lunedì 2 giugno 2014

Paura di volare.



di Sergio Di Cori Modigliani

Che fare, dunque? "Elaborare"

Come farlo? "Argomentando e non comiziando"

Quale era la vera questione il 26 maggio? "Con chi il M5s va a costituire il gruppo in Europa"

Quale è diventata la vera questione, oggi, secondo i media? "Essere di destra o di sinistra".

Che cosa, da sempre, interessa al M5s? "Cancellare quest'Europa burocratica, eliminare il Fiscal Compact, abbattere il pareggio di bilancio e riagguantare l'autonomia e la sovranità nazionale nel prendere decisioni per il bene comune"

Che cosa, secondo i media, interessa al M5s, oggi? "Farage è una meraviglia oppure Farage fa schifo"

Di che cosa bisognerebbe parlare in questi giorni? "Conviene o meno l'alleanza con Ukip?"

Di che cosa si parla? "Ma Farage è vero che è un fascista oppure no?"

In sintesi e andando all'osso, su che cosa voteranno gli iscritti al movimento, sempre secondo i media? "Sarà un referendum pro o contro Farage".

Ecc,ecc.

Come al solito in Italia, ciò che doveva essere un dibattito sul futuro e la forza del movimento è diventato una gigantesca zuppa mediatica, fuorviata dal suo binario naturale, ma -ciò che più conta- sottratta alla natura squisitamente politica del dibattito.
Non è ciò di cui ha bisogno l'Europa, nè tantomeno il movimento.
Un mio lettore, che si firma Giani Pinotto,  mi scrive: "mi piacerebbe capire perchè, contro l'unico ad aver denunciato l'ademocraticità dell'Europa, da te venga un giudizio così tranchante". Bella domanda.
Quando l'ho letta, la mia prima reazione istintiva è stata "non lo so". Il che mi ha allarmato.
Poi, va da sè, mi sono gettato a caccia del massimo numero di informazioni possibili in rete, cercando di sondare tra tutti i diversi punti di vista, per poter permettermi il lusso di sostenere una argomentazione convincente (prima di tutto per me stesso) da poter offrire poi al pubblico come piattaforma utile per un dibattito adulto.
Dopo la prima reazione, inevitabilmente legata al pre-giudizio, la mia finalità, in questo momento, consiste nel rispondere alla seguente domanda -su questo dobbiamo essere d'accordo come condizione dalla quale partire- "qual è la scelta politicamente vincente per il movimento, in modo tale da garantirci un'alta percentuale di probabilità di vedere applicati i punti del programma?". 
Si parte, dunque, da qui.
E' necessario, prima, fare un piccolo passo indietro.
In Italia non c'è stata una campagna elettorale per le europee.
Se ci fosse stata (non ho alcun dubbio al riguardo) il M5s avrebbe stravinto.
Invece, l 'intera campagna elettorale è ruotata intorno agli 80 euro governativi, alle visite di Berlusconi a Cesano Boscone, agli arresti dei banchieri italiani, al fatto se Grillo era o non era come Hitler, quanto guadagnava Casaleggio, se lo scontrino della Picierno corrispondeva o meno alla realtà esistenziale degli italiani, se bisognava difendere o attaccare la legge Fornero, se Dell'Utri era latitante o era malato, se il m5s avrebbe vinto oppure no costringendo Renzi e Napolitano alle dimissioni, con l'unica spruzzata europea affidata alla Lega di Salvini che aveva impostato la propria sopravvivenza sostenendo che uscire subito dall'euro avrebbe comportato la magica soluzione economica per tutti i problemi del paese. 
La pressione quotidiana è stata talmente massiccia che molto raramente (per non dire mai) si è parlato dell'Europa, del senso di queste elezione e del programma dei contendenti. Non era possibile, e non è stato un caso. Il PD, Forza Italia, Sel, l'Udc, Fratelli d'Italia, Scelta Civica, avevano lo stesso identico programma, cioè nulla, dato che non ce l'avevano, se non quello di fare in modo di lasciare le cose esattamente come stavano, aggiungendoci soltanto la frasetta ad effetto (completamente priva di alcun significato reale) "andiamo in Europa a battere i pugni sul tavolo". Il M5s aveva 7 punti molto fermi e solidi. 
Che piacessero o non piacessero, quelli erano. 
Ciò che contava, per i media, era che non se ne parlasse mai.
Oggi che non siamo più in campagna elettorale, estremo paradosso, se ne può finalmente parlare. Qualcuno potrebbe dire "ormai è inutile". E invece no, è fondamentale.
Perchè si parte da lì per cercare di comprendere se, come, quando e quanto, convenga al movimento formare un gruppo con l'Ukip di Nigel Farage.  
Il vero obiettivo del movimento, in Europa, rimane quello dei propri 7 punti: abolizione del Fiscal Compact, cancellazione del pareggio di bilancio, rinegoziazione di tutti i trattati,  imposizione alla BCE del varo degli eurobond, identificazione e accettazione dell'esistenza di due Europe: una settentrionale legata alla Germania, l'altra mediterranea, con la conseguente e inevitabile diversità nell'applicare le politiche comunitarie sul territorio e, infine, referendum consultivo sull'euro. 
E quindi, cominciare a interrogarsi, oggi, se l'alleanza con Ukip accelera il programma europeo pentastellato e lo rispetta, oppure lo vanifica e lo elimina dal panorama: punto di partenza fondamentale.
Ciò che conta, prima di ogni altra cosa in assoluto, consiste nell'avere la sicurezza che il potenziale alleato sia d'accordo o meno per garantire a se stessi che la propria integrità è salva nel rispettare la fedeltà e la coerenza ai punti del programma.
L'enorme nebbia che, per la storia del personaggio, è stata costruita sopra,  ha spostato subito i parametri della discussione, riducendo il dibattito a un referendum esistenziale sulla persona fisica di Nigel Farage.
Bisogna uscire immediatamente dalla logica del referendum personale pro o contro Farage
La scelta sulla quale gli iscritti al movimento saranno chiamati a votare non riguarda Farage.
In Europa, per poter contare bisogna costituire un gruppo.
Che cosa vuol dire: contare?
Significa avere la certezza legale e formale che si partecipa avendo la possibilità di prendere anche delle decisioni, altrimenti è inutile andarci.
Non solo. Il gruppo deve essere forte, altrimenti finirà penalizzato. Perchè?
Perchè la scelta funziona nel seguente modo: Il primo presidente di commissione spetta al partito più votato (in questo caso PPE); all'interno di quel partito spetta alla nazione che in percentuale ha garantito il massimo numero di eletti (in questo caso la Germania). E scelgono subito la presidenza e i primi uffici di gestione delle commissioni. Poi si passa al secondo, in questo caso il PSE, all'interno del quale l'Italia la fa da padrone. Quindi, i primi a scegliere che posti di comando e decisione andranno a occupare sono Angela Merkel e Matteo Renzi. Poi si passa al terzo gruppo, al quarto, quinto, sesto, settimo, via dicendo. Tanto più si scende tanto meno ci sono possibilità di contare. L'ultimo gruppo potrà contare sulla presidenza della "commissione tutela patrimonio numismatico", cioè segue la vita dei francobolli e delle monete antiche storiche, un passatempo per anziani aristocratici malati di gotta. 
E' stato detto che ukip non impone regole a chi si allea con loro e consente libertà di voto agli alleati.Tradotto significa che se domani Nigel Farage (di cui conosciamo la vocazione nuclearista) dovesse scegliere di votare a favore di un investimento europeo per il nucleare, i 17 del M5s avrebbero la garanzia formale di poter votare contro. Non solo. Se domani i verdi europei presentano una proposta ambientalista che piace al movimento, i 17 eletti la possono votare con entusiasmo sapendo che (forse) Ukip non la sosterrà e ci voterà contro.
Sostiene Ukip nel suoi programma che ha diffuso nei giorni scorsi:

Il gruppo è aperto ai deputati che credono in una Europa della Libertà e della Democrazia e che riconoscono la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti umani e la democrazia parlamentare.
Il Gruppo sottoscrive il seguente programma :
1 . Libertà e cooperazione tra le persone di Stati diversi
2 . Più democrazia diretta e partecipata e il rispetto della volontà popolare 
3 . Rispetto per la storia d'Europa , delle tradizioni e dei valori culturali. Popoli e nazioni d'Europa hanno il diritto di proteggere i propri confini e rafforzare i propri valori storici, tradizionali, religiosi e culturali. Il Gruppo rifiuta la xenofobia, l'antisemitismo e qualsiasi altra forma di discriminazione
4 . Rispetto delle differenze e degli interessi nazionali: 

5. Viene garantita la libertà di voto a tutti gli aderenti e a tutti gli alleati
6. UKIP è contro la guerra in ogni sua manifestazione, sempre.

Accettando di far propri questi principi nei suoi procedimenti, il Gruppo rispetta la libertà delle sue delegazioni e deputati di votare come meglio credono.

Questo sostengono, E mi sembra compatibile con la logica del movimento e soprattutto con i punti del programma per l'Europa

L'accordo tra M5s e Ukip è un'alleanza tecnica, tattica, che ha come primo obbiettivo quello di andare a costituire un gruppo che forse diventa il quarto se non addirittura il terzo in Europa, andando ad inserirsi, pertanto, nei gangli del meccanismo burocratico di Bruxelles.

C'è un'ultima considerazione che voglio fare..
I leader riconosciuti del M5s sono Grillo e Casaleggio.
Entrambi, in questi giorni, stanno portando avanti un negoziato che deciderà dei nostri destini in Europa. Dopo aver chiuso l'accordo ne comunicheranno i parametri, le clausole e i punti. Poi voteremo.
Quindi, nel frattempo, sarebbe necessario far prevalere il buon senso e la fiducia: lasciamoli lavorare in santa pace e vediamo che cosa riescono a ottenere.
E' sciocco attaccare "l'idea di Farage" ed è davvero folle attaccare Grillo e Casaleggio.
Così come è altrettanto sciocco nonchè folle sostenere che Farage è un rivoluzionario e qualunque cosa dica o faccia va approvato e votato perchè sì.

Lasciamo i leader lavorare senza rompere con bizantinismi e capricci infantili.

E intanto cresciamo tutti parlando tra di noi, elaborando, scambiandoci opinioni, argomentazioni, sollevando critiche, ponendo domande.
Io stesso mi sto alimentando di ciò che i forum sul mio blog, sui meet up e sui social network mi stanno offrendo. 
Ciò che per me conta, oggi, è la proposta politica per il movimento.

Le domande che ci dobbiamo porre, secondo la mia opinione, sono le seguenti:

"E' conveniente per il movimento quest'alleanza? 

Ci posiziona in una situazione dove ne usciamo rafforzati o indeboliti? 

Questa'alleanza con Ukip è lesiva della spina dorsale del movimento oppure, lasciando spazi di manovra alla nostra autonomia, riduce e circoscrive l'alleanza ai soli punti del programma? 

Con questa alleanza, i vari Draghi, Van Rompuy e Olli Rehn saranno più contenti o più preoccupati? 

Questo tipo di alleanza ci aiuta a diffondere l'idea della democrazia diretta e partecipata al posto di quella verticale dei partiti delegati? Sì o no?

Ci avvicina o ci allontana dall'obbiettivo di andare a costruire un'Europa dove la cittadinanza sostituisce la sudditanza?

Quest'alleanza rafforza o indebolisce la natura pacifista, laica, inclusiva, orizzontale ed esistenziale del movimento?

Parliamone, ma evitiamo di finire nell'imbuto del referendum sulla vita di Farage.

Come dice la didascalia dell'immagine che vedete in bacheca ciò che conta è ben altro.

Diciamo che Farage può essere il ramo sul quale ci si va a posare. 

Si sa che il ramo può anche spezzarsi.

Ciò che conta è che non ci abbiano legato le ali.

Buona riflessione a tutti e viva la repubblica.


26 commenti:

  1. sono pienamente d'accordo,dobbiamo informarci e poi votare,senza prestare attenzione ai giornali o alle televisioni,ma riflettendo con la nostra testa sui pro e i contro!

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  2. Impazientemente in questi giorni attendo argomentazioni che plachino le mie paure.
    È dura questa presa di posizione di Grillo, Casaleggio e della maggior parte della base, che dobbiamo digerire.
    Ma questo Movimento, è veramente orizzontale?
    Gli ultimi eventi, mi hanno destabilizzato.
    Mi sono detta che forse io non riesco a guardare lontano e allora forse qualcuno deve farlo per me.
    Ma, la rete, non è come la TV, la rete ti fa accedere a milioni di menti pensanti e riuscire a defribillare tutte queste sinapsi cortocircuitate è dura.
    Il tuo articolo è molto bello e la frase che ne riassume il senso, davvero centrata.
    La mia mente, in questo momento è alla ricerca di argomentazioni che tendano a riunire il Movimento, non certo a disunirlo, ci ho creduto tanto e voglio crederci ancora.
    Ma Grillo, hai provato a sentirlo? Perchè ha agito così?
    Io desidero conoscere la verità. Sono nel Movimento perché "uno vale uno", o no?

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  3. Daccordo su tutta la linea ma già dai precedenti tuoi post nel merito.
    Hai perfettamente ragione: non c'è stata alcuna campagna elettorale ma soltanto manovre mediatiche per mantenere inalterato lo stato delle cose.
    Ancora adesso si sta giocando sulle parole e già fargli definire "alleanza" quella con l'Ukip è fuorviante. Bisogna partire, secondo me, con una definizione evocativa come quella che coniò Aldo Moro: "convergenze parallele". Non ritieni che descriva bene la logicissima scelta che sta facendo Grillo quale unico mezzo (il solo che gli lascia libertà di voto) per contare in Europa?
    E poi, per chi è in buona fede, se si vuole approfondire chi è davvero Farange scoprirebbe che su di lui circolano un sacco di balle.
    Ma anche fosse il diavolo, i nostri eletti non devono andare in un parlamento a scaldare sedie come una Zanicchi qualsiasi, i nostri devono viaggiare anche di fianco al diavolo pur di portare avanti i nostri punti!
    E poi io mi fido dell'onestà di Grillo e Casaleggio, a prescindere. Ho anni abbastanza per sapere giudicare le persone e se fossero ciò che vorrebbe Repubblica, me ne sarei accorto da tempo.

    Suggerisci a Casaleggio, se ti capita, di scrivere un post con un titolo tipo: "convergenze parallele funzionali" e di spiegare da manager i pro e i contro della scelta.

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  4. https://www.youtube.com/watch?v=fMSz6A3_twE#t=37

    Mentana e Malagutti analizzano l'alleanza del M5S con Nigel Farage.

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  5. Ma che il Parlamento Europeo non conta nulla perché è la Commissione che manda avanti la baracca, lo vogliamo dire?
    E vogliamo anche dire che per fare un gruppo misto sono necessarie le forze politiche di almeno sette paesi europei, lo vogliamo dire?
    Farange si, Farange no, le possibilità di incidere sull'unione europea sono quasi nulle. Date un'occhiatina ai regolamenti europei, prego: http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/european-parliament/index_it.htm
    BGT

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    1. Sì, infatti, i suoi rilievi mi paiono molto opportuni e centrati.
      Tanto che mi sono chiesta perché, se è la Commissione europea ad essere molto più decisiva, il movimento non si è impegnato in compromessi per avere suoi ministri con Bersani, a suo tempo, quando ce ne sarebbe stata l'occasione.

      Mi permetto di tornare su Farage, facendomi aiutare da un certo Graziano M. che scrive da Londra e che ha postato sul blog di Grillo questo commento, alle 16:13 del primo giugno:

      'Consiglio a Beppe di incontrare Mr Sked, fondatore UKIP.
      "UKIP, il partito che ho fondato 20 anni fa e lasciato nel 97 il momento in cui divento' una calamita per le persone la cui visione del futuro è il 1950 - un presunto periodo d'oro prima che la CEE, neri, musulmani e altri immigrati, gay, lesbiche e altri prodotti della rivoluzione sessuale degli anni '60, profanassero questa isola dell'Eden." – Alan Sked, fondatore di Ukip e professore di storia internazionale, London School of Economics. www.theguardian.com/commentisfree/2013/may/28/we-need-eurosceptic-party-centre-left
      Ma, in primo luogo, dove è quel pezzo di carta? "Guarda che," Sked dice mentre cerca, "fino al 1997 sono riuscito a mantenere l'Ukip un partito liberale - con la 'l' minuscola - di centro e moderato. Il nostro modulo di richiesta d'adesione di quei giorni - Ah, eccolo qui! - dimostra quanto sia cambiato." Mi porge il modulo. Una lettura affascinante. Nel 1993, insieme con il sostegno del ritiro britannico dall'EU, i potenziali membri dovevano essere in sintonia con quanto segue: "E' un partito non confessionale, non razzista, senza pregiudizi contro gli stranieri o minoranze di alcun genere. Non riconosce la legittimità del Parlamento Europeo e invierà i suoi rappresentanti solo al Parlamento Britannico di Westminster." "Si sono sbarazzati di tutto ciò dopo che me ne sono andato," afferma Sked, dimessosi da capo del partito poco dopo le elezioni del 1997. Sked sostiene che il partito d'allora, tollerante, liberale e democratico che aveva fondato, fu scalato dalla destra del partito e che, sconfitto e raggirato da Farage e da altre figure di primo piano dopo quelle elezioni, non ebbe altre alternative che dimettersi. "Hanno cancellato la parte sui pregiudizi contro le minoranze e, appena uscito dal partito, decisero tutti che volevano andare al Parlamento Europeo e intascare le loro spese." www.theguardian.com/politics/2014/may/26/ukip-founder-alan-sked-party-become-frankensteins-monster'.

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  6. L'uccello si fida delle sue ali ma deve stare attento ai bracconieri. In Europa l'Ukip potrebbe essere la soluzione migliore ma in patria bisogna attrezzarsi per controbattere sul loro terreno i media.

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  7. La poderosa offensiva dei media contro questa possibile alleanza è la misura della sua forza politica potenziale. A mio parere è inutile e insensato polarizzarsi pro o contro i temi divulgati ad arte dal "pensiero unico". Per me occorre avere fiducia e andare avanti sostenendo il movimento, ossia noi stessi.

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  8. Ciao Sergio,

    qualcuno sa se questa cosa che i verdi non garantirebbero libertà di voto è vera o no? Mi spiego… Sembra che i parlamentari europei non abbiano il vincolo di mandato*. Come si spiega? Chiedo lumi… Sembra che i parlamentari europei possano votare come meglio credono in qualunque gruppo siano...

    * http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/31/grillo-farage-di-maio-e-la-liberta-di-voto/1008557/

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  9. io ho votato M5S e spero di non aver sprecato il mio voto

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    1. Sono quelli andati a Renzi i voti sprecati!!
      Qualcuno se ne sta già accorgendo... gli altri se ne renderanno conto entro la fine di quest'anno!

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  10. Condivido ogni punto virgola e sospiro.....aggiungendo che il NON accordo con l ukip sancirebbe l'inizio della nostra fine......

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  11. Questo post è una boccata di ossigeno.
    Sento che nella mia mente sta tornando un po' di ordine.
    Io sono intervenuto con molta criticità sulla campagna elettorale e sul metodo utilizzato in questi giorni da Grillo e Casaleggio per quanto concerne un possibile accordo con qualche gruppo. Ripeto, il metodo.
    Però poi mi son detto: come posso essere obiettivo nel valutare UKIP e Farage se la mia mente è inquinata dalla solita e solida disinformazione? Dovrei informarmi personalmente su internet. Ma qui si trova tutto e il contrario di tutto. Quanto tempo è necessario? Avrò poi la certezza che la mia valutazione sia giusta?
    L’unico modo per sapere chi è Farage è avvicinarsi a lui. Se uno vale uno dovremo farlo tutti. Impossibile. Quindi?
    Molti dei nostri dubbi sono un effetto inconscio del bombardamento esterno che stiamo subendo. Oggi Beppe Grillo dice che la disinformazione vuole far passare due messaggi: che abbiamo perso le elezioni e che il M5S è nazista. Secondo me c’è un terzo motivo: MINARE LA FIDUCIA DEI SOSTENITORI M5S NEI CONFRONTI DEI SUOI FONDATORI.
    Da qui sono arrivato ad una conclusione tanto banale, quanto ovvia. Se il Movimento è arrivato fin qui è perché ho creduto (assieme ad altre 5.800.000 persone) profondamente nelle persone che lo hanno creato. Pertanto mi fido di loro. Perché non credere allora adesso alla buona fede del loro operato?
    Perché non fidarci ora?
    Io mi fido.
    RED

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  12. Come sempre i Suoi post sono intelligenti e ben argomentati. Tuttavia nel ragionamento complessivo non posso non riscontrare una certa faziosità intellettuale, naturale se vista dalla prospettiva di una distanta culturale con l'UKIP. Mi spiego: quanto, il ragionamento da lei esposto non fa una piega. La possibilità di scendere a compromessi per il fine da perseguire è condivisibile. Si tratta di scegliere se il compromesso è accettabile o meno ("allearsi" con un partito in tutto e per tutto vicino alla Lega Nord, ovviamente in declinazione anglosassone, vedi espulsioni interne per frasi racappriccianti, impensabili in Italia, se non nel M5S, sebbene per altri motivi). Questo approccio sarebbe tuttavia applicabile anche alla politica interna Italiana, dove vige, da parte del M5S, l'assoluta contrarietà a qualsiasi forma di compromesso (le argomentazioni le sappiamo). La palesata disponibilità a livello europeo, a mio avviso, è dovuta alla relativa "verginità" che noi italiani, lontani dalla vita politica inglese, abbiamo nei confronti di questo partito: è un foglio più o meno bianco dalla nostra prospettiva. Non intriso di passato politichese, può essere visto come possibile alleato. E questo è provincialismo. Un pensare alla politica con tanta, troppa ingenuità.

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    1. La partecipazione al parlamento europeo è completamente diversa da quella italiana: questo è il punto fondamentale. Il gruppo M5s -in Italia- ha avuto la opportunità di parlare, fare interpellanze, promuovere, bocciare, soprattutto smascherare pubblicamete la logica consociativa del malaffare politico, anche senza doversi alleare con nessuno. Anzi. E' stato possibile proprio per questa ragione. In Europa ciò che conta è "chi gestisce le commissioni che determinano i contenuti sostanziali". Altrimenti, non ti fanno neppure parlare. Per poter entrare nelle commissioni in posizione di forza bisogna essere un gruppo forte. Tutto qui. In questo momento, la priorità consiste nell'avere la possibilità di potersi presentare nell'agone politico europeo in una posizione negoziale ad alto impatto. E' una questione di realismo politico. In Italia, il panorama è diverso.

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  13. Ottimo articolo.
    Una prospettiva piu'ampia , rende la possibile appartenenza (non alleanza) al gruppo di cui fa'parte l'UKIP molto piú digeribile.
    Rimango ancora molto perplesso di come un partito come l'UKIP possa sostenere il Nucleare. E per Nucleare non intendo solo il tipo di energia , ma anche tutto l'apparato di lobby ed interessi che ci girano attorno!!!
    L'energia cappio al collo dei popoli !!
    Saluti

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  14. Caro Sergio, come sempre sei lucido illuminante e condivisibile. Specialmente nell'esortazione a uscire dalla logica del referendum su Farage nella quale siamo tutti poerdenti. A questo scopo vorrei aggiungere solo qualche ukteriore elemento di valutazione che scaturisce dalla mia specifica esperienza in materia di questioni europee. Per avere un quadro completo, non bisognerebbe limitarsi ala quastione del Fiscal Compact, ma bisognerebbe capire come si posiziona il gruppo EFD su:
    1) Direttiva Rinnovabili
    2) Emission Trading Scheme
    3) Dismissione nucleare e phase out del carbone
    4) Direttiva rifiuti
    5) Direttiva tempi di lavoro e salario minimo
    6) Provvedimenti anti paradisi fiscali della Commissione anti mafia
    7) Regolamento per e auto a idrogeno e i distributori di idrogeno
    8) Direttiva per l'efficienza energetica nell'edilizia
    9) Riforma della Politica Agricola Comune
    10) Tassazione delle rendite finanziarie
    11) Protezione dei servizi pubblici essenziali e dei beni comuni
    12) Accordo per la libertà su internet e contro il copyright
    13) Eurobond
    14) Programmi europei in favore dell'innovazione delle PMI
    Direi che in una partita così impostata i Verdi vincono 14 a 1 sul gruppo di Farage.
    Così magari contestualizziamo meglio la questione del Fiscal Compact, che è importantissimo e nessuno lo sa meglio di me che ci ho dedicato 50 trasmissioni su moviradio e svariati articoli. Ma che non può assurgere a unico criterio discriminante per la scelta di alleanze come se non esistessero tutti gli altri punti per l'Europa e i 5 valori fondanti delle 5 Stelle (ambiente, acqua pubblica, rinnovabili, sviluppo economico e connettività libera). Inoltre i Verdi sul Fiscal Compact stanno cambiando posizione perchè c'è una nuova generazione di giovani che la pensa esattamente come il M5S. Entrare nel gruppo dei Verdi permetterebbe di far pendere la bilancia contro il Fiscal compact, e siccome su tutto il resto siamo d'accordo,: Tombola! 15 a 0 ! ;)

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    1. pero' ci sono due cose che non mi tornano: le loro (dei verdi) posizioni guerrafondaie - pare che abbiano votato si' a tutti gli interventi militari; se ho capito bene, e' necessario votare secondo le direttive del gruppo.

      se qualcuno volesse chiarire questi due aspetti, gliene sarei grata.

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    2. francesco trentin3 giugno 2014 12:02

      Ringrazio Angelo Consoli per riportare l'argomentazione a dei punti programmatici concreti.
      Il cappotto del 15 a 0, così messo non dovrebbe lasciare spazio ad alibi. Beppe Grillo dovrebbe prenderne atto e rivedere l'eventualità di tenere il broncio. Il lavoro di Consoli e la sua esperienza in merito dovrebbe servire subito ai nostri portavoce eletti. Gli vorrei chiedere però come mai pensa che Grillo sia potuto cadere in un errore così numericamente imponente, ignorando di fatto l'alleanza Verde.
      Personalmente mi sono fatto un'opinione.
      Per prima cosa se Farage volesse fare numero e assecondare il proprio spirito destroide avrebbe dovuto contattare per prima la Le Pen. Invece no, come mai? Perchè rifiutarle la trattativa, così come ad altre frattaglie realmente xenofobe sparse per il P.E.?
      In secondo luogo credo che le battaglie contro l'europa a trazione tedesca, affaristica da club bildeberg non sia facile insieme ad un gruppo parlamentare fortemente teutonico, come sono appunto i Verdi. Cioè, come ha ribadito Modigliani sopra, tutti questi punti programmatici sono liberamente condivisibili dal m5s, anche stando con l'ukip, ma con quest'ultimo è possibile produrre una battaglia parlamentare di "metapolitica", al di là dei singoli contenuti ma incentrata sul funzionamento stesso della democrazia in Europa. Questo è il cavillo che lega il m5s a Ukip, assieme al ripudio della guerra (come riportato sopra) e alla democrazia diretta/partecipata (idem).
      Perchè secondo lei c'è un pò tutta l'opinione pubblica che cerca di sistemare questi due movimenti (ukip e m5s) su strade diverse? Improvvisamente vogliono (dai De Benedetti boys in giù) semplicemente esserci tutti buoni amici e consiglieri?
      In realtà apprezzo molto la discussione che si sviluppa da questo blog, certo mi aspetto che i termini dell'accoro saranno ben argomentati sul blog, lasciando spazio anche per un dibattito vero, magari intrpellando gli stessi eletti in Europa o alcuni nostri parlamentari più rappresentativi.
      Personalmente ad oggi, credo che in un'ipotetica votazione sceglierei di astenermi, ma sono sicuro che ci saranno tutti gli elementi per fare una scelta ponderata in tempi ragionevoli.

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    3. bravo francesco! adesso che mi ci fai pensare... gli inglesi odiano i tedeschi (non lo ammetteranno mai in questi termini, pero' te lo dico io, che li conosco bene perche' vivo in inghilterra da molti anni) e tutto quello che lontanamente gli ricorda il nazismo...per cui l'accusa che ukip e' razzista e xenofobo, l'ho gia' detto in un altro commento, non si appoggia da nessuna parte, secondo me.

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  15. 1- non mi ė piaciuto come si ė mosso grillo ed il fatto che sono venuto a conoscenza dell'incontro con Farage da salvini.

    2- mi piacerebbe che si incontrassero seriamente tutti i gruppi esclusi i due grandi a favore delle politiche attualmente vigenti e che sul blog alla fine ci venga sta la possibilità di scegliere tra tutti quelli che ci accetterebbero!

    3- non mi piace pensare che grillo sta spingendo e pilotando il pensiero verso "vota Per l'alleanza con Farage" non mi piace per nulla!

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    1. Completamente d'accordo.
      4- vorrei vedere un Grillo meno impegnato a persuaderci che Farage non sia il fascista che tutti ci presentano e più intento a cercare di contattare tutti i gruppi parlamentari a noi affini.

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  16. Preferirei il 15 a 0 proposto da Angelo Consoli.
    Però se i cosiddetti verdi europei incominciano a porre vincoli ed ostacoli, facendo campagna acquisti fra i portavoce M5S appena eletti, allora vuol dire che non ci siamo e che quel gruppo (verdi europei) è solo uno specchietto per chi, come me, è un "ambientalista idealista". Ed allora non ci rimane che il gruppo con ukip.

    PS x Dani Vani: se ti senti destabilizzato dagli ultimi eventi sono due le cose: o non è molto che ti occupi di politica e non sai cosa combinano (e hanno combinato) i gruppi politici che abbiamo sul "groppone" da decenni, oppure fai parte di questi gruppi ed allora sarebbe onesto se lo dicessi chiaramente, senza mentite spoglie.

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  17. Lillo, cittadino dell'Universo.3 giugno 2014 13:15

    Miei amati Umani di buona volontà, a Voi tutti un ulteriore invito a PESARE l'OGGETTIVITA' degli accadimenti con l'intelligenza che madre natura ci ha donato. Ponete a Voi medesimi il seguente interrogativo: Quali benefici ha prodotto l'ammucchiata in quel di Bruxelles a noi popoli europei, a noi operai, agricoltori, allevatori, artigiani, commercianti, impiegati, inoccupati, pensionati, studenti... dacchè i popò di tanti castrati (castrati perché non sono loro a fare leggi e quant'altro incide sulla vita di noi limoni) si sono adagiati sul velluto di quelle comodissime poltrone color blu egeo?.Riporto quanto ricordato da un nostro fratello Umano poco più sopra:" Alan Sked... Non riconosce la legittimità del Parlamento Europeo e invierà i suoi rappresentanti solo al Parlamento Britannico di Westminster.... appena uscito dal partito, decisero tutti che volevano andare al Parlamento Europeo e intascare le loro spese". Saggia e lungimirante presa di posizione sostenne Alan Sked. Non lo sapevo. Oggi so che da illo tempore c'era uno che la pensava, pesava e vedeva come me. Mi sorge un dubbio, sono dunque penso (proprio così:sono dunque penso. Perchéééééééé..... se prima non sono me lo spiegate come faccio a pensare?. Nevvero che prima di pensare devo esistere?), gratta gratta si mormora che il mio e di Sked DNA sia assai compatibile con quello dei vari Copernico e Giordano Bruno. Suvvia, smettiamola di farci del male. Mischiarsi e bivaccare in quel covo di PARASSITI non muoverà di un micron la nostra condizione di sempre più Umani schiavizzati e limoni da spremere, caso mai la si aggraverà notevolmente. Le risorse per mantenere in piedi quel nefasto covo di PARASSITI basterebbero a sfamare milioni di affamati e a reidratare milioni di assetati. Ai compagni, fratelli, amici, camerati pentastellati sempre e sempre più forte il mio suggerimento: DIMETTETEVI!!!. Standovene lì avrete/avremo...tutto da perdere. Quella "cosa" lì non ci appartiene. E' "Cosa loro"..., è cosa della CUPOLA!. Con sempre prepotente amore e affetto sappiate che sarò sempre dalla parte di quanti sudano e sanguinano per produrre la vera ricchezza che noi Umani necessitiamo: Pane, amore, fantasia e un esistenza a cinque stelle cinque. Baci, bacini e bacetti da Lillo, cittadino dell'Universo.

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  18. Scegliere Farage significa per il movimento crescere, scegliere cosa fare da grande. Significa connotarsi come movimento sovranista. Significa dire che prima il popolo deve riprendersi la sua sovranitá (anche monetaria) e poi si può parlare di Europa, l'Europa viene dopo prima ci vogliono gli stati democratici e sovrani. Per ottenere questo risultato c'é una sola via: smantellare Unione Europea ed Euro. Ovviamente prima bisogna capire che Euro, Unione Europea e Europa sono tre cose diverse.

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  19. Sono convinto che bisogna guardare soprattuto alle ripercussioni politiche in italia a riguardo delle alleanze al parlamento europeo. Insisto che bisognerebbe che gli iscritti votassero.

    Rasti

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