venerdì 28 giugno 2013

Può un maschio sostenere che "mi mancano le femministe"? Ha un Senso?


"Le olgettine? Per carità, sono molto meglio di quelle sceme della sinistra che scopano gratis"

                                                                                                                            Anselma Dell'Olio

di Sergio Di Cori Modigliani

Il femminismo non è nè di destra nè di sinistra. Non è una ideologia, come sostengono spesso le persone anti-femministe. Tantomeno è un partito o una setta o una lobby di potere, come sostengono i sessisti. Forse si potrebbe azzardare che il femminismo è un "movimento" che riguarda le donne e che ha, come tema, il mondo delle donne. E' simile, per molti aspetti, al M5s. Diciamo che il femminismo sta alle donne come il M5s sta al concetto di cittadinanza. 

Il femminismo, in realtà, è una specifica interpretazione del mondo caratterizzata dal fatto che a sostenere quella lettura degli eventi, della Storia, delle persone, delle dinamiche socio-psicologiche, sono le femmine.  Tutte le donne del pianeta sono femministe. Perchè essere femministe è naturale: vuol dire interpretare il mondo dal punto di vista della donna e una donna non può che essere donna. Le femministe come "sigla" sono semplicemente quelle che lo sanno. Le altre, quelle che non sono femministe, lo sono a loro insaputa.
Motivo per cui, il femminismo, in realtà è appannaggio delle donne, ed è giusto che sia così: sono donne che parlano delle donne al mondo.
"Al mondo", appunto.
Così è oggi nelle società più evolute.
In quella italiana, invece, società degradata e regredita, il movimento femminista è arroccato su una posizione di isolamento culturale, caratteristico della situazione medioevale italiana, per cui le femministe invece di interpretare se stesse come donne che parlano di donne al mondo, hanno scelto di essere donne che parlano di donne ad altre donne e basta. Non è un caso che, a Roma, un importante centro culturale di spessore, la "Casa internazionale delle donne" dove si realizzano eventi, convegni, dibattiti, seminari, i maschi non sono contemplati nè graditi nè ospitati, nè invitati. E' il modello femminista italiano: le donne che parlano delle donne ad altre donne. Hanno scelto di non parlare al mondo, inconcepibile in altre nazioni occidentali. In Usa, Olanda o Danimarca è incomprensibile. Le femministe americane, olandesi, danesi e via dicendo, proprio in quanto femministe, e quindi esponenti e legittime rappresentanti di un movimento libertario che pone al centro della propria spina dorsale l'idea basica della "libertà di tutte le donne da qualunque forma di oppressione da parte degli uomini, sottraendo la femmina al controllo maschile" parlano al mondo. Sanno, infatti, che non esistono libertà parziali. Non esiste libertà civile se non c'è anche libertà politica, se non c'è libertà di stampa, se non c'è libertà religiosa, se non c'è libertà di genere, se non c'è libertà di pensiero. Quindi, un mondo in cui le donne sono libere, ma gli uomini non lo sono, non sarebbe mai un mondo libero. Sarebbe un ossimoro. 
Non è possibile.
Quindi, le femministe più avanzate parlano di donne e delle donne, interpretando il mondo da donne, ma lo fanno al mondo. Il loro obiettivo consiste nell'essere soggetti autonomi, indipendenti, in prima fila nella lotta di liberazione dell'umanità intera, di cui le femmine rappresentano il 50%, con il dichiarato fine di essere sempre alla pari -sia come opportunità che come armi- all'altro 50% rappresentato dai maschi che detengono il potere nel mondo. Dato inconfutabile. 
Basterebbe pensare che il 93% delle risorse finanziarie nel pianeta Terra sono controllate e gestite da maschi. Non esiste nessuna nazione al mondo che abbia una femmina come Ministro della Difesa. 
All'inizio della sua esplosione di massa, nei primi anni '70, in tutto l'occidente, proprio perchè il movimento si affermava in maniera contundente, spontaneo, e doveva spezzare la barriera dell'esclusione, parlava delle donne alle altre donne, per svegliarle, chiamarle a raccolta, educarle, formarle, maturarle, da donna a donna tra donne, per dar loro una coscienza di sè necessaria a cambiare il mondo. Poi sono arrivati gli anni'80 e '90, quando la reazione internazionale del potere centrale andò all'attacco di tutti i movimenti libertari in occidente, per poter essere liberi di costruire il mondo in cui oggi viviamo. 
Il femminismo, come tutti gli altri movimenti occidentali che si battevano per la libertà dei diritti civili, subì un attacco massiccio e frontale, costretto ad arretrare. E il consueto e tradizionale potere oligarchico delle grandi dinastie del privilegio (quindi del potere maschile e dell'idea maschilista del mondo) riprese il totale controllo delle leve del potere, soprattutto quelle deputate alla gestione, strategia e condizionamento dell'immaginario collettivo. 
In Usa, nella seconda metà degli anni'90, il movimento femminista riavvampò.
Secondo modalità originali e inconsuete rispetto a quelle degli anni'70, producendo un gigantesco dibattito collettivo culturale che animò la cultura statunitense per diversi anni e che ruotavano su tre punti fondamentali posti come base di un compromesso evoluto tra mondo maschile e mondo femminile : a) si prendeva atto che il mondo in cui viviamo è il prodotto di due fattori socio-psichici diversissimi, l'idea maschile e quella femminile, e nessuna delle due interpretazioni è superiore all'altra, è semplicemente diversa, perchè le femmine provengono dal pianeta Venere e i maschi dal pianeta Marte, quindi si rispetta la diversità della propria ottica di interpretazione del mondo essendo animali distinti; b) viene abolita la "solidarietà di genere" (parte del compromesso in cui sono le donne a cedere qualcosa) in quanto definita "sessista" non volendo nè i marziani nè le venusiane farsi la guerra scegliendo, invece, di essere creativi; non a caso, nella mitologia greca, in seguito a una furibonda e burrascosa relazione d'amore passionale, Marte e Venere fanno una figlia alla quale danno il nome di Armonia. Cade così il principio della guerra tra sessi. Il fine della liberazione di entrambi consiste nel fondare un modello armonico comune dove nè i maschietti nè le femminucce vengono ridicolizzati, sminuiti, degradati, nella loro identità di genere; c) i maschi acquistano l'enorme vantaggio di poter contare sulle femmine come soggetti solidali attivi, ma a condizione (parte del compromesso in cui sono i maschi a cedere qualcosa) che prendano atto della realtà oggettiva socio-psichica, e investano nel mondo energie attive affinchè sia garantita sempre di più in termini legali, politici, economici, culturali, sessuali, affettivi, psicologici, una posizione della donna alla pari dell'uomo. Il maschio restringerà il proprio territorio di potere, ma in compenso potrà avvalersi della partecipazione attiva e solidale della femmina. 
Due furono gli eventi culturali che fecero evolvere il dibattito. Un lungo articolo della intelligentissima e controversa antropologa femminista Camille Paglia, comparso sul New York Times, il cui titolo era: "Preferisco andare a cena con un maschio evoluto piuttosto che con una schiava stupida. Perchè sono una donna.". L'altro, il lancio e la difesa a oltranza di un prodotto mediatico televisivo che ebbe, allora, un enorme impatto sulla società: "sex & the city". Questo telefilm aveva, infatti, una particolarità unica, per cui è finito come oggetto di studio nelle facoltà di sociologia statunitensi: le protagoniste assolute erano quattro donne, mentre i maschi erano intercambiabili; era prodotto da una donna, finanziato da una donna, distribuito da una donna, gestito mediaticamente da una donna, ma scritto e sceneggiato da un maschio eterosessuale. Fu il successo grandioso del format. La produttrice impedì alle quattro attrici di farsi intervistare nei talk show televisivi e farsi fotografare. Ci andava lui. E così, si ottenne un ribaltamento armonico della situazione: anche i maschi guardarono il telefilm seriale in cui le donne parlavano tra donne delle donne al mondo ma i maschi non venivano dileggiati nè sminuiti. Lo sceneggiatore divenne la vetrina, come nei consueti film l'attrice scarsa ma con grosse tette va alla tivvù e finisce fotografata sui rotocalchi per lanciare il film. 
Le donne che ci lavoravano, invece, divennero delle icone, famose, ricche, di successo. 
Da lì avvenne un cambiamento, su entrambi i fronti. I maschi divennero protagonisti attivi nella denuncia del femminicidio e combatterono per far modificare (riuscendoci) la giurisprudenza vigente, situando il reato di stupro al secondo posto dopo l'omicidio (era al sesto) e facendo introdurre nello stato della California e di New York l'aggravante di "delitto contro l'umanità sotto forma di propensione al genocidio" perchè essendo la donna "portatrice biologica di uova, inteso anche in senso metaforico ed esteso, essa è socialmente identificabile come simbolo di vita e quindi chi attenta all'integrità del corpo e della psiche della donna minaccia l'umanità intera". Le femministe, dal canto loro, virarono di 180 gradi e cominciarono a pubblicare articoli, saggi e libri nei quali sostenevano che era molto meglio, più evoluto, più intelligente e più efficace essere sempre "sexy con l'uomo che merita il nostro rispetto come piace a loro, perchè sono fatti così, privilegiando la seduzione alla comodità perchè ci conviene in tutti i sensi e in tutti i campi" abbattendo una enorme barriera che aveva aperto gigantesche conflittualità di genere, laddove la "comodità" veniva interpretata dalla donna come momento di liberazione a scapito   dell'erotismo che, molto spesso, ad esempio nel campo della vestizione, può comportare (per la donna) anche una scocciatura,  una trappola che finirà per non fare l'interesse delle donne. 
La armonia tra "diversi" eterosessuali diventò uno status e contaminò la società intera aprendo anche il fronte per l'abbattimento del pregiudizio omosessuale e razzista, facendo dilagare l'esigenza della "costante e inderogabile necessità civile dell'armonia tra tutte le forme di diversità esistenti". La relazionalità tra maschio e femmina migliorò. E gli indici statistici cominciarono a segnalare una inversione di rotta. Nel 1998 in Usa, il 22% delle donne era posizionata ad alti livelli gerarchici nel mondo economico e imprenditoriale; nel 2008 era salito al 39%, quasi il doppio. 
Nello stesso lasso di tempo, in Italia, la società iniziava il suo poderoso declino, promuovendo una idea della femmina e del maschio obsoleta, regressiva, che ha finito per avvilire entrambi i generi degradandoli a ruoli socialmente e psicologicamente subalterni a un'idea del mondo che altro non è che la trasposizione in campo affettivo, emotivo, sessuale, erotico, sentimentale, del marketing pubblicitario relazionato al concetto di danaro. Il distacco, nel senso di immaginario collettivo e individuale, tra gli Usa e il resto d'Europa e l'Italia è cominciato ad aumentare spaventosamente. 
E il gap si allarga sempre di più.
La depressione collettiva della nostra nazione -in seguito esplosa anche in campo finanziario economico come conseguenza- è stato in assoluto il prodotto più nefasto della tragica stagione del berlusconismo e del piddismo. Categoria mentale, quest'ultima, che tuttora viene censurata come se non esistesse. Invece c'è.

Questa era una premessa.

Tutto ciò nasce come riflessione sul dibattito attuale, in Italia, che non c'è.

In seguito alla condanna di Berlusconi sono state riesumate le vecchie solfe trite e ritrite che ci regalano duelli a distanza tra Marco Travaglio e Giuliano Ferrara, tra Daniela Santanchè e Rosy Bindi, nella totale assenza e impietosa latitanza del movimento femminista italiano e dall'intera società civile, ormai incapace di poter elaborare delle argomentazioni collettive sull'autentica natura del problema da tutti celato: la riduzione dello scambio relazionale tra maschio e femmina da incontro tra mondi diversi a contrattualità marketing.

La discesa in campo della signora Dell'Olio, coniugata Ferrara, è tutta dentro questo tipo di argomentazione. Quando sostiene pubblicamente "Ma non lo vedete che è pieno di donne di sinistra che scopano i parrucconi per vedersi pubblicati i libriMeglio le olgettine di chi, ad esempio, ha una storia con un dirigente di partito sposato con figli, si fa scopare e viene mandata come numero nelle piazze o a fare le fotocopieapplica dei concetti mercantili che niente hanno a che vedere con la natura reale del rapporto tra maschio e femmina nella società reale che vive le proprie esistenze vere. Quando aggiunge Sono donne che non indossano zoccoli e gonne a fiori, preferiscono gli abiti aderenti magari con lo spacco, si truccano e vanno a cena da Berlusconi. Si divertono e si fanno aiutare, dov’è il problema?introduce un'argomentazione che non ha nessun riferimento con la realtà attuale, veicolando surrettiziamente il concetto degradante e degradato tale per cui la presupposta differenza tra  "la donna di sinistra e quella di destra" consiste semplicemente nel fatto che a destra si fanno pagare per scopare mentre a sinistra, invece, si fanno schiavizzare. In entrambi i casi si presenta un mondo dove si dà per scontato che sia "il danaro" l'autentica merce di scambio tra maschio e femmina e non l'armonia, il gioco, la seduzione, l'erotismo, l'affettività, l'incontro tra due mondi. Come se l'Italia fosse composta da maschi padronali e donne schiave ai quali viene offerta la possibilità di scelta: essere a destra o a sinistra. Se si è di destra le donne le si pagano e i maschi si devono procurare danaro per averle; se si è di sinistra le donne le si schiavizzano e i maschi devono essere in posizione predominante. 
Quale sarebbe la differenza?
E' lo stesso mondo.
E' identico.
Non c'è nessuna differenza.
E' per questo che Mediaset seguita a volare in borsa nonostante Piazza Affari stia crollando miseramente sotto il peso delle nostre banche al collasso già annunciato.
Berlusconi vince comunque.
Perchè si afferma la sua idea del mondo che ha cancellato l'idea della seduzione evoluta post-moderna. L'ha abbattuta. Cancellata. Lui ha le donne perchè può pagare tanto; i boss del PD hanno le donne perchè possono dar loro ordini: è un mondo orribile.
Non c'è dibattito.
Non si parla della seduzione e dell'erotismo.
Qui non c'entra nulla Ruby, nè a me interessa affatto tutta la vicenda.
Non c'entra nulla neppure Berlusconi o Emilio Fede.
Non c'entrano le intercettazioni.
Il problema vero non è quello.
In quanto mondo, nella mia quota parte del 50% maschile eterosessuale, mi manca la voce del 50% del mondo femminile, delle femministe orgogliose che parlano del mondo delle donne, da donne, dall'interno del pianeta Venere, ma lo fanno al mondo.
Non avrei mai pensato di poter scrivere un giorno, a me che sono un maschiaccio, che in Italia mi mancano le femministe.
Manca la loro voce.
Il solo fatto di scrivere una frase come questa mi fa comprendere il livello di totale declino raggiunto dalla società italiana.
Silenzio totale. Come se non esistessero.
Il mondo Italia è diventato un territorio dove l'Armonia non fa parte delle ipotesi di vita e dove è stato deciso che deve comunque vincere la conflittualità bellicosa. E' un mondo tutto maschile, e quindi squilibrato, pencolante solo dalla parte di Marte. Possiamo parlare soltanto di soldi e di guerra e di conflitti e di denunce. E' un po' come se le donne di Venere fossero scomparse perchè di quel pianeta se ne parla soltanto in quanto disoccupate, precarie, oberate da carichi socialmente troppo pesanti, disperate, prostitute, furbone, schiave, o vittime di orrendi delitti sanguinolenti. Il che è una idea marziana e non venusiana.
Le donne, per fortuna, sono qualcosa più di questo. 
Su Venere, checchè ne pensi la signora Dell'Olio, non ci sono soltanto tette, c'è qualcosa di più.
Ho spulciato dovunque. Nulla. Parlano d'altro, come se si desse per scontato che il mondo è ormai Marte e le venusiane sono tutte marketizzate, sottoposte alla gogna ignobile di dover scegliere -come unica risorsa dell'esistenza- se essere mignotte o essere schiave.
Ma che mondo è un mondo così?
E' davvero così l'Italia?
Noi maschi dobbiamo scegliere soltanto tra mignotte e schiave?
Ai maschi si chiede di scegliere soltanto se essere padroni o predoni?
Mi è stato di conforto leggere l'intervento sul suo diario di facebook di una grande combattente femminista, che ho avuto l'onore e il privilegio di conoscere tantissimi anni fa, Adele Cambria, una grande signora libertaria, che viaggia saggiamente verso i 90, un'artista italiana, che iniziò la sua avventura professionale tanti decenni fa come giornalista e che nel 1970, correndo non pochi rischi, ebbe il coraggio di accettare di firmare il quotidiano Lotta Continua come direttore responsabile, in quanto unica professionista iscritta all'ordine disponibile a farlo, altrimenti non avrebbero potuto distribuirlo legalmente. Autrice teatrale, romanziera, poetessa, attrice prediletta da Pasolini che la adorava ("è una chicca del Signore" la definiva) fondatrice del circolo culturale di teatro "La Maddalena" dove si faceva teatro a Roma nei primi anni'70, ha scritto una sua nota nella sua pagina di facebook.
E' uno scritto che viene da lontano.
E' una pagina femminile italiana antica.
Nessuna le ha risposto.
Nessuno le ha risposto.
Perchè?
C'è qualcuno che può spiegarmelo?


Ve lo spiego subito sul diario....Ieri alle 19, Giuliano Ferrara, con alle spalle uno striscione che recitava "Siamo tutte puttane"(ma perchè non "puttani", o,meglio ancora, "puttanoni"?), e la boccuccia dipinta di rossetto-come ha subito informato Piazza Farnese, e lo staff del personale di servizio dell'Ambasciata di Francia, tutto affacciato in livrea alle magnifiche finestre-ha celebrato una sorta di messa solenne(é ancora un "ateo devoto", come si definiva anni fa?), in suffragio di Silvio condannato a sette anni di carcere - ma avendone 76(di anni) e possedendo una selva di palazzi palazzotti e ville i domiciliari gli sarebbero comunque assicurati- con l'accusa di aver avuto rapporti sessuali con l'allora minorenne marocchina Ruby; ma forse ciò che più bruciava al personaggio Ferrara era l'esenzione perpetua del Suo Silvio dai cosiddetti"pubblici uffici"....Tutto ciò che è stato pronunciato da quel palco-corredato dalla moglie dello straripante giornalista e da una Santanché pudicamente nascosta dagli occhiali neri- era ,secondo me,irriferibile. Io sono scesa da casa mia, a due passi da Piazza Farnese, per non credere alle mie stesse orecchie...Se riflettete sulle radici familiari e politiche di Ferrara(un nonno liberale, un padre comunista,per anni corrispondente da Mosca dell'Unità, una madre, Marcella, segretaria di Palmiro Togliatti) è quasi impossibile non pregare-laicamente-per lui. Ricordo che agli inizi della sua svolta politica, dal Pci a Craxi, negli anni neri di tangentopoli,in qualche modo ancora si giudicava:invitata ad una trasmissione televisiva condotta da lui, sul tema dell'aborto,gli chiesi come mai non c'erano i suoi genitori tra il pubblico: rispose che si vergognava di fare il pagliaccio davanti a loro, ed anche davanti a Selma, la moglie italoamericana...Che noi femministe del Teatro La Maddalena conoscemmo come una bellissima ragazza, impegnata, con il suo collettivo,ad insegnare alle giovani donne a conoscere il proprio corpo....Presentò anche alla Casa della Cultura del PCI,nel '77, il nostro libro collettivo "La parola elettorale-Viaggio nell'universo politico maschile"...
Ieri, sul palco,Selma ha parlato:non del condannato eccellente, ma, con un livore straordinario, di noi donne: le donne della sinistra che subiscono, nella loro militanza politica, ogni possibile e impossibile oltraggio, che "si fanno scopare gratis"; mentre "le altre" hanno imparato le leggi del mercato(e lo si è capito, dalla D'Addario alla favolosa Ruby, sì, "favolosa", perché da un giorno all'altro, si può dire, dalla assoluta povertà si è ritrovata con i bigliettoni da 500 euro per pagare una bottiglina d'acqua minerale al bar sotto casa....E mi dispiace che tra le misure prese dal tribunale delle tre"giudicesse femministe e comuniste", come le ha definite il berlusconame-c'é anche il sequestro dei quattro milioni di Ruby e del marito, in quanto frutto di reato...
Adele Rocco Cambria

13 commenti:

  1. Premetto che non ho finito di leggere l'articolo... adesso non ho tempo. Sono appena rientrata, ho acceso il pc e letto il titolo, e mi e' venuto da rispondere: "Y tanto!!!". Ad un maschio che sia tale piacciono solo le donne vere, cioe' le femministe, ed ad una femmina che sia tale - percio' femminista - piacciono tanto i maschi veri!

    Si vede che non vivo in Italia, eh? A me le donne a cui non piacciono i maschi - veri, cioe' intelligenti, divertenti e maturi - mi sanno un po' di rancido!!! Oooops...

    E adesso scusatemi, sto aspettando il mio compagno, questo fine settimana siamo da me: viene direttamente dal lavoro, e allora gli faro' trovare la vasca da bagno piena, la cena pronta, una bottiglia di vino in fresco, ed io, profumatissima, bellissima, sexy e fresca come una rosa, perche' mi voglio proprio divertire. Con lui, of course. Un' altra volta tocchera' a lui fare lo stesso per me. Funziona cosi' tra noi. Sono proprio contenta.

    Vado in doccia. L'articolo finiro' di leggerlo piu' in la'. Promesso! Solo che ora ho cose piu' importanti da fare. :-)

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  2. "L'emancipazione delle donne e il conseguimento della piena parità fra i sessi, è uno dei requisiti più importanti della pace, ancorché meno riconosciuto. negare un tale diritto di parità equivale a perpetrare un'ingiustizia nei riguardi di metà della popolazione mondiale e a incoraggiare negli uomini atteggiamenti e abitudini negative che si estendono dalla famiglia al lavoro, alla vita politica, fino ai rapporti internazionali. La negazione di quel diritto non la giustifica alcun motivo, né morale né pratico, né biologico. Soltanto quando le donne saranno ben accette in una totale partecipazione in tutti i campi dell'operare umano, si creerà quel clima morale e psicologico in cui potrà emergere la pace internazionale". da "La promessa della Pace Mondiale"- Dichiarazione della casa Universale di Giustizia, ottobre 1985

    Sulla base di queste parole si può ben dire che ancora le donne non hanno raggiunto il pieno conseguimento della parità tra i sessi, e, secondo me, questo dipende sopratutto dalle donne che, preferiscono farsi strumentalizzare piuttosto che adoprarsi ad essere più solidali tra loro e dimostrare, attraverso l'unità e la disponibilità di mettersi in gioco a costo di perdere qualche privilegio particolare, che il nostro mondo ha bisogno di donne integre, donne femministe e femminili, che conoscano bene il loro valore e la loro potenzialità e la mettano in campo per raggiungere traguardi importanti per tutto il genere umano. Ma, in tutto il mondo, sopratutto in quest'ultimo ventennio in Italia, si è giocato di più sulla rivalità fra donne pungolando solo il lato del raggiungimento della visibilità, della ricchezza, del piacere a qualunque costo per far ritornare indietro di parecchi anni la questione femminile. A me piacerebbe sapere se, scambiando i generi in questa farsa tragica,ossia una donna matura che avesse usato giovani uomini, ci sarebbe stata tutta questa presa di posizione da parte di codesti figuri.
    Grazie per i suoi post.
    Gabry

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    1. Ci hanno già pensato, se è per questo. Hanno lanciato la moda dei "toyboys", i maschi giovani giocattolo a disposizione di donne mature danarose, che è una trasposizione di un modello mentale maschile applicato al mondo mentale femminile, spacciandolo per parità di genere, mentre è l'ultima trappola del narcisismo egoico di una società declinante. L'insostituibile apporto del mondo femminile consiste nell'opporre a un modello che impone il danaro come tramite nella relazionalità tra maschio e femmina (tutto maschile) un mondo dove si restituisca il Senso e il tramite ritorni a essere la seduzione, l'affettività, l'erotismo, il vicendevole riconoscimento (modello tutto femminile). Da questo punto di vista il mondo gestito dalla finanza è il più democratico pensabile e sempre disposto a ogni apertura nel campo delle pari opportunità: accettano tutto ad un'unica condizione: che sia il Danaro il totem di riferimento. Fintantochè si educa una nazione facendo credere alle giovani che la loro migliore opportunità nella vita consiste nel vendere le tette e i glutei a un tanto al chilo, le banche seguiteranno a pomparci danaro, perchè vorrà dire che il danaro ha un suo plusvalore insostituibile. Si tratta di un abile e diabolico trucco per poter giustificare il crollo del "Valore" intellettuale. E' un modo, questo, per farci incorporare l'idea che siamo merci e non persone. Così, le famiglie piccolo-borghesi con pochi strumenti sia materiali che spirituali e culturali cominciano ad educare le loro figlie, fin da quando sono piccole, all'idea di essere pronte quando avranno 15 anni per essere vendute e quindi salvare tutta la famiglia che per questo le ringrazierà. E' l'incorporazione dell'idea dell'esistenza dei mussulmani integralisti talebani mescolato alla modalità italiana ipocrita dell'essere cattolici. Un paio di mesi fa ero andato in un liceo a fare una conferenza invitato dal preside, il quale era davvero avvilito. Insieme alla docente di filosofia, entrambi disperati,mi hanno chiesto: "come facciamo a evitare che tutto ciò dilaghi? Fuori dalla scuola ci sono le persone inviate da mediaset che scelgono le adolescenti più attraenti e propongono loro dei contratti immediati per fare il pubblico in tivvù sull'ordine dei 4/5 mila euro. Nella nostra classe ce ne sono tre di ragazze assunte, intorno ai 17 anni. Portano a casa circa 6 mila euro al mese e vengono da famiglie disagiate. In due casi hanno salvato la famiglia che non poteva più pagare il mutuo. Anche nei paesi vicini accade questo. E sono le eroine del liceo. Vogliono tutte diventare come loro. Come possiamo pensare che ascoltino le nostre lezioni quando parliamo di Platone? Che cosa dobbiamo fare?".

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    2. (segue)....Ho dovuto confessare loro che non ne avevo idea. Io non oso giudicare una famiglia che vive il disagio economico e quando bussa alla porta un simpatico comunicatore che offre i soldi sufficienti per sopravvivere in cambio della loro figlia, accettano e sono anche contenti. Lo capisco. E' tragico proprio per questo. Questo è il senso delle tragedie (altrimenti non sarebbero tali) quando ci si accorge che le vittime diventano complici dei propri persecutori. E' per questo che sono andati inizialmente all'attacco dell'istruzione e della cultura, proprio per eliminare le fonti di approvvigionamento degli strumenti necessari per saper affrontare una simile situazione. Servono modelli alternativi, nella tragica consapevolezza che sono impopolari. Basterebbe varare un immediato provvedimento di Legge dove si stabilisce (ad esempio) che le minorenni non possono essere pagate, e vietare l'assunzione di ragazzine mentre vanno ancora a scuola. Sarebbe un provvedimento minimo ma potrebbe arginare il fenomeno. Non lo faranno mai. Le famiglie si ribellerebbero. "Vengono a scuola, il giovedì, vestite come se andassero a una festa elegante perchè sanno che all'uscita li aspetta quello che deve scegliere" mi spiegavano questi docenti disperati. Questa è l'Italia, oggi. E' una modalità tribale e primitiva e nasce già in famiglia. La giovane fisicamente attraente diventa l'investimento di tutta la comunità parentale. Lei, a 15 anni, può fare "svoltare" tutti: è la loro unica speranza. O meglio, questo è ciò che hanno voluto insegnare loro, riuscendoci. Bisogna disinnescare il meccanismo alla radice.

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  3. Il problema è che stiamo tornando indietro culturalmente al medio evo, i tagli alla cultura sono inversamente proporzionali alle spese militari e ai soprusi di ogni tipo che per essere giustificati hanno bisogno di molta ignoranza. Con tanti saluti a quelli che si stracciano le vesti per la sparizione del ministero delle pari opportunità, indice di una società troglodita. La rivoluzione é cultura cultura e ancora cultura!
    Cerchiamo di spegnere la TV!
    Facciamolo per i nostri figli, leggiamogli un bel libro!

    BUONA RIVOLUZIONE A TUTTI!

    .....e grazie Sergio!

    Rasti

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  4. Non si preoccupi signor modigliani, alla lunga la guerra stanca tutti, perché prima o poi tutti perdono (scusi lo sfogo egoico), anche se sarebbe più giusto stancarsi per la mancanza di senso di tutto questo.

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  5. In questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza, il più colpevole son io, inaridito dall'amareazza. Pierpaolo Pasolini e - con il dovuto rispetto - aggiungo la mia firma. Gerhard Kuehl

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  6. Le mancano le femministe? Io direi che le mancano donne con la dignità, orgogliose di essere donne e non c'è bisogno che si chiamino femministe o figlie dei fiori o altro. Non amo le sigle, le donne sono donne e basta. La parola femminismo mi urta proprio, secondo me non dovrebbe proprio esistere in un mondo civile, se ancora c'è questo bisogno significa che siamo ancora al livello dei cavernicoli,o meglio animale. A me mancano donne e uomini dignitosi che non si fanno comprare dal denaro e dal potere. Tutto questo grazie ai media, in testa la tv con il suo martellante, continuo lavaggio del cervello.Mi mancano giornalisti liberi e non servi dei padroni.

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  7. Ho finito di leggere l'articolo come promesso, e dopo il mio primo commento volutamente frivolo, voglio aggiungere qualche considerazione. Primo, e rispondo a Carmen, che, purtroppo delle femministe la societa' ha ancora tanto bisogno, e se cio' vuol dire che siamo a livello dei cavernicoli, ebbene si'. Non mi riferisco a quelle mascolinizzate che odiano i maschi - poverini anche loro, in questa situazione, e qui sono d'accordo con Sergio - ma quelle che fanno uno sforzo per essere femminili e allo stesso tempo usare la testa. Io vivo in Inghilterra, che pur non essendo medioevale come l'Italia (fino a un secolo fa, da noi, ancora vigeva il ius primae noctis), neanche e' messa tanto bene (infatti Fifty shades of grey l'hanno scritto qui, anche se poi non ha avuto tutto quel successo che vogliono far credere)! A parita' di titoli di studio, le donne guadagnano meno e non avanzano altrettanto. Stanno venendo a galla tanti episodi (viva l'era post-Maya) di 'sexual harassment' nei posti di lavoro; ci sono pochissime donne nei consigli di amministrazione, e onestamente non credo che l'introduzione di quote minime per legge possa essere una soluzione. La soluzione deve venire dalla societa', dalle donne e dagli uomoni che ne fanno parte. E quello che vedo, almeno qui, mi fa essere ottimista. Io sto con un ragazzo molto piu' giovane di me ed e' una relazione alla pari, nessuno compra o usa l'altro, ma una scelta libera tra due persone libere (qualche tempo fa si parlava di Rihanna, mi ha detto che non gli piace perche' si fa usare dagli uomini!). Cosa che tra l'altro e' pienamente accettata socialmente. Una mia amica in Italia si trovo' in una situazione simile: si fece 2000 paranoie, dal tenerlo nascosto alla famiglia ad essere gelosissima senza motivo; adesso sta con un uomo di qualche anno maggiore di lei, anche un po' traccagnotto, e non e' piu' gelosa. A me sembra significativo.

    Capisco anche quello che dice Sergio, che la tragedia e' tale perche' le vittime diventano complici: per me la figura piu' triste e meschina della saga bungabunga e' il padre della ragazzina napoletana che prostituiva sua figlia. Pero' starei molto attenta a paragonarlo ai padri che vendono i loro figli, in Tailandia per esempio, per assicurare la sopravvivenza agli altri. Anche io sono cresciuta in un ambiente dove sposarsi equivale a 'sistemarsi', cioe' salire qualche gradino nella scala sociale: me ne sono fregata e ho fatto la mia vita.

    Perche' cambi la societa' bisogna assumersi la responsabilita' di cambiare in prima persona. Implica qualche rischio, certo, magari in termini di 'successo', o anche di 'emarginazione', pero' vale la pena.

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  8. Capisco che queste argomentazioni sono sempre attuali, ma trovo questo deprimente. Il fatto che se ne continui a parlare come se si trattasse di una partita di calcio, come tifoserie, anche se il linguaggio è più colto e forbito che al Bar sport dell'angolo. E' vero, è la prova che siamo ancora molto indietro nel nostro percorso di consapevolezza, ma questi discorsi mi sanno di una specie di analisi di gruppo, molto in voga fra i sessantottini e i figli dei fiori. Non è che siamo un po' nostalgici perché "il fior che non colsi ancor ci sfugge"?

    Se non abbiamo superato il bisogno di simili argomentazioni vuol dire che siamo ancora immersi nel nostro piccolo mondo medioevale interiore. E così la meta si allontana sempre più.

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