domenica 7 settembre 2014

La triste e inutile solitudine di uno scoop annunciato: pochezza dei media italiani.


di Sergio Di Cori Modigliani

In un paese normale ci sarebbe da esultare. Per un giornalista professionista c'è da essere orgogliosi e sentirsi unici. Sopratutto per il fatto documentato di essere davvero "unico" a essere stato sulla notizia. Unico, non soltanto nel senso di originale o particolare, bensì "la sola persona che abbia partecipato, in quanto professionista proprietario di passaporto italiano, al più importante evento mediatico del 2014".

Dovendo dare l'annuncio sul mio quotidiano surreale lo titolerei così: "Glauco Benigni si aggiudica il premio per lo scoop più triste dell'anno: "competere da soli senza nessun concorrente non dà davvero nessun gusto, mi sento tristissimo e molto molto solo". Così ha dichiarato il giornalista ritirando il premio conferitogli dall'Associazione Galattica del Clan degli Invisibili Mediatici.

Questo evento preannuncia il nuovo trend italiano della comunicazione nel nostro paese, che lancia il modello avanzato della competitività italiana basata sul merito: da una parte la calca asservita e raccomandata, dall'altra -dove si manifestano i teatri reali- nessuno. A tratti, a seconda del caso, delle circostanze e delle possibilità, ogni tanto qualcuno, sua sponte, partecipa, registra, riferisce, e relaziona.
Meglio uno che zero.

Per il sottoscritto, la vera notizia rimane questa: la totale latitanza censoria dei nostri media.

Ecco il pezzo per intero, pubblicato ieri sulla edizione on-line del sito repubblica.it

Buona lettura.

Si è chiuso a Istanbul l'Internet Governance Forum. Quattro giorni in cui gli addetti del mondo digitale hanno dialogato su come evitare la frammentazione del web e posizioni egemoni dei governi. Ecco cosa si sono detti
di GLAUCO BENIGNI

http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/09/06/news/internet_governance_forum-95131181/

Web, le regole del dopo Snowden tra controllo Usa e net neutrality

ISTANBUL - "Qui non si compra, non si vende (consenso) e non si prendono decisioni. Qui si produce dialogo!". Ecco il mantra che risuonava spesso nei corridoi e nei saloni del Centro Congressi Lufti Kirdar dove, dove ieri si è chiuso ieri il 9° IGF, Internet Governance Forum. E dove sono transitati circa 3.000 addetti ai lavori digitali, giunti da 100 nazioni diverse. In effetti il titolo più appropriato dell'appuntamento sarebbe stato: "Forum sul Dialogo che riguarda la Governance". In ogni caso non bisogna sottovalutare: il dialogo su una questione rilevante come lo è la Rete è molto importante. Se il dialogo si interrompesse, Internet rischierebbe immediatamente la frammentazione come del resto è stato ventilato nella sessione plenaria dal rappresentante russo: un web cinese, un web russo, un web arabo non sono da escludere. E il mondo, che spera e tenta faticosamente di diventare Uno, tornerebbe ad essere un puzzle difficilmente componibile.

Pertanto qui a Istanbul ogni parola era pesata, tradotta, interpretata e reinterpretata. Un esempio ? Il Forum non potrà essere definito "permanente", nonostante l'appuntamento si ripeta ormai da 9 anni e nonostante sarà probabilmente ripetuto per altri 5. L'aggettivo da usare è: "Continuativo" , perché se fosse "permanente" la sua competenza esclusiva sarebbe del Segretario Generale delle Nazioni Unite e non, invece, affidata com'è, di volta in volta a Governi ospitanti e a diverse Istituzioni Internazionali, tra le quali primeggiano la ITU - International Telecommunication Union e la UN DESA - Dpt. of Economic and Social Affairs, ovvero Agenzie delle Nazioni Unite.

Le parole e le lingue. L'IGF è il più complesso tentativo di superare il gap di Babele, e non solo perché ovviamente vede schierato un esercito di traduttori (l'italiano purtroppo non viene considerato) ma soprattutto perché il "web globish" , l'inglese globalizzato con cui si definiscono i nuovi lemmi dell'era digitale, è quasi sempre un guazzabuglio di significati che hanno sapore diverso al variare dell'angolo di osservazione. Tra queste parole primeggia, per esempio, "net neutrality", una bandiera dell'eguaglianza, un concetto che risale ormai al 2002 (Tim Wu , oggi docente presso la Columbia LawSchool di NY), spiegato in seguito quale "esigenza di una regola chiara per evitare discriminazioni in Rete". Nonostante tutti gli sforzi, appare evidente, nel corso del Dialogo, che le "discriminazioni" possibili sono di molti diversi tipi, in quanto possono riguardare sia contenuti, che sistemi di trasporto segnali che modelli di business e dall'eventuale armonizzazione o meno di questa triade dipende la Norma. Ma tale armonizzazione riguarda interessi forti e spesso in contrasto, non solo per motivi politici (i contenuti), ma anche per motivi tecnici (esigenze di gerarchia nelle reti) ed economici (la ventilata Internet dei ricchi e dei poveri). Alla fine: o si tenta di imporre una norma sulla Neutralità e si rompe il dialogo o si mantiene il dialogo a discapito della neutralità. E purtroppo questa chiave di lettura vale anche per molti altri aspetti affrontati all'IGF (le diverse libertà, gli accessi, la sicurezza, etc...)

Chi comanda. C'è poi (e soprattutto) il gioco dei ruoli finalizzato al mantenimento, da parte del Governo Usa e dei suoi alleati, della propria egemonia sulla Rete: IGF inteso quale esercizio di "sabotage control". Nel gioco un ruolo importante lo svolgono anche il Settore privato, che raccoglie gli interessi delle grandi corporation attive in rete, le Organizzazioni Intergovernative che fanno (spesso) l'ago della bilancia tra Governi e società civile e i tecnocrati. Il bilanciamento delle loro posizioni è oggetto, anch'esso, come la net neutrality, di un nuovo concetto: "La teoria degli stakeholders" (ovvero i soggetti, sia attivi che passivi, che hanno interessi nell'uso della Rete). Anche l'applicazione di questa teoria, messa a punto da una ventina di anni, è cruciale per il futuro di Internet, ma non solo. E' apparso evidente infatti, e i partecipanti "meno idealisti" al Forum ne sono ben consapevoli, che se si riescono ad armonizzare gli interessi degli stakeholders in Internet gli esiti favorevoli, come tratti da un test in laboratorio, si possono riprodurre nella geopolitica. Ecco dunque un altro dei motivi per cui l'IGF sopravvive a se stesso nonostante non produca altro che dialogo. Un dialogo utile a fotografare e preparare i cambiamenti.

La Kroes anche all'Antiforum. Che lo si voglia o no l'IGF è anche una sala chirurgica in cui si compie un'operazione a cuore aperto dopo gli infarti prodotti dalle azioni di Assange e Snowden. Anche se ovviamente assenti, uno asserragliato nell'Ambasciata dell'Ecuador a Londra e l'altro ormai residente in Russia ufficialmente dal 1° agosto 2014, i due sono molto, molto presenti. Al punto che ieri, all'ultimo momento, nel corso di un anti IGF organizzato sempre a Istanbul dagli attivisti dissidenti turchi, è stato annunciato un collegamento live streaming con Snowden poi cancellato e sostituito da un collegamento con Assange. Il tutto sostenuto da una valanga di tweet. La stessa vicepresidente della Commissione Europea, nonché responsabile dell'Agenda Digitale, l'olandese Neelie Kroes, non ha potuto fare a meno di recarsi all'antiforum dove si è lagnata delle posizioni assunte dal Governo turco, che nel suo ruolo di anfitrione voleva far passare affermazioni quali: "Internet patria di criminali, terroristi, spacciatori di droga e pedofili".

Il dopo Snowden. A Istanbul si è chiarito che una parte del Governo Usa, dopo la figuraccia della sorveglianza di massa anche a discapito di primi ministri di governi alleati, ha deciso di cominciare a "condividere" le proprie facoltà di controllo. Tali facoltà, alla sommità della piramide, coincidono con il ruolo storico svolto dall'ICANN e dalla IANA , due organizzazioni non profit "inventate" dal Ministero del Commercio Usa per poter gestire la grande anagrafe del web, rilasciare i dominii, etc. Ebbene la discussione sulla transizione ora è avviata e dovrebbe concludersi nel settembre 2015 con il 10° IGF in Brasile. L'ICANN dovrà cedere le proprie facoltà normative? Ok. Ma la IANA cederà le proprie facoltà tecniche? E poi, in quale luogo della Terra si sposterà la nuova Autorità che si verrà a creare? Tutto ciò era già stato oggetto di un estenuante braccio di ferro, condotto ovviamente in modo molto diplomatico, tra ITU (Nazioni Unite) e Ministero del Commercio Usa. Oggi sembra prevalere la transizione.

Ma chi finanzierà la nuova Autorità destinata a succedere all'ICANN? E qui fa capolino da dietro le quinte il Governo Svizzero che, guarda caso, ha già finanziato ampiamente gli IGF e che sogna di ospitare sul proprio territorio la nuova Autorità. Si sa comunque che le risorse non arrivano solo dal governo svizzero ma anche, a detta di alcuni lobbisti, inevitabilmente da zone del settore privato che hanno una concreta visione mercantile di ogni questione in ballottaggio. Nel dialogo chi conterà di più? I governi e i loro militari o i mercanti per i quali una brutta pace è sempre meglio di ogni contrasto che ostacola il business? In questa scena l'Europa che ruolo ha svolto? Ovviamente anche qui si registrano posizioni diverse, in ogni caso le rappresentanze inviate già dicono qualcosa. Gran Bretagna e Svezia appaiono allineate con gli Usa. I francesi hanno inviato uomini nominati al tempo di Sarkozy , gli spagnoli erano oggettivamente pochi. I tedeschi erano molto attivi. E gli Italiani ?  La rappresentanza era un po' esile non ostante si dica che il sottosegratario Antonello Giacomelli "ci tenga molto".  Renato Soru avrebbe adombrato  un'ipotesi che riguarda la ricomposizione del rapporto futuro tra i Governi e l'ICANN . 

3 commenti:

  1. "Nel dialogo chi conterà di più? I governi e i loro militari o i mercanti per i quali una brutta pace è sempre meglio di ogni contrasto che ostacola il business?"

    Ah, quindi per i mercanti una brutta pace sarebbe sempre meglio della guerra? Questa valutazione non mi pare si possa attribuire a quelli che Benigni definisce i "meno idealisti" tra i partecipanti al forum. Anzi mi sembra basata proprio su uno di quei pregiudizi idealisti e falsi miti irenici che la finta "unità" della rete mondiale, aperta a tutti, ha generato ed alimenta.

    Senza contare che, per quanto le varie delegazioni governative siano inclini al dialogo e alla diplomazia, i singoli governi che le inviano al Forum si possono sempre riservare il più o meno giusto diritto di oscurare siti, cioé parte della rete, in base alle proprie leggi e regole, approvate o meno da parlamenti democraticamente eletti. Ah, ecco qual è il punto focale: il vero ostacolo alla "pace e unità dei popoli" sono proprio loro, quei campanilisti medioevali, retrogadi e impiccioni, dei governi nazionali.

    Beh, allora il prossimo paese ad ospitare l'IGF dovrebbe essere la Corea del Nord: lì i "mass games" in onore del caro leader di turno, con le loro spettacolari e gigantesche coreografie umane, armonizzate al millimetro, sono preparati con un'accuratezza e una dedizione che supera quelle riservate a qualunque altro settore produttivo o dei servizi, se si eccettuano i cd campi di rieducazione.

    Saluti cordiali, marilù l.

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  2. gia lo dissi in una discussione dei 5stelle sul portale discussioni delle leggi (LEX)
    l'italia ha sicuramente gli specialisti per creare un internet nazionale, SOVRANO italiano, come fossero LEPOSTE2.0, iniziamo a garantirci la comunicazione interna che non dipenda dagli USA , che se vogliono spengono tutto, perche la maggior parte dei server è roba loro.
    QUESTO è IMPORTANTE,
    Il forum chiamato continuativo perche se lo chiamavano permanente la COMPETENZA era del Segretario Generale delle Nazioni Unite appunto,
    ESCAMOTAGE da bocciofila ...
    già questo fa capire molte cose.
    Si riuniscono sulla net neutrality , ma non certo a FAVORE della gente , ma dell'1% ricca, per dare a loro la net NEUTRALITY, mettendo i soliti paletti a favore loro.
    E' sempre stato cosi , come in italia che dicono riforma della giustizia per migliorarla e poi affossano la magistratura e legalizzano comportamenti che prima erano reati, riforma della costituzione , e alzano le soglie per i referendum, cancellare il senato ecc...
    DECIDONO sempre gli stessi , e ogni cosa che discutono serve per avvantaggiare loro e metterla nel c... ai senza denti...
    Signor CORI , visto che lei è cosi informato, non poteva comunicare del FORUM prima che avvenisse e non dopo?
    non è una critica, anzi la ringrazio che ne ha dato notizia , la mia è una richiesta per migliorare ....... visto che (mia pecca) non ne sapevo niente.
    e la ringrazio anche per la domanda fondamentale ...PERCHE non c'era il M5S????

    lessi un libro su google qualche anno fa , e nella conclusione già si ipotizzava che internet non sarebbe stato per sempre,
    come i soldi , neanche internet SI MANGIA, per questo che la posta cartacea deve mantenere una struttura e non scomparire sotto i vari servizi virtuali.
    LA RETE è UN MEZZO , internet altro non è che i nostri contenuti , la facciamo a nostra immagine e somiglianza ,
    L'italia conferma il suo peso politico ormai satellite ........
    preferisco PICCOLI Internet INDIPENDENTI, piuttosto che una RETE GLOBALE gestito dai soliti sbirri criminali globali.
    Quando questa spazzatura sarà in galera , allora si potrà parlare di regolamentazione , per adesso sono tutti attentati a quel poco di libertà che ancora cè.
    visto la percentuale cosi bassa di gente che era al corrente di questo FORUM , non lo SQUALIFICA già in partenza? STA ROBA è illegittima , fatto da governanti illegittimi , e noi siamo vitteme della piu grande truffa dell'universo.

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    1. Concordo con gran parte del contenuto del Suo intervento, signor/a Anonimo/a. Grazie.
      marilù l.

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