domenica 17 agosto 2014

Ma di che cosa parlano gli americani? Della crisi economica? Del Califfo? Di Putin? Neanche per sogno.


"I love my country, but it has abandoned everything".
                                                                                Martin Armstrong.


di Sergio Di Cori Modigliani

Un post suddiviso in due parti: questo qui, sugli Usa e su che cosa sta accadendo oltreoceano, e il prossimo, allacciato a questo, il cui titolo sarà "Qual è la vera posta in gioco nella terza guerra dell'Iraq".

Seguendo in questi giorni la stampa cartacea italiana, la stragrande maggioranza dei siti e dei blog, ascoltando e guardando i telegiornali, e leggendo le esternazioni della cosiddetta classe politica (nessuno escluso), si può toccare con mano lo spaventoso stato di declino e di totale azzeramento culturale che vige in Italia: sembra essere stati catapultati da una macchina del tempo nel 1984 (oops! che coincidenza). Soprattutto perciò che riguarda gli Usa.
Molti scrivono cose come "viviamo nell'era post-ideologica"  e non si rendono conto che il neo-analfabetismo geo-politico, splendida eredità amorevolmente regalata dal berlusconismo/piddismo, sta costruendo una penosa zuffa, asfittica quanto inutile, che aveva un senso nel clima della guerra fredda, in onda trent'anni fa.
Ma non oggi.
Non soltanto la situazione internazionale è completamente diversa ma è necessario aggiungere anche che nel frattempo è cambiata la tessitura geo-politica in gran parte del pianeta, dall'Argentina alla Finlandia, dall'Australia all'Iran, dalla Scozia al Sud Africa, per non parlare degli Usa, della Cina, della Russia, della Gran Bretagna, della Spagna.
Il tragico dramma italiano cui stiamo assistendo in questi giorni di calura (almeno a Roma) ruota intorno a una banale quanto lapalissiana verità elementare: l'Italia è l'unico paese tra i G20 che nell'ultimo trentennio è andato indietro, che nell'ultimo ventennio è regredito, e nell'ultimo decennio è rimasto incassato in una situazione di stallo. Siamo rimasti al palo della Storia.
Non può stupire, pertanto, che si parli degli Usa secondo coordinate obsolete, vetuste, bolse, piene di stereotipi alimentati da vecchie cariatidi ex fasciste ed ex comuniste. Si applicano logiche terzomondiste, presupposti scenari da guerra fredda, immaginari scontri tra civiltà, come si vivesse in un mondo che non è quello attuale.
Poiché viviamo in occidente e siamo legati a doppio filo, per ragioni economico-storico-politico-culturali agli Usa, è davvero importante sapere che cosa sta accadendo per davvero in quel Paese, tenendo presente che quando si dice,  parlando dell'Italia (ahimè è ormai vox populi) che "stiamo dentro al Pensiero Unico" oppure "viviamo come sudditi e non come cittadini pensanti, vittime della disinformazione gestita dai partiti" o anche "hanno costruito una dittatura e la gente non se ne rende conto" ecc., è tutto vero. Un moscovita, nel 1980, era convinto che a Roma, Parigi, New York, la gente stramazzasse per terra morendo dalla fame, con le fabbriche piene di operai sottopagati che lavoravano al ritmo di 15 ore al giorno e la popolazione era avvilita, depressa, annichilita dal bisogno, senza neppure avere l'occasione o la voglia di andare al ristorante per una pizza. Molti innocenti nordcoreani sono ancora convinti che in Europa vi siano almeno 30 milioni di persone (ultimo telegiornale a Piongyang di informazione economica sul mondo) che muoiono ogni giorno di fame con gli addetti alle operazioni di sanità che portano via i cadaveri dei milanesi, dei palermitani e dei fiorentini, che non hanno neppure i soldi per acquistare un tozzo di pane e companatico.
Non c'è molto da ridere.
Non è diversa l'idea che gli italiani hanno degli Usa e di ciò che lì sta accadendo.
Noi siamo la versione europea della Corea del Nord, compresa l'esistenza del caro leader.
Nonostante il web (ma soltanto una modestissima parte della popolazione parla, legge e capisce al volo la lingua inglese) nonostante i corrispondenti televisivi e quelli della stampa cartacea, pochi sanno davvero che cosa stia accadendo oltreoceano.

Di che cosa dibattono tutti i giorni? 
1). Della crisi economica? 
2). Del mostruoso tasso di disoccupazione?
3). Della disoccupazione giovanile?
4). Delle aziende che chiudono e dell'industria che non produce più? 
5). Della guerra dell'Isis in Iraq? 
6). Della situazione dell'Ucraina? 

Seguendo la comunicazione relativa agli Usa, sembra che parlino di tutto ciò.
E invece parlano di ben altro e di questioni ben più importanti. Per tutti. Anche per noi.

1). Della crisi economica non ne parlano per un banale motivo: negli ultimi 14 mesi, gli Usa hanno prodotto la più poderosa e massiccia avanzata economica mai registrata negli ultimi 40 anni. Per loro, il termine "crisi economica" è una locuzione che si usa quando si parla dell'Europa. Loro l'hanno superata brillantemente ameno due anni fa. "Ah, ma adesso c'è la Cina che è diventata la locomotiva del mondo" rispondono, di solito, gli italiani a questo punto. E' un altro falso, oltre che uno stereotipo alimentato con saggezza e abilità dagli stessi cinesi. La Cina, in questo 2014 crescerà del 7,4%. Il suo pil è intorno agli 8.200 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 600 miliardi di dollari. Gli Usa, in questo 2014 stanno crescendo al ritmo del 4,5%. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 720 miliardi di dollari. Se le due nazioni seguissero (entrambe) lo stesso trend, la Cina non raggiungerebbe gli Usa.
Quindi, quando si legge o si ascoltano fesserie relative alle necessità del capitalismo americano di scatenare una guerra per risolvere la propria crisi economica, si dice il falso.
Il benessere è in  netto aumento per tutti: quello sì è il loro vero problema, vedremo poi il perchè.

2). Del mostruoso tasso di disoccupazione non ne parla nessuno mai, se non per citare un problema "squisitamente europeo". Negli Usa la disoccupazione è passata, nell'ultimo decennio, dal 9,2% al 5,9%. Cala ogni mese. Assumono alla media di 200.000 persone a settimana.

3). La disoccupazione giovanile non sanno neppure che cosa voglia dire. Soltanto nel 2014 sono nate 42 milioni di startup gestite da giovanissimi imprenditori in erba la cui età media è 22 anni. In California si scende a 19. là esistono almeno 2 milioni di nuove aziende, piccole e piccolissime, composte spesso da dieci soggetti di cui il più giovane ha 16 anni (in California si è maggiorenni a quell'età) e il più anziano ne ha 19. Se l'azienda va male, chiudono baracca e burattini, e ne aprono un'altra nuova. Lì, basta presentare un accorto business plan a una banca e l'istituto di credito -per Legge- finanzia la start up al 100% senza garanzie.

4). Non parlano delle aziende che chiudono e delocalizzano. Mai. Il loro trend, infatti, è esattamente l'opposto. Molti industriali americani, infatti, grazie agli incentivi governativi stanno chiudendo le loro aziende in Cina, India e nel sudest asiatico, e le riaprono in Usa. Dal mese di maggio del 2014, in Usa, sono riusciti a invertire la tendenza in atto: spostare capitali interni dalla finanza speculativa alla produzione locale di beni materiali.

5). L'ultimo sondaggio rivela che la stragrande maggioranza degli americani non vuole essere coinvolta in nessuna guerra e il 65% della popolazione vuole spostare ampie fette di budget dalla Difesa alla Sanità, Istruzione e Ricerca Scientifica. Il Califfo è un'entità che gli americani vive come un personaggio a metà tra il fumetto e una invenzione hollywoodiana e la Syria è per loro lontanissima. Per non parlare dell'Iraq dove sono morti molti soldati americani e nessuno solleva neppure l'argomento, dato che se i repubblicani accennano soltanto al nome, immediatamente la maggior parte dei media ricorda che l'intera cittadinanza nazionale è stata truffata e ingannata dalle bugie di Bush, Rumsfeld e Condolezza Rice. Chi pensa, sostiene e vuol far credere che "gli americani sono sempre gli stessi" sbaglia di grosso. Lì non c'è stato un rimpasto governativo all'italiana con l'ex presidente Bush jr, che parla nei talk show televisivi intervistato come se nulla fosse accaduto. Bush ha mentito alla nazione e lui e tutti i componenti della sua squadra sono stati banditi per sempre da qualsivoglia attività pubblica e non potranno mai più avere accesso alla politica attiva per il resto delle loro esistenze. Presentare quindi Barack Obama come il continuatore della politica di Bush jr. oltre a non essere vero significa falsificare l'attuale realtà impedendo di capirla.

6). Per quanto riguarda la crisi ucraina, il 92% degli americani ritiene di non provare alcun interesse per ciò che accade a Donetsk e quindi non prende parte e non si schiera sostenendo che sono affari degli ucraini.

Ma allora, di che cosa parlano?
Qual è il perno intorno al quale ruota l'attuale dibattito in corso?

Parlano di due temi incrociati: Finanza e Diritti Civili.
Perché lo scontro micidiale tra le due forze contrastanti statunitensi, la massoneria progressista e la massoneria reazionaria, sta arrivando all'ultimo capitolo. Che ha anche una scadenza: il 4 novembre 2014, data delle elezioni politiche americane per il rinnovo dei deputati e senatori al Congresso. Se i Democratici vincono e ottengono la maggioranza, passerà il piano keynesiano di Obama e Janet Yellen (la governatrice della Federal Reserve) che hanno già presentato alla nazione: 2.000 miliardi a debito per lanciare un gigantesco piano di investimenti in infrastrutture e far scendere la disoccupazione di altri due punti in percentuale. A questo bisogna aggiungere la riesumazione del celebre Steagall Act rooseveltiano che istituisce la separazione tra banche d'affari speculative e banche di risparmio d'investimento. Se vincono i repubblicani, non soltanto non verrà aumentato il debito ma verrà discussa la loro proposta (scritta da Newt Gingricht) che lancia un piano di austerity e taglia 3.500 miliardi di spesa pubblica per andare ad abbattere il debito.
Obama ha già annunciato che metterà il veto come presidente e "se necessario" andrà fino in fondo, il che vuol dire che invece di andare al consueto braccio di ferro, verosimilmente correrà il rischio di andare in default. E la voce è cominciata a circolare a Wall Street: è possibile che gli Usa a novembre dichiarino fallimento. Sia il governo che il Tesoro non vogliono tagli lineari.
Questa situazione ha generato la genesi di un furibondo quanto succoso dibattito sulla "qualità della vita" che gli americani vogliono per loro stessi e quindi hanno iniziato a dibattere sui Diritti Civili. Lì è il tema del giorno. Non è certo casuale, secondo me, che sia esplosa in tutta la sua virulenza la rivolta nella piccola cittadina di Ferguson, nello Stato del Missouri, per il fatto che un poliziotto (bianco) ha sparato su un giovane adolescente disarmato (nero). Ne accadono spesso, eventi del genere. Ma in questo momento la situazione consente di enfatizzare l'incidente e gettare sul piatto della bilancia quello che è l'argomento principe in tutto il pianeta: la militarizzazione dei paesi e il definitivo abbattimento delle garanzie democratiche con la cancellazione dei diritti della cittadinanza. 

Tutto questo ha avuto inizio grazie a due personaggi molto noti in Usa, due vere icone, che occupano un posto privilegiato nell'immaginario collettivo della nazione: un socialista progressista e un moderato repubblicano laico e visionario, un liberale. Si chiamano Bernie Sanders e Martin Armstrong, due personaggi non da poco.

Il la, lo ha dato proprio Obama, circa quaranta giorni fa, quando è accaduto un evento bomba in Usa (in Italia non ho letto nulla sulla vicenda) che è il seguente:
ogni due mesi, il Tesoro e coloro che lo presiedono rispondono in seduta ufficiale ad interrogazioni parlamentari di un gruppo selezionato di deputati e senatori, i quali poi riferiscono ai propri elettori e viene emesso un comunicato stampa congiunto. L'incontro è segreto, per motivi di sicurezza nazionale. Si chiama "Federal Reserve Official Audit". I democratici scelgono i loro quattro esponenti e i repubblicani i loro quattro. Questa volta, i democratici hanno inviato un personaggio molto molto particolare, di una settantina d'anni.
Un personaggio storico: il senatore Bernie Sanders, ex governatore dello Stato del Vermont, eminenza grigia del Partito Socialista Progressista Usa, eletto nelle fila dei democratici. Un vero liberal. Cultore dei Diritti Civili, esponente di punta dell'ala radicale istituzionale, è considerato come una specie di vecchio nonno saggio dalla impeccabile reputazione. Ciò che è accaduto, questa volta, è stato il fatto che dopo essere uscito dalla riunione, il senatore Sanders è apparso subito sconvolto, rifiutandosi di partecipare alla conferenza stampa. Non solo. Poiché aveva registrato (poteva farlo) l'intera conversazione, l'ha sbobinata, l'ha scritta tutta, rigo per rigo, compresa l'intera documentazione d'appoggio e l'ha resa pubblica sul suo blog, inviandone copia ai dieci più importanti organi di stampa che, con il contagocce, hanno cominciato a parlarne. Da questo documento viene fuori che il debito pubblico americano è circa 20.000 miliardi di dollari. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi. Ma dal 2004 al 2014, l'amministrazione statale ha dato al sistema bancario statunitense, svizzero, britannico, francese, italiano, tedesco, la cifra complessiva di 16.000 miliardi di dollari, di cui non ha avuto indietro neppure un cent. Il senatore Sanders ha replicato ufficialmente: "Vogliamo quei soldi indietro per abbattere il nostro debito". Gli hanno spiegato: "Non è possibile, si tratta di una situazione complessa che coinvolge le strategie anche militari con paesi amici". E Sanders: "Il popolo deve saperlo". La risposta ufficiale è stata: "Non faccia l'ingenuo, non capirebbero".
"Staremo a vedere".
Il documento è diventato pubblico provocando un terremoto politico-finanziario che ha generato un attento dibattito su questa questione (ci siamo anche noi italiani con le nostre banche legate ai fondi anglo-americani). Qui di seguito pubblico per intero la pagina di presentazione ufficiale del documento (in inglese) con tutti i link di riferimento a disposizione per chiunque sia interessato a comprendere la realtà complessa dentro la quale ci muoviamo.
Eccolo:
Audit of the Federal Reserve Reveals $16 Trillion in Secret Bailouts unelected.org
July 23, 2014
The first ever GAO(Government Accountability Office) audit of the Federal Reserve was carried out in the past few months due to the Ron Paul, Alan Grayson Amendment to the Dodd-Frank bill, which passed last year. Jim DeMint, a Republican Senator, and Bernie Sanders, an independent Senator, led the charge for a Federal Reserve audit in the Senate, but watered down the original language of the house bill(HR1207), so that a complete audit would not be carried out. Ben Bernanke(pictured to the right), Alan Greenspan, and various other bankers vehemently opposed the audit and lied to Congress about the effects an audit would have on markets. Nevertheless, the results of the first audit in the Federal Reserve’s nearly 100 year history were posted on Senator Sander’s webpage earlier this morning.
What was revealed in the audit was startling:
$16,000,000,000,000.00 had been secretly given out to US banks and corporations and foreign banks everywhere from France to Scotland. >From the period between December 2007 and June 2010, the Federal Reserve had secretly bailed out many of the world’s banks, corporations, and governments. The Federal Reserve likes to refer to these secret bailouts as an all-inclusive loan program, but virtually none of the money has been returned and it was loaned out at 0% interest. Why the Federal Reserve had never been public about this or even informed the United States Congress about the $16 trillion dollar bailout is obvious - the American public would have been outraged to find out that the Federal Reserve bailed out foreign banks while Americans were struggling to find jobs.
To place $16 trillion into perspective, remember that GDP of the United States is only $14.12 trillion. The entire national debt of the United States government spanning its 200+ year history is "only" $14.5 trillion. The budget that is being debated so heavily in Congress and the Senate is "only" $3.5 trillion. Take all of the outrage and debate over the $1.5 trillion deficit into consideration, and swallow this Red pill: There was no debate about whether $16,000,000,000,000 would be given to failing banks and failing corporations around the world.
In late 2008, the TARP Bailout bill was passed and loans of $800 billion were given to failing banks and companies. That was a blatant lie considering the fact that Goldman Sachs alone received 814 billion dollars. As is turns out, the Federal Reserve donated $2.5 trillion to Citigroup, while Morgan Stanley received $2.04 trillion. The Royal Bank of Scotland and Deutsche Bank, a German bank, split about a trillion and numerous other banks received hefty chunks of the $16 trillion.
"This is a clear case of socialism for the rich and rugged, you’re-on-your-own individualism for everyone else." - Bernie Sanders (I-VT)
When you have conservative Republican stalwarts like Jim DeMint(R-SC) and Ron Paul(R-TX) as well as self identified Democratic socialists like Bernie Sanders all fighting against the Federal Reserve, you know that it is no longer an issue of Right versus Left. When you have every single member of the Republican Party in Congress and progressive Congressmen like Dennis Kucinich sponsoring a bill to audit the Federal Reserve, you realize that the Federal Reserve is an entity onto itself, which has no oversight and no accountability.
Americans should be swelled with anger and outrage at the abysmal state of affairs when an unelected group of bankers can create money out of thin air and give it out to megabanks and supercorporations like Halloween candy. If the Federal Reserve and the bankers who control it believe that they can continue to devalue the savings of Americans and continue to destroy the US economy, they will have to face the realization that their trillion dollar printing presses will eventually plunder the world economy.
The list of institutions that received the most money from the Federal Reserve can be found on page 131 of the GAO Audit and are as follows..
Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000) 
Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000) 
Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000) 
Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000) 
Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000) 
Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000) 
Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000) 
Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000) 
JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000) 
Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000) 
UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000) 
Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000) 
Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000) 
Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000) 
BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000) 
and many many more including banks in Belgium, Italy, of all places
View the 266-page GAO audit of the Federal Reserve(July 21st, 2011): http://www.scribd.com/doc/60553686/GAO-Fed-Investigation


Le banche hanno utilizzato questi fondi investendoli in derivati speculativi (tipo fallimento della Grecia e distruzione della loro economia che soltanto nel biennio 2009-2011 ha reso in derivati qualcosa tipo 3.000 miliardi di dollari) e in grande parte per acquistare bpt nazionali e sostenere il debito delle singole nazioni, senza specificare alle singole popolazioni che quella gigantesca massa liquida, in verità, era debito aggiunto con interessi su altro debito.
Tradotto vuol dire che la vera cifra del debito pubblico della Francia, Germania, Italia, ecc, è di gran lunga superiore a quella ufficiale, perché il governo americano, il Congresso Usa, e la Federal Reserve, in qualunque momento (se vuole) può esigere il pagamento immediato di questa cifra comprensiva di ogni interesse addebitato. In ogni singolo paese, inoltre, questa gigantesca massa di danaro "non ufficiale" è servita alla classe politica dirigente locale delle singole nazioni per finanziare la pace sociale attraverso diversi sistemi corruttivi, a seconda del paese e della cultura locale.
E tutto ciò non è ufficialmente conteggiato.

L'allarme è stato raddoppiato dal successivo intervento di un altro personaggio in usa seguitissimo, figura più unica che rara. Si tratta di Martin Arthur Armstrong, molto noto a chi segue la finanza internazionale, vera e propria icona dei nemici della finanza speculativa. Costui è un economista (nato nel 1949) che poi ha fondato una società privata la "Princeton Economics International Limited" che si occupava di consulenze finanziarie per clienti privati. E' diventato molto famoso perché nel 1999 ha inventato un modello matematico di predizione ("Economic Confidence Model") che è risultato accurato dato che aveva azzeccato al millimetro ogni evento del mercato mondiale. Ma nel 1998, subito dopo la legge Clinton che ha abolito la distinzione tra le  banche voluta da Roosevelt, viene denunciato per frode fiscale e appropriazione indebita da un anonimo investitore. Inizia la sua lunga odissea. Bandito dal mercato ufficiale, combatte la sua battaglia legale che trova il suo esito nel 2006, quando viene condannato a cinque anni di prigione in un carcere di massima sicurezza. Si rifiuta di collaborare con la giustizia e va in galera, nel Kentucky. Dal carcere -vista la sua buona condotta- apre un blog finanziario che diventa subito un blog culto. Nel 2011 (non gli è stato condonato neppure un giorno e per tutto il periodo della reclusione non ha potuto ricevere visite di nessuno, escluso il suo avvocato) esce e inizia a collaborare per il sito finanziario online zerohedge, considerato da molti un attendibile punto di riferimento e vera miniera di informazioni sul mondo finanziario globale planetario. E lì inizia la sua battaglia che nella primavera di quest'anno raggiunge l'acme quando comincia a spiegare che "tutte le nazioni occidentali sono state militarizzate a loro insaputa, grazie all'uso della finanza speculativa; questo evento comporta la necessità di cominciare ad abbattere lo Stato di Diritto e cancellare ogni libertà civile nei singoli stati -iniziando dai più deboli- che sono obbligati a eliminare poco a poco le diverse camere elettive per dare spazio all'accoppiata finanza-militari. La classe politica dirigente non è diventata altro che la somma di una serie di impiegati militarizzati. E' stata cancellata la democrazia ed è stata sostituita dal caporalato". 

Gli articoli di entrambi questi personaggi statunitensi hanno infiammato il dibattito corrente finendo per creare un fronte comune trasversale dove liberali moderati conservatori e socialisti progressisti confluiscono insieme nel denunciare lo stato attuale delle cose in occidente.

Di questo parlano e dibattono. Si sta diffondendo in Usa un livello di consapevolezza generale che sta gonfiando un gigantesco fronte contro la finanza bancaria, il che produce delle fortissime pressioni sul governo.
Questo dibattito ha prodotto una discussione perenne su un tema che, a mio avviso, è la mamma di ogni dibattito: la necessità di redistribuzione della ricchezza e l'ammanettamento delle banche.
Discutere di questo è un lusso che può permettersi un paese ricco, in espansione, che non ha disoccupati.
E da quel Paese sta arrivando un forte vento radicale che andrebbe seguito, alchemizzato e sostenuto.
Altrimenti, come al solito, rimarremo al palo mentre i giganti finanziari planetari ci mangiano vivi grazie al solerte lavoro dei loro impiegati militarizzati, quelli che Martin Armstrong definisce "i caporali".
Aveva ragione il grande Totò, questo è il vero dubbio amletico che dovremmo porci tutti.
Ma nel senso letterale del termine.

Qui di seguito pubblico uno degli ultimi articoli comparso sul blog personale di Armstrong, pubblicato già diverse volte su zerohedge: buona lettura. 
http://armstrongeconomics.com/2014/07/02/when-will-the-monetary-system-crack/statistics. 
This is when I warned the stock market would breakout and move to new highs, which was reported by Barrons. Curiously, this was the same position in time on the wave of the Decline and Fall of Athens 455-404BC. The bottom of that 3rd wave was the uprising orchestrated by the Oligarchy against Pericles in 430BC and he died the next year.
The arrogance of Athens and the Oligarchy is the exact same problem we have with government today and the abuse of the NSA. All governments are doing the exact same thing precisely on the same timeline as the fall of Athens. They are trying to eliminate the right of the people to vote and we are experiencing not merely their arrogance, but their opposition to any democratic processes the same as Cleon did in prosecuting Pericles for being honest. If this plays out in the same fashion, the US will lose its standing as the financial capital of the world as did Athens, and the real danger is with the war cycle turning up, it is the arrogance in the West among our politicians that can invite the invasion as it did in the case of Athens.
History repeats because human nature repeats and never changes. Just as the Oligarchy was determined to take back control of Athens banning democracy, we see the very same thing taking place today – hello the Troika is a controlling body of representatives of the ECB, IMF, and the EU Commission that is unelected by the people – Oligarchy of career politicians. The role of the Troika is to negotiate with member countries of the Eurozone where the state budget has run into difficulties. That is correct – the IMF and Christine Legarde holds an unelected political position without any election process of the people. This is the same as any Oligarchy.
TROIKA (Triunvirate)
  • European Commission President (elected by heads of state not people)
  • European Commission Vice-President , Commissioner for Economic and Monetary Affairs (Official) Olli Rehn Finland Finland
  • European Commission designated negotiator; Matthias Mors Germany
  • European Central Bank President of the ECB; (Official) Mario Draghi Italy
  • European Central Bank Head of Department at the ECB, named negotiators Klaus Masuch Germany
  • IMF Managing Director; Christine Lagarde France
  • IMF designated negotiator: Poul Thomsen Denmark


giovedì 14 agosto 2014

Il grande, invisibile, bavaglio delle menti pensanti.


Uno dei più celebri movimenti ecologisti del nostro paese (il gruppo delle cinque terre) ha pubblicato di recente nella loro newsletter un interessante contributo fornito dal gruppo antagonista di hacker denominato "Ippolita". 
Trovate il tutto sul loro interessante sito (http://www.gruppocinqueterre.it/node/1474)

Qui di seguito pubblico un intervento del gruppo Ippolita tratto dal loro recente pamphlet pubblicato da Laterza.
Buona lettura e buon ferragosto a tutti.

Pensiamoci su.

"Un nuovo pamphlet del collettivo di hacker libertari Ippolita smonta due luoghi comuni sulla Rete: che sia uno strumento intrinsecamente democratico. E che disporre di più informazione significhi automaticamente essere più liberi.
 
Già autori di feroci quanto argomentate requisitorie contro i “signori del Web” (memorabili le dissacrazioni di Google e Facebook), nonché di puntuali ridimensionamenti di altri miti cari al “Popolo della Rete” (vedi la disincantata analisi dei limiti dell’ideologia dell’open e del free) i ragazzi e le ragazze del collettivo Ippolita (una comunità di hacker libertari) tornano a colpire con un nuovo pamphlet (“La Rete è libera e democratica”. FALSO!) appena uscito per i tipi di Laterza (nella collana Idòla).







La disonestà della trasparenza totale
 di Ippolita

Un estratto da “La Rete è libera e democratica”. FALSO! di Ippolita (Laterza), da www.laterza.it
 
Come guadagna Google? Più in generale, come è possibile che tutti i servizi della Rete (ovvero del Web 2.0), Facebook e Twitt­er, LinkedIn e WhatsApp, G+ e Skype, tutte le miriadi di giochi e applicazioni, siano gratui­ti? Tale è la promessa della democrazia senza sforzo, della libertà a costo zero, o meglio esentasse (per i padroni digitali).
La moneta con cui paghiamo il prezzo di tutto ciò siamo noi, sono i nostri percorsi, le nostre esplorazioni, la nostra unica e inimitabile impronta digitale, e Google ha anticipato i tempi fornendo un nuovo modello di business che sta cambiando le aziende produttrici portandole a realizzare «prodotti di massa personalizzati». Oggi chi vuole fare profitto si adegua rapidamente.
I servizi che usiamo li paghiamo con qualcosa di più prezioso del denaro: le nostre informazioni personali e quelle dei nostri amici. Ogni volta che utilizziamo i servizi 2.0, così come tutte le altre dozzine di applicazioni collegate, in ognuno di quei momenti stiamo regalando informazioni su noi stessi. Questa pratica si chiama profilazione e ufficialmente viene usata per proporci pubblicità mirate. Se siamo terroristi, pericolosi per la democrazia e la libertà, vengono fornite alle agenzie che ne fanno richiesta, ma intanto ogni nostro movimento viene registrato e il dossier digitale di ciascuno di noi cresce a dismisura.
Noi non abbiamo alcun controllo su quei dati, non sappiamo nemmeno come vengano gestiti ed è curioso che ci si preoccupi tanto del controllo esercitato da parte dello Stato e delle sue agenzie, a partire da quelle fiscali, e così poco del controllo applicato dai nuovi padroni digitali. Il nitore «googliano», così come la trasparenza relazionale che Facebook propone e impone, fa da contrasto al completo occultamento dei sistemi tecnici e dei dispositivi economici.
La trasparenza totale, propagandata come stile di vita onesto, è una trasparenza del nulla, poiché chi è responsabile del servizio si sottrae a qualsiasi confronto. Provate a chiedere conto a Facebook di come tratta i vostri dati; provate a chiedere a PayPal perché vi ha bloccato il conto. Se siete abbastanza influenti è possibile che vi rispondano, ma non prima di avervi fatto firmare un apposito Non-disclosure agreement (Accordo di riservatezza): la trasparenza vale per la massa, non per i sistemi di potere, e l’ingegneria sociale sottesa alla piattaforma rimarrà dissimulata, negata, materia per la tecnocrazia.
Questa vigilanza costante sui flussi digitali in tutto il globo fa girare parecchio denaro. L’industria dei meta-dati e del profiling legato alle tecniche di data mining è tutto ciò che non riguarda il dato in sé, ma il complesso delle informazioni che vi ruotano attorno: chi, dove, in relazione a cosa, in quale stato emotivo.
Oggi si parla di Big Data come del nuovo filone aurifero dell’economia informatica: questo tipo di mercato fa affidamento sull’inconsapevolezza dell’utente, sulla leggerezza con la quale espone le sue informazioni personali, sull’entusiasmo con cui le fa circolare insieme a quelle di coloro che lo circondano, mentre è diventato urgente elaborare una visione complessiva, trasversale, critica, e bisogna insistere sulle pratiche di autoformazione e autodifesa digitale.
 
Internet non si sta espandendo e arricchendo; Google non sta rendendo il mondo più democratico; Facebook non ci sta rendendo migliori; Apple non ci sta facendo diventare creativi; Amazon non sta ampliando la nostra possibilità di scelta; Twitter non è il nostro orecchio sulle rivoluzioni in corso. Ci sono solo un pugno di protagonisti, i nuovi padroni digitali appunto, i grandi mediatori informazionali, che ricombinano lo spazio in sotto-reti comunitarie sempre più omogenee.
I preziosi meta-dati foraggiano una fetta notevole dei mercati finanziari. Mentre in tutto il mondo infuria la più virulenta crisi economica dopo la Grande Depressione, l’andamento complessivo dei titoli borsistici di natura tecnologica (riassunti dall’indice Nasdaq) è decisamente al rialzo: è dal crollo del 2009 (comunque di portata minore rispetto a quello delle dot com avvenuto nell’aprile del 2000) che la crescita procede senza sosta. Solo i beni di lusso hanno conosciuto una crisi più blanda.
Non è difficile intuire come, una volta costruite le infrastrutture, sia possibile dirigere in maniera eterogenea le masse, instillando desideri indotti (un nuovo iPhone quando non abbiamo ancora finito di pagare quello vecchio), stimolando a fornire sempre più informazioni (il tuo numero di cellulare per accedere «con maggior sicurezza» al tuo account) e così via...
Così facendo si ottiene una vera e propria «formazione a distanza» all’utilizzo di sempre nuove piattaforme e dispositivi: è la nuova Paidèia Commerciale nella quale impariamo a essere cittadini-consumatori. Tale formazione è permanente grazie alla perenne prossimità dei dispositivi: chi dorme con lo smartphone vicino? Chi si disconnette mentre è impegnato in attività ludiche, o persino sessuali?
 
Nulla di nuovo per chi conosce la pervasività del bio-potere, anche se le modalità con cui la creazione spontanea di senso viene convogliata e messa in produzione sono sempre più sofisticate. Ma il mondo di Internet non è solo messa a profitto della libido, non è uno spazio-tempo consacrato solo al dio denaro, ci sono un sacco di altre cose. Sta a noi cercarle.
[...] Ci vuole un cambio di mentalità, nuovi approcci etici ed estetici, magari a cominciare dall’uso del buon vecchio software libero, che non è la panacea d’ogni male, ma un ottimo inizio.
 

martedì 12 agosto 2014

N. La narrazione che non c'è.



di Sergio Di Cori Modigliani

Questa immagine che vedete in bacheca è la lettera N nell'alfabeto arabo.
Fino a sei, sette mesi fa, non era niente più di questo.
Da oggi, nelle nazioni occidentali più evolute, quelle che culturalmente si identificano con la tradizione giudeo-cristiana, è considerato il "marchio dell'infamia".
A Manhattan, nella città di New York,  la comunità cattolica (per lo più italiani, irlandesi e portoricani) che da sempre è molto attiva e parte integrante -come etnia culturale- del tessuto metropolitano, in questi giorni si è radunata spesso in quella che è la sede spirituale per eccellenza, la Cattedrale di San Patrizio, il patrono di Dublino, che si trova sulla Fifth Avenue, proprio nel cuore della città. A queste riunioni che, in verità, più di ogni altra cosa, sono diventate delle semplici assemblee cittadine (vi partecipa l'intero staff organizzativo di occupywallstreet) si dibatte ciò che i sociologi hanno definito "il primo gigantesco shock di massa dei cristiani dal 1550 a oggi". E' la prima volta nella Storia degli ultimi secoli che i cristiani, in Asia Minore (e nel Mare Mediterraneo) sono vittime di una feroce, criminale ondata di discriminazione etnica, pari soltanto a quella verificatasi negli anni'30 e '40 in Europa a danno degli ebrei ad opera del nazismo.  La lettera araba N, nelle zone che oggi geo-politicamente vengono definite "il territorio del califfato islamico", è stata promossa dalla più alta autorità territoriale, il Gran Califfo Al Baghdadi, al rango di "simbolo della libertà" in quanto lettera che equivale a "Nazarenus", ovvero "adoratore e seguace di Gesù Cristo" che nel Corano -così sostiene questo signore sulla base della sua personale interpretazione- sarebbe stat identificato come l' agente del Male Assoluto, veicolo di Satana, privo di anima e portatore di malattie, fame e miseria. Quando le milizie armate di questo signore arrivano nei luoghi dove si trovano dei cristiani, le case, i negozi, ogni proprietà viene immediatamente marchiata con questo simbolo. Ventisei giorni fa, il Gran Consiglio del Califfato (una specie di governo composto dal Califfo e da 12 membri da lui eletti) ha emesso un decreto pubblicato in tutta la zona dell'Asia Minore e del Medio Oriente, ampiamente diffuso su facebook, in cui si stabilisce che, per Legge, il simbolo N automaticamente trasforma qualunque oggetto, materiale o immateriale che sia, in proprietà del califfato, che poi provvederà a distribuirlo tra le singole comunità di fedeli. Questo ha fatto scattare un meccanismo collettivo di vera e propria calamita sociale perché ha attirato una gigantesca massa di persone molto povere, che non hanno nulla, le quali accorro nella speranza di potersi impossessare dei beni dei cristiani e si arruolano nelle milizie. Il loro obiettivo dichiarato consiste nell'eliminare nel più breve tempo possibile ogni cristiano "fino a tutto il Mare Mediterraneo" dando loro la possibilità, se vogliono, di scegliere tra la conversione oppure (quando va bene) l'esilio che, così recita la Legge, deve verificarsi entro 36 ore dalla notifica, pena l'uccisione immediata. Non sono autorizzati a portare via con sé valori di nessun genere.
In questi giorni, la comunità internazionale sta affrontando -nella quiete clandestina dei canali diplomatici esclusivi- una gigantesca grana planetaria perché pare che i seguaci del Califfo si siano impossessati di ben 47 filiali di banche internazionali (per lo più svizzere e inglesi) e pretendono la consegna di ogni avere delle famiglie cristiane (compresi gli averi dei loro parenti e consanguinei) depositati nei loro conti all'estero.
Ciò che sta accadendo in quelle terre è la copia conforme di ciò che avevano fatto i nazisti nei confronti degli ebrei negli anni'30 e '40. Si tratta della prima replica della cosiddetta "soluzione finale" pianificata a tavolino. 
Questi signori si identificano nella colonia dei mussulmani sunniti. I loro due grandi nemici sono i paesi, l'uno sul Mare Mediterraneo, l'altro in Asia Minore, che provengono da una antichissima e ricchissima tradizione culturale, l'Egitto e l'Iran.
Gli egiziani si considerano laici, i persiani sono mussulmani sciiti.
A differenza dei sunniti, gli sciiti non hanno nessuna strategia, nessuna voglia, nessuno scopo, di lanciare guerre di religione. Il califfo di Bagdad, invece, rappresenta la punta di diamante dei mussulmani sunniti che considerano l'Islam "l'unica fede accettabile e praticabile dell'intero genere umano". Il signor Al Bagdadi ha chiarito il suo grande progetto sostenendo un mese fa che "l'obiettivo strategico primario consiste nell'arrivare a Roma e staccare la testa al Papa con la scimitarra".
Tutto ciò sembra la sceneggiatura di un film di serie B da passare in televisione alle 3 di notte per distrarsi dal caldo.
E invece si tratta di un teatro reale.
E' ciò che stiamo vivendo oggi.
La questione diventa di una estrema complessità tenendo presente che si puà dire che il braccio armato del califfo sul Mediterraneo è Hamas e i gruppi della Jihad islamica. In Italia, dove vige un Matrix tutto italiano, non si può neppure parlare di questo argomento, perché (certamente non a caso) la situazione viene letta secondo ottiche faziose, ideologiche, peraltro completamente obsolete.
Basterebbe un unico dato per spiegare come la situazione odierna sia radicalmente diversa da quella di un tempo: il più forte alleato militare di Israele, in questo momento, è il gruppo degli Hezbollah libanesi, sponsorizzati dall'Iran. In quanto sciiti si considerano nemici di Hamas che ha sposato la causa dei sunniti e hanno finanziatori diversi.
Il grande padre-padrone dei sunniti, di Hamas e del Califfo Al Bagdadi -quello che vuole tagliare la testa al Papa- è l'emiro del Qatar, finanziatore, sostenitore, propugnatore (potremmo dire "il proprietario del marchio del Califfo: il nuovo brand dei tempi attuali") il quale è oggi a tutti gli effetti il nuovo proprietario di Alitalia e, attraverso una fondazione civetta, controlla il pacchetto di maggioranza di Unicredit e altre attività industriali e commerciali in Italia per complessivi circa 50 miliardi di euro.
Questo rende più intricata la vicenda. 
Da cui la tragica complessità, che non può e non deve  essere affrontata con la miope lente dei fanatismi o delle faziosità di turno, ma allo stesso tempo getta anche una inquietante luce sull'attuale stato di totale censura della stampa italiana, che fa finta di niente, per non informare su ciò che sta accadendo sul Mare Mediterraneo.
Altrimenti si può disturbare il grande business.
Dopotutto, l'emiro del Qatar, come è noto, è un ottimo pagatore e l'Italia è composta, in questo momento, per lo più,da persone e personalità disposte e disponibili a vendere la madre al mercato a qualunque cifre purché sia cash.
Nei paesi di cultura e tradizione cristiana d'occidente, sia in Europa che in America, c'è un tragico sconcerto nel toccare con mano la totale indifferenza, ignoranza e irresponsabile cinismo con le quali si legge l'attuale realtà. Il nostro paese -in questo momento- è l'unica nazione cristiana al mondo nella quale non è scattato un fenomeno di solidarietà di massa nei confronti dei fratelli cristiani che da quelle parti sgozzano per il solo fatto che sono cristiani.
Non c'è da stupirsi, quindi, che oggi, sia praticamente passata sotto silenzio, (senza alcun interesse da parte di chicchessia) la commemorazione di una delle più efferate, criminali e malvage stragi di civili innocenti messa in atto dai tedeschi in Italia nel 1945, quella di S.Anna di Stazzema, in Toscana. Pochissimi sanno di che cosa si tratti, salvo per gli storici, qualcuno che ha più di 40 anni o qualche studioso. Per fortuna o purtroppo (a seconda del punto di vista) non è così nel resto dell'Europa occidentale e soprattutto in Usa, dove quella strage, oggi, è stata ricordata in pompa magna grazie a un film diretto da Spike Lee nel 2008 e grazie anche ai finanziamenti di una nuova agenzia governativa il cui obiettivo consiste nel "contrastare la diffusione del pensiero nazista, razzista, omofobo e sessista". 
Ci voleva un americano di Brooklyn per parlare della strage di S.Anna di Stazzema. 
E lo ha fatto davvero alla grande.
Il suo film ("Miracolo a Sant'Anna") è girato con maestria.
Ha avuto un successo fragoroso in tutto il mondo, tranne che in Italia.
Per motivi che esulano dalla mia comprensione, la critica cinematografica nazionale si è accanita contro Spike Lee massacrando questo squisito prodotto della cinematografia pensante, e quindi dando un serio contributo alla sua mancata diffusione. La critica di Paolo Mereghetti su il Corriere della sera (il più celebre critico italiano) quando uscì il film, la dice tutta: si tratta della più feroce stroncatura mai scritta da un italiano a proposito di un film americano (la trovate qui: http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/03/Miracolo_Sant_Anna_co_8_081003028.shtml) datata 3 Ottobre 2008.

Di questa strage, in Usa, in Sud America, in Olanda, Gran Bretagna e Francia ne hanno parlato, scritto a lungo. Da noi, nulla.
Consiglio a tutti di guardarsi questo film.
E' molto utile per comprendere l'attuale stato della nostra nazione declinante.
Si parla tanto di luoghi comuni provinciali, tipo "la Cina è ormai vicina" ai quali aggiungiamoci anche che "i russi qui stanno di casa", "gli emiri si stanno prendendo tutto", ecc.
C'è un aspetto, però, di cui si parla poco o quasi mai: il gigantesco scarto che si è prodotto tra l'Italia e gli Usa in questi anni. Bisogna risalire addirittura alla fine dell'800 per ritrovare una distanza così enorme. E' un aspetto palpabile leggendo la stampa italiana, seguendo facebook, ascoltando i telegiornali. Pochissimi sanno davvero che cosa è accaduto e sta accadendo in Usa e in tutto il continente americano negli ultimi anni.
"L'America è molto molto lontana".
Dobbiamo aggiungere anche questo alla lista.
E lo considero un fattore negativo: ci becchiamo soltanto la loro spazzatura.
E la distanza aumenterà.
Anche questo perché c'è Renzi e i suoi servi, e perché c'è tanta tanta ignoranza in giro, mescolata ad arroganza e presunzione di chi parla e scrive e comizia senza avere la minima nozione degli attuali scenari geo-politici internazionali.
In Usa, infatti (proprio come accadde nel 1938) ci massacrano ogni giorno, e non più seguendo stereotipi logori, della serie mafia, pizza e mandolino. No no. Spiegano alla gente che segue sempre le vicende del nostro paese come l'Italia sia finita per "inventarsi una dittatura inutile". Così presentano il nostro Matteo Renzi e sottoscrivo l'interpretazione.
So che questo post non avrà consensi perché l'Italia è immersa totalmente nella sezione del Matrix dedicata all'antiamericanismo becero. 
Ma ci tenevo a ricordare oggi l'unico reperto visivo sulla odiosa strage di civili italiani nel 1945.
E'una bellissima narrazione romanzata. Anzi, romanzatissima.
Ma è proprio questo il bello.
Lo splendido film di Spike Lee ci ricorda il più tragico tra tutti gli attuali vuoti nazionali, quello della narrazione. 
E' necessario avviare una complessa progettualità culturale che ci consenta di poterci inventare una nuova stagione di Grande Narrativa Nazionale, senza la quale non si va da nessuna parte.
L'America è molto molto lontana.
In compenso, il Califfo Al Bagdadi è molto molto vicino.
Pregherò per la salute del Papa.
Uno dei tanti paradossi italiani: oggi un vero laico libertario non può che essere papista.
Non siamo forse il paese delle meraviglie, come ci ricorda Maurizio Crozza facendoci sorridere un po'?




venerdì 8 agosto 2014

Quando il sogno americano diventa realtà: lo Stato della Calfornia contro Ebola.



di Sergio Di Cori Modigliani


Manca ancora l'aspetto legale più importante in assoluto: l'approvazione certificata e il semaforo verde da parte del governo Usa e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Stanno aspettando l'esito dei controlli a tappeto e le reazioni fisiche dei 23 soggetti cui è stato sottoposto il siero (mancano 4 giorni). Se tutto dovesse andare nel migliore dei modi, probabilmente tra una decina di giorni al massimo la comunità scientifica internazionale potrà mettere a segno una grande vittoria nella battaglia dell'unica guerra che vale la pena di essere combattuta: quella contro le malattie perniciose, i mali incurabili, le epidemie contagiose.
I media statunitensi, nelle ultime 48 ore, si sono scatenati e non parlano d'altro.
Perchè dentro questa bellissima notizia ("trovato il siero per guarire dall'ebola") c'è tutta la sceneggiatura del Grande Sogno Americano, con l'aggiunta di un dato politico che Barack Obama e tutto il Partito Democratico sta già incassando oggi, in prospettiva delle elezioni politiche nazionali che si terranno il 4 novembre prossimo.

E' bene raccontare la notizia dal principio.
L'eroe del giorno è uno sconosciuto (per noi profani) biologo molecolare, Larry Zeitlin, californiano doc, un tempo ricercatore presso la prestigiosa John Hopkins University, la quale -nel nome dell'austerity e delle necessità del pareggio di bilancio- nel 2003 aveva chiuso i rubinetti per le sovvenzioni e i finanziamenti alla ricerca scientifica pubblica per spostarsi su attività legate all'industria bellica. Erano i tempi della famiglia Bush e della guerra in Iraq.
E così, il nostro Zeitlin si trova a gestire un laboratorio senza fondi.
E senza fondi non c'è ricerca. E senza ricerca non c'è innovazione. E senza innovazione non c'è progresso. 
Se ne ritorna in California dove, insieme ad altri quattro scienziati disoccupati, apre un'azienda privata di modesta entità, nel settore biotech, la Mapp Biopharmaceuticals con sede a San Diego. La mansione dei quattro soci consiste nel sintetizzare l'alta tecnologia con la ricerca di biologia molecolare per trovare delle cure per la leucemia. Si quotano in borsa e riescono raggranellare qualche dollaro. Pochi,a dire il vero, ma sufficienti per campare. La loro azienda, in borsa, è quotata intorno ai 0,29 $, quasi nulla. 
Ma nel 2010 la situazione cambia.
Perché alla Casa Bianca, invece di Bush e dei suoi amici guerrafondai, c'è andato Obama, il quale -com'è a tutti noto- ha un'unica ossessione: creare lavoro in Usa, rilanciare l'economia nazionale e riuscire a trovare la forza in Parlamento per rilanciare un New Deal imbavagliando la finanza speculativa. I repubblicani gli mettono i bastoni tra le ruote e quando annuncia il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e dall'Iraq, i falchi del Pentagono gli saltano addosso e alla Casa Bianca inizia il braccio di ferro con le lobby che sostengono l'industria bellica. Dopo mesi di trattative, nel corso delle quali i repubblicani bocciano ogni proposta di investimento pubblico a favore dell'istruzione e della ricerca scientifica, Barack Obama riesce a inventarsi una soluzione di compromesso accettabile per tutti. Conferma l'abolizione dei decreti di Bush e annulla i 1500 miliardi di dollari destinati alla Difesa. Ma non li elimina, cancellandoli dal bilancio dello Stato: "li sposta". Li trasferisce nel settore destinato agli investimenti nella ricerca per le nuove tecnologie, con tre clausole: a) La direzione del progetto finisce nelle mani dei generali del Pentagono e quindi la ricerca scientifica passa sotto controllo militare. b) Ogni risultato positivo prodotto dalla ricerca, che abbia anche esiti utili nel campo civile e umanitario, deve essere condiviso con la comunità scientifica internazionale. c) Poiché il denaro è pubblico, deve essere investito solo per ricerche scientifiche a scopo pacifico e deve comportare l'assunzione di laureati specializzati americani attivi in Usa con opzione di preferenza per coloro che sono iscritti nelle liste di disoccupazione. Per far sì che questo progetto decolli vengono istituite due specifiche agenzie, la USAMRIID (United States Army Medical Research Institute for Infectious Diseases) e la DTRA (agenzia preposta allo studio scientifico per contrastare la diffusione di armi di distruzione di massa). E così, grazie a queste due agenzie, Larry Zeitlin e la sua Mapp Biopharmaceuticals ottengono un piccolo finanziamento che consente loro di assumere altri cinque scienziati. L'azienda comincia a lavorare. E' composta di nove persone, tutto qui.
Sei giorni fa, la svolta improvvisa.
Il Dr. Larry Zeitlin telefona a un generale del Pentagono (e contemporaneamente lo fa con i giornalisti televisivi della CNN, CBS e ABC e con il giornalista scientifico del New York Times) sostenendo che nel loro piccolo laboratorio sono riusciti a inventare una cura, già sperimentata con successo su topi, ma soprattutto su 4 scimpanzè contagiati in Africa. Dato lo stato di emergenza assoluta, con due medici statunitensi ricoverati in Usa senza alcuna possibilità di cura, viene deciso di sperimentare il siero su di loro: i pazienti accettano il rischio e firmano la liberatoria.
E la cura funziona.
Da due giorni, dunque, tutti i media americani seguono la storia di Larry Zeitlin e degli altri 8 scienziati, definiti "la più piccola squadra di ricerca scientifica al mondo", che lavorano in un laboratorio di 80 metri quadri, due stanze e un sotterraneo blindato. 
Zeitlin e i suoi colleghi sono stati intervistati ieri su tutte le televisioni nazionali e in pubblico in California, dove hanno brindato insieme agli studenti del Dipartimento di Epidemiologia dell'Università di Stanford alla loro improvvisa (quanto imprevista) ricchezza economica. Le azioni della loro mini azienda, infatti, in una settimana si sono moltiplicate per migliaia di volte e la grande industria multinazionale è andata a bussare alla loro porta.
In Italia, la notizia è stata pubblicata su Il Sole 24 ore. Un articolo piuttosto esauriente a firma Marco Valsania, un bravo professionista che, presumo, abbia letto l'editoriale in prima pagina sul New York Times e quindi ha capito che era necessario scriverci su un pezzo. 
Lo riporto qui di seguito per intero a disposizione per chiunque sia interessato. 
Potete leggere (se siete curiosi) in lingua inglese un ampio reportage pubblicato sulla rivista Forbeshttp://www.forbes.com/sites/davidkroll/2014/08/05/ebola-secret-serum-small-biopharma-the-army-and-big-tobacco/ a firma David Kroll, famoso giornalista e divulgatore.

Ecco l'articolo di Marco Valsania pubblicato oggi su Il Sole 24ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-08-07/ebola-minuscola-societa-biotech-californiana-prima-linea-contro-epidemia-170511.shtml?uuid=AB89iHiB.


Ebola, una minuscola società biotech californiana in prima linea contro l'epidemia.

Il Sole 24 ore. Articolo di Marco Valsania

NEW YORK - È una minuscola società di biotech della California, sconosciuta ai più e con legami con il Pentagono, una delle prime linee della lotta per trovare una cura contro l'epidemia di Ebola. La Mapp Biopharmaceuticals di San Diego, ha illustrato il New York Times, ha sviluppato un siero sperimentale - ZMapp - al quale sembra che stiano rispondendo positivamente due pazienti americani che hanno contratto la malattia. 
«Stiamo discutendo con le autorità come fare per rendere disponibile il farmaco il piu' rapidamente possibile e nel modo più sicuro possibile», ha detto al Times il direttore generale e co-fondatore Larry Zeitlin. Una soluzione allo studio è l'avvio di piu' ampi studi clinici di quello che è stato definito come "il siero segreto". E in particolare l'intervento e la collaborazione della texana Caliber Biotherapeutics, nata a sua volta con fondi del Pentagono per rispondere al bioterrorismo e ad altre minacce biologiche.
Nata nel 2003 da ricercatori universitari, Mapp è specializzata nell'utilizzo di coltivazioni agricole per produrre proteine del sistema immunitario con l'obiettivo di curare i malati.

Negli anni ha ricevuto aiuti e contratti da numerose agenzie governative, a cominciare dalla Difesa. La saga della ricerca sull'Ebola - e dei legami tra questa e i finanziamenti delle forze armate americane - compì una svolta promettente nell'agosto dell'anno scorso. Lo U.S. Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (USAMRIID) annunciò test di successo su primati, nel trattare la malattia fino a 120 ore dopo l'emergere di sintomi, con un cocktail di anticorpi denominato MB-003 e prodotto dalla Kentucky Bioprocessing.
Il suo approccio è definito "immunoterapia passiva", perché si limita a fornire anticorpi al paziente, tre "plantibodies" (per la loro origine nelle piante) combinati assieme nel caso del trattamento dell'Ebola. Oggi ha solo nove dipendenti e vive di finanziamenti e contratti governativi.
Zeitlin e Mapp erano al fianco di questo progetto, parte di una collaborazione decennale tra industria e governo che comprende Darpa, la divisione del Pentagono che investe in start up, l'Istituto nazionale della Sanità, e la DTRA, l'agenzia predisposta a contrastare le armi di distruzione di massa. Allora Zeitlin rese nota anche la nascita dell'alleanza con la Defyrus proprio per consolidare i progetti sugli anticorpi che ora hanno dato ulteriori frutti.
Il suo nuovo siero, la cui efficacia precisano gli esperti deve ancora essere adeguatamente dimostrata sugli esseri umani, viene ricavato esponendo cavie (topi) a una cruciale proteina dell'Ebola ed estraendo gli anticorpi. Questi sono in seguito geneticamente modificati per renderli piu' simili a anticorpi umani e ridurre il rischio di reazioni negative; il gene di ciascuno di loro viene poi introdotto in foglie di piante di tabacco grazie ad una tecnologia sviluppata dalla societa' tedesca Icon Genetics. Sono le foglie di tabacco, a questo punto, a generare l'anticorpo finale. Una società canadese, Defyrus, ha lavorato su un trattamento simile e le due aziende hanno deciso di combinare i loro migliori anticorpi dando vita a ZMapp.


giovedì 7 agosto 2014

La falsa Concordia che annulla la Sapienza.




di Sergio Di Cori Modigliani

Siamo un paese di bugiardi, è cosa nota. L'ipocrisia, da noi, è stata già da lungo tempo elevata a sistema. A questo dobbiamo aggiungere la nuova esportazione del made in Italy versione high tech: l'italiano falsario.
Non è certo percorrendo questa strada che si riuscirà a superare la crisi economica.
Il mese di Luglio 2014 è stato una vera catastrofe e i primi giorni di agosto anche peggio. Considerando il fatto che il 31 ottobre 2014 verranno diffusi i dati dell'Onu relativi alla libertà di stampa nelle singole nazioni, le prime indiscrezioni ci annunciano che stiamo precipitando di ben 13 posti. Finiremo subito prima della Corea del Nord. Un altro passettino e poi possiamo anche proporre il senatore Razzi come Ministro degli Esteri.
Complice la guerra tra Israele e Hamas che nel mese di Luglio ha prodotto una impressionante serie di falsi (soltanto sulle pagine facebook, versione italiana, sono state prodotte e condivise ben 456 immagini sulla guerra di cui l'Onu ha accertato che ben 412 erano false, molto spesso condivise ed enfatizzate sulle pagine di diversi parlamentari di ogni partito rappresentato nelle istituzioni, nessuno escluso) si sono aggiunti altri due falsi nei primi giorni di agosto.
L'ultimo (in ordine cronologico) si è risolto molto velocemente, grazie al complesso e veloce impegno efficace dell'apposito nucleo di polizia investigativa del Ministero degli Interni. Dopo molte ore di lavoro alla tastiera, finalmente, nella tarda notte di ieri, gli agenti investigativi hanno individuato il responsabile e questa mattina, all'alba, sono piombati in forze nell'appartamento di un cittadino italiano, di pelle bianca, militante di una organizzazione politica dell'estrema destra, e lo hanno arrestato. Bravissimi. 
Grazie a nome di tutta la cittadinanza pensante.
Costui aveva diffuso due giorni fa la notizia che "nel centro di accoglienza nell'isola di Lampedusa sono stati accertati ben tre casi di ebola e l'epidemia sta per dilagare". La notizia era inventata di sana a pianta. Condivisa da 24.780 persone, irresponsabili o consapevolmente in malafede, a vostra scelta, diffusa pare,anche da Cristiano Magdi Allam. Questa notizia ha comportato la denuncia nei confronti di ben 84.000 intestatari di account su facebook. Bravissime le forze dell'ordine. Mi auguro che si accaniscano contro questi mestatori di quart'ordine e che impediscano loro di avere accesso alla rete almeno per i prossimi dieci anni. Una bufala come questa può innescare una catena pericolosissima. L'aspetto più raccapricciante, rivelato dallo stesso autore (ha confessato non appena lo hanno ammanettato) è stato quello di sostenere "sì l'ho fatto io, ma la politica non c'entra niente, volevo solo avere molti mi piace" il che aggiunge sconcerto a disadoro. E' addirittura probabile che abbia detto la verità. Spero che venga sottoposto a perizia psichiatrica e interdetto dai pubblici uffici per "provata incapacità di intendere e di volere".
Queste persone sono un pericolo per la collettività: sono bombe di idiozia ambulante. Il mondo post-ideologico annulla la faziosità tra fascisti e comunisti ma introduce un nuovo elemento (troppo sottovalutato) che sta emergendo sempre di più, soprattutto negli ultimi due mesi: l'imbecillità irresponsabile degli utenti della rete, l'altro binario della cosiddetta intelligenza collettiva. 
Il treno web viaggia su una rotaia virtuale composta da due binari contraddittori: l'intelligenza e l'imbecillità. Illudersi del contrario è una illusione pericolosa.
E' necessario, quindi, alzare il livello dell'attenzione e imparare a navigare. Chi non lo vuole fare, corre il rischio di essere ingannato oppure diventa automaticamente un imbecille web, neo categoria post-moderna.
Ecco l'articolo comparso sul sito di repubblica che racconta il fatto:
http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/08/06/news/ebola_tre_casi_a_lampedusa_denunciato_l_autore_della_bufala_su_facebook-93285461/?ref=fbplto

Ebola, tre casi a Lampedusa": denunciato l'autore della bufala su Facebook

Indagine lampo della Polizia postale: l'uomo, un torinese di 44 anni, è un artigiano simpatizzante di estrema destra e ha precedenti per xenofobia. Il falso allarme, accompagnato dalla foto di un immigrato sfigurato dalle piaghe, era già stato condiviso da 27mila utenti. Ora è stato tutto cancellato 

L'altro, riguarda la vicenda Schettino.
Non c'è stata nessuna lectio magistralis. Non c'è stata nessuna conferenza. Ciò che è accaduto appare cosa totalmente differente. Gli avvocati di Schettino avrebbero telefonato al prof. Vincenzo Mastronardi che conoscono da anni (ha la cattedra di criminologia alla Facoltà di Medicina a Roma) perchè sapevano che avrebbe tenuto una lezione ai suoi studenti e gli avrebbero proposto di "usare" il loro cliente Schettino facendolo parlare spiegando il proprio punto di vista. L'ex comandante della Concordia ha parlato per undici minuti, circondato, a quanto leggo, da un manifesto e sacrosanto disprezzo collettivo e poi se n'è andato. Non ci sarebbe stato nessun passaggio di danaro, nessun favore, tanto meno la consegna di un diploma o la consegna di un attestato. 
L 'Ansa, responsabile della diffusione della notizia falsificata è questa volta colpevole e complice della imbecillità web. 
Il prof. Mario Sabatini, ricercatore di Economica Politica nonchè docente di Economia Politica presso la Facoltà di Filosofia alla Sapienza di Roma ha scritto questa mattina su Il Fatto Quotidiano un articolo sulla questione che qui ripropongo per intero.

Fine del post.

Considerato l'andazzo è meglio per tutti se andate in spiaggia, compresi i vari deputati di diversi partiti che usano le bufale in rete per propri scopi smaccatamente ovvi.
La vita quotidiana, in Italia, funziona così di questi tempi. 
Raglia raglia giovane Itaglia. 
Prof. Mario Sabatini. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/07/la-sapienza-oltre-schettino/1084289/
Il Fatto Quotidiano. 7 Agosto 2014:
Premessa: Schettino, ovviamente, non ha tenuto alcuna lectio magistralis. Anche se il termine “lectio magistralis” è stato esplicitamente usato da fonti autorevoli, tra cui l’Ansa. 
Si è trattato invece di un intervento marginale nel corso di un incontro pubblico presso il Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare (fuori dalla città universitaria). Il seminario è stato organizzato dal Master in Scienze Criminologico-forensi diretto da Vincenzo Mastronardi, professore ordinario nella Facoltà di Medicina (il cui cv contiene passaggi interessanti, tra cui l’esperienza di “refery” per una rivista scientifica, come scrive storpiando la parola inglese “referee”). L’ex comandante della Costa Concordia insomma non è mai “salito in cattedra” a La Sapienza, né ha ricevuto alcun diploma, come pure è stato raccontato.
È altrettanto ovvio però che l’episodio doveva essere evitato, visto il procedimento giudiziario in corso per reati tanto gravi. Chi ha organizzato l’iniziativa non poteva non comprendere leimplicazioni etiche di un tale invito, e le conseguenze mediatiche che inevitabilmente ne sarebbero seguite. Nel naufragio del gennaio 2012 sono morte 32 persone. Schettino è sotto processo per omicidio colposo plurimo, naufragio, abbandono di persone incapaci di provvedere a se stesse, abbandono di nave, omessa comunicazione dell’incidente alle autorità marittime.
Risultato: perfino oltremanica oggi si leggono titoli sulla “lezione” dell’ex comandante, da due giorni il primo trending topic di Twitter è #LaSapienzaconvoca, impietosa presa per i fondelli dell’Ateneo, e da destra si è levata una ondata di condanne contro l’università “alla deriva” (gioco di parole di dubbio gusto). La reputazione della Sapienza è sprofondata per un giorno, e il comunicato a dir vero un po’ scomposto del Rettore non ha aiutato granché a risollevarla.
Fa rabbia che la superficialità di alcuni possa adesso essere usata per attaccare strumentalmente un Ateneo, La Sapienza, e più in generale l’università pubblica nel suo insieme, a dispetto del lavoro eroico di tanti docenti che riescono a produrre una ricerca scientifica di alto livello e competitiva nel mondo in condizioni difficilissime, tra mancanza di finanziamenti e infrastrutture, stipendi tra i più bassi nel mondo, fiumi di didattica e ingerenze baronali.
Come docente de La Sapienza sento di dovere delle profonde scuse a tutti coloro che hanno sofferto per la tragedia della Costa Concordia. Ma credetemi, il lavoro dei ricercatori del mio Ateneo, e più in generale dell’università pubblica, è lontano anni luce da queste gag.

venerdì 1 agosto 2014

Splendido intervento dell'onorevole Luigi Di Maio




di Sergio Di Cori Modigliani



Prendendo atto della consueta e perdurante latitanza dell'ufficio comunicazione del M5s alla Camera (è probabile stiano in spiaggia) poichè considero l'onorevole Luigi Di Maio, in questo momento, il nostro migliore asset su cui investire, riporto qui di seguito una lettera aperta pubblicata sulla sua pagina di facebook.

La mia proposta rivolta ai pentastellati è la seguente:

Siamo a) realisti, b) propositivi, c)ottimisti.

a). Prendiamo atto che per ragioni che esulano dalla mia comprensione, l'intero staff della comunicazione M5s vale poco o nulla, in quanto composto da personale privo di qualsivoglia merito e competenza. Siamo realisti. Forse sono brave persone, il fatto è che non sanno svolgere la loro mansione. Non sono disonesti, sono semplicemente inadatti, tutto qui. Siamo, quindi, realisti.
Dobbiamo fare noi (nel senso di tutti coloro che sostengono attivamente con il proprio impegno e passione il progetto del movimento cinque stelle) fare il loro lavoro, altrimenti non lo fa nessuno, nè a Roma nè a Bruxelles. Questo significa realismo.

b). Bando alle chiacchiere, al livore, alla rabbia negativa, è ciarpame, è inutile. Non serve, se non a sfogarsi. Andate allo stadio se volete sfogarvi. Bisogna attraversare il ponte che unisce la protesta alla proposta. Mostrare e dimostrare di essere in grado di prospettare un'idea di cambiamento basato sulle nostre idee, progetti, proposte, ambizioni, quelle che hanno formato il movimento e hanno dato all'intera cittadinanza la opportunità e la possibilità di credere che è possibile portare l'Italia fuori dal medioevo. Questo significa essere propositivi.

c). Essere ottimisti corrisponde alla necessità dell'essere realisti. L'investimento d'energia per manifestare il proprio pessimismo è identico a quello da investire per il proprio ottimismo. Ma l'ottimismo -quando è autentico- non consiste nello sperare. La speranza altro non è che una frustrazione rimandata a domani. L'ottimismo è la spinta propulsiva della volontà. Senza quella non si va da nessuna parte. Volere il cambiamento, quindi, presuppone una straripante carica di ottimismo. Perchè davvero l'Italia, come paese, come nazione, come comunità, non ha più scelta: o vinciamo noi, cittadinanza collettiva, oppure in autunno la nazione affonderà nell'ignominia. E la responsabilità sarà anche nostra.

Sostengo quindi fortemente Luigi Di Maio.
E invito tutti coloro che credono nel M5s a farlo.
Non lo fa chi lo deve fare, lo facciamo noi.
L'importante è darsi da fare e ottenere risultati.
A questo serve la manifestazione dell'intelligenza collettiva.

Ecco il testo del suo discorso che nè le televisioni nè la stampa diffonderanno.

Renzi accampa scuse sul Movimento 5 Stelle per difendere disperatamente il patto del Nazareno con Berlusconi. 

Ma al momento quello inaffidabile è proprio il Presidente del Consiglio ed a livello internazionale se ne sono accorti in pochi mesi. 
Agli incontri con gli investitori esteri i nostri ministri e sottosegretari di Governo vengono ormai bistrattati a causa delle scelte folli che stanno facendo sugli investimenti (soprattutto sui tagli alle rinnovabili): è successo ultimamente al viceministro Calenda, che ha dovuto sospendere l'incontro a Londra sotto il fuoco incrociato dei principali attori economici europei.

Sono bastati pochi mesi e a livello internazionale sentono già puzza di bruciato. La credibilità di Renzi e del suo Governo è compromessa. E basta poco per rendersene conto: si regge su una maggioranza che gli spara addosso alla prima occasione di voto segreto. Ha un Ministro dell'Economia così preoccupato che è stato commissariato: due giorni fa Renzi ha nominato 5 consiglieri economici per escludere Padoan (reo di non aver adottato la filosofia "sorridi alla catastrofe"). Questo è l'ennesimo Governo che, come Letta e Monti, ha escluso dalla spending review, proprio il commissario alla spending review (Cottarelli, pagato tra l'altro inutilmente 200.000 euro all'anno).

Nel resto d'Europa sanno bene che il debito pubblico ha segnato un nuovo record proprio con questo esecutivo e che ad 80 euro in più in busta paga, corrispondono 5 miliardi di tasse in più per tutti gli italiani (fonte "L'Espresso" - renziani fino al midollo).

Il Documento di economia e finanze (il famoso Def) che prevedeva una crescita dello 0,8% partorito ad Aprile, è già carta straccia, ed è stato lo stesso Presidente del Consiglio a certificarlo ieri: "la ripresa non arriva"... gentile Presidente, guarda che è il Governo che deve far partire la crescita, altrimenti è inutile aspettare alla fermata!

In Italia Renzi potrà anche utilizzare le riforme costituzionali e la Mogherini come distrattori di massa per nascondere i problemi dei conti pubblici, ma in Europa e nel resto del mondo, capiscono subito se sei un venditore di tappeti (con tutto il rispetto per la categoria).

Le previsioni per l'autunno sono pessime e Padoan e Cottarelli lo sanno. Più Depuati di maggioranza in questi giorni mi hanno confidato le proprie preoccupazioni: il muro contro muro sulle riforme fa temere sempre di più che vadano a schiantarsi.

L'unica speranza per questa "non maggioranza" è farsi amici in tempi di pace per affrontare quelli di guerra.
Invece sta facendo proprio l'opposto: sulle riforme ormai il clima è insostenibile. Al Senato sono saltate tutte le garanzie. I lavori di questi giorni a Palazzo Madama sono la dimostrazione lampante che "Democrazia" non significa "chi ha la maggioranza decide", bensì discussione e inclusione. Altrimenti il risultato che si ottiene è che, a suon di voti di maggioranze risicate, si crea una escalation di tensione che va ben al di là dell'ostruzionismo regolamentare e inizia a minare la serenità dei lavori d'Aula. È sempre successo nella nostra storia. Dal patto atlantico fino alla ghigliottina della Boldrini. E sta accadendo ancora.

Chi può spieghi a Renzi che da ottobre sarà molto diffiicle spiegare ad un padre di famiglia che deve pagare la Tasi con due figli disoccupati, che con il Senato non elettivo tutto si risolverà. Renzi ci pensi bene. Noi non vogliamo fermare le riforme ma modificare questo impianto e fermare la deriva. L'incantesimo del suo Governo è finito (è durato quanto quello di Letta). Non gli conviene "sbattere le riforme in faccia all'opposizione". Perché in autunno noi gli sbatteremo in faccia la realtà.


Onorevole Luigi Di Maio, vice.presidente Camera dei Deputati

Quando arrivano gli sciacalli: "affondate l'economia mondiale"


"L'Argentina in default per insolvenza? E' davvero una cavolata atomica: è semplicemente falso".

Alex Kilicioff. Ministro dell'economia della Repubblica Argentina




di Sergio Di Cori Modigliani

Anche coloro che non sono al corrente delle questioni internazionali, non seguono le vicende della politica e dell'economia e non si occupano di finanza, hanno appreso la notizia che i media italiani hanno diffuso, da ieri: "L'Argentina è andata in default". 
I più ignoranti in materia -tra i curiosi- hanno chiesto spiegazioni: "che cosa vuol dire default?".
La risposta è stata: "vuol dire fallimento per insolvenza".
Tradotto, quindi, la notizia è la seguente: "L'Argentina è fallita finanziariamente non trovandosi nelle condizioni di poter saldare i propri debiti".
La notizia è clamorosamente falsa.
Però è anche vera.
Come è possibile?
Quando mai si è visto che sia vero A che contraddice B ma allo stesso tempo è anche vero B che contraddice A?
Nel mondo in cui viviamo è possibile, perchè il paradosso e il principio di contraddizione interna sono le caratteristiche salienti del mondo virtuale operativo cui ci hanno abituati.
E' necessario (per chi voglia tentare di comprendere) sapere, quantomeno, in che cosa consista il punto A e in che cosa consista il punto B, altrimenti non è possibile avere un'idea logica e razionale, diciamo oggettiva.
"L'Argentina è tecnicamente in default" è un'espressione vera e falsificata pericolosa.
Anzi, pericolosissima. Il Paese sul pianeta Terra per cui, questa espressione, è la più pericolosa in assoluto è la Repubblica Italiana. Il motivo è il seguente: se il Fondo Monetario Internazionale accetta e certifica -considerando "legalmente valida"- la dizione "default tecnico sulla base di una sentenza applicata nel luogo in cui ha sede il quartier generale del creditore" mette la nostra nazione nelle condizioni di poter essere definita "tecnicamente in default" domattina.
A nulla serviranno le assicurazioni di Mario Draghi, della Merkel e tantomeno quelle di Renzi.
Vi faccio un esempio per spiegarmi meglio: esistono tre importanti fondi di investimento internazionale (tra cui Black Rock) che hanno in pancia 85 miliardi di euro di bpt italiani, garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, dal Ministero del Tesoro e dalla BCE. Domattina, se vogliono, questi signori possono alzare il telefono, chiamare il Governo italiano e dire: "buongiorno signori, volevamo chiedervi il pagamento immediato cash -non virtuale- di questi titoli in vostro possesso". Risposta: "Noi i soldi non li abbiamo, ma voi state tranquilli perchè sono garantiti". E il fondo: "Ci dispiace, ma le vostre garanzie non hanno più valore legale". Governo italiano: "Ah sì? Allora rivolgetevi alla magistratura italiana o -se lo preferite- al Tribunale Internazionale dell'Aja che ha l'autorità per dirimere controversie tra Stati". Risponde il Fondo: "No, grazie. la denuncia noi la depositiamo al pomeriggio presso il Tribunale dello Stato del Delaware, Usa, dove ha sede il quartier generale della nostra società. Il diritto, sancito dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale ci consente di appellarci al giudice Mr. Pincus Pallinus, della contea di Oxnard: sarà lui a decidere".
Questo è ciò che è accaduto.
A spiegare con eccezionale chiarezza questo tragico meccanismo che potrebbe innestare, nonchè innescare, la più grande tempesta finanziaria della Storia, è stato ieri a New York il premio nobel per l'economia Joseph Stiglitz. Sostiene l'economista: con questa decisione, gli Usa si sono assunti la responsabilità di aver gettato una bomba atomica sul sistema economico e finanziario mondiale. Non si tratta dell'Argentina. Non si tratta soltanto dell'Argentina. Se non si blocca il giudice Griesa di Manhattan, se non si annulla subito la sentenza e si accetta l'idea che a gestire la controversia sia il tribunale dell'Aja, tutto ciò provocherà una immediata reazione a catena che diventerà in pochissimi giorni una valanga che non sarà più possibile fermare. Nei nostri tempi attuali, i processi economico-finanziari sono lenti, ma....perché c'è un ma....quando scatta una variabile impazzita, allora tutto diventa veloce, velocissimo, in tempo reale, talmente veloce che quando si decide di andarci a mettere una toppa, la tempesta è già finita e non ci è rimasto nulla. 
Così, la Naciòn (il più importante quotidiano argentino, di area moderata liberale) titola oggi:

Para Stiglitz, EE.UU. "le tiró una bomba" al sistema económico

El premio Nobel criticó a Griesa y a los fondos buitre; repercusiones en medios internacionales.

potete andare a leggervi l'intero articolo e tutti gli altri commenti scritti da personalità di alta caratura http://www.lanacion.com.ar/1714846-para-stiglitz-eeuu-le-tiro-una-bomba-al-sistema-economico che riprendono le opinioni espresse sui media americani. 
Stiglitz, Krugman (altro nobel) il senatore Bernie Sanders, perfino il governatore della Banca d'America Janet Yellen, Noam Chomsky, l'economista Nouriel Roubini, in questi giorni si stanno sgolando per spiegare alla gente ciò che sta accadendo. Come aveva fatto il sottoscritto (molto modestamente e nel suo piccolo su questo blog, da tempo e in ultimo il 12 luglio scorso) perché si tratta di una questione politica internazionale.
Lo capisce anche un bambino che i teatri di guerra avanzano, che in tutte le nazioni (un minimo decorose) la cittadinanza insorge contro i privilegi dell'oligarchia, contro lo strapotere asfissiante della finanza che ha strozzato l'economia, e chiedono tutti la stessa cosa, dall'Argentina al Brasile, dagli Usa alla Gran Bretagna, dalla Spagna all'Italia, dalla Tunisia all'Oman e via dicendo: è necessario separare la finanza dall'economia ed è un imperativo categorico attuare delle politiche di redistribuzione del reddito per andare a colmare lo spaventoso scarto tra chi ha troppo e sempre di più e quelli che hanno pochissimo e sempre di meno. 
Questo è il teatro.
Non si tratta di debiti o crediti, e non è in gioco la solvibilità dell'Argentina.
La posta in gioco è un'altra, la stessa che in Europa, in Africa, in Asia Minore, nel Medio Oriente: l'inevitabile scontro tra gli stati centrali e gli interessi della collettività da una parte e lo sciacallaggio bulimico dei grandi consorzi finanziari e bancari dall'altra.
La presidente Kirchner ha dichiarato questa mattina: non ci arrenderemo, cedendo la nostra sovranità nazionale all'ignobile ricatto dei fondi sciacalli e agli ordini fascisti del Fondo Monetario Internazionale. Abbiamo faticato tanto a conquistarci la libertà e ce la teniamo ben stretta. Il Ministro della Cultura ha dichiarato alla televisione "Meglio colare a picco da liberi che vivere da schiavi alienati come fanno gli europei". Il Ministro dell'economia argentino Alex Kilicioff ha dichiarato ieri in conferenza stampa: non esiste nessun default e l'Argentina non è insolvibile. Ciò che è accaduto è folle e assurdo, non ha alcun senso logico. Un vecchio giudice americano di una  contea di New York si è rifiutato di accettare le nostre garanzie internazionali e non ha accettato il patteggiamento rifiutandosi di incassare la prima cifra interamente versata. La verità è l'opposto esatto di ciò che vanno dicendo: non vogliono essere pagati per avere una scusa e scatenare una gigantesca tempesta finanziaria sulla quale hanno scommesso circa 10.000 miliardi di dollari. E lo vogliono fare sulla pelle dei cittadini di tutto il pianeta. Noi non ci stiamo e diciamo no.
In Usa, questo pomeriggio riuniranno il gabinetto economico di emergenza del governo. Gli americani (parlo dei cittadini normali) devono essere rimasti sconvolti quando, ieri sera, sulla NBC (il più importante canale video) durante una banale intervista durata 14 secondi a un comune impiegato che lavora a Wall Street per la Goldman Sachs, hanno ascoltato questa dichiarazione: è andata benissimo oggi, abbiamo realizzato un profitto di circa 8 miliardi di dollari. Quasi 2 milioni di persone, in gran parte dall'Europa, avevano scommesso che l'Argentina sarebbe andata in default entro le ore 12 del 30 luglio 2014. Davvero un bel colpo. E' stato fantastico. 
Sono arrivate valanghe di telefonate, tweet, e-mail di protesta di gente normale che sosteneva di non voler vivere in un mondo così.
Questo piccolo evento, che "ufficialmente" riguarda soltanto una nazione lontana che conta poco o nulla, ha colpito e svegliato molte coscienze.
E la tempesta finanziaria si è abbattuta subito in Germania.
Inevitabilmente.
Perchè questa spirale innescata dal fondo avvoltoio, come il gioco del domino, va ad intaccare diversi fondi finanziari tedeschi che sostengono l'export tedesco in Sud America (l'Argentina rende ai tedeschi circa 10 miliardi di euro l'anno); sempre il ministro dell'economia Kilicioff, infatti, ha candidamente affermato che: se ci vogliono eliminare dal mercato internazionale per punire il nostro secco rifiuto ad accettare le manovre dell'austerity che fanno soltanto gli interessi della finanza, ebbene, vorrà dire che non vi parteciperemo più; per nostra fortuna abbiamo sufficiente petrolio, gas, energia elettrica, tanta acqua potabile e la migliore carne al mondo. Per non parlare della squisita frutta e verdura di produzione nazionale che finalmente potremo mangiare al posto di quelle schifezze congelate che ci mandano dall'Europa: non siamo la pattumiera del mondo. Vorrà dire che non acquisteremo più le loro merci, a cominciare dalla BMW, dalle Mercedes, e non useremo più le banche europee.
La borsa di Francoforte è andata giù a picco.

Questo è ciò che sta accadendo nel mondo.

Da noi ieri si discuteva sui "social" se era vero o non era vero che qualcuno del movimento 5 stelle aveva slogato il braccio di una senatrice. Vi sembra un paese normale?
Giustamente, il senatore Maurizio Buccarella (gruppo al senato di M5s) ha protestato, minacciando querela.

Questa penosa specifica che qui ho aggiunto, è per denunciare lo squallore della vita politica italiana, il degrado totale della comunicazione, e la deriva di un Paese al quale viene offerto lo spettacolo della politica come si stesse al circo Barnum.

Intanto, il mondo va verso la guerra.

Buon agosto a tutti.