domenica 11 agosto 2013

2.081.223.940.348


di Sergio Di Cori Modigliani


La cifra del titolo è relativa al computo del debito pubblico italiano, circa duemila ottantadue miliardi di euro e rotti, ormai fuori controllo.
Ma non lo dicono,
Soltanto negli ultimi quattro mesi il costo della politica e della gestione dei funzionari burocrati della pubblica amministrazione, coloro che gestiscono il paese a nome dei diversi governi, è aumentato del 18%.
Il mese di agosto vedrà un ennesimo record assoluto.
Il debito sale di circa 10 milioni di euro ogni ora.
Quando avrete finito di leggere questo articolo sarà aumentato di diverse decine di migliaia o centinaia di migliaia di euro, a seconda del tempo impiegato.
I conti reali dello Stato sono noti all'intera Europa che, criminalmente, finge di non conoscerli, perchè l'Italia ha sforato tutti i parametri e l'avidità della elite al potere aumenta mese dopo mese.
La situazione dell'economia italiana è insostenibile secondo ogni parametro e secondo diverse letture, liberista o keynesiana che sia, anche se per motivi opposti. Perchè l'Italia non batte moneta e l'aumento spropositato della spesa pubblica non produce tecnicamente inflazione, bensì contrazione dei consumi, impoverimento e deflazione. Migliora soltanto la condizione finanziaria dei ceti più privilegiati.
Dal punto di vista strettamente politico esistono tre strade da poter percorrere: a) quella berlusconiana, intrapresa con consapevolezza criminale e scelta strategica. Spingere la nazione verso un aumento stratosferico accelerato, a tappe forzate, (vedi grafico in bacheca) per raggiungere un livello come quello del 1922, e quindi cavalcare il botto fragoroso per pilotare l'esplosione sociale e guidarla verso una definitiva dittatura anche politica, che accoglierebbe enormi consensi all'inizio, da parte di vari strati della popolazione, perchè presupporrebbe un'uscita traumatica dall'euro su impostazioni nazional-sovraniste e anti-europeiste, al fine di assumere il totale controllo delle attività economiche della nazione (e quindi anche politiche, militari, culturali, sociali) dietro il ricatto al resto del mondo "o ci appoggiate e vi pagheremo il debito oppure non vi paghiamo un bel nulla e istituiamo in Italia una dittatura corporativa autarchica extra-europea, magari sostenuta dalla Russia, dagli emirati arabi, dal capitale finanziario cinese (il che garantisce l'appoggio dell'Onu); l'Italia è pur sempre il più ricco paese d'Europa e quindi chi lo controlla in toto politicamente gestisce la ricchezza nazionale come vuole". Si sono fatti i loro calcoli e hanno visto che potrebbero vincere e riuscirci. Questa è la ragione per la quale il PDL ha bocciato -e seguita a farlo- ogni dispositivo del governo teso a diminuire la spesa pubblica, avviare ammortizzatori sociali, attutire l'urto per negoziare con l'Europa la gestione della esplosiva situazione interna. Non si fermeranno. A meno che, qualcuno (che davvero conta) non riceva l'ordine di fermarli. Il che introduce alla potenziale strada
b). Il 23 settembre 2013, verso le ore 23.30, sia la BCE che l'Unione Europea prenderanno formalmente atto della situazione italiana, non appena saranno diffusi i dati definitivi delle elezioni politiche in Germania e si saprà chi gestirà per i prossimi 5 anni quella nazione. L'attuale governo non può fare nulla -ma davvero proprio nulla- fino a quella data, è inutile illudersi. La Germania, va da sè -chiunque vinca- farà i suoi interessi prima di tutto. Che possono manifestarsi in forme sostanzialmente molto diverse: può scegliere (a) di uscire dall'euro smantellandolo, consentendo quindi a nazioni come la Francia, la Spagna e l'Italia di portare al governo le sinistre che potranno -a ragion veduta- sostenere che le politiche iper-liberiste di destra hanno distrutto l'Europa, mettendo le destre nelle condizioni di non essere avanguardia della rottura, bensì complici passivi e quindi elettoralmente perdenti dovunque; oppure (b) aumentare le politiche di rigore e di austerità (ormai insostenibili dal punto di vista sociale) per spingere nazioni come l'Italia verso la primavera del 2014 (e pochi mesi dopo subito anche la Spagna e la Francia) a essere loro a rompere l'euro ma solo e soltanto dopo aver concluso la strategia d'acquisto di industrie strategiche italiane, banche italiane, assicurazioni italiane, e quindi essere loro a gestire insieme al nuovo governo italiano di destra la gestione dell'intera Europa, riproponendo un vecchio asse consolidato di alleanze, con l'aggiunta della Russia come terzo alleato, una novità storica solo "apparentemente" originale (da ricordare al pubblico che il fascismo fu il più grande sostenitore finanziario in Europa del governo stalinista -l'inventore dell'iper-liberismo odiato da Trotzkij- tant'è vero che nel 1934 il conte Ciano visitava i kolkoz ucraini definendoli il "nuovo modello di civiltà sociale avanzata" e ponendosi come punto di riferimento sostanziale nei rapporti finanziari tra le banche italiane e vaticane e la Banca sovietica, divenuta privata grazie a Stalin, il quale fece uccidere Trotzkij per evitare che la banca centrale rimanesse "pubblica sotto gestione statale"; il tutto grazie all'amorevole apporto del plenipotenziario americano Arnold Hammer che l'acquistò a nome di una elite di colossi finanziari) e quindi si avrebbe un'Europa a gestione russo-tedesca in funzione anti-anglo/americana con gli italiani -da bravi e consueti mitomani- convinti di partecipare anche loro da protagonisti, in realtà servi di entrambi. Un'ipotesi molto ben vista anche da potenti circoli conservatori statunitensi repubblicani che spingono per uno stacco fortissimo degli Usa dall'Europa investendo strategicamente in Sud America e Asia.
Oppure, l'ipotesi c), quella auspicata -quantomeno adesso- dagli esperti di economia e di geo-politica del movimento "occupy wall street" e da diversi settori democratici sia statunitensi che europei. L'ipotesi è la seguente: il 24 settembre 2013 la BCE e il FMI prendono atto (grazie al nuovo governo tedesco) che la politica di austerità è perdente e va chiusa. Quindi lo si può fare o con l'euro o senza l'euro. Si rimane dentro l'euro ma vengono lanciati gli eurobond, con l'aggiunta del fatto che le diverse banche centrali di ogni singola nazione diventano banche pubbliche gestite dallo Stato centrale, dotate quindi di autonomia finanziaria per poter emettere moneta -attraverso lo strumento dell'eurobond perchè la BCE diventa banca pubblica europea "reale" a tutti gli effetti, trasformandosi da banca virtuale a banca effettiva- e quindi lanciare un piano di investimenti nell'ordine di circa 2500 miliardi di euro in Europa, a debito -grazie al fatto che si stampa moneta reale-  di cui almeno 600 miliardi sarebbero destinati al varo di manovre strutturali in Italia, compresa l'immediata costituzione del reddito di cittadinanza e un'apertura massiva di credito alle imprese produttive, con conseguente aumento dell'inflazione (che potrebbe raggiungere anche un 5/7% nei primi tre mesi) perfettamente assorbibile dal sistema. Oppure, i tedeschi non accettano l'idea degli eurobond (loro sono terrorizzati all'idea dell'inflazione che è la loro ossessione storica) e allora si rinegoziano i trattati, si cancella o si mette nel surgelatore il fiscal compact, e si avviano morbide uscite dall'euro, a cominciare subito da Grecia,  Portogallo e Irlanda. Con l'Italia e la Spagna pronte a seguirle di lì a breve.

Così vedono la situazione italiana, e quella europea, nel mondo accademico, economico e finanziario.
E noi, come siamo situati?
Che cosa accadrebbe in ciascuna di queste tre ipotesi?
Se passa l'ipotesi a) l'intero mediterraneo finisce in un sistema dittatoriale chiuso in un potenziale stato di belligeranza permanente in tutta la fascia del mediterraneo del sud. Ipotesi sostenuta da chi vuole vendere armi e ne auspica l'uso fomentando i conflitti sociali interni, anche violenti, nelle singole nazioni.  Personalmente la considero la peggiore in assoluto. Anche il resto d'Europa che conta, soprattutto l'asse Obama/corona inglese/Hollande/Olanda/Austria/Cekia/Belgio la considera la peggiore in assoluto. Se passa l'ipotesi b) l'Italia diventa una piatta colonia rimbecillita degli interessi tedesco-russi, con un sistema governativo di tipo politico molto simile a quello di Putin (che sta spingendo al massimo per l'affermazione di questa ipotesi). Se passa, invece, l'ipotesi c) allora i giochi si riaprono anche per l'Italia e aumentano di gran lunga le possibilità di avviare un autentico processo di unificazione europea basato su una diversa interpretazione della società, dei diritti, dell'economia, del lavoro. Secondo diversi osservatori attendibili questa sarebbe la strada che stanno percorrendo diversi centri importanti politico-finanziari che cominciano a togliere dalla naftalina Keynes, detestato dai tedeschi.
Seguendo quest'ottica, allora diventa chiaro l'attuale quadro geo-politico internazionale.
Gli Usa e l'Europa occidentale (qui nel senso di Gran Bretagna, Francia, Olanda, Belgio, Spagna, Irlanda, Austria, e un importante e grosso pezzo dell'Italia) stanno cercando di spingere verso la soluzione c) poco gradita agli zucconi tedeschi che optano per un accordo economico/finanziario/politico con la Russia e la Cina con un'ottica miope ed egoista. Per spingere i tedeschi c'è soltanto una possibilità: quella militare (as usual). Ed è quella che stanno applicando. Dopotutto siamo in guerra dichiarata e aperta. Questa sarebbe la ragione per cui è stata accelerata la genesi della seconda guerra fredda con la Russia (già partita ed esecutiva), per portare la tensione al massimo livello possibile esattamente a metà settembre quando ci saranno le due scadenze fondamentali per noi tutti: elezioni tedesche e G20 a Mosca. Inchiodata alle sue responsabilità storico/politiche, in quella data, la Germania sarà obbligata a scendere a patti: o rompe o accetta una visione diversa dalla propria. Non esistono possibilità di scelta.
Essendo un glorioso e inossidabile ottimista ritengo che l'opzione c) finirà per prevalere.
Lo voglio profondamente perchè sono un pacifista convinto.
Sia l'ipotesi a) che l'ipotesi b) possono essere (per non dire apertamente che lo sono) l'anticamera di una possibile guerra vera nel Mediterraneo (vera nel senso di calda), voluta da molti, ma per nostra fortuna non da tutti. E spero e penso che perdano entrambe queste due opzioni.
Questo è il Senso dello schiaffone di Mario Monti al nostro prode cavaliere delinquente: iniziare l'opera di smascheramento dell'opzione a) perchè questo è l'ordine che ha ricevuto e va eseguito (gli altri non contano nulla). Dopodichè il Nipotino è stato inviato a Baku, nell'Azerbaigian, potenziale alleato strategico, e fondamentale, per il punto c).
Per questa ragione sta lì, oggi.
E' cambiato il teatro geo-politico planetario rispetto all'estate del 2011.
Silvio Berlusconi non lo ha capito.
O meglio, è possibile che lo abbia capito benissimo, ma è costretto a seguire l'opzione a).
Perchè questo è l'ordine che lui ha ricevuto e quell'ordine va eseguito.
Siamo dentro la terza guerra mondiale, già esplosa un certo tempo fa.
E in tempi post-moderni mediatici la si conduce secondo modalità e forme diverse dalle altre due.
Se non altro non si muore sotto le bombe.
Si muore soltanto dalla disperazione e dalla noia.
C'è l'asse anglo/franco/nord e sud americano da una parte, l'asse russo/cinese dall'altro.
L'Italia, as usual, gioca sui due tavoli, pensando -nella propria migliore tradizione storica- di schierarsi dalla parte del vincitore dodici minuti prima che la guerra finisca quando ormai sarà chiaro al 100% chi ha vinto.
Gli spiriti più nobili si schierano sempre addirittura anni prima che la guerra scoppi.
Dapprima lavorando per la pace, e poi, quando non è più possibile, dalla parte X e se ne assumono le responsabilità. La penosa vicenda kazaka la dice tutta sull'attuale scelta italiana, alla quale gli Usa hanno risposto immediatamente facendo catturare apposta un loro agente della Cia a Panama, per poi soffiarlo via a quelli italiani addirittura in diretta televisiva e quindi schiaffeggiare l'Italia davanti a tutto il mondo, tanto per chiarire a Putin come stavano le cose.
Per la serie "giù le zampe dall'Italia, caro Vladimir".

Evolversi e diventare italiani liberi pensanti, rompendo con la tradizione antropologica dei nostri predecessori, significa, a mio avviso, comprendere la realtà per ciò che essa è e non per ciò che a noi piacerebbe che fosse. Basandosi sui dati reali per poi assumere una posizione, renderla palese, dichiararla, e perseguirla fino in fondo.
Vladimir Putin è un feroce dittatore, il più lucido rappresentante in Europa dell'economia iper-liberista, grande sostenitore della speculazione finanziaria e delle elite oligarchiche, è un ottuso schiavista che guida un governo fortemente legato a doppio filo con la criminalità organizzata internazionale.
Anche i cinesi sono dittatori e schiavisti, considerano l'Europa un osso da spolpare per le loro esigenze.
Io mi sento europeo e sono innamorato dell'Europa.
Che non è quella della Merkel e di Rajoy, nè tantomeno quella di Mario Draghi.
E' quella che va costruita.
Ma prima bisogna cercare di capire, quantomeno in Italia, che cosa sta veramente accadendo e qual è l'autentico teatro dello scontro attuale che va in scena, ogni giorno, sugli schermi, sulla carta stampata, sul web.

4 commenti:

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  2. Se ho capito bene e riesco a mettere insieme tutti i pezzi, bisogna augurarsi questa logica: la cinesizzazione del mediterraneo (italia in testa) seguita magari dalla francia e da standard di sviluppo ridimensionati negli altri pur avanzati paesi satellite della germania... tutto questo costituirebbe una perdita di mercati per gli stati uniti e i loro maggiori alleati che puntano su una serie di prodotti ad alto valore aggiunto, ma anche per le economie emergenti del sud america.

    ora come 80 anni fa i sinistri imperialismi russo-germanici sono incoraggiati dalle oligarchie finanziarie trasnazionali, che comprendono cioè entrambi i "psudoblocchi"

    Speriamo che gli USA (Obama) abbiano tanta voglia come allora... (e non so, nel parallelo, se siamo ancora nel 34 o già nel '40)

    ho colto l'occasione per leggere questo http://it.wikipedia.org/wiki/Armistizio_di_Cassibile e per certi versi vengono i brividi per quante verità Modliglianesche ci racconta... e anche di come abbiato rischiato molto grosso di finire davvero male

    Diego C.

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    1. Purtroppo, ha capito benissimo, le cose stanno così

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  3. Articolo interessante, peccato non sia lei a decidere come andranno le cose..nonostante il suo mirabile ottimismo.

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