lunedì 21 ottobre 2013

Quando il Senso civico finisce nelle mani dei pagliacci.



di Sergio Di Cori Modigliani

Sono un grande tifoso di calcio, ma prima ancora amo lo sport. 
Appartengo a quella categoria di tifosi che rimangono indignati quando la propria squadra del cuore perde perchè gioca male e dice "ben ci sta". 
Come ogni bravo tifoso di calcio ho sempre avuto una enorme stima per il calciatore argentino Diego Armando Maradona che negli anni'80 meravigliò tutti con superbe giocate, regalando ben due scudetti alla squadra del Napoli. E' stato autore di indimenticabili colpi di genio calcistico, motivo per cui l'ho amato, stimato e rispettato.
Non così l'uomo.
I due aspetti vanno tenuti ben distinti.
Dopo aver giocato nel Napoli, Maradona è praticamente scappato via per fuggire alla giustizia italiana. Risulta debitore di 40 milioni di euro all'erario. "Soltanto gli stupidi pagano le tasse, e noi non lo siamo" disse allora. Parlava (di sè) al plurale -come il Papa- e quando commentava le proprie gesta usava sempre la terza persona.
Qualche anno fa sono tornato a vivere per un certo periodo a Buenos Aires, forse la città al mondo dove il calcio è più radicato, in assoluto, nella cultura collettiva, popolare e non. Oltre ad amare il calcio, gli argentini lo praticano quasi tutti come sport anche a 70 anni. A Buenos Aires mi sono divertito, infatti, a partecipare al campionato nazionale "over 55", un'idea geniale sponsorizzata e finanziata dalla Associazione Nazionale di Cardiologia. I giocatori che compongono le squadre devono essere tutti oltre i 55 anni, con un fuoriquota "under 18". Nella mia squadra, il cannoniere si chiamava Alfonso e aveva 68 anni. 
Frequentando la città, la prima cosa che mi colpì fu l'opinione che gli argentini avevano di Maradona. Molti di quelli che conoscevo lo chiamavano, infatti, "El Payaso" (trad.: il pagliaccio) un'espressione che nessun cultore del calcio italiano oserebbe mai neppure pensare nei confronti di grandi calciatori italiani in pensione come Roberto Baggio, Gigi Riva o Paolo Maldini, le cui gesta hanno riempito i rotocalchi e i commenti gossip per decenni. 
Il cambiamento nell'immaginario collettivo della coscienza degli argentini passa anche attraverso la fortissima contestazione nei confronti di Maradona, al quale -al di là del problema delle tasse che è una questione tutta e soltanto italiana- nessuno ha perdonato mai la totale e cinica indifferenza riguardo la dittatura militare, nonchè la sua spettacolarità caciarona e volgare -per l'appunto pagliaccesca- che ha finito, negli anni, per appannare la sua immagine. Nel 2008 la federazione di calcio argentina lo scelse come allenatore della squadra nazionale per portarla ai mondiali. Il pubblico si spaccò in due fazioni e nonostante la maggioranza (ci fu una specie di referendum televisivo) avesse votato contro, lui riuscì a imporsi. Litigò con tutti, non combinò un bel nulla, fece fare una figura meschina e pessima alla squadra argentina nel 2010 e venne licenziato in tronco. Tra l'altro, venne accusato anche di truffa e il dileggio l'ha sommerso a un punto tale che è stato costretto a scappare via dal paese, inseguito dal disprezzo della comunità che lo aveva tanto amato e sostenuto. E' finito ad allenare una squadra locale negli Emirati Arabi, dopo un'apparizione fugace in quel della Cina, finita malissimo: imprigionato per furto nei confronti di un albergo a cinque stelle a Shangai dove pretendeva di non pagare un conto astronomico. Il direttore dell'albergo chiamò la polizia e lo fece portare via in manette, con furibonde polemiche in Argentina perchè pare che fu il consolato a dover pagare le sue spese pazze, con i soldi della cittadinanza.
Evidentemente Diego Armando Maradona considera se stesso una persona al di sopra della Legge.
Come Silvio Berlusconi, tanto per capirci.
E' venuto adesso in Italia con l'idea (così almeno la stampa sportiva ci ha voluto far sapere) di candidare se stesso alla guida del Napoli come allenatore, lavoro che, secondo me, uno con un curriculum vitae come il suo non è adatto a fare.
Si tratta di un grande evasore fiscale e di una persona che disprezza (non ne ha mai fatto mistero) la collettività, il lavoro, l'operosità, la gente. A meno che non lo applaudano e non lo amino senza condizioni.
Si è presentato alla trasmissione "Che tempo che fa" intervistato da Fabio Fazio insieme a Gianni Minà; entrambi lo hanno presentato al pubblico come una grande persona, un grande personaggio e il servizio pubblico, pagato con le nostre tasse, ci ha regalato una standing ovation nei confronti di un grande evasore fiscale.
Nell'espletamento delle loro funzioni, alcuni impiegati di Equitalia gli hanno presentato subito la contestazione (negli anni passata in giudicato come "mora" con l'aggravante della "latitanza"). Maradona ha risposto con un gestaccio nei confronti dei funzionari di Equitalia.
Interrogato sulla vicenda, il vice ministro dell'economia Stefano Fassina ha dichiarato questa mattina: "E' un gesto da miserabile e credo che vada perseguito con grande determinazione. Maradona è un evasore totale e la Legge va rispettata e applicata. Stiamo parlando di 40 milioni di euro e Maradona farebbe bene a imparare a rispettare le leggi della Repubblica Italiana". 
Poche ore dopo, il capogruppo del PDL Renato Brunetta ha dichiarato: "Ho depositato un'interrogazione alla Commissione di Vigilanza Rai, nelle mani del Presidente Fico, sull' episodio indecente accaduto ieri sera a Che tempo che fà, con Maradona impegnato nel gesto dell'ombrello, ed elevato così a testimonial dell'evasione fiscale. Più grave ancora è il comportamento di Fabio Fazio che si è schierato dalla parte di un grande evasore con i soldi dei contribuenti".

Hanno entrambi ragione, sia Fassina che Brunetta.
Il punto principale, infatti, consiste nel fatto che il servizio pubblico si presti per consentire a un privato (peraltro anche straniero) di perorare la propria causa individuale contro lo Stato Italiano. Se è così, allora, da domani a "Che tempo che fa" devono essere ospitati tutti coloro che hanno un contenzioso aperto con Equitalia in Italia.
Tutti: nessuno escluso.
Chi evade il fisco deve essere perseguito e sanzionato.
Se poi a chiedere l'applicazione della Legge sono Renato Brunetta e Stefano Fassina, ben vengano: il tifo è sempre e comunque segno e segnale di miopia e ottusità, va bene soltanto allo stadio quando si incita la propria squadra del cuore.
La nuova cittadinanza che tutti noi auspichiamo passa attraverso il rispetto delle norme per tutti.
Nessuno è al di sopra della Legge.
Il Diritto, la Legge e il rispetto per la cittadinanza appartengono alla sfera della oggettività.
Il Servizio Pubblico -lo dice la parola stessa- deve essere una piattaforma di comunicazione messa al servizio della collettività.
Ritengo che la Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai dovrebbe dar seguito alla mozione di Brunetta e intervenire facendoci sapere -a noi cittadini comuni- il suo illuminante parere.




15 commenti:

  1. ma come, Brunetta si fa in quattro per punire un evasore fiscale come Maradona e nello stesso tempo si farebbe rompere il c...o per salvare invece il suo padrone anche lui evasore fiscale condannato a 4 anni?......non andrebbe preso a randellate per una settimana uno cosi?

    Ci parli di cultura nei tuoi post e concordo con te e infatti la cultura storica ci insegna che nella storia ogni tanto ci vuole un po di "violenza" fisica contro certe persone

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    1. Concordo. Sti' servi di partito sono oltre la decenza; ormai mi danno sui nervi solo a vederli.

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  2. Diego Armando Chi ?

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  3. da 1,5milioni di euro a 39,5 mi sembra un tantino esagerato, leggi la vera storia http://www.calciomercato.com/news/maradona-ed-il-fisco-la-vera-storia …

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  4. Ottimo post.......nulla da dire......una visione delle cose che - lo confesso - a me era sfuggita.......è sempre un piacere leggere le Sue analisi

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  5. Buongiorno Sig Sergio, solo un'annotazione peraltro credo in questo momento storico abbastanza banale: sdoganando, anzi magnificando un evasore totale come Maradona e le sue gesta sia sportive che non, si sminuisce la portata di tal reato e reati affini ( amnistie..? indulti..? ) e si sdoganano automaticamente, nell'immaginario collettivo altri "evasori e affini" attualmente ago della bilancia di una situazione politica farsesca nel nostro "regno di ipocritania" Ne conviene od ha un'altra chiave di lettura ? Che cloaca che è diventata Che tempo che fa.. Saluti Guido Allievi

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  6. le tasse si pagano vale anche per tutti i Diego Armando "vattelapesca"

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  7. "Si tratta ...di una persona che disprezza (non ne ha mai fatto mistero) la collettività, il lavoro, l'operosità, la gente. A meno che non lo applaudano e non lo amino senza condizioni.".
    Questa è una dichiarazione sulla quale dissento in toto e fondamentalmente falsa, a meno che l'autore non dimostri le circostanze in cui queste manifestazioni di disprezzo si sono verificate. Se Maradona è un simbolo, non solo calcistico, in molti paesi dell'America Latina è proprio perchè si è sempre schierato dalla parte dei più deboli: a favore della propria patria contro l'arroganza inglese nelle Malvinas, contro l'invadenza delle multinazionali che dominano il mondo del calcio e che impongono la loro volontà commerciale in vicende che dovrebbero essere puramente sportive. Ha smaltito la sua tossicodipendenza a Cuba non in qualche asettica clinica svizzera o americana. Certo, ha incassato un sacco di soldi, ma ne ha fatti guadagnare ancor di più a chi gestisce lo spettacolo del calcio mondiale e in misura minore a tante persone che gli hanno girato intorno sperando di raccogliere qualche briciola cadente dalla sua tavola, cosa che lui ha fatto generosamente sia in Italia che in Argentina. E anche ora che è un signorotto cinquantenne che potrebbe fregarsene di tutto e di tutti, se ne va in giro per il mondo a dire cose scomode, che altri ipocritamente fingono di non vedere.
    Fazio, quel tal Fassina e Brunetta sono solo vocianti comparse, come quei tifosi del Napoli che pur di aver una foto che li immortalasse con il più grande calciatore di sempre, lo circondavano e lo abbracciavano festosamente a rischio di essere travolti da altra folla. Diego li lascia fare, si prende gioco di loro e gli lascia qualche briciola di visibilità, prima di andare avanti e altrove. Lui non ha di questi problemi: LUI un giorno siederà accanto agli Dei.

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    1. Caro Leo, spero che parli in lei il tifoso, e quindi umanamente lo comprendo. Per quanto riguarda gli aspetti privati di Maradona, vedo che lei non è informato. Come ho spiegato nell'articolo (il sottoscritto è italo-argentino e per un caso del destino mi trovavo a Buenos Aires) Maradona è finito nel 2008 nella bufera, sotto accusa per aver sottratto dei soldi alla federazione argentina di calcio, è diventato un clown mediatico, sempre a caccia di soldi, di visibilità, usando la buona fede delle persone, l'ideologia, la faziosità, unicamente per alimentare il proprio mito a fini economici. Mi ricorda il personaggio di un famosissimo film del 1947 "Viale del tramonto" di Billy Wilder. In quel caso era una grande diva. Stessa storia. Dalla clinica argentina (in realtà svizzera) scappò via la notte -la cosa è arcinota- per il fatto che si accorse dei costi che gli stavano praticando, prelevandoglieli direttamente dalla sua carta di credito, visto che l'assicurazione si era rifiutata di pagare. Nel suo contratto, infatti, c'era una clausola che lui aveva violato sapendolo. Lui usò la stessa formula di sempre "ma io sono Maradona" e chiamò a raccolta i tifosi sotto la clinica ma l'obiettivo era semplicemente quello di non pagare il conto. Scappò via, infatti, senza pagare. Finì a Cuba perchè nessuno lo volle ospitare, nè in Uruguay nè in Brasile. Dopo due anni i suoi avvocati cedettero e pagò ciò che doveva con tutti gli interessi. Come calciatore rimane strabiliante. Come uomo no. Si è sempre circondato di gente impresentabile sotto ogni punto di vista. Non dice nulla di scomodo come lei sostiene. In Argentina, in questo momento, l'Italia è diventata la favola del gossip quotidiano: siamo considerati talmente rimbecilliti da dare ancora credito a un furbone disonesto che si vuole aprire un mercato come allenatore in Italia nonostante -in questo mestiere- abbia dimostrato di essere un totale flop. Ha allenato quattro nazionali e le ha fatte perdere tutte. E' stato amico fraterno e intimo di Menem, il presidente argentino ultra-liberista che ha distrutto la nazione portandola al default rimanendo coinvolto in speculazioni selvagge ai danni di tanta brava gente. L'elenco è lungo, ma non mi sembra il caso di annoiare i lettori. Creda a me. Nulla da eccepire sulle qualità professionale del calciatore. Come allenatore e soprattutto come uomo merita soltanto pena umana e il sereno disprezzo della società civile che lui ha sempre guardato dall'alto in basso, sostenendo di essere superiore agli altri. Di sè, infatti, dice "sono migliore degli altri perchè parlo direttamente con Dio. Il Signore mi parla, mi ha eletto come Suo portavoce". Per questo a Buenos Aires lo chiamano Il Pagliaccio.

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    2. Caro Sergio, grazie per l'attenzione al mio commento. L'impressione che ne ricavo è che lei non si è reso conto, evidentemente, che Maradona è un semidio, più popolare nel mondo, ancor oggi, del Papa, del presidente degli USA e della regina d'Inghilterra. Per lui non valgono le categorie etiche in uso per i comuni mortali. Lei, invece, lo ha confuso come uno dei tanti, uno che deve pagare le tasse, le bollette e dar conto dei suoi comportamenti a noialtri. Sembra esagerato quanto scrivo, lo so, ma mi creda, è così. A Mozart non si chiedeva di essere anche educato quando si trovava a corte, per lui parlava la sua arte sublime e tutto il resto non contava. Giustamente. Ulisse ne ha fatto piangere di persone, ma nessuno si sogna di considerarlo un furbetto anzichè un eroe geniale. Maradona è questo tipo di personaggio, non ha nulla a che vedere con noialtri miseri spettatori privi di ogni talento. Se riesce a vederla in quest'ottica, le assicuro che la vicenda fiscale (peraltro ben analizzata e ridimensionata da altri giornalisti) e tutte le "marachelle" che lei ha elencato, sono appunto scherzi del Genio, commistioni del semidio con la greve realtà degli uomini. Saluti.

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  8. Si, quello che dice ha un senso, può essere convincente...

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  9. Divertiamoci. Almeno per dare un senso cerchiamo di immaginare un Einstein a giocare a pallone, dopo 30 secondi di un sorriso cambieremo canale.
    Purtroppo non possiamo cambiare canale quando un Brunetta urla.
    Ma poi cosa urla? Come in un vecchio film western sta dicendo semplicemente- Solo noi possiamo rubare qui. I tuoi soldi ci servono per
    mantenerci. Purtroppo anche per mantenere la corte dei miracoli che e'
    diventato questo staterello degli gnomi. Perche' poi e' tutta li' la questione. L'onesta' e' comoda quando serve a dare a bere ai cretini.
    Gia' mi sorprende che non abbiano fatto la legge che esenta dalle tasse
    i nostri politici. La potrebbero fare passare come un risparmio di contabilita'. Ci berremmo anche quella, con grandi titoli strombazzanti
    al grande cambio. Finalmente si tagliano le spese.
    A un popolo che non e' capace di dire ai suoi politici non farai con
    i nostri soldi quello che non e' permesso a noi e ormai penso nemmeno di capirlo bisogna far passare il tempo tra bei personaggi, belle discussioni, infinite opinioni. Poi al mattino andra' a pagare le autostrade, le spiagge, dimenticando che sono sue, ma che bello parlare
    di quello che si e' visto ieri in TV. Questo in fondo e' la vera comunita'.

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  10. Giusto che Maradona paghi se ha evaso le tasse, però sentire Fassina e Brunetta fare i moralisti quando governano con uno dei più grandi truffatori della storia d'Italia, mi fa venire i brividi. Come se Dracula criticasse altri vampiri di succhiare troppo sangue. Per me Fassina e Brunetta sono indecenti quanto Maradona se non di più.

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