governo Usa ( la società civile è chiaramente un altro discorso ).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. D'accordo con te. Aggiungerei che non si tratta di discordanze religiose, ma solo di beceri interessi. In fondo sono oltre mille anni che, le fazioni oggi in guerra, convivevano tuttosommato pacificamente in quei territori. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l'Islam è sempre stato un esempio di tolleranza etnica e religiosa, al confronto di un'Europa barbara e sanguinaria.
      Così come gli orrori di Gaza non cancellano la Shoah, ma nemmeno vengono giustificati da questa, essi non possono essere cancellati da questi orrori, ma nemmeno li giustificano.
      Abbiamo migliaia di prove del cinismo e dei crimini commessi dagli americani. Non sono nemmeno così democratici come Sergio vorrebbe ingenuamente farci credere, prova ne sia il broglio elettorale del doppio mandato di Bush. Noi dovremmo prendere esempio da un paese dove fino a solo pochi anni fa il KKK agiva indisturbato e coperto dalle istituzioni?
      Un paese che si è permesso la vergogna di Guantanamo? Un paese che ha giustificato la guerra in Irak, costata 1,5 milioni di morti, la maggior parte bambini e donne, mentendo prima su presunte armi di distruzione di massa, poi sul pericolo terroristico di un Saddam che già stava facendo la valigia, chiedendo unicamente un salvacondotto per se e la famiglia.
      Obama non è che un povero fallito, che non si dimostra migliore del suo predecessore. Non è riuscito nelle riforme che voleva applicare, non ha chiuso Guantanamo, non ha fermato la guerra in Irak. Verrà ricordato per ciò che è: un burattino incapace di svincolarsi da chi lo manovra.
      D.

      Elimina
  10. Ha, Sergio, dimenticavo.
    In un Articolo dici che dovremmo imparare la lezione della vera Democrazia (?!?) dall'America, in un altro esalti i BRICS (paesi che non mi sembrano proprio un esempio di Democrazia), come contraltare al dominio nazi- americano del fondo monetario internazionale e della finanza globale.
    Dici che le forze migliori operanti in USA, sono unite in questa crociata anticaliffo, ma non dici che le stesse hanno assistito senza batter ciglio ai crimini israeliani, in barba alle risoluzioni dell'ONU, o agli orrori della guerra in Libia.
    E si, troppo facile prendersela con il Califfo, troppo colpevole per essere difeso e troppo debole per costituire un problema.
    Già, ma in Libia abbiamo portato la Democrazia (ah ah ah), mentre su Israele non ci si può esprimere, perchè altrimenti si è antisemiti (uh uh uh).
    Questo è un mondo marcio alla radice, dove ognuno è un ipocrita e contano solo i propri beceri interessi. Che Dio (se esiste) ci aiuti.
    D.

    RispondiElimina
  11. eppure io ricordo di aver visto in televisione dei servizi, forse un documentario su Sant' anna con interviste....non vorrei sbagliare però conosco la storia e in qualche modo l'avrò appresa...credo proprio dalla tv. Capisco poi che quando si ha una paura folle di ciò che non si conosce, si è disposti ad accettare il peggio purchè noto. Montanelli disse tappiamoci il naso? Continuiamo a tapparci naso orecchie e bocca e inneggiamo alla nostra grande civiltà, democratica, libertaria e così tanto tanto civile: che ancora ha paura di tutto ciò che non conosce e ha eretto il dio denaro a suo unico dio (il sesso...dimenticavo il sesso)

    RispondiElimina
  12. Ah, Signora mia, come ha ragione! In questo mondo abbiamo proprio estremo bisogno del sarcasmo sprezzante e spocchioso come il suo. Come faremmo a tornare civili, altrimenti?
    Buone cose.
    marilù l.

    RispondiElimina