mercoledì 25 settembre 2013

Il Mago Attel fa il Gatto e la Volpe allo stesso tempo. E a New York fa un tonfo colossale.


di Sergio Di Cori Modigliani

Siamo il paese dei balocchi, è cosa nota. Dopotutto, ha anche una sua ragione.
In fondo, Pinocchio lo abbiamo inventato noi e quella immortale favola rimane pur sempre un caposaldo universale del genio italiano.
Ma Collodi, per l'appunto, voleva regalarci una bella favola e niente di più, sperando che gli italiani capissero quale profondo lascito ci lasciava in eredità, nel comunicare ai posteri l'urgenza esistenziale, valida per tutti i cittadini del mondo,  di doverci trasformare da semplici burattini in uomini in carne e ossa.
Il Mago Attel, invece, ha una sua visione surreale e tutta personale di Pinocchio: ha cambiato il finale.
A questo serve l'abile pratica dell'illusionismo.
Dopo essere uscito dalla pancia della balena (non a caso era il nome, illo tempore, della Democrazia Cristiana) e aver finalmente raggiunto da naufrago la spiaggia, invece di trasformarsi in bambino, decide di rimanere burattino per sempre. Questa è l'eredità che intende lasciare a noi.
Povero Collodi! Quale terribile insulto alla sua memoria.
Basterebbe il commento di un noto analista di borsa americano, ieri in un furibondo talk show televisivo dedicato alla finanza europea, per comprendere la catastrofe annunciata del suo viaggio in Usa: "qui siamo a Wall Street e non a Las Vegas, forse in Italia non lo hanno ancora capito".
Il Mago Attel, comunque, si sta comportando come aveva fatto a suo tempo Mario Monti, non a caso viene da quella scuola: avvalersi del silenzio stampa garantito dalla cupola mediatica e comparire dopodomani alla tivvù italiana, finalmente a casa, spiegandoci quale incredibile successo il "sistema Italia" ha riscosso all'estero presso i cosiddetti finanziatori internazionali. Come aveva fatto il ragionier vanesio nell'aprile del 2012, dopo il colossale fallimento della sua visita a New York, qui in Italia, invece, presentata come un trionfo.
E' un po' come andare a Londra, parlando di calcio, e sostenere che il Sassuolo è primo in classifica.
Così si costruiscono teatri non corrispondenti alla realtà e si spingono le persone in una perenne nebbia di confusione e disinformazione, pensando di poter far loro credere che le parole e gli slogan possano sostituirsi ai fatti concreti.
Fine della premessa.

Veniamo ai fatti.
La patata bollente è rappresentata da questo signore la cui immagine vedete riprodotta in bacheca. Una persona famosissima, per chi conosce la politica europea negli ultimi quindici anni, una assoluta eccellenza nel suo campo. E' l'incubo di PD PDL e Lista Monti. Se lo sognano la notte nei loro spaventosi incubi. L'attività di quest'uomo sta producendo una ventata di anti-europeismo in Italia, ben alimentata dalla cupola mediatica, dai partiti, anche e soprattutto sul web dove migliaia di siti e bloggers analfabeti stanno montando -grazie alla demagogia, alla facile retorica, e all'uso di argomentazioni false prive di sostanza- l'attacco contro quest'uomo, che la classe politica dirigente italiana vuole eliminare dalla scena europea il più velocemente possibile.
Chi è questo signore? Che cosa fa? Perchè rappresenta, attualmente, il pericolo più forte e reale per l'attuale classe dirigente italiana?
Si chiama Joaquìn Almunia.
E' di nazionalità spagnola. Nato a  Bilbao a metà degli anni'40. Sposato con due figlie. Cattolico praticante. Del segno dei Gemelli con ascendente Pesci. Grande tifoso dell'Atletico Bilbao. Laureato in Economia e poi dottorato di ricerca in Tecnica Bancaria della Finanza all'Ecole des Hautes Etudes a Parigi. Grazie alle sue pubblicazioni ottiene una cattedra a Harvard in Scienza delle Finanze, ma dopo tre anni lascia per ritornare nella sua terra e dedicarsi all'attività politica a tempo pieno. Da sempre socialista, fin da giovane si fa notare nel sindacato ed emerge come figura carismatica al punto da diventare segretario della UGT e poi in seguito deputato al parlamento nel PSOE, il Partito Spagnolo Socialista Operaio. Nel 2000 si candida alle primarie e perde. Ma dieci giorni dopo presenta un esposto alla magistratura e al comitato direttivo del suo partito contro il candidato vincente, sostenendo che si tratta di una personalità corrotta, un uomo finanziato dai colossi della speculazione internazionale anglo-americana. In Spagna esplode il caso. Vince lui. Tutti gli esponenti socialisti da lui accusati finiscono in galera, insieme a tre cardinali. Si va alle elezioni e lui perde, perchè il PSOE, allora, era come il PD oggi, travolto da una lotta all'ultimo sangue tra correnti diverse e contrapposte, e la corrente più clientelare (lo ammetteranno dieci anni dopo pubblicamente) si dà al sabotaggio per impedirne l'elezione. Ma Joaquìn Almunia è un politico di classe. Non si scompone e prosegue nella sua battaglia che ruota intorno a due principii cardini della sua attività: chiarezza e trasparenza. Nel 2004, finalmente il PSOE trova una personalità di sintesi in Zapatero, che lui sostiene per disciplina di partito. Subito in parlamento inizia una zuffa tra lui e il keader socialista. Almunia lo accusa di essere un populista pericoloso che porterà la Spagna alla rovina perchè il suo piano di investimenti immobiliari è, in realtà, una truffa. Joaquìin Almunia si rifiuta di avallare il piano del governo. Viene presa una decisione salomonica. Pedro Solbes (un altro economista socialista di lungo corso) accetta di diventare Ministro dell'Economia e si dimette dal suo incarico di membro della commissione bilancio della UE.
Al suo posto ci va il nostro eroe.
Lo tengono in disparte, ma data la sua imbattibile competenza tecnica e una profonda conoscenza dei meandri inestricabili dei nodi tra politica, banche, finanza, vaticano, nella zona del Mediterraneo si conquista i gradi sul campo e finisce per diventare il vice di Barroso. Finchè, nel 2010, viene nominato per 4 anni, fino al maggio del 2014, presidente della commissione europea banche & finanza. E lì, comincia la sua lotta politica. Stende una propria rete di alleati con successo finchè non riesce a far approvare il testo unico che lancia (dal 1 maggio del 2014) la Unione Bancaria che comporta il controllo incrociato di tutte le attività bancarie nei 28 paesi dell'Unione e l'applicazione di una rigida normativa di verifica, soprattutto nei due settori cari ad Almunia: speculazione sui derivati e crediti agevolati per malleveria politica. Nel maggio del 2013 viene in missione ufficiale in Italia (poco più di zero news sull'evento) e si incontra con Ignazio Visco, il nostro governatore della Banca d'Italia. Gli consegna l'esaustivo rapporto della sua commissione sulle banche italiane relativo a Banca Popolare di Spoleto, Banca dell'Etruria, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Banca delle Marche, Banca Carige, Credito Valtellinese, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, e uno studio ponderato di ben 150 pagine sulle attività di Monte dei Paschi di Siena. Visco si mette, va da sè, subito a disposizione, e dichiara che farà tutto il possibile. Si intende, all'italiana. Ma Almunia ha un jolly dentro la manica, un foglietto di venti righe, ottenuto grazie alle pressioni dei francesi, olandesi, belgi, finlandesi, austriaci, nel frattempo conquistati alla sua visione. E' la delega ufficiale da parte della BCE firmata da Mario Draghi che consente alla commissione -cioè ad Almunia- il diritto di prelazione sulle decisioni prese dal governo italiano rispetto alle proprie banche. Tradotto: se il governo italiano non risolve per bene il collasso delle proprie banche corrotte inzuppate di mafiosi, l'Unione Europea si riserva il diritto di avviare una propria ispezione e imporre da Francoforte e Bruxelles il controllo della  trasparenza "dell'intero sistema creditizio bancario italiano". Poi se ne va. Visco comunica al Mago Attel, a Monti e Alfano l'esito della visita. E lì iniziano le liti e le zuffe inter-governative tutte finte: l'Imu, l'Iva, l'omofobia, gli F35. Robbetta demagogica.
La realtà è che è arrivato l'oste a presentare il conto. E l'Europa pretende che a pagarlo, questa volta, siano il PD, il PDL e simili, dato che loro esponenti risultano essere i principali beneficiari a tutti gli effetti di circa 250.000 crediti agevolati senza adeguate garanzie, lo zoccolo duro dell'esercito di criminali malfattori, sul nome e cognome dei quali è meglio stendere un velo pietoso, diciamo quasi l'intera classe dirigente politica e imprenditoriale italiana. Ce n'è per tutti i gusti, dall'estrema destra all'estrema sinistra. E così, a metà luglio, Visco lancia una "ispezione eccezionale" della Banca d'Italia. Solo che, questa volta, ci vanno anche contabili esperti di fiducia di Almunia. E inizia (toh guarda caso!) una nuova fibrillazione nel governo. Ecco come la Repubblica dava la notizia alla fine dello scorso Luglio:



Bankitalia: ispezioni su 20 banche; per 8 su tutti crediti

Bankitalia sta svolgendo ispezioni su 20 banche e per 8 gruppi ha esteso le verifiche all'intero portafoglio dei crediti, non solo ai prestiti deteriorati. E' quanto si evince dalla recente analisi dei prestiti deteriorati condotta dalla Banca d'Italia .
29 LUGLIO 2013

Tutto qui. Neppure una parola in più.
In rete, invece, si trova un unico pezzo pubblicato da TMNews nel quale si cita però il Wall Street Journal dando una idea tragica del paese, che spiega il motivo per cui in classifica siamo l'ultimo paese dell'Unione Europea come libertà e diffusione dell'informazione. Nel pezzo, infatti, si racconta che il Wall Street Journal è stato in grado di "avere accesso a documenti riservati della Banca d'Italia". Come a dire: in Italia non siamo capaci, noi giornalisti, di avere quel tipo di documenti. 
(O non possono averli? O ce li hanno ma non li possono pubblicare? O scelgono di non pubblicarli?) Ecco il testo (che nessuno comunque ha neppure divulgato) rilanciato sulla piattaforma tiscali.

New York, 29 lug. (TMNews) - La Banca d'Italia sta esaminando i bilanci dei principali gruppi bancari della Penisola. Lo sostiene il Wall Street Journal, che ha avuto accesso a documenti riservati e secondo cui il frutto di tale operazione potrebbe portare alcuni gruppi a vendere asset. L'analisi in corso sarebbe il proseguimento di quella eseguita in autunno e che ha portato Bankitalia a ordinare alle banche di mettere da parte 3,4 miliardi di dollari circa per proteggersi da eventuali perdite e prestiti in sofferenza. Secondo il documento ottenuto dal quotidiano americano, via Nazionale sta prestando particolare attenzione proprio ai prestiti in sofferenza, in rialzo - ricorda il WSJ - da 27 mesi consecutivi. A fine marzo hanno raggiunto quota 249 milioni di euro, il 14,2% del totale dei prestiti concessi. A fine 2010, il dato era a 157 milioni di euro, l'8,9% del totale.
L'ispezione ha comportato il commissariamento immediato della Banca delle Marche (primi di agosto), l'arresto di diversi dirigenti di Mps (metà agosto ma l'Italia era presa dalla sentenza Berlusconi) una denuncia contro la Banca Carige, la più antica banca del paese, il vecchio Monte di Pietà genovese fondato a metà del '400, perchè è venuto fuori che c'era un buco di 800 milioni di euro in bilancio non conteggiato, e gli altri istituti in linea. Tra l'altro, l'ispezione rileva che da marzo del 2013 si sono addirittura scatenati: sono diminuiti i mutui alle aziende ma sono aumentati i crediti agevolati senza garanzie: una vera pacchia.
E così si arriva alla visita del Mago Attel a New York per incontrare la finanza che conta.
Lui si muove sempre sapendo (e sperando) che a parargli il culo ci sia il Bilderberg, l'Aspen Institute,la Trilateral, quello che in Usa viene definito dalla stampa Washington consensus, sempre pronti a sostenere i governi. In cambio, si intende, di un loro profitto certo e garantito da qualche parte.
Per qualche motivo che ignoro, invece, non lo ha sorretto nessuno e si è trovato davanti uno sbarramento.
Altro che trionfo.
Una clamorosa debacle.
Ieri, per tutto il pomeriggio, a New York, sulla stampa, alla televisione, per radio, sui siti, nel web, il tema principale era la finanza e l'Europa e l'Asia, con l'Italia al centro dell'attenzione. 
Diversi investitori e finanzieri hanno pubblicamente dichiarato che non verranno più a investire in Italia proprio perchè da noi non esiste la pratica della concorrenza e chiunque -se sorretto da adeguata telefonata politica- è in grado di avere crediti anche se non produce un bel nulla, quindi il rischio è "mostruosamente alto". Tanto vale andare a giocare a Las Vegas alla roulette, le possibilità sono più alte.
E così, il Wall Street Journal, sulla prima pagina pubblica un bel pezzo -proprio mentre Letta parlava- in cui spiega che il Monte dei Paschi di Siena ha rimandato l'incontro con Almunia e non ha presentato il proprio piano di ristrutturazione (che prevede la inevitabile nazionalizzazione della banca). Letta e i suoi consulenti e i dirigenti della banca (Profumo & co.) senza batter ciglio dichiarano che il ritardo è dovuto al fatto che "il signor Almunia ha rimandato la scadenza decidendo di posporre l'incontro a data da destinarsi". Il problema è che lì non siamo a Roma con la truppa mediatica italiota al seguito. I giornalisti del Wall Street Journal hanno impiegato 4 minuti 4 per verificare se fosse vero. E dieci minuti dopo è arrivata la secca smentita di Almunia, il quale, furibondo, ha fatto sapere che era esattamente il contrario: gli avevano dato buca.
Che figura!
Che vergogna!
Conoscendo i propri polli, il Presidente della Commissione Finanza della Ue, Joaquìn Almunia ha emesso un comunicato stampa che recita così: "Sebbene e nonostante i progressi che si erano verificati negli ultimi mesi, siamo tuttora in contatto con le autorità italiane in attesa di una risposta per comprendere le modalità e le forme di ristrutturazione del Monte dei Paschi di Siena, così come d'accordo in seguito all'incontro privato tra il signor Fabrizio Saccomanni, Ministro dell'Economia della Repubblica Italiana e il signor Joaquìn Almunia, incontro e accordo avvenuto in data 7 settembre 2013 a Roma". Questo è il secco testo della e-mail inviata dalla presidenza della commissione alla stampa di tutto il mondo. In Italia non è stata considerata notizia.
Lasciatemelo dire nell'unica forma possibile: che figura da peracottari di bassa lega!
Siamo governati da persone che pensano di poterla passare liscia sostenendo il falso, in una materia così delicata come questa, senza rendersi conto che si verrà sbugiardati "ufficialmente" cinque minuti dopo. Per chi è interessato, ecco il link dell'articolo apparso sul Wall Street Journal
E' scritto dal loro corrispondente da Milano. Come il giornale consiglia a chiunque voglia sapere e capire che cosa sta accadendo in quel d'Italia nella finanza e nelle banche:

Write to Giovanni Legorano at giovanni.legorano@wsj.com

Meno male che c'è l'Europa.
Per fortuna il mondo non è in bianco e nero.
Meno male che c'è chi si batte e combatte per affermare l'Europa dei Diritti, l'Europa delle regole, l'Europa della cittadinanza. 
L'anti-europeismo è il cavallo di battaglia della criminalità organizzata e di chi la sorregge perchè temono i controlli della Legge, ispezioni continue, verifiche, multe, penali, certificazione di reati.
L'Europa che vogliamo la si ottiene combattendo per l'applicazione delle regole e dei patti. E quando si è forti della propria pulizia, fedeltà e diligenza, allora ci si può permettere anche il lusso di poter andare a Strasburgo, a Francoforte, a Bruxelles, e battere i pugni sul tavolo per cambiare quelle leggi a nostro favore.
Una classe politica dirigente negligente, pigra, corrotta, dedita al malaffare congenito, non ha il diritto di pretendere nulla, non ha il diritto di fare nessuna richiesta: si è sempre ricattabili.

L'Europa che ci può salvare e salvaguardare, l'Europa dei popoli, è nata in Francia, ed è frutto del pensiero di Montesquieu, quando, nel suo libro "L'esprit de loi" trecento anni fa, scriveva: "Noi combatteremo sempre le vostre leggi inique a difesa dei privilegi, leggi che non contemplano la difesa dei diritti inalienabili della cittadinanza, noi seguiteremo a combattere le vostre leggi inique fino all'ultima goccia del nostro sangue, ma fintantochè non le avremmo modificate noi seguiteremo a rispettarle, perchè nella difesa e nella salvaguardia della Legge comune a tutti poggia lo Stato di Diritto della grande civiltà d'Europa".

20 commenti:

  1. Lei afferma: "Una classe politica dirigente negligente, pigra, corrotta, dedita al malaffare congenito, non ha il diritto di pretendere nulla, non ha il diritto di fare nessuna richiesta: SI E' SEMPRE RICATTABILI."

    Poi, poco più sotto, cita Montesquieu che, nel brano da Lei riportato tra l'altro, scriveva: "(...) noi seguiteremo a combattere le vostre leggi inique fino all'ultima goccia del nostro sangue, ma fintantoché non le avremo modificate noi seguiteremo a rispettarle, perché nella difesa e nella salvaguardia della Legge COMUNE A TUTTI poggia lo Stato di Diritto della grande civiltà d'Europa".

    Ora, se Almunia e gli integerrimi ispettori della commissione europea sono davvero animati da genuino e nobile amore per Libertà, Equità, Giustizia, Benessere Comune a TUTTI i paesi membri dell'Unione, dovrebbero accogliere richieste favorevoli a garantire i principi di cui sopra, indipendentemente dal fatto che le persone che li presentano -- sbattendo o meno i pugni sul tavolo -- siano più o meno ridicole, più o meno coerenti, nei loro comportamenti personali o di partito o di corrente, con l'elevatezza morale di quei principi e di quello Stato di Diritto; il fatto che i rappresentanti espressi da un popolo meritino o no la stima di Almunia & Co. dovrebbe per costoro contare molto meno del fatto che, SEMPRE E COMUNQUE (se non altro, per la dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo del 1948), la meritano i popoli che li hanno espressi come propri rappresentanti. Il fatto che per le loro malversazioni private o partitiche quei rappresentanti politici siano "ricattabili" non dovrebbe nemmeno sfiorare la mente di statisti di così irreprensibile grandezza d'animo e di vedute, mi sembra.

    Grazie dell'ospitalità.

    marilù l.

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    1. Tu hai ragione ma anche Sergio ne ha. La nostra classe politica è,
      propriamente, ricattabile. Questo è un fatto. Se un governo, come questo, dovesse andare
      a richiedere di rinegoziare il debito, di ricontrattare il fiscal compact, o cose del genere, adducendo le motivazioni necessarie, che rimandano a concetti
      come il rifiuto di un sistema economico usuraio, o di riforma del sistema bancario- finanziario, l'Europa ci riderebbe in faccia, come ad un piccolo truffatore-strozzino che pretende onestà. E' la famosa questione della "credibilità".
      Ci vuole un altro soggetto che si possa presentare immacolato (ma anche preparato) di fronte all'UE, a battere i cosiddetti pugni sul tavolo.
      L' Europa, però, è poi così più credibile...? Non sarà mica, semplicemente,
      uno strozzino di alto rango, in faccia al quale non può ridere nessuno...?
      Questa, secondo me, è una cosa che dobbiamo domandarci. A prescindere
      dal volere o non volere un'Europa unita.

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    2. "l'Europa (...) non sarà mica, semplicemente, uno strozzino di alto rango in faccia al quale non può ridere nessuno?"

      Eh già, è proprio quello che non riesco a smettere di domandarmi anch'io.
      Grazie della Sua gentile risposta.

      marilù l.

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  2. Il governo tedesco, dopo il 2008 ha dato oltre 600 (SEICENTO) miliardi per salvare le sue mega banche decotte (noi a MPS 4)
    Quella non era concorrenza sleale come rimproverato a noi su MPS da Almunia?

    Ma di quali regole STRparla Sergio?
    Le regole in questa UE ASSASSINA (come lei che la difende) valgono solo per noi italiani, COME MAI?

    E basta con questo moralismo straccione.

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  3. Si scrive cosi'. Puoi far fesso il tuo popolo con i tuoi giornali, con le tue televisioni, col continuo bombardamento di parolone come democrazia, sovranita', crescita, stabilita', cospirazione europea da usare sempre ed in ogni modo come oggi:
    Alfano: nessuno fermerà la Tav
    «È stata decisa da uno Stato sovrano»
    Ma non a me che con un semplice contabile ti smaschero.
    Mai uno sguardo alle condizioni della gente, mai una riforma, una legge che non tenga conto degli equilibri delle loro clientele.
    Hanno trovato un loro socio che vuole vedere i conti, non quelli
    che raccontano, quelli veri. Ma come si permette! A noi!!
    Uno stato sovrano e bla, bla bla.....
    Citare fa sempre scena.
    "Il segreto della liberta' consiste nel educare il popolo, mentre il secreto della tirannia consiste nel mantenerlo ignorante"
    Maximilien Robespierre
    Oggi si potrebbero cambiare le parole, diciamo informarlo. Possiamo perdonarli, non si informano nemmeno piu' tra di loro.
    "La libertà consiste nell'obbedire alle leggi che ci si è date e la servitù nell'essere costretti a sottomettersi ad una volontà estranea."
    Maximilien Robespierre
    Quanto sia estranea a noi e' qualcosa che solo noi possiamo decidere. Ne Montesquieu ne' Robespierre, ne' Marx ne' Benito
    possono aiutarci.
    Se qualche estraneo li prende a calci qualcuno di noi si sentira'
    offeso nel suo orgoglio nazionale, qualcun'altro gioira'.
    Cosi impariamo a conoscerci meglio.

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  4. due cose scorrelate:

    a cosa si riferisce il sottotitolo/testata del blog?

    l'immagine della copertina del romanzo sia di lato sia in fondo non linka a niente.

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  5. Pietoso. Banche decotte e corruzione: la informo, qui come nella meravigliosa Europa, e in crescita da quando abbiamo abbracciato il Sogno Europeo.

    E Monti, Letta, PDL e PD nemici dell'Europa del diritto? Lei vaneggia due volte. Non c'è diritto nella sopraffazione dei popoli figlia di un'unione liberista armata di cambio fisso, competitività truccata, deflazione salariale, privatizzazioni, taglio della spesa-welfare. Esattamente l'Europa per cui lavorano quei pericolosissimi traditori del popolo italiano, che peraltro è la sola e unica Europa che ci è stato dato di conoscere. Mi permetta ma quella dei suoi sogni se la tenga come personale copertina di Linus, se ne ha proprio bisogno.
    Uscire dall'euro e dall'UE è condizione non sufficiente certo ma necessaria, ovviamente per chi non ritenga necessario asfaltare i popoli in nome di un ideale (e di basso livello peraltro).

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  6. Il link riporta: pagina inesistente.

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    1. prova questo:
      http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304213904579095440959246838.html?KEYWORDS=GIOVANNI+LEGORANO

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  7. E' tutto li' il problema.
    Ognuno decida secondo le proprie priorita'.
    E' piu' importante cacciare via questa classe dirigente o tenersela
    e uscire da Europa e moneta unica?
    Un problema semplice, la ristrutturazione di uno stato vecchio e fatiscente e' diventato un'enorme problema finanziario.
    Avevano anni per farlo. Non 20 come qualcuno dice. Il 68 dopo sei
    mesi in Francia e in Germania era finito. In Italia duro' 10 anni.
    Preferirono comprare interi settori sociali a modificare di una sola virgola i loro rapporti di potere. Scelta costosa, costosissima.
    E' molto semplice, o appartieni a quei settori o non ci appartieni.
    Il resto, parolone come sovranita' e palle varie si usino pure ma la struttura, cio' che e' il paese e' quella che e'. Hanno avuto la grande occasione, per pochi mesi, di creare un grande partito riformista e hanno scelto. Sempre e comunque e primariamente i loro interessi.
    Non si preoccupino quelli che vogliono uscire dall' euro la strategia la stanno gia' preparando loro.
    Le stesse parole che qualcuno considera rivoluzionarie le stanno gia' adoperando loro.
    L'Europa va bene cosi'? Di certo no. Solo un folle poteva pensare a una moneta unica per paesi senza una comune
    amministrazione, anzi con amministrazioni della cosa pubblica cosi
    diverse.
    In questo sta la colpa dell'Europa. Le nostre sono tutte nostre.
    Dentro o fuori da questa moneta.

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    1. Impeccabile. Ahimè, anzi, ahinoi, è proprio così.

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    2. Lungi da me il difendere l'Italia come noi italiani l'abbiamo ridotta.
      Una cosa è certa,la nostra classe politica fa,oramai ufficialmente, i propri interessi, e per continuare a farli deve rimanere al suo posto e farà di tutto per rimanerci. Ma bisogna leggere questo fenomeno di decadenza in un'ottica che va oltre i confini nazionali. L'UE è un prodotto di decenni di sforzi che hanno influito nettamente sulle politiche nazionali. Meglio liberarci prima di questa classe politica, la peggiore d'europa. Ma rimane il fatto che è tutta la classe politica occidentale che si è venduta. Nessun paese dell'Europa può fare la morale a nessuno.Nemmeno la Germania ,entro dieci anni ci renderemo meglio conto di come la politica tedesca
      abbia fatto le riforme sulla pelle della gente...
      Il governo più per bene e capace del continente euro, non potrà fare praticamente nulla,perché ha venduto ,insieme agli altri, i cialtroni
      italiani ho greci, la propria sovranità in cambio delle luci di Las Vegas, della promessa,implicità, del mantenimento del potere e del privilegio,di ricandidarsi e ricandidarsi ancora... Tutte le classi politiche d'Europa,ladre o non ladre..... Il potere di veto della commissione europea, sulle politiche economiche è praticamente un potere decisivo, rafforzato
      dal salasso del fiscal compact ed eventuali ricorsi al fondo salva stati che è una roba che ti inchioda (chiodo...debito..) definitivamente. La
      Grecia,la sua fine, non può non inquietare profondamente un qualsiasi uomo
      pensante. Bisogna essere cudeli per ridurre un paese in quello stato. E chi l'ha fatto è chi conta in Europa, e fa le regole. Non bisogna dimenticarlo.
      La cessione della sovranità non è una questione prescindibile,anche
      nell'ottica di volerli "cacciare via tutti". Sarebbe un bel punto di partenza
      avere una nuova forza politica che finalmente sia degna di questo nome,
      Ma deve avere anche i poteri... E i poteri se ne sono andati quasi tutti.
      C'è rimasta,per ora, solo la costituzione. Che non a caso questi mascalzoni vogliono cambiare. (già, perché..?)

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  8. Un mercato unico necessita una lingua unica, se non si cambia l'Europa non ha futuro, perche' le merci si muovono ma non le persone

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    1. Sono d'accordo. Il problema è che hanno deciso d usare l danaro come linguaggio comune attraverso la finanza al posto della cultura e dei diritti civili del cittadino. L'obiettivo di ogni cittadino europeo deve essere quello di riappropriarsi dei temi comuni per fondare "il linguaggio unico europeo" in cui le diverse lingue saranno come da noi i dialetti regionali, nel rispetto delle differenze ma avendo al centro l'esigenza dei beni comuni collettivi.

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  9. L'Euro è stata l'arma principale con cui hanno deindustializzato l'Italia ma mi chiedo se quest'arma ha funzionato solo perchè ha potuto agire in combinazione con la burocrazia, la corruzione, l'incertezza del diritto, la disinformazione volute dai nostri politici. Mi sorge il dubbio che se negli ultimi vent'anni avessimo avuto una classe politica che avesse agito (anche male) nell'interesse dei cittadini oggi saremmo noi al posto della Germania, con o senza euro.

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    1. Hai colto nel segno. E' stata molto utile questa classe politica indecente,
      all' Europa. E dirò di più. Il servilismo dei nostri politici nei confronti di tutti
      i diktat europei, sino a ratificarli con i trattati, è stata anche, in parte, causa
      della vera e propria decadenza della politica italiana. Soprattutto il pd, ha
      basato la sua esistenza su questo servilismo (non può essere solo colpa di Berlusconi,si sa). Quando uno come Bersani tuona in parlamento
      contro il pareggio di bilancio, e poi il suo partito vota, e rivota, il suo inserimento in costituzione,significa corruzione. Corruzione degli ideali, corruzione dei principi, del senso di dignità,di responabiltà.
      Poi, se c'è da mentire alla gente magari su cose molto meno stringenti,
      a quel punto lo si fa con leggerezza. Tanto ormai l'etica è fottuta, che senso più ha, essere onesti.

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  10. Qui in Inghilterra c'e' un acceso dibattito sulla permanenza nella comunita' europea, ed uno degli argomenti contro, da parte di un settore della City, e' proprio il fatto che l'Europa vuole separare le banche che prestano servizi alla comunita' - retail banking - dalle grandi finanziarie che speculano con I derivati - investment banking. Questa separazione -ringfencing - sembra a me, che non sono un'esperta in economia e finanza, un'idea eccellente per proteggere gli interessi dei cittadini e favorire l'economia reale. Un'altra considerazione e'che, pur riconoscendo la necessita' di riforme all'interno dell'unione, per poter partecipare a questo processo di riforme, e' necessario essere dentro piuttosto che fuori dall'unione. Cioe' si potrebbe finire tagliati fuori da questo enorme mercato, con gravi danni per l'economia reale, correndo comunque il rischio che le leggi europee influenzino l'economia nazionale - e come potrebbe essere altrimenti in un mercato cosi' globalizzato?

    Ripeto, non sono un'esperta, pero' mi sembra che, al mio semplice livello di comprensione, il discorso non fa una piega.

    Che poi sul fatto che gli italiani, a prescindere che restino o meno in Europa e nell'euro, si debbano scrollare di dosso questa classe politica di farabutti e parassiti, mi sembra che non ci piova. L'unico serio dubbio che ho e': ne saranno mai capaci? O staranno ancora li', e forse peggio!, tra vent'anni, a piangersi addosso? A me, quando sento tutte queste lagne sui politici italiani, mi viene solo da chiedermi: chi li ha votati? Certo non I tedeschi!

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  11. Complimenti per l'articolo, ho gradito molto questo approfondimento. L'informazione in Italia è dirottata. Siamo ancora considerati come bambini delle scuole medie. Mi diverto a vedere fin dove arrivano a somigliarsi le prime quattro/cinque notizie dei media...sembra di vedere lo stesso tg o leggere lo stesso giornale. Ho smesso di dis-informarmi da questa specie di media. cerco in rete persone, siti, blog come questo che ribaltano le prospettive di visione dei fatti. grazie e buona vita. Vittorio.

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  12. Piu' si va avanti piu' sembra una storia da mentecatti.
    Di teste rigide teutoniche e piccoli principoti di paese.
    Bastava che i paesi cosiddetti sani invece di andare a chiedere sacrifici e ancora sacrifici avessero detto e' tempo di unificare
    i nostri sistemi, cioe' di unificare le nostre amministrazioni pubbliche, di creare quella Europa dove ogni cittadino si sente a casa in qualsiasi paese si trovi, non solo perche' parla la stessa
    lingua ufficiale ma perche' il modello amministrativo e' identico.
    Certo, vi sarebbero stati sacrifici ma la gente ne avrebbe capito lo scopo. Disoccupazione sicuramente tanta, sopratutto proveniente dal pubblico impiego ma con ammortizzatori sociali adeguati. Abbassando le spese dello stato non si sarebbe uccisa l'industria, anzi, non dovendo continuare ad aumentare le tasse, diminuendo le spese correnti si dava respiro a chi produce ricchezza reale. Certo non un programma di qualche mese ma una risposta che avrebbe calmato immediatamente tutti i mercati. L'Europa va avanti.
    Avrebbero dovuto capirlo i nostri politici ma non e' l'epoca di grandi politici ne' da noi ne' da nessuna parte. Purtroppo.
    Una battuta come quella fatta da Putin a Cameron non avrebbe avuto da parte di Churchill la stessa che diede Cameron che quasi da buon italiano la lego' a "passate glorie". Churchill avrebbe detto- Certamente signor Putin, i suoi miliardari vengono qui a comprare perche' noi abbiamo valori.
    Noi abbiamo valori immensi, di storia, di arte, di sapori, di marchi.
    Solo una classe cosi spregevole di cialtroni sta riuscendo a seppellirci per non toccare le loro clientele e non perdere l'origine del loro potere.
    Ora ormai basta che un signor B. faccia cadere un governo e al grido
    di fuori dal Euro, fuori dal male, al grido di sovranita', patria,
    viva l'Italia ci affossi per altri anni.

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    and was wondering what all is needed to get setup?
    I'm assuming having a blog like yours would cost a pretty penny?
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