venerdì 30 agosto 2013

A la guerre a la guerre. C'è chi la fa e c'è chi, invece, non la vuole fare.



di Sergio Di Cori Modigliani

Che invidia!!
Ieri mi sono guardato per intero il dibattito politico che si è svolto nell’aula del parlamento britannico. L’ordine del giorno non riguardava il fatto se il principe ereditario Charles deve o non deve andare in carcere essendo stato giudicato un delinquente; non riguardava neppure il fatto se un certo Lord, figlio di famiglia aristocratica, sia coinvolto nei traffici con la mafia irlandese.  Si doveva discutere di una questione davvero seria. Tema del giorno era “Dobbiamo approvare la delibera per entrare in guerra ufficialmente contro la Syria oppure no?”. Non solo. Nel caso il Parlamento avesse votato a favore, immediatamente dopo il Gran Cancelliere avrebbe comunicato un conseguente dibattito: “Come e dove troviamo i necessari miliardi di sterline per le spese militari?”.
L’aula era stracolma.
Il premier Cameron era seduto insieme ai suoi e ha letto un  foglio, spiegando il quesito. Si è alzato un laburista e ha detto il suo punto di vista (tre minuti). Poi si è seduto. Si è alzato Cameron e  gli ha risposto. Poi si è alzato un conservatore (due minuti) e Cameron gli ha risposto. E poi un liberale democratico e così via dicendo. Le opinioni erano diverse e molto argomentate. E il premier rispondeva subito a ciascuno di loro. Dopo un’ora e mezza si è votato, quando l’aula ha preteso, quasi all’unanimità ( 72%), che il premier garantisse “sulla parola” che nessuna decisione venisse presa dal Ministero della Difesa senza previa autorizzazione del Parlamento. Cameron lo ha garantito. Hanno discusso, anche con toni forti. Hanno dibattuto sul loro futuro. Hanno votato. Trentadue conservatori moderati hanno formalmente dichiarato che ritenevano più saggio e aderente alle autentiche esigenze della collettività e dell’integrità sociale del popolo britannico astenersi dal ripetere errori del passato e investire la stessa cifra per affrontare il problema della disoccupazione giovanile. Alla fine Cameron ha preso atto della decisione del Parlamento: ha incassato la sua sconfitta, se ne è ritornato nel suo ufficio, ha telefonato a Obama e ha comunicato la scelta. E’ probabile che gli abbia detto qualcosa del tipo “Really sorry Barack! I cant’afford it right now” (mi dispiace, non me lo posso permettere in questo momento)-
Questo avviene in un paese europeo nel quale esiste una destra “normale” e una sinistra “normale”.
Questo accade in un paese dove i moderati moderano il dibattito, i conservatori vogliono salvaguardare e conservare le tradizioni del paese e i progressisti lottano per far progredire le classi più disagiate.
Quasi banale. Ma almeno ha un Senso.
Il dibattito è pubblico e chi sceglie si assume la responsabilità della propria scelta.
Dove esiste una destra, esiste una sinistra, esiste un centro e quando parlano, discutono di affari che riguardano tutti.
Beati loro!
Da noi, non è venuta in mente neanche nell’ anticamera del cervello di nessuno dei nostri governanti, concludere in anticipo le vacanze, riaprire il Parlamento e –data la grave situazione- affrontare in aula un identico dibattito, con lo stesso argomento, identico tema del giorno. Regalando così, all’intera cittadinanza, lo spettacolo di un esecutivo e di deputati  che spiegano al popolo che cosa sta accadendo, quanto costa, quali saranno le conseguenze e poi ciascuno voti come vuole.
Nessuno ci dirà mai nulla.
Che invidia!!

24 commenti:

  1. L'invidia c'è inutile negarlo, ma è anche vero che da noi non è mai esistita una situazione politica normale ,di conseguenza non abbiamo perso o cambiato metodo semplicemente non la abbiamo mai avuta.Non avendo tradizione in tal senso ci resta solo da invidiare e forse un modello da copiare.Che tristezza, ma perchè da piccolino quando vivevo in GERMANIA mi hanno riportato in italia......

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  2. avendo girato l' inghilterra per lavoro in lungo e in largo, mi sono convinto che gli inglesi siano fondamentalmente degli ipocriti, ma sicuramente la classe politica inglese è di gran lunga superiore di quella italiana, e ci vuole vermente poco. Lo dimostra il fatto che non hanno voluto saperne di entrare nell'euro. In italia il dibattito politico , quello vero, semplicemente non esiste, io ho 48 anni, e non mi ricordo di averne mai sentito uno da quando ho iniziato ad interssarmi di politica, peccato che l'abbia capito da poco, infatti una volta credevo che i dibattiti a cui assistevo fossero reali .... quanto ero ingenuo, a guardare indietro mi viene da ridere ... o da piangere.

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  3. certo che se gli usa attaccano e l'iran colpisce israele Cameron non se ne sta con le mani in mano per via del parlamento

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    1. Beh, nel malaugurato caso che Israele fosse attaccato, credo che "coloro ai quali tutto è permesso", schiaccerebbero i bottoni della guerra direttamente dai loro uffici della City.

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  4. @atos
    E se ..e se..se....proviamo invece a dire ..ora..ora..ora...

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  5. Il bello e' che, tecnicamente, non esistendo una costituzione inglese, il gabinetto non ha neanche necessita' del voto del parlamento per attuare... e', diciamo, una procedura squisitamente politica, da democrazia matura, pur con tutte le sue contraddizioni - cioe', non sto mica dicendo che e' perfetta! ma mooolto piu' avanzata della nostra.

    @anonimo delle 11:43: conosco molto bene l'Inghilterra - ci ho vissuto dal '92 al '99, e ancora dal 2010 a tutt'oggi. Per me sono piu' ipocriti altri popoli - ho vissuto anche a lungo in Spagna, brevemente a Parigi e ho viaggiato molto: grandi amiconi quando si tratta di far festa, poi al momento del bisogno se non sei amico dell'amico, raccomandato dello zio o non vedono come puoi un giorno restituirgli il favore, fanno presto a far finta di non averti mai visto. Ovviamente questo in generale, c'e' tanta brava gente - e anche tanti stronzi - in giro per il mondo: non si tratta di nazionalita'.

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  6. Di questi tempi ad avere politici migliori di quelli italiani ci vuole proprio poco. Credo che mai si sia raggiunto un livello così basso, stiamo raschiando il fondo del barile, dove di solito rimane la feccia. Almeno in passato ci si dimetteva, mentre oggi con una condanna definitiva ci si permette di ricattare l'intero Paese, rimanendo in senato e pretendendo salvaguardie anticostituzionali.

    Detto questo non è che in Gran Bretagna sia tutto oro quello che luce. Non sempre forma e sostanza coincidono. Ai tempi dell'Iraq Blair ne caldeggiò l'invasione presentando false argomentazioni sul pericolo nucleare. Ed oggi gli Usa di Obama non sono diversi da quelli di Bush che il lavoro sporco in Iraq lo facevano fare dalle società private cui affidavano la sorveglianza dei diplomatici ed altri compiti delicati, per avere un alibi e la possibilità di organizzare attentati la cui responsabilità ricadeva poi sugli iracheni di Saddam.

    Anche in Syria si sta ripetendo lo stesso copione. Ci sono i contractors che fanno il lavoro sporco ed il mondo intero che si commuove davanti ai numerosi morti innocenti chiedendo, giustamente, un castigo severo per il regime di Assad. Peccato che le cose non sempre sono come appaiono.

    http://www.veteranstoday.com/2013/08/27/us-contractors-cited-for-syrian-chem-attacks-video/

    http://rt.com/usa/us-military-syria-strike-111/

    http://www.infowars.com/bombshell-evidence-syrian-rebels-carried-out-gas-attack/

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  7. Scusate, ma ho un vago senso di nausea pensando al nostro governo

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  8. Roberto Destasi31 agosto 2013 08:21

    Talvolta mi viene da chiedere: come abbiamo potuto permettere che si sia instaurato un tale modo di governare?
    Noi che abbiamo partorito i migliori Costituenti al mondo, che ci hanno regalato una Costituzione esemplare!

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  9. Sono molto deluso da Hollande, avevo creduto nei post di Sergio Di Cori Modigliani che lo sosteneva un anno fa come l'anti Merkel, per esempio,

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/05/questa-sera-vincera-hollande-perche-ne.html

    ma poi si è rivelato peggio degli altri (vedi Mali e adesso Siria). Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa ora Sergio Di Cori Modigliani a un anno di distanza.

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    1. Modigliani, proprio su Hollande, prese un granchio che fece discutere (e ridere) il web per settimane.
      Che la Francia non esiti a premere il grilletto quando c'è qualcosa o qualcuno da depredare, è tradizione antica e consolidata e Hollande non rappresenta certo un elemento di rottura con il passato.
      Non volerlo vedere, da parte di alcuni, è forse da ascrivere ad antichi sensi di colpa verso presunti (molto presunti) "fratelli maggiori".
      Da parte di Modigliani non saprei, il suo albero genealogico mi è sconosciuto...

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  10. ma siete convinti che i politici italiani possano decidere qualcosa? Oppure sono delle marionette manovrati da altri?
    Bisogna tener presente che nel corso della storia le guerre le abbiamo perse tutte. Probabilmente si sta pagando le conseguenze dell'ultima.

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  11. Si vabbè ma alla fine gli inglesi faranno quello che hanno sempre fatto: gli ascari fedeli dei criminali a stelle e strisce.

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  12. Il problema e' molto semplice. In genere, in altri paesi si vincono o si perdono le elezioni governando. Qui non si e' mai governato. Tutta al piu hanno fatto quello che era gia' successo. E' la conta dei clienti che conta e la quantita' di Enti che andranno all' uno o all'altro per moltiplicare le clientele o solo per tenersele buone. Il resto e' teatrino, normalmente del piu' volgare, serve alla nostra grande TV di stato, le fa risparmiare un sacco di lavoro. Chi mettiamo oggi per far ridere o piangere la gente? Scelta naturalmente esistenziale. Oh! Scusate assistenziale. Per loro il reddito garantito
    e' roba vecchia.

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  13. sergio bernardi1 settembre 2013 15:45

    In Inghilterra ha trionfato il parlamento,e questo a paragone
    con'italia, è un vanto per gli inglesi. Ma siccome in alcuni commenti ho sentito parlare di ipocrisia,possibile che ancora oggi, si stenti a parlare di quella,enorme ed insopportabile,
    del premio nobel per la pace, Barak Hobama? Se il congresso
    vota per l'intervento,siamo proprio sicuri che sarà una vittoria
    della decantata democrazia americana? L'inghilterra ha deciso
    di non entrare in guerra per questioni di risorse economiche,
    o forse perché Cameron si è ricordato,piuttosto, dell'immagine
    di Pawell che mostrava le false prove che giustificarono il crimine commesso in Iraq? Vorrei sapere come la pensa lei, signor
    Di Modigliani.

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    1. Bravo, e' proprio cosi'. Il precedente iraqueno ha pesato moltissimo nella decisione del parlamento inglese. Sono un popolo pragmatico (loro): imparano anche dai propri errori. Chapeau!

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    2. Anche gli americani sono pragmatici; secondo me si tratta di semplici manovre strategiche in funzione anti-Putin; ciò che contava per gli Usa e per la Unione Europea era arrivare al G20 di Mosca con l'opzione militare sul tavolo. Lì decideranno -tutti insieme- che cosa fare. Di sicuro non prima. Se Putin si dà una calmata e rinegozia tutta la questione energetica, allora nessuno andrà in Syria e tutti se ne fregheranno di quei poveretti che lì muoiono ogni ogni giorno. Se invece rompono, allora prenderanno a cannonate la Syria per creare uno scontro con la Russia. Anche in questo caso tutti se ne fregheranno di quei poveretti che lì muoiono ogni giorno. I civili siriani, nessuno escluso, sono diventati dei semplici scudi umani usati da tutte le potenze per negoziare tra di loro il riassetto finanziario dell'economia planetaria. E di loro, a nessuno glie ne importa un fico secco.

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    3. Probabilmente. Ieri, di sfuggita - sono super busy at the moment! - ho letto che Putin ha rinegoziato I suoi accordi finanziari con Cipro a patto che gli americani non intervengano in Syria (non ricordo neanche dove ho letto questa notizia).

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  14. sergio bernardi1 settembre 2013 16:03

    Mi scuso per non aver scritto correttamente il suo nome.

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    1. sergio bernardi2 settembre 2013 06:38

      Mi dispiace ma non sono affatto d'accordo. Trovo riduttivo
      il parlare di semplici manovre strategiche. Le manovre strategiche esistono, e si fanno sulla pelle delle persone, come in Libia! La mia modesta impressione è che Obama non abbia abbandonato la linea strategica di riassetto politico nel nord Africa ed in medio oriente iniziata da Bush. Ha, semmai, ripreso la suddetta ingranando la quarta. Se si pensa che le primavere
      arabe, che qualcuno ha già definito "i futuri inverni arabi",
      siano state una spontanea ribellione dei popoli liberi, credo
      si sbagli di grosso. In realtà la Siria è un tassello ancora pericolosamente mancante per il raggiungimento del controllo del mercato energetico in quelle zone. La rivoluzione (sin dall'inizio appoggiata con controlli satellitari del territorio e forniture finanziarie dagli USA)
      non ha avuto l'esito sperato e Obama si trova stretto
      in una morsa tra la necessità, per gli USA, di controllare
      il mercato petrolifero attraverso il dollaro, il cui valore ad oggi
      è coperto praticamente solo da quello e, quindi,il terrore di vedere svalutata la moneta del paese con il debito più esposto del
      mondo. In troppi possiedono i suoi buoni del tesoro.
      L'accusa che rivolgo ad Obama è di essersi presentato come il salvatore della patria-"mondo", e non ha fatto nulla per frenare questo sistema economico finanziario, non ha fatto nulla per dare un freno ad una linea strategica di puro
      stampo imperialistico, e ,aggiungo, persino un freno
      al ritorno di posizioni politico culturali razziste all'interno del suo stesso paese (ma questo è un altro argomento..)

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    2. La sua è l'attuale lettura del PD e di quella parte della sinistra che seguita a ragionare come se ci trovassimo nel 1992. Il mondo è completamente diverso. E' davvero cambiato e molto. Agli Usa non interessa affatto controllare il mercato petrolifero che è controllato (invece) egregiamente da Putin e dal Qatar. E' esattamente il contrario di ciò che lei sostiene. La forse/quasi guerra nasce proprio da questa nuova visione del mondo che comporta proprio il pensionamento dell'età petrolifera. Qui in Italia si seguita ad avere degli Usa un'idea irreale e irrealistica. Sono un paese molto diverso da quello che la gente si immagina in Italia (nel bene e nel male). E hanno il vantaggio di avere un'economia che va a gonfie vele. Il che non è poco. Sono soltanto tre e 1/2 le nazioni al mondo che stanno vivendo l'alba di un poderoso ritrovato benessere: Usa, Giappone, Germania e il Sudamerica se azzecca le proprie mosse. E' il resto del mondo che sta nei guai. La Francia lo ha capito benissimo e siccome sta migliorando di molto la propria situazione (a differenza dell'Italia), in questo momento, con cinica abilità pragmatica è intenzionata a risolvere definitivamente i propri guai economici e agganciare la ripresa seguendo il nuovo trend, avendo capito come si è modificato lo scacchiere mondiale. La grande crisi economica, in tempi strettissimi, si abbatterà come un macigno sulla Russia e sulla Cina perchè hanno problemi interni gravissimi e insormontabili, essendo paesi che stanno applicando politiche iper-liberiste nefaste con problemi sociali interni giganteschi. E loro hanno bisogno di esportare merci, crisi e conflittualità. Ciò di cui non ha bisogno l'Europa. L'Italia, purtroppo, ha già gettato la spugna con l'affaire kazako. Ma Enrico Letta è un ometto che neppure conosce la geografia figurarsi se capisce la geo-politica.

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  15. sergio-bernardi4 settembre 2013 11:20

    Strano,non ho mai sentito nesuno del pd parlare di quello di cui ho parlato io.Se ha pensato di offendermi accostandomi al loro modo di pensare certe problematiche,c'è riuscito. Probabilmente mi sono spiegato male.Quando ho parlato di "mercato" energetico,non mi riferivo tanto all'approvvigionamento quanto al controllo tramite la moneta,il
    dollaro,che dalla prima famosa crisi petrolifera ha visto nel
    petrolio l'aggancio che una moneta internazionale,secondo la logica di
    Bretton Woods, deve avere. Quegli accordi non esistono più da tempo ed il petrolio assume un valore diverso,anche dal punto di vista monetario.
    Del resto mi sembra che sia il cuore della problematica del suo
    ultimissimo post, se è vero, come scrive lei, che paeleranno di
    una moneta planetaria. A che pro poi, se non per stabilire un accordo su di una moneta "neutra" il più possibile,atta a limitare
    scontri (anche militari) per mantenere una supremazia,diciamo così, valutaria, nella compravendita energetica e negli scambi commerciali.
    Nel caso della Siria e dell'intervento militare,credo vi siano
    dichiarazioni e manovre strategiche per imporre l'uno all'altro
    i propri termini di un accordo sulla questione.Ciò non toglie
    che la situazione possa precipitare. Le minacce di Obama non sono
    solo una messa in scena.
    La seguo sempre con interesse e condivido il più delle volte quello che dice nei suoi post,per giunta ho votato m5s- Non
    mi accusi tanto facilmente di antiamericanismo sinistrorso-vecchia maniera.... la trovo sempre una fonte primaria di informazioni, compreso nell'ultimo post.

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    1. Mi scusi il tono, non era mia intenzione nè insultarla, nè tantomeno offenderla. La questione è complessa perchè oggi siamo arrivati al punto nodale. Oggi si fanno i conti che nel 1992 nessuno (tutti complici) ha voluto fare, essendo il pianeta cambiato dopo il crollo dell'Urss. Non conveniva. Speriamo bene.

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  16. sergio-bernardi5 settembre 2013 16:30

    Non mi sono affatto offeso,stavo scherzando.
    sono d'accordo su quanto dice sul crollo dell'Urss e sul fatto che ne siano state sottovalutate le conseguenze,soprattutto dagli stati uniti (non prendo nemmeno in considerazione l'Italia su questo tema) che hanno pensato di avere campo libero senza fare i dovuti conti con il resto del
    mondo.E' vero,siamo al punto nodale anche se,come dice Beppe Grillo,quando sei nella storia,non te ne accorgi,non capisci bene "dov'è la battaglia" La saluto cordialmente

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