mercoledì 26 giugno 2013

Gli astrologi prevedono una imminente rivoluzione politico-spirituale. Bontà loro! Ne abbiamo davvero bisogno.


di Sergio Di Cori Modigliani

Il 14 luglio 2013 è una data molto importante.
Quantomeno, per i cultori dell'astrologia.
Gli esperti, i professionisti del settore, i curiosi che seguono questa disciplina sono in fibrillazione. In quella data, infatti, si verificherà una particolare e anomala congiunzione planetaria in trigono con una serie di pianeti allineati secondo una specifica posizione che avviene nel pieno di un segno d'acqua (il cancro) e immerso in una costellazione di segni d'acqua, essendo in questo caso i pesci e lo scorpione presenti dovunque. Questo fatto, secondo gli esperti di astrologia, provocherà una "rivoluzione politico-spirituale". Sembra, infatti, che l'ultima volta in cui si è verificata una identica modalità di allineamento nel nostro sistema solare sia stato 500 anni fa, quando Martin Lutero affisse le sue tesi di protesta contro il papato di Roma sulla porta della sua piccola chiesetta di Wurtemberg.
Non so che cosa dire.
La notizia mi affascina, e in cuor mio spero che confermi la validità predittiva dell'astrologia come scienza esatta dell'interpretazione degli eventi umani.
La sottolineatura è molto forte per ciò che riguarda la parola "spirituale", quindi si pensa a qualche cambiamento epocale e profondo in ambito religioso e mistico, ma con la particolarità che avrà un impatto molto forte nelle questioni mondane politiche.
Me lo auguro.
Ne sento un gran bisogno, così come penso lo sentano la maggior parte degli italiani sensibili.
Immaginiamo, come fantasia collettiva, l'idea che il 14 luglio avvenga un evento immenso, come l'apparizione del Messia in 2000 città diverse del pianeta (essendo il Messia, ha il dono dell'ubiquità) oppure, in 234 città italiane appaiano degli esseri filamentosi, di natura extratrerrestre, percepibili, identificabili, visibili, lì per lì un po' strani alla vista perchè fatti di quella stessa materia di cui sono fatti i sogni, i quali, sospesi per aria ci comunichino un evento epocale. Qualcosa del tipo: "Siamo qui per comunicarvi una lieta novella. Sono più di 8000 anni che vi osserviamo, vi seguiamo, vi proteggiamo, cercando di guidarvi. La vostra etnia -quella italiana- ha superato negli ultimi secoli delle prove che nessun'altra etnia, su questo pianeta, è stata mai in grado di sopportare, soccombendo miseramente. Voi siete una specie unica nel suo genere. Siete l'unico popolo che sia stato in grado di sopportare l'idea umana di essere guidati sempre da imbecilli, da farlocconi impresentabili, di essere governati da falliti di successo, di essere sempre stati ingannati, manipolati, aggirati, abbindolati, vilipesi, traditi, senza mai perdere la speranza, la volontà, la voglia di vivere. E quindi, oggi venite premiati. Siete liberi. Dopo 8000 anni è finita. Questa notte andrete a dormire e quando domattina vi sveglierete, tutti quanti e 60 milioni, senza saperlo, senza rendervene conto, vi accorgerete che non esiste più l'italianità".
E poi, questi esseri scompaiono nel nulla dell'etere svolazzando nel cielo stellato.
Risvegliandoci, ci si accorge che è finito un incubo storico collettivo.
Gli ospedali saranno gestiti garantendo efficacia ed efficienza, gli ingegneri costruiranno ponti i cui costi non lieviteranno durante i lavori, gli architetti si getteranno con entusiasmo ad architettare soluzioni abitative adeguate, gli economisti applicheranno teorie che funzionano, gli imprenditori imprenderanno.  E così via dicendo.
Come a dire, ciò che è norma consuetudinaria presso società più evolute della nostra.
L'unico miracolo che ci possa salvare: l'abbattimento della "italianità".
Nel frattempo, in attesa del 14 luglio 2013 (ormai punto a quello) per ritrovare il Senso della nostra essenza, collettiva e individuale, che abbisogna di una totale rivoluzione comportamentale di carattere spirituale, bisogna accontentarsi della pratica quotidiana, costante, imperterrita, contundente, accontentandosi quando ci si accorge che -quando va bene- si fa breccia in una persona, due, forse tre nei giorni fortunati.
L'evaporazione pacifica della italianità libererebbe forze propulsive inimmaginabili, consentendoci di raggiungere traguardi impensabili in un tempo davvero velocissimo.
Nel frattempo, ci si può allenare.
Consiglio una pratica nient'affatto costosa di cui, garantisco, può avvicinare di molto il momento in cui gli esseri filamentosi (nostra estrema risorsa) si manifesteranno per consentirci il risveglio dall'incubo.
Invece di applicare in maniera pedissequa, come robot metallici inconsapevoli, la consueta italianità che spinge a pensare sempre e soltanto ai soldi e alla ricerca del colpo di fortuna furbo del destino, trascorrere un pomeriggio sottraendosi a questa pratica. Esempio: invece di spendere due euro per giocare al superenalotto pensando che si vincerà e tale vittoria comporterà l'inizio della propria rivoluzione esistenziale, cambiando la propria vita, e producendo felicità costante, dirottare tale cifra (immagino accessibile a chiunque) in un investimento imprenditoriale di natura strategica ben studiato:  un cono gelato al gusto di cioccolato fondente (o a scelta al latte) tartufo al rum e un po' di panna. Si ottengono risultati prestigiosi, è un investimento il cui profitto è garantito: ci si rinfresca, si sviluppano chimicamente delle endorfine e della serotonina e per qualche ora si abbatte l'ansia. Non solo. Si elimina la fantasia illusoria del ticket vincente, e di conseguenza si elimina la possibilità statistica di doversi sorbire l'attacco depressivo provocato dalla inevitabile delusione quando si verrà a scoprire che non si è vinto un bel nulla. Recenti studi statistici psicometrici rivelano che nelle società, come la nostra, dove la pratica smaniosa del gioco d'azzardo ha permeato la norma collettiva diventando status, i fenomeni di depressione sociale tendono a moltiplicarsi provocando l'abbattimento di energie individuali imprenditoriali.
E' soltanto uno dei tanti aspetti dell'italianità.
Quella è la svolta, non l'aiutino della Merkel a Bruxelles.
L'economia si riprenderà, e con essa la forza propulsiva della nazione che -record storico ancora imbattuto- per quattro anni di seguito (1958-1962) riuscì ad avere un aumento del pil superiore al 10% annuo trasformando tecnicamente, economicamente, finanziariamente, l'Italia, nella nazione più ricca d'Europa.
Cosa che è tuttora.
Siamo poveri dentro.
Questo è il problema.
Dobbiamo liberarci dall'italianità.
In attesa del miracolo preconizzato dagli astrologi, ci si può dar da fare anche da subito.


5 commenti:

  1. il 14 luglio è anche l' anniversario della presa della bastiglia.

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  2. Concordo in pieno e quindi mi é piaciuto molto questo post.
    Io ci leggo questo:
    Smettiamo collettivamente di essere ció che siamo diventati e torniamo ad essere chi eravamo.
    Torniamo a VIVERE senza assurdi egoismi o meglio individualismi.
    Grazie per averlo scritto.

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  3. Mai speso un euro in superenalotto, in compenso non riesco a passare davanti ad una gelateria senza farmi un cono e mi devo castigare per non farmi anche il secondo e il terzo!!!
    Sono da sempre circondata da esseri filamentosi?

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  4. Ciao Sergio ottimo articolo come al solito
    Comunque volevo andare un po' OT e chiederti una cosa.
    Un tuo parere sulla battaglia dell'eccezzione culturale che sta facendo la Francia in communità europea per non mettere i contenuti audiovisivi nel trattato di libero scambio con l'America.
    Grazie.

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  5. Illusione, dolce chimera sei tu!....

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