martedì 20 agosto 2019

Siamo finiti dentro una replica e vogliono farci credere che sia originale.






di Sergio Di Cori Modigliani

Nel 1940, Adolfo Bioy Casares, uno sconosciuto geniale scrittore argentino (di Buenos Aires) esordisce, pubblicando un libro di fantascienza "L'invenzione di Morel". Borges lo consacra definendolo il più grande scrittore sudamericano.
34 anni dopo, nel 1974, Emidio Greco, uno sconosciuto geniale regista italiano (di Taranto) esordisce con il film "L'invenzione di Morel" portando sullo schermo la storia raccontata da Bioy Casares. Leonardo Sciascia lo appoggia e lo sostiene (gli darà negli anni successivi i diritti di tre dei suoi romanzi da cui Greco trarrà una versione cinematografica). Marco Pannella si innamora del film definendolo la più azzeccata metafora sullo squallore partitico della nostra repubblica, che ci obbliga a essere testimoni di ignobili balletti basati sul gioco delle parti; iInvitato a un festival dell'Unità accetta a condizione che proiettino prima questo film.

La trama del libro la trovate raccontata molto bene dalla signorina wikipedia. Il film, non ne ho idea.

Diciamo che noi siamo finiti a vivere la stessa esperienza dei personaggi di questo libro.



Questa sì che è davvero la barbarie.





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