lunedì 27 maggio 2019

Non è Matteo Salvini il nemico degli italiani.







di Sergio Di Cori Modigliani


Sono le ore 13 di lunedì 27 Maggio 2019.
Sono trascorse 14 ore dall'apertura delle urne.
L'unico partito, in tutta Europa, che ha vietato ai propri dirigenti di parlare è il M5s.
C'è da supporre che siano in attesa di elaborare i big data forniti dalla Casaleggio, che arriveranno intorno alle 14.30, non prima.
E' possibile che, a quel punto, forse, Di Maio dirà qualcosa.
Ma non sarà il suo pensiero.
Non saranno le sue idee.
Sarà l'opinione di un robot e il risultato di un algoritmo.
Perchè il M5s ha scelto di essere così.
E' il motivo principale per cui hanno perso il 58% del loro elettorato in un anno, circa 6 milioni e 200 mila voti.
Ma i dirigenti del M5s non l'hanno capito, e non se ne sono resi conto. Vivendo in uno stato di perenne illusione onirica, non sono in grado di affrontare nessuna tematica politica legata al senso della realtà. 

Non ce la fanno proprio, anche volendo, non ne sono capaci.

Come La Sinistra.
Salvini vince perchè irrompe sullo scenario politico con una piattaforma pragmatica anti-culturale, andando a raccogliere i frutti della semina pentastellata. Considerarlo un pericoloso fascista è una stupidaggine infantile, un gravissimo errore di miopia ottusa che porterà il paese in un baratro.
Matteo Salvini è soltanto un sintomo.
Niente più di questo.
Perchè "il grande malato" rimane la sinistra stracciona, quella composta da piccole rendite parassitarie, necessarie per controllare le clientele assistite improduttive e regressive, quelle che nei decenni hanno sequestrato l'intero immaginario collettivo utopistico delle brave persone senza potere, senza amicizie che contano, senza malleveria, senza amici degli amici, facendo loro credere che baroni corrotti e impresentabili sarebbero stati gli alfieri di un nuovo anti-fascismo militante.
Non è così.
Quel malato va curato subito.
Oppure va abbandonato al suo inevitabile destino, interrompendo questo accanimento terapeutico buonista, inutile quanto disastroso per l'intera collettività.
Perchè è sul terreno di questo autentico disagio censurato che Matteo Salvini pesca voti e nutre di energia dinamica la sua locomotiva elettorale.

Non saranno certo le solite facce spente e furbe di una sinistra impresentabile a spingere il Bel Paese verso il futuro che i nostri figli meritano di avere.

Il vero e solo nemico da battere è "l'italianità", quella mescolanza di omertà e carità spicciola, di assistenzialismo e sbarramenti anti-meritocratici, quel capitalismo di relazione che situa l'Italia in un luogo anomalo, il tecno-medioevo nazionale, perchè avvilisce lo spirito imprenditoriale, non nutre le ambizioni, impedisce di sognare un miglioramento della nostra vita. 
Quella va combattuta, con una nuova prospettiva culturale, totalmente chiusa (e ci si augura per sempre) all'inclusione dei falliti di successo: il vero cancro dell'Italia che amo.

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