sabato 14 settembre 2013

Da oggi, ci stiamo illuminando d'immenso.



di Sergio Di Cori Modigliani

Al di là delle squallide mestizie nostrane.
Parliamo di cose davvero serie, e bellissime, che forse interessano di più la Specie Umana. Una volta tanto.

Dal Jet Propulsion Laboratory, a Pasadena, California, è arrivata la conferma ufficiale che la sonda Voyager 1, lanciata nello spazio nell'agosto del 1977, ha lasciato ieri mattina il nostro sistema solare e si trova, in questo momento, a una distanza di circa 15 miliardi di chilometri dalla Terra. "E' la prima volta nella Storia dell'umanità che un oggetto pensato, inventato e costruito dagli esseri umani lascia il nostro sistema solare e si avventura nelle immensità del cosmo verso altre galassie" hanno scritto gli astrofisici  inventori e costruttori del Voyager.
La sonda contiene al proprio interno una tecnologia da anni '60, con un microchip dotato di una potenza inferiore a quella di un Ipod che oggi usiamo. Eppure, ha iniziato a trasmettere i primi dati sullo spazio interstellare. Le informazioni partono e impiegano ad arrivare sulla Terra circa 17 ore, mentre le informazioni che arrivano dalla nuova sonda lunare impiegano ormai un secondo. La sonda si trova a 19 miliardi di chilometri dal Sole. "E' come una barchetta a vela lunga tre metri che ha deciso di attraversare l'Oceano Pacifico" ha dichiarato Ed Stone, responsabile dell'operazione, l'astrofisico che segue il viaggio della Voyager 1 dal 1972 -quando iniziarono a costruirla- ed è il comandante a Terra della missione. Ci racconta come "nell'ultimo anno Voyager 1 ha viaggiato attraversando il plasma stellare e alimentandosi di energia proprio grazie a quello. Si tratta di gas ionizzato che si trova nello spazio, perchè la batteria solare che la sonda contiene è ormai inutilizzabile. Da oggi si trova in una zona dove il sole arriva con una intensità pari a 0,00000002 e in brevissimo tempo arriverà allo zero totale. Le informazioni che ci sta trasmettendo hanno una potenza pari a quella della lampadina di un frigorifero, all'incirca 23 watts, proprio perchè lì non esiste più il sole e si sta fuori della sua influenza energetica. Ma grazie ala tecnologia che abbiamo oggi è possibile catturare quelle informazioni, decodificarle e capire che cosa c'è nello spazio tra la nostra galassia e le altre. Come a dire, riusciamo a vedere la luce della lampadina di un frigorifero alla distanza di 15 miliardi di chilometri".

L'evento è forse il più grande risultato tecnologico mai realizzato dagli umani.

Simbolicamente rappresenta il taglio del cordone ombelicale dal nostro Sole, ma allo stesso tempo aumentano le probabilità statistiche di riuscire a intercettare altre intelligenze galattiche esistenti nell'universo.

Ho deciso di raccontare questa notizia per riflettere sulle grandiose ed esteticamente splendide conquiste dell'ingegno umano.

Che possa essere soprattutto di stimolo e ci convinca, noi animaletti primitivi, impauriti e insicuri, sulla necessità di riuscire a pensare sempre di più al futuro, lasciandoci il passato dove deve stare: alle spalle. Se una carabattola con antiquata tecnologia è riuscita a superare le cosiddette "nubi di Oors", una specie di sbarramento naturale alla fine del nostro sistema solare, composto da gas, da plasma stellare e da un composto chimico ancora sconosciuto agli scienziati terrestri, vuol dire che le difficoltà che ciascuno di noi soffre nel presente sono superabili, se ci si proietta nel futuro con uno spirito pionieristico e di entusiasmo giovanile.

La splendida visione poetica del nostro grandioso artista italiano, Mi illumino d'immenso, da oggi, è diventata realtà.

Buona domenica a tutti gli Umani.




P.S. Il centro scientifico californiano ha fatto sapere di aver aperto una linea diretta con chiunque voglia avere ragguagli scientifici, sotto qualunque aspetto, della missione. Può scrivere a jccook@jpl.nasa.gov. Risponderà il padre creativo della missione, l'astrofisico Jay Cook.

5 commenti:

  1. Consoliamoci guardando lontano, oltre le stelle, aspettando l'arrivo dei "nostri" dallo Spazio.

    Attenti però a non fare come quel tale che, a furia di camminare col naso all'insù verso le lontane stelle, finì in una profonda buca e lì ci rimase.

    Buona domenica. Meglio riderci su.

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    1. mai e poi mai !!!! andremo su marte, non ne avremo le risorse , si èpreferita lka logica di corto periodo, la restaurazione del feudalesimo...... deve quinidi avvenire un nuovo 1314..... ma voi lo vedete ?????

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  2. Andare su Marte sarà utile per affinare le tecniche , le procedure, soddisfare le nostre curiosità e quant'altro, ma credo che non si potranno ristabilire le condizioni ambientali per farlo rivivere. La vita in un tempo remoto c'è già stata e si è spenta come si spegnerà inevitabilmente sulla Terra quando la stella Sole fra 5 miliardi di anni si esaurirà. Interessante sarebbe invece "corteggiare" Venere per una futura colonizzazione umana.

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  3. meglio che la razza umana si estingua per evitare altri danni di ordine cosmico

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    1. "Te l'appoggio!!"
      L'essere umano a livello mentale non si è mai evoluto.
      Meglio limitare i danni al solo pianeta terra.

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