martedì 9 maggio 2017

Che cosa ci può insegnare la statistica, su di noi?







di Sergio Di Cori Modigliani


Per comprendere la situazione odierna nel mondo globale, ogni tanto le statistiche storiche sono utili per capire la realtà oggettiva.

Nel 1947, grazie all'epopea fascista, l'Italia era scesa al 18esimo posto al mondo. Allora, tanto per capirsi, la Siria era all'8° e l'Argentina era la quinta potenza.
L'Europa intera era in ginocchio.

Nel 1957, l'Italia era risalita fino alla 9° posizione.
Nel 1967, l'Italia era all' 8° posto. Prima potenza europea.
Nel 1977 l'Italia era al 7° posto. Prima potenza europea.
Nel 1987 l'Italia era al 5° posto. Prima potenza europea.
Nel 1997 l'Italia era all' 8° posto. Seconda potenza europea.
Nel 2007 l'Italia era al 9° posto. Terza potenza europea.
Nel 2017 l'Italia si trova all'11° posto. Quarta potenza europea, o meglio, terza, se consideriamo soltanto la Ue, grazie alla Brexit.

Trend di previsione per il 2027: l'Italia al 18° posto. Niente illusioni.
Nel frattempo, almeno 20 nazioni al mondo hanno investito le loro migliori risorse interne su se stesse per crescere come collettività.
Noi italiani, invece, dal 1987 in poi siamo sempre andati peggio.
Una eutanasia annunciata, non prevista ma prevedibile.
Insistere nel seguitare ad attribuire ad altri (a seconda dei casi, degli anni e delle situazioni, a scelta: Usa, Russia, Germania, Cina, Gran Bretagna, Francia, paesi arabi, Israele) vuol dire essere stupidi o miopi o masochisti.
Se non abbiamo la capacità, la volontà, la lungimiranza di ricompattarci come comunità, il mondo globale ci spazzerà via, senza neppure chiederci il permesso.
Da noi, tutti si odiano.
PD, Forza Italia, Lega Nord, M5s, fascisti, comunisti, liberali, progressisti, conservatori, laici e clericali, si combattono tra di loro e cercano voti e consenso senza neppure azzardare di proporre una idea, un progetto, un'alleanza costruttiva, cercando il consenso degli elettori fomentando la discordia, l'identità divisiva, e l'odio nei confronti della compagine politica composta da soggetti che pensano in maniera diversa dalla propria.
Parlano tutti di grande cambiamento strutturale.
Lo fanno gli stessi identici soggetti politici che lo facevano nel 2016.
Nel 2015.
Nel 2014.
Nel 2013.
Nel 2012.....
.....e così via dicendo.


Se in Italia, Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, non sono in grado di sedersi insieme intorno a un tavolo e fare immediatamente una legge elettorale, una riforma della giustizia, una riforma fiscale e una riforma costituzionale -tecnicamente, in teoria, possibile da realizzarsi in sei mesi- e mostrare e dimostrare ai cosiddetti "investitori internazionali" che esiste una volontà collettiva di rimettere in piedi la nazione, ebbene....questo significa che abbiamo perso il diritto di lamentarci sostenendo che è colpa degli americani, dei russi, dei cinesi, dei tedeschi, degli inglesi, dei francesi, dei musulmani, degli ebrei, dei cattolici, degli atei.
E degli juventini.


Ripijamose (come si dice a Roma) prima che sia troppo tardi.
Per tutto il resto ci sono i vari partiti per i quali votate.
Ma la Repubblica Italiana sta da un'altra parte.
Quella reale.

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