domenica 17 agosto 2014

Ma di che cosa parlano gli americani? Della crisi economica? Del Califfo? Di Putin? Neanche per sogno.


"I love my country, but it has abandoned everything".
                                                                                Martin Armstrong.


di Sergio Di Cori Modigliani

Un post suddiviso in due parti: questo qui, sugli Usa e su che cosa sta accadendo oltreoceano, e il prossimo, allacciato a questo, il cui titolo sarà "Qual è la vera posta in gioco nella terza guerra dell'Iraq".

Seguendo in questi giorni la stampa cartacea italiana, la stragrande maggioranza dei siti e dei blog, ascoltando e guardando i telegiornali, e leggendo le esternazioni della cosiddetta classe politica (nessuno escluso), si può toccare con mano lo spaventoso stato di declino e di totale azzeramento culturale che vige in Italia: sembra essere stati catapultati da una macchina del tempo nel 1984 (oops! che coincidenza). Soprattutto perciò che riguarda gli Usa.
Molti scrivono cose come "viviamo nell'era post-ideologica"  e non si rendono conto che il neo-analfabetismo geo-politico, splendida eredità amorevolmente regalata dal berlusconismo/piddismo, sta costruendo una penosa zuffa, asfittica quanto inutile, che aveva un senso nel clima della guerra fredda, in onda trent'anni fa.
Ma non oggi.
Non soltanto la situazione internazionale è completamente diversa ma è necessario aggiungere anche che nel frattempo è cambiata la tessitura geo-politica in gran parte del pianeta, dall'Argentina alla Finlandia, dall'Australia all'Iran, dalla Scozia al Sud Africa, per non parlare degli Usa, della Cina, della Russia, della Gran Bretagna, della Spagna.
Il tragico dramma italiano cui stiamo assistendo in questi giorni di calura (almeno a Roma) ruota intorno a una banale quanto lapalissiana verità elementare: l'Italia è l'unico paese tra i G20 che nell'ultimo trentennio è andato indietro, che nell'ultimo ventennio è regredito, e nell'ultimo decennio è rimasto incassato in una situazione di stallo. Siamo rimasti al palo della Storia.
Non può stupire, pertanto, che si parli degli Usa secondo coordinate obsolete, vetuste, bolse, piene di stereotipi alimentati da vecchie cariatidi ex fasciste ed ex comuniste. Si applicano logiche terzomondiste, presupposti scenari da guerra fredda, immaginari scontri tra civiltà, come si vivesse in un mondo che non è quello attuale.
Poiché viviamo in occidente e siamo legati a doppio filo, per ragioni economico-storico-politico-culturali agli Usa, è davvero importante sapere che cosa sta accadendo per davvero in quel Paese, tenendo presente che quando si dice,  parlando dell'Italia (ahimè è ormai vox populiche "stiamo dentro al Pensiero Unico" oppure "viviamo come sudditi e non come cittadini pensanti, vittime della disinformazione gestita dai partiti" o anche "hanno costruito una dittatura e la gente non se ne rende conto" ecc., è tutto vero. Un moscovita, nel 1980, era convinto che a Roma, Parigi, New York, la gente stramazzasse per terra morendo dalla fame, con le fabbriche piene di operai sottopagati che lavoravano al ritmo di 15 ore al giorno e la popolazione era avvilita, depressa, annichilita dal bisogno, senza neppure avere l'occasione o la voglia di andare al ristorante per una pizza. Molti innocenti nordcoreani sono ancora convinti che in Europa vi siano almeno 30 milioni di persone (ultimo telegiornale a Piongyang di informazione economica sul mondo) che muoiono ogni giorno di fame con gli addetti alle operazioni di sanità che portano via i cadaveri dei milanesi, dei palermitani e dei fiorentini, che non hanno neppure i soldi per acquistare un tozzo di pane e companatico.
Non c'è molto da ridere.
Non è diversa l'idea che gli italiani hanno degli Usa e di ciò che lì sta accadendo.
Noi siamo la versione europea della Corea del Nord, compresa l'esistenza del caro leader.
Nonostante il web (ma soltanto una modestissima parte della popolazione parla, legge e capisce al volo la lingua inglese) nonostante i corrispondenti televisivi e quelli della stampa cartacea, pochi sanno davvero che cosa stia accadendo oltreoceano.

Di che cosa dibattono tutti i giorni? 
1). Della crisi economica? 
2). Del mostruoso tasso di disoccupazione?
3). Della disoccupazione giovanile?
4). Delle aziende che chiudono e dell'industria che non produce più? 
5). Della guerra dell'Isis in Iraq? 
6). Della situazione dell'Ucraina? 

Seguendo la comunicazione relativa agli Usa, sembra che parlino di tutto ciò.
E invece parlano di ben altro e di questioni ben più importanti. Per tutti. Anche per noi.

1). Della crisi economica non ne parlano per un banale motivo: negli ultimi 14 mesi, gli Usa hanno prodotto la più poderosa e massiccia avanzata economica mai registrata negli ultimi 40 anni. Per loro, il termine "crisi economica" è una locuzione che si usa quando si parla dell'Europa. Loro l'hanno superata brillantemente ameno due anni fa. "Ah, ma adesso c'è la Cina che è diventata la locomotiva del mondo" rispondono, di solito, gli italiani a questo punto. E' un altro falso, oltre che uno stereotipo alimentato con saggezza e abilità dagli stessi cinesi. La Cina, in questo 2014 crescerà del 7,4%. Il suo pil è intorno agli 8.200 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 600 miliardi di dollari. Gli Usa, in questo 2014 stanno crescendo al ritmo del 4,5%. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi di dollari, quindi produrranno una quota pari a un aumento di 720 miliardi di dollari. Se le due nazioni seguissero (entrambe) lo stesso trend, la Cina non raggiungerebbe gli Usa.
Quindi, quando si legge o si ascoltano fesserie relative alle necessità del capitalismo americano di scatenare una guerra per risolvere la propria crisi economica, si dice il falso.
Il benessere è in  netto aumento per tutti: quello sì è il loro vero problema, vedremo poi il perchè.

2). Del mostruoso tasso di disoccupazione non ne parla nessuno mai, se non per citare un problema "squisitamente europeo". Negli Usa la disoccupazione è passata, nell'ultimo decennio, dal 9,2% al 5,9%. Cala ogni mese. Assumono alla media di 200.000 persone a settimana.

3). La disoccupazione giovanile non sanno neppure che cosa voglia dire. Soltanto nel 2014 sono nate 42 milioni di startup gestite da giovanissimi imprenditori in erba la cui età media è 22 anni. In California si scende a 19. là esistono almeno 2 milioni di nuove aziende, piccole e piccolissime, composte spesso da dieci soggetti di cui il più giovane ha 16 anni (in California si è maggiorenni a quell'età) e il più anziano ne ha 19. Se l'azienda va male, chiudono baracca e burattini, e ne aprono un'altra nuova. Lì, basta presentare un accorto business plan a una banca e l'istituto di credito -per Legge- finanzia la start up al 100% senza garanzie.

4). Non parlano delle aziende che chiudono e delocalizzano. Mai. Il loro trend, infatti, è esattamente l'opposto. Molti industriali americani, infatti, grazie agli incentivi governativi stanno chiudendo le loro aziende in Cina, India e nel sudest asiatico, e le riaprono in Usa. Dal mese di maggio del 2014, in Usa, sono riusciti a invertire la tendenza in atto: spostare capitali interni dalla finanza speculativa alla produzione locale di beni materiali.

5). L'ultimo sondaggio rivela che la stragrande maggioranza degli americani non vuole essere coinvolta in nessuna guerra e il 65% della popolazione vuole spostare ampie fette di budget dalla Difesa alla Sanità, Istruzione e Ricerca Scientifica. Il Califfo è un'entità che gli americani vive come un personaggio a metà tra il fumetto e una invenzione hollywoodiana e la Syria è per loro lontanissima. Per non parlare dell'Iraq dove sono morti molti soldati americani e nessuno solleva neppure l'argomento, dato che se i repubblicani accennano soltanto al nome, immediatamente la maggior parte dei media ricorda che l'intera cittadinanza nazionale è stata truffata e ingannata dalle bugie di Bush, Rumsfeld e Condolezza Rice. Chi pensa, sostiene e vuol far credere che "gli americani sono sempre gli stessi" sbaglia di grosso. Lì non c'è stato un rimpasto governativo all'italiana con l'ex presidente Bush jr, che parla nei talk show televisivi intervistato come se nulla fosse accaduto. Bush ha mentito alla nazione e lui e tutti i componenti della sua squadra sono stati banditi per sempre da qualsivoglia attività pubblica e non potranno mai più avere accesso alla politica attiva per il resto delle loro esistenze. Presentare quindi Barack Obama come il continuatore della politica di Bush jr. oltre a non essere vero significa falsificare l'attuale realtà impedendo di capirla.

6). Per quanto riguarda la crisi ucraina, il 92% degli americani ritiene di non provare alcun interesse per ciò che accade a Donetsk e quindi non prende parte e non si schiera sostenendo che sono affari degli ucraini.

Ma allora, di che cosa parlano?
Qual è il perno intorno al quale ruota l'attuale dibattito in corso?

Parlano di due temi incrociati: Finanza e Diritti Civili.
Perché lo scontro micidiale tra le due forze contrastanti statunitensi, la massoneria progressista e la massoneria reazionaria, sta arrivando all'ultimo capitolo. Che ha anche una scadenza: il 4 novembre 2014, data delle elezioni politiche americane per il rinnovo dei deputati e senatori al Congresso. Se i Democratici vincono e ottengono la maggioranza, passerà il piano keynesiano di Obama e Janet Yellen (la governatrice della Federal Reserve) che hanno già presentato alla nazione: 2.000 miliardi a debito per lanciare un gigantesco piano di investimenti in infrastrutture e far scendere la disoccupazione di altri due punti in percentuale. A questo bisogna aggiungere la riesumazione del celebre Steagall Act rooseveltiano che istituisce la separazione tra banche d'affari speculative e banche di risparmio d'investimento. Se vincono i repubblicani, non soltanto non verrà aumentato il debito ma verrà discussa la loro proposta (scritta da Newt Gingricht) che lancia un piano di austerity e taglia 3.500 miliardi di spesa pubblica per andare ad abbattere il debito.
Obama ha già annunciato che metterà il veto come presidente e "se necessario" andrà fino in fondo, il che vuol dire che invece di andare al consueto braccio di ferro, verosimilmente correrà il rischio di andare in default. E la voce è cominciata a circolare a Wall Street: è possibile che gli Usa a novembre dichiarino fallimento. Sia il governo che il Tesoro non vogliono tagli lineari.
Questa situazione ha generato la genesi di un furibondo quanto succoso dibattito sulla "qualità della vita" che gli americani vogliono per loro stessi e quindi hanno iniziato a dibattere sui Diritti Civili. Lì è il tema del giorno. Non è certo casuale, secondo me, che sia esplosa in tutta la sua virulenza la rivolta nella piccola cittadina di Ferguson, nello Stato del Missouri, per il fatto che un poliziotto (bianco) ha sparato su un giovane adolescente disarmato (nero). Ne accadono spesso, eventi del genere. Ma in questo momento la situazione consente di enfatizzare l'incidente e gettare sul piatto della bilancia quello che è l'argomento principe in tutto il pianeta: la militarizzazione dei paesi e il definitivo abbattimento delle garanzie democratiche con la cancellazione dei diritti della cittadinanza. 

Tutto questo ha avuto inizio grazie a due personaggi molto noti in Usa, due vere icone, che occupano un posto privilegiato nell'immaginario collettivo della nazione: un socialista progressista e un moderato repubblicano laico e visionario, un liberale. Si chiamano Bernie Sanders e Martin Armstrong, due personaggi non da poco.

Il la, lo ha dato proprio Obama, circa quaranta giorni fa, quando è accaduto un evento bomba in Usa (in Italia non ho letto nulla sulla vicenda) che è il seguente:
ogni due mesi, il Tesoro e coloro che lo presiedono rispondono in seduta ufficiale ad interrogazioni parlamentari di un gruppo selezionato di deputati e senatori, i quali poi riferiscono ai propri elettori e viene emesso un comunicato stampa congiunto. L'incontro è segreto, per motivi di sicurezza nazionale. Si chiama "Federal Reserve Official Audit". I democratici scelgono i loro quattro esponenti e i repubblicani i loro quattro. Questa volta, i democratici hanno inviato un personaggio molto molto particolare, di una settantina d'anni.
Un personaggio storico: il senatore Bernie Sanders, ex governatore dello Stato del Vermont, eminenza grigia del Partito Socialista Progressista Usa, eletto nelle fila dei democratici. Un vero liberal. Cultore dei Diritti Civili, esponente di punta dell'ala radicale istituzionale, è considerato come una specie di vecchio nonno saggio dalla impeccabile reputazione. Ciò che è accaduto, questa volta, è stato il fatto che dopo essere uscito dalla riunione, il senatore Sanders è apparso subito sconvolto, rifiutandosi di partecipare alla conferenza stampa. Non solo. Poiché aveva registrato (poteva farlo) l'intera conversazione, l'ha sbobinata, l'ha scritta tutta, rigo per rigo, compresa l'intera documentazione d'appoggio e l'ha resa pubblica sul suo blog, inviandone copia ai dieci più importanti organi di stampa che, con il contagocce, hanno cominciato a parlarne. Da questo documento viene fuori che il debito pubblico americano è circa 20.000 miliardi di dollari. Il pil è intorno ai 15.000 miliardi. Ma dal 2004 al 2014, l'amministrazione statale ha dato al sistema bancario statunitense, svizzero, britannico, francese, italiano, tedesco, la cifra complessiva di 16.000 miliardi di dollari, di cui non ha avuto indietro neppure un cent. Il senatore Sanders ha replicato ufficialmente: "Vogliamo quei soldi indietro per abbattere il nostro debito". Gli hanno spiegato: "Non è possibile, si tratta di una situazione complessa che coinvolge le strategie anche militari con paesi amici". E Sanders: "Il popolo deve saperlo". La risposta ufficiale è stata: "Non faccia l'ingenuo, non capirebbero".
"Staremo a vedere".
Il documento è diventato pubblico provocando un terremoto politico-finanziario che ha generato un attento dibattito su questa questione (ci siamo anche noi italiani con le nostre banche legate ai fondi anglo-americani). Qui di seguito pubblico per intero la pagina di presentazione ufficiale del documento (in inglese) con tutti i link di riferimento a disposizione per chiunque sia interessato a comprendere la realtà complessa dentro la quale ci muoviamo.
Eccolo:
Audit of the Federal Reserve Reveals $16 Trillion in Secret Bailouts unelected.org
July 23, 2014
The first ever GAO(Government Accountability Office) audit of the Federal Reserve was carried out in the past few months due to the Ron Paul, Alan Grayson Amendment to the Dodd-Frank bill, which passed last year. Jim DeMint, a Republican Senator, and Bernie Sanders, an independent Senator, led the charge for a Federal Reserve audit in the Senate, but watered down the original language of the house bill(HR1207), so that a complete audit would not be carried out. Ben Bernanke(pictured to the right), Alan Greenspan, and various other bankers vehemently opposed the audit and lied to Congress about the effects an audit would have on markets. Nevertheless, the results of the first audit in the Federal Reserve’s nearly 100 year history were posted on Senator Sander’s webpage earlier this morning.
What was revealed in the audit was startling:
$16,000,000,000,000.00 had been secretly given out to US banks and corporations and foreign banks everywhere from France to Scotland. >From the period between December 2007 and June 2010, the Federal Reserve had secretly bailed out many of the world’s banks, corporations, and governments. The Federal Reserve likes to refer to these secret bailouts as an all-inclusive loan program, but virtually none of the money has been returned and it was loaned out at 0% interest. Why the Federal Reserve had never been public about this or even informed the United States Congress about the $16 trillion dollar bailout is obvious - the American public would have been outraged to find out that the Federal Reserve bailed out foreign banks while Americans were struggling to find jobs.
To place $16 trillion into perspective, remember that GDP of the United States is only $14.12 trillion. The entire national debt of the United States government spanning its 200+ year history is "only" $14.5 trillion. The budget that is being debated so heavily in Congress and the Senate is "only" $3.5 trillion. Take all of the outrage and debate over the $1.5 trillion deficit into consideration, and swallow this Red pill: There was no debate about whether $16,000,000,000,000 would be given to failing banks and failing corporations around the world.
In late 2008, the TARP Bailout bill was passed and loans of $800 billion were given to failing banks and companies. That was a blatant lie considering the fact that Goldman Sachs alone received 814 billion dollars. As is turns out, the Federal Reserve donated $2.5 trillion to Citigroup, while Morgan Stanley received $2.04 trillion. The Royal Bank of Scotland and Deutsche Bank, a German bank, split about a trillion and numerous other banks received hefty chunks of the $16 trillion.
"This is a clear case of socialism for the rich and rugged, you’re-on-your-own individualism for everyone else." - Bernie Sanders (I-VT)
When you have conservative Republican stalwarts like Jim DeMint(R-SC) and Ron Paul(R-TX) as well as self identified Democratic socialists like Bernie Sanders all fighting against the Federal Reserve, you know that it is no longer an issue of Right versus Left. When you have every single member of the Republican Party in Congress and progressive Congressmen like Dennis Kucinich sponsoring a bill to audit the Federal Reserve, you realize that the Federal Reserve is an entity onto itself, which has no oversight and no accountability.
Americans should be swelled with anger and outrage at the abysmal state of affairs when an unelected group of bankers can create money out of thin air and give it out to megabanks and supercorporations like Halloween candy. If the Federal Reserve and the bankers who control it believe that they can continue to devalue the savings of Americans and continue to destroy the US economy, they will have to face the realization that their trillion dollar printing presses will eventually plunder the world economy.
The list of institutions that received the most money from the Federal Reserve can be found on page 131 of the GAO Audit and are as follows..
Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000) 
Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000) 
Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000) 
Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000) 
Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000) 
Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000) 
Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000) 
Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000) 
JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000) 
Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000) 
UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000) 
Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000) 
Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000) 
Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000) 
BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000) 
and many many more including banks in Belgium, Italy, of all places
View the 266-page GAO audit of the Federal Reserve(July 21st, 2011): http://www.scribd.com/doc/60553686/GAO-Fed-Investigation


Le banche hanno utilizzato questi fondi investendoli in derivati speculativi (tipo fallimento della Grecia e distruzione della loro economia che soltanto nel biennio 2009-2011 ha reso in derivati qualcosa tipo 3.000 miliardi di dollari) e in grande parte per acquistare bpt nazionali e sostenere il debito delle singole nazioni, senza specificare alle singole popolazioni che quella gigantesca massa liquida, in verità, era debito aggiunto con interessi su altro debito.
Tradotto vuol dire che la vera cifra del debito pubblico della Francia, Germania, Italia, ecc, è di gran lunga superiore a quella ufficiale, perché il governo americano, il Congresso Usa, e la Federal Reserve, in qualunque momento (se vuole) può esigere il pagamento immediato di questa cifra comprensiva di ogni interesse addebitato. In ogni singolo paese, inoltre, questa gigantesca massa di danaro "non ufficiale" è servita alla classe politica dirigente locale delle singole nazioni per finanziare la pace sociale attraverso diversi sistemi corruttivi, a seconda del paese e della cultura locale.
E tutto ciò non è ufficialmente conteggiato.

L'allarme è stato raddoppiato dal successivo intervento di un altro personaggio in usa seguitissimo, figura più unica che rara. Si tratta di Martin Arthur Armstrong, molto noto a chi segue la finanza internazionale, vera e propria icona dei nemici della finanza speculativa. Costui è un economista (nato nel 1949) che poi ha fondato una società privata la "Princeton Economics International Limited" che si occupava di consulenze finanziarie per clienti privati. E' diventato molto famoso perché nel 1999 ha inventato un modello matematico di predizione ("Economic Confidence Model") che è risultato accurato dato che aveva azzeccato al millimetro ogni evento del mercato mondiale. Ma nel 1998, subito dopo la legge Clinton che ha abolito la distinzione tra le  banche voluta da Roosevelt, viene denunciato per frode fiscale e appropriazione indebita da un anonimo investitore. Inizia la sua lunga odissea. Bandito dal mercato ufficiale, combatte la sua battaglia legale che trova il suo esito nel 2006, quando viene condannato a cinque anni di prigione in un carcere di massima sicurezza. Si rifiuta di collaborare con la giustizia e va in galera, nel Kentucky. Dal carcere -vista la sua buona condotta- apre un blog finanziario che diventa subito un blog culto. Nel 2011 (non gli è stato condonato neppure un giorno e per tutto il periodo della reclusione non ha potuto ricevere visite di nessuno, escluso il suo avvocato) esce e inizia a collaborare per il sito finanziario online zerohedge, considerato da molti un attendibile punto di riferimento e vera miniera di informazioni sul mondo finanziario globale planetario. E lì inizia la sua battaglia che nella primavera di quest'anno raggiunge l'acme quando comincia a spiegare che "tutte le nazioni occidentali sono state militarizzate a loro insaputa, grazie all'uso della finanza speculativa; questo evento comporta la necessità di cominciare ad abbattere lo Stato di Diritto e cancellare ogni libertà civile nei singoli stati -iniziando dai più deboli- che sono obbligati a eliminare poco a poco le diverse camere elettive per dare spazio all'accoppiata finanza-militari. La classe politica dirigente non è diventata altro che la somma di una serie di impiegati militarizzati. E' stata cancellata la democrazia ed è stata sostituita dal caporalato". 

Gli articoli di entrambi questi personaggi statunitensi hanno infiammato il dibattito corrente finendo per creare un fronte comune trasversale dove liberali moderati conservatori e socialisti progressisti confluiscono insieme nel denunciare lo stato attuale delle cose in occidente.

Di questo parlano e dibattono. Si sta diffondendo in Usa un livello di consapevolezza generale che sta gonfiando un gigantesco fronte contro la finanza bancaria, il che produce delle fortissime pressioni sul governo.
Questo dibattito ha prodotto una discussione perenne su un tema che, a mio avviso, è la mamma di ogni dibattito: la necessità di redistribuzione della ricchezza e l'ammanettamento delle banche.
Discutere di questo è un lusso che può permettersi un paese ricco, in espansione, che non ha disoccupati.
E da quel Paese sta arrivando un forte vento radicale che andrebbe seguito, alchemizzato e sostenuto.
Altrimenti, come al solito, rimarremo al palo mentre i giganti finanziari planetari ci mangiano vivi grazie al solerte lavoro dei loro impiegati militarizzati, quelli che Martin Armstrong definisce "i caporali".
Aveva ragione il grande Totò, questo è il vero dubbio amletico che dovremmo porci tutti.
Ma nel senso letterale del termine.

Qui di seguito pubblico uno degli ultimi articoli comparso sul blog personale di Armstrong, pubblicato già diverse volte su zerohedge: buona lettura. 
http://armstrongeconomics.com/2014/07/02/when-will-the-monetary-system-crack/statistics
This is when I warned the stock market would breakout and move to new highs, which was reported by Barrons. Curiously, this was the same position in time on the wave of the Decline and Fall of Athens 455-404BC. The bottom of that 3rd wave was the uprising orchestrated by the Oligarchy against Pericles in 430BC and he died the next year.
The arrogance of Athens and the Oligarchy is the exact same problem we have with government today and the abuse of the NSA. All governments are doing the exact same thing precisely on the same timeline as the fall of Athens. They are trying to eliminate the right of the people to vote and we are experiencing not merely their arrogance, but their opposition to any democratic processes the same as Cleon did in prosecuting Pericles for being honest. If this plays out in the same fashion, the US will lose its standing as the financial capital of the world as did Athens, and the real danger is with the war cycle turning up, it is the arrogance in the West among our politicians that can invite the invasion as it did in the case of Athens.
History repeats because human nature repeats and never changes. Just as the Oligarchy was determined to take back control of Athens banning democracy, we see the very same thing taking place today – hello the Troika is a controlling body of representatives of the ECB, IMF, and the EU Commission that is unelected by the people – Oligarchy of career politicians. The role of the Troika is to negotiate with member countries of the Eurozone where the state budget has run into difficulties. That is correct – the IMF and Christine Legarde holds an unelected political position without any election process of the people. This is the same as any Oligarchy.
TROIKA (Triunvirate)
  • European Commission President (elected by heads of state not people)
  • European Commission Vice-President , Commissioner for Economic and Monetary Affairs (Official) Olli Rehn Finland Finland
  • European Commission designated negotiator; Matthias Mors Germany
  • European Central Bank President of the ECB; (Official) Mario Draghi Italy
  • European Central Bank Head of Department at the ECB, named negotiators Klaus Masuch Germany
  • IMF Managing Director; Christine Lagarde France
  • IMF designated negotiator: Poul Thomsen Denmark


22 commenti:

  1. Bell'articolo, molto interessante. Lo giro a mio fratello, che da anni segue Armstrong.

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  2. Ottimo!!!!
    Qualche mio amico negli USA non opulento avrebbe qualcosa da ridire sulla "fine" della crisi (un "tenure" - posto a tempo indeterminato - offerto da un'università americana ad uno stipendio ridotto di 30% rispetto a 5 anni fa). Ma per le altre cose sì.
    Inclusa il dibattito mancante sullo scenario bellico attuale e prossimo futuro, che almeno secondo Armstrong non è da sottovalutare.

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  3. Notevole post
    Grazie per le informazioni e il punto di vista
    Diffondo

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  4. Le notizie quasi da "insider" che fornisce sul nostro tradizionale alleato d'oltreoceano sono, come di consueto, di grandissimo interesse e valore.

    Mi permetto però di dubitare del fatto che l'economia americana sia così... sorridente e soddisfatta di se stessa se il senatore Sanders, nell'indignato articolo pubblicato sul suo blog, giunge a scrivere: "the American public would have been outraged to find out that the Federal Reserve bailed out foreign banks WHILE AMERICANS WERE STRUGGLING TO FIND JOBS" (ossia: "l'opinione pubblica americana si sarebbe sentita oltraggiata dalla scoperta che la Federal Reserve ha provveduto al salvataggio di banche straniere MENTRE GLI AMERICANI LOTTAVANO PER TROVARE UN LAVORO").

    Inoltre, il disavanzo pubblico americano prodotto da questi crediti segreti elargiti a interessi zero per alimentare la bisca clandestina degli oligarchi trans-nazionali, appassionati di scommesse contro il benessere degli Stati nazionali e delle relative popolazioni, non è stato del tutto privo di contraccolpi ben visibili per la stessa popolazione statunitense: il clamoroso shut-down di tutti gli uffici pubblici avvenuto il 1 ottobre dello scorso anno, proprio per la mancata approvazione del bilancio statale da parte del Congresso, sta lì a testimoniarlo.

    La figura dell'economista Armstrong, che Lei introduce nel post con così avvincente efficacia descrittiva, è davvero fenomenale; dire che ne sono rimasta affascinata è quanto meno riduttivo.
    Resto tuttavia anche un po' perplessa davanti alla dicotomia schizoide di certe disposizioni carcerarie americane, per cui un detenuto modello può addirittura aprire un blog, raggiungibile via etere da migliaia se non milioni di visitatori 'virtuali', ma deve comunque subire per cinque lunghi anni il divieto assoluto di ricevere visite di interlocutori in carne ed ossa, fossero anche moglie, figli, genitori ecc., eccezion fatta per il suo avvocato.
    In fondo, qui non si tratta di uno spietato, arci-pericoloso "genio del male" e serial-killer come John Wayne Gacy o di un rapinatore pluriomicida e sociopatico come Gary Mark Gillmore, no? Ecco, questo garantismo all'americana mi disorienta alquanto.

    Infine, anche Armstrong allude a "the arrogance in the West among our politicians that can invite the invasion as it did in the case of Athens", cioè a un'arroganza dei nostri politici occidentali che può agire come un vero e proprio 'inivito a nozze' per agguerriti invasori non specificamente identificati, è vero, ma non penso sia difficile -- neppure per un lettore d'oltreoceano -- riconoscere in questo accenno il profilo di armate ostili attualmente attive in Ucraina o di quelle che stanno devastando e terrorizzando ormai da quasi quattro anni l'intero medioriente, agli ordini di Califfi ed emiri più o meno noti. Insomma: di Ucraina e Isis, anche se quasi sottovoce, si parla anche negli States, alla fine.

    Con sempre sincera e profonda stima, marilù l.

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    1. La vicenda del sen. Armstrong, per come narrata dal Di Cori, risulta alquanto strana ad un povero lettore che, come me, cerca di arrabattarsi per capirci qualcosa.
      Intanto l'unica finanza che esiste è quella speculativa, pertanto non si capisce come sia possibile che un consulente finanziario possa essere il nemico n.1 del sistema finanziario stesso.
      Poi arriva la legge Clinton e lui va in galera per frode fiscale, ma non si capisce il nesso. Cosa c'entra la legge Clinton con l'evadere, o far evadere, le tasse?
      Per la legge Americana, evadere le tasse è un reato molto grave, perchè si tratta di mentire e truffare il popolo e si finisce in galera per molti anni oltre a perdere ogni credibilità. Come è possibile che un tale soggetto possa essere senatore, in un paese dove carriere politiche brillanti sono state stroncate per molto meno?
      E cosa ci dice il nostro senatore? Un ovvietà. Lo sappiamo già tutti che la finanza destabilizza il sistema democratico e che il suo strapotere comporta un'occupazione dittatoriale e militare delle istituzioni. Quello che non ci dice, invece, è che la strombazzata ripresa americana, e lui che di finanza se ne intende sa bene, e solo un bluff. Obama ha pompato miliardi di dollari nelle casse di banche tecnicamente fallite, le quali ricominciano con i loro giochetti in borsa, creando nuove bolle speculative, che esploderanno, come sempre successo, distruggendo quel che rimane dell'economia reale. Un film già visto varie volte.
      D.

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    2. Gentile D., provo a risponderLe al posto di Modigliani.
      L'accenno fatto da quest'ultimo all'approvazionie della legge Clinton sulla separazione tra banche d'affari e casse di risparmio subito prima di riferire, nel suo articolo, dell'arresto dell'economista Armstrong in seguito a una denuncia, peraltro anonima, di frode fiscale, mirava probabilmente a suggerire che il brillante fondatore della società di consulenza finanziaria (mai stato senatore, tra l'altro, almeno per quanto si evince da questo post) sia stato in realtà incastrato, tramite prove falsificate o persino una sentenza di tribunale pilotata ad arte. Perché, Lei si chiederà, sarebbe stato vittima di questa sorta di congiura 'legalizzata'? Forse -- resto, ovviamente, nel campo delle ipotesi, nel tentativo di fornirLe e fornire anche a me stessa un chiarimento -- attraverso le opinioni espresse e i comportamenti professionali adottati, Martin A. Armstrong si era dimostrato, oltre che un temibile concorrente, anche uno scomodo intralcio per quell'apparato della finanza speculativa reso quanto mai tracotante e prevaricatore proprio dall'entrata in vigore, otto anni prima del processo ad Armstrong stesso, del provvedimento voluto da Clinton. Quando il nostro scrive che si sta sperimentando negli USA attuali proprio la stessa tattica malvagia intrapresa dagli oligarchi ateniesi capeggiati da Cleone, "prosecuting Pericles FOR BEING HONEST", probabimente sta alludendo, come in contro-luce, alle sue stesse vicende personali. Che poi nell'Antica Atene le cose siano andate proprio così, è questione che si può sempre discutere. Resta il fatto che l'ex-detenuto Armstrong sembra utilizzare quei personaggi storici come controfigure di se stesso e dei suoi avversari-detrattori in un dramma che lo ha visto personalmente coinvolto e duramente colpito in tempi recenti. Colpito ma non domo, si potrebbe dire, visto quanto continua a dichiarare pubblicamente. Incrociamo le dita per lui.
      Spero di esser riuscita ad esserLe d'aiuto, almeno in parte.
      Saluti cordiali, marilù l.

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    3. La ringrazio della risposta esauriente, ma continuo a non capire il nesso tra la frode fiscale e la legge Clinton.
      Immagino che abbia ragione nel sospettare che sia stato incastrato, con buona pace del valore della giustizia americana. Evidentemente, come lei sostiene, si tratta di un personaggio scomodo, ma la questione non mi appare così importante, se non per la conferma che gli Usa si attengono strettamente alla politica dell' “omicidio” dell'avversario, come del resto succede da tutte le parti del mondo. Quello che si evince è che si tratta del peggior esempio da seguire.
      Ciò che mi preme sottolineare è che si tratta di questioni interne americane, non inerenti a noi, e che gli intellettuali americani sono (quasi) tutti della medesima pasta: noi siamo quelli che contano e degli altri chissenefrega.
      D.

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    4. Ah, non avevo capito che il nesso da Lei cercato era tra la legge Clinton e la frode fiscale...
      Il punto è che quel nesso non esiste; la frode fiscale era solo un pretesto, probabilmente anche artificialmente e dolosamente costruito, su cui far leva per avviare la persecuzione 'legale' nei confronti di Armstrong. Degna di nota è invece secondo Modigliani -- e anche secondo me -- la concomitanza della esagerata libertà di manovra, fino ai limiti dell'impunità, introdotta nella gestione degli affari dalla legge Clinton e della vera e propria aggressione -- anch'essa con una patina di legalità, giusto per salvare le apparenze -- scatenata ai danni dell'esponente più in vista della vecchia scuola, colpevole di essere ostinatamente contrario ai metodi degli "squali" della finanza, ossia il nostro Martin Armstrong.

      Convengo con Lei che questi non sono esempi da seguire, ma non credo che si possa parlare del "peggior esempio", dal momento che almeno Armstrong è ancora vivo e dotato di libertà di opinione e di parola. Ciò che è stato invece brutalmente strappato, insieme con la vita, ad altri oppositori di altri regimi, come Anna Politovskaja e come l'ex ufficiale del FSB sovietico rifugiato in Gran Bretagna, A. Litvinenko. Questo, per far riferimento ad altri sistemi giuridici e politici che l'omicidio dell'avversario lo praticano sul serio e per le spicce, senza preventive trasposizioni metaforiche del concetto.

      Infine, vorrei di nuovo rilevare come nello scritto di Armstrong riportato nel post di Modigliani, l'economista faccia un chiaro riferimento all'arroganza dei politici occidentali che HA L'EFFETTO QUANTO MAI DELETERIO di far sentire un po' meno ingiustificate (ma -- aggiungo io -- mai realmente approvabili, se non a prezzo di un'ipocrisia anche più esecrabile di quella che ci si sente comprensibilmente autorizzati a condannare) le sopraffazioni violente e sanguinarie condotte a scapito dei paesi dell'Ovest e dei loro alleati, da altri politici, non appartenenti all'emisfero occidentale, e dunque verosimilmente legati a quello orientale, medio-orientale e del cosiddetto Sud del mondo.

      Grazie a Lei dell'attenzione e della risposta.
      Saluti cordiali, marilù l.

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    5. Signora Marilù, sono un po', come si dice, "off topic" e mi riaggancio al nostro piccolo scambio di battute a proposito del post "N. La narrazione che non c'è" per sottoporle la lettura di un articolo di Marcello Foa, pubblicato sul blog che tiene su Il Giornale. Titolo: "L'altra verità, sconvolgente, sull'Isis e sui suoi aguzzini". Per favore, dia anche un'occhiata al commento n. 4.
      I miei rispetti.

      Enzo Suella

      P.s.: parlando in generale: ma il nostro Di Cori "ci è o ci fa"?

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    6. Gentile Sig. Suella, la ringrazio delle indicazioni, ma non mi sembra che, anche solo per la cruenta rivalità che persiste tra le fazioni di ribelli in lotta tra loro in Siria (al quaedisti e guerriglieri dell'ISIS), si possa credere ciecamente alla perfetta coesione di una super-organizzata elite mondiale, con supervisione USA, che controlli a bacchetta quella masnada di mercenari assetati di sangue (e delle ingenti ricchezze sottratte alle proprie vittime), arruolati sotto una bandiera islamica indubbiamente di comodo. Non so quali documenti Snowden abbia fornito come prove, ma ricordo che anche l'aggressione U.S.A. dell'Iraq era basata su presunte "prove inconfutabili" di indebito accumulo di armi chimiche da parte di Saddam Hussein.

      Sia poi detto per inciso, anche la...narrazione secondo cui Snowden sarebbe un vero patriota americano inorridito dalle malefatte del suo governo e perciò in fuga in quel di Mosca, potrebbe benissimo essere una "storia di copertura" per una talpa richiamata alla base o per un semplice scambio di spie ormai "bruciate" nelle loro -- chiamiamole così -- zone operative originarie ma giudicate ancora utili dai rispettivi padroni e perciò salvate l'una con la "restituzione" dell'altra.

      Soprattutto non mi convince la versione secondo cui il Mossad avrebbe cooptato U.S.A. e Gran Bretagna nella creazione di questo spaventoso "nido di calabroni" (hornet-nest), addirittura addestrando il futuro califfo di Baghdad con specifici corsi di oratoria e teologia (!), nell'intento di assicurare a Israele il diritto a difendere a suon di bombe i propri confini. Non gli bastavano, per questo fine, i razzi kassam e gli attentati kamikaze degli irriducibili e più che esasperati nemici tradizionali di Israele, in Palestina e dintorni? Inoltre, proprio Israele che ha finora disatteso una pioggia di risoluzioni dell'O.N.U. senza fare una grinza, dovrebbe improvvisamente preoccuparsi di rendere più accettabili agli occhi del mondo le sue ansie di sicurezza territoriale?

      Parlando in generale, tutti questi tentativi di spiegare il caos mostruoso che sta dilagando in medio-oriente, a me paiono molto più confusi e insondabili della nebbia di barbara ferocia che si prefiggono di diradare e ricondurre a una qualche causa razionale e, soprattutto, univoca.

      Temo che aiuti di più a capire la semplice considerazione che, con la recessione economica in Europa e in U.S.A. di questi ultimi anni, molte economie cosiddette emergenti o anche imperniate sull'esportazione pressoché esclusiva di un solo prodotto, il petrolio, abbiano individuato nei professionisti (colletti bianchi e loro "braccio armato" insieme) della "guerra infinita" dei validi clienti-surrogato, coi servigi dei quali poter riprendere a riempire i propri forzieri. Peccato solo per le popolazioni native dei territori scelti come teatro di quella guerra senza fine.

      Grazie comunque dell'occasione in più per rifletterci sopra che mi ha offerto con questo Suo commento.

      Saluti cordiali, marilù l.

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    7. Guardi, ho ben poche certezze – e quindi non ho certo risposte a questi problemi, diciamo, geopolitici. Di conseguenza, non entro nel merito, come non ho fatto nelle mie risposte precedenti. Noto solo che il Nostro (Di Cori) non parla dell'eccidio della popolazione civile del sud est dell'Ucraina da parte delle forze governative, non dice che al governo di Kiev ci sono forze che si richiamano apertamente al nazismo (guarda caso, stesso silenzio della stampa mainstream italiana), argomento secondo me assolutamente da trattare visto che sono cose che stanno succedendo in un paese che vorrebbe entrare nell'UE e improvvisamente parla dell'eccidio perpetrato in Iraq (e guarda caso, su questo argomento anche la stampa mainstream ha avuto il permesso, anzi: l'obbligo, di parlare). Il nostro parla tanto di matrix, ma mi sembra che lui sia uno dei tanti Mr Smith; ecco il senso della mia domanda retorica: "Ci è o ci fa?" – retorica perché secondo me "ci fa". Vede, secondo me si può tifare per chi si vuole, essere filo americani, per esempio, ma per motivi prima estetici che morali, io non sopporto chi dice due più due fa cinque sapendo che non è così e cercando di convincere gli altri che invece il risultato è proprio cinque.
      Per quanto mi riguarda, uscire da Matrix significa anche capire che a volte chi parla male di matrix ne è spesso un agente.
      Le auguro buona fortuna con la lettura dei post del nostro Mr Smith de' noantri.

      Enzo Suella

      Enzo Suella

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    8. Che strano, adesso mi dice che il vero tema del suo commento, chiaramente interlocultorio nei miei confronti, era la domanda retorica su Modigliani, eppure nel suo intervento mi ha indicato una serie di link da consultare e che avevano proprio la geopolitica -- argomento di cui si dichiara troppo modestamente digiuno -- come centro della trattazione, mentre, al contrario, la domanda retorica suddetta faceva capolino dimessamente solo alla fine, e per giunta da un post-scriptum buttato lì quasi con noncuranza.

      Non so che cosa intenda lei per estetica o per morale, ma anche io non sopporto chi dice che due più due fa cinque; ci riesco ancora meno (a sopportarlo) se lo dice dopo aver chiaramente dimostrato di essere un appassionato di giochi aritmetici, al di là di civettuole ritrosie da "matematico della domenica".

      Non occorre che continui questo commento col disquisire sui "dieci sicurissimi metodi per distinguere un agente di matrix da un qualsiasi Mr. Smith", vero? Almeno su questo, penso che noi due possiamo essere totalmente d'accordo.

      Fervidi auguri anche a lei per la sua nobilissima campagna di deprogrammazione delle povere vittime di Matrix & Co.
      marilù l.

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    9. Non ho capito niente dell'intervento a firma di Marilù l. ma a puro istinto mi piace da matti e sottoscrivo con visceralità

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    10. Anche se non credo che il destinatario della mia risposta sia altrettanto confuso, mi dispiace che a Lei, gentile e sempre straordinariamente ospitale Modigliani, le mie parole siano risultate oscure e incomprensibili. Mi riconsolo col fatto che Le sono, comunque, piaciute "da matti".

      Approfitto dell'occasione per scusarmi se ho monopolizzato la discussione di alcuni degli argomenti -- ed altri, a questi connessi quasi naturalmente, direi -- trattati nel Suo ultimo post. Mi scuso anche se mi sono permessa di fornire chiarimenti al visitatore che si firma D., ma l'ho fatto solo perché aveva scritto il suo intervento in coda al mio commento, utilizzando la finestra delle risposte invece di quella, consueta, riservata ai commenti relativi all'articolo. E' per questo che mi sono sentita chiamata in causa in prima persona, anche se magari era stata solo una svista da parte sua.
      Spero poi di non aver aggiunto all'invadenza anche il fraintendimento del vero senso del Suo articolo.

      Grazie di nuovo, sia dell'accoglienza che dell'apprezzamento.
      Saluti cordiali, marilù l.

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    11. Alcuni puntini sulle "i":
      – mai scritto che non leggo nulla di geopolitica; ho scritto invece che non ho certezze, il che, se mi permette. è ben diverso;
      – i miei interventi sono partiti da una domanda a Di Cori; DOPO è intervenuta lei;
      – tutti i miei sforzi sono per cercare di capire come mai l'agenda dei post di Di Cori, che mi pare si dia aria di persona fuori dal coro, mi è sembrata invece bene dentro il mainstream; ho parlato della tragedia ucraina proprio per questo;
      – mi correggo parzialmente: ho parlato dell'Ucraina anche perché è una vergogna che su questo argomento si dica quasi nulla e soprattutto quasi nulla sulla strage di civili da parte dell'esercito di Kiev e trovo ancora più triste che Di Cori, che ha un pulpito, non dica nulla e mi dispiace che anche lei, invece di parlare di ciò (strage di civili, nazisti al governo), perda tempo a parlare di aritmetica, quando mi sembrava ovvio che si trattasse di un modo di dire, che non ho inventato io e che non perderò tempo a spiegarle.
      Concludo dicendo che lo stesso Di Cori ha, secondo me, capito benissimo, ché stupido non è (proprio per questo mi dispiace ancora di più), quello che voglio dire, non ha capito nulla della sua tirata (e qui mi associo), ma per cavalleria non poteva non ringraziarla, ma, per non esporre il fianco, ha chiuso la questione dicendo che le era piaciuto. Non ho fatto questi interventi per vanità e per gusto della polemica, ma perché sono preoccupato della situazione e mi dispiace che da noi si taccia su cose che ci toccano direttamente.
      Grazie per l'attenzione e, se lei è d'accordo, la chiuderei qui.
      Enzo Suella

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    12. "Signora Marilù, sono un po', come si dice, "off topic" e mi riaggancio al nostro piccolo scambio di battute a proposito del post "N. La narrazione che non c'è" per sottoporle la lettura di un articolo di Marcello Foa, pubblicato sul blog che tiene su Il Giornale. Titolo: "L'altra verità, sconvolgente, sull'Isis e sui suoi aguzzini". Per favore, dia anche un'occhiata al commento n. 4.
      I miei rispetti.

      Enzo Suella

      P.s.: parlando in generale: ma il nostro Di Cori "ci è o ci fa"? " (citazione del suo commento del 20 agosto 2014 ore 06:45)

      " – i miei interventi sono partiti da una domanda a Di Cori; DOPO è intervenuta lei; (citazione del suo commento odierno, ossia del 21 agosto ore 07:54).

      Mi sarebbe davvero piaciuto, se non altro per il profondo e soprattutto AUTENTICO rispetto che ho per Modigliani, evitare di risponderle ma, come le ho già scritto in precedenza, chi dice che due più due fa cinque proprio non lo sopporto. E lei, che lamenta il conforto di così poche certezze in questa valle di lacrime, come valuterebbe chi dice che la sua domanda era rivolta a Di Cori, quando invece il suo intervento comincia con un "Signora Marilù, ecc ecc."? Io forse non so contare e nemmeno scrivere in modo chiaro e intellegibile, però chiunque si comporti in questo modo a me sembra essere, come minimo, contraddittorio e in malafede.

      Mi spiace, posso complimentarmi con lei solo per la sfrontatezza, dal momento che di tanta falsa attenzione mi è proprio impossibile ringraziarla.
      marilù l.

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    13. Per correttezza, verso il sig. Suella come pure verso il titolare di questo blog e i suoi lettori, mi sembra giusto riportare l'indicazione di alcuni articoli che ribaltano le mie convinzioni circa l'assenza di una manipolazione americana dei massacri che da ormai quasi 4 anni stanno devastando la Sirya e, di recente, purtroppo, anche l'Iraq.

      Il primo articolo è di Mark Hosenball, della Reuters: http://www.reuters.com/article/2014/01/27/us-usa-syria-rebels-idUSBREA0Q1S320140127.
      Nonostante risalga ai primi di febbraio di quest'anno, io ne ho avuto notizia solo ieri, grazie alla lettura di un altro interessante articolo, anche più sconcertante del precedente, che vede nelle vesti di protagonista di uno stranissimo viaggio in medioriente (viaggio definito "illegale" dall'autore del pezzo) l'ex candidato repubblicano alla Presidenza U.S.A., il senatore McCain.
      Questo è l'indirizzo web dove è possibile leggerlo: https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2014/08/26/il-califfato-siamo-noi-gli-strani-padrini-dellisis/.

      Grazie, come sempre, al gentile padrone di casa Modigliani, per l'ospitalità.
      marilù l.

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  5. Caro Sergio, capisco come lei dice che la società civile statunitense si occupi ormai di altre questioni che non siano la politica estera, che presumibilmente ai tempi di Bush occupava un ruolo di primo piano, non mi sembra faccia lo stesso il suo governo che continua ad essere molto attivo su tutti i fronti caldi del pianeta, anche se mantenendo un profilo sicuramente più basso rispetto ai tempi di Bush. Se noi italiani invece ci interessiamo così tanto delle mosse strategiche statunitensi dipende anche dalle conseguenze economiche e sociali che queste mosse comportano, dal momento che gli attuali centri di crisi, dall'Ucraina al medio oriente al nord africa sono molto più vicini a noi: le contro sanzioni russe colpiranno principalmente aziende agricole europee e non Usa, malgrado questi ultimi e pochi paesi dell'est europa abbiano spinto per sanzionare la russia, i clandestini in fuga dalla Siria o dalla Libia in fiamme approdano sulle nostre coste e non su quelle Usa, di conseguenza siamo i primi a subire le scelte della politica estera statunitense, per questo ci interessa maggiormente che i dibattiti interni alla società civile, malgrado siano ugualmente importanti per avere un quadro complessivo della situazione. Quel che non mi spiego, e qui chiedo a lei delle delucidazioni, è come un governo che promuove la crescita e l'occupazione in politica interna in politica estera persegua (seppure senza le prove di forza dell'era Bush) politiche egemoniche: mi viene in mente la situazione libica, dove prima dell'attacco Nato la situazione era relativamente tranquilla o la guerra civile siriana in cui solo l'anno scorso Obama sarebbe intervenuto sulla base di un crimine di guerra (l'uso di armi chimiche contro civili) senza colpevoli accertati. Probabilmente se gli Usa avessero in quell'occasione cacciato Assad avremmo dei massacri etnici e religiosi tali da far impallidire quello irakeno. Infine in Ucraina dove Victoria Nuland e il senatore McCain hanno sostenuto apertamente le opposizioni russofobe. Come si spiega quindi una politica interna espansiva e democratica e una politica estera aggressiva? È probabile che i repubblicani abbiano lasciato ad Obama la possibilità di adottare politiche espansive in cambio ottenendo influenza sulla politica estera del governo?

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    1. Quel che non mi spiego, e qui chiedo a lei delle delucidazioni, è come un governo che promuove la crescita e l'occupazione in politica interna in politica estera persegua (seppure senza le prove di forza dell'era Bush) politiche egemoniche

      Risposta mia - semplicemente gli USA stanno destabilizzando ciò che hanno capito di non poter contrallare: il medio oriente.
      Io ipotizzo che lo destabilizzano forse perchè ciò va a vantaggio di israele e sopratutto perchè in questo modo per altre potenze sarà difficile metterci le mani sopra.

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  6. Ancora 2 parole sul senatore Sanders, un altro che ha scoperto l'acqua calda e ce la vuole spacciare per la scoperta del secolo.
    I soldi che l'America ha sempre elargito a piene mani, non sono mai e poi mai stati un regalo dettato dalla generosità, ma sempre e solo un investimento.
    Il sen. Sanders vorrebbe la restituzione immediata dei soldi, ma i suoi interlocutori gli hanno risposto che la realtà è molto complicata. Evidentemente non se la sentivano di spiegare ad un “nonno” gli ultimi 70 anni di politica americana e che la ricchezza americana, quindi il benessere stesso del senatore, deriva da principalmente da questi soldi, che hanno permesso e permettono lo sfruttamento coloniale e/o l'occupazione militare e politica di altri paesi, altrimenti sovrani, in modo da favorire i loro interessi nel mondo.
    Gli americani che non discutono di questo sono dei cow-boy ignoranti, ma tranquilli, c'è lo Zio Sam che pensa a tutto.
    Pensano ai diritti civili loro, ma non pensano ai diritti civili che hanno usurpato. Pensassero a Guantanamo, che hanno creato loro. Pensassero ai milioni di morti causati dai droni in tutte le parti del mondo, giusto per implementare i loro interessi commerciali.
    Secondo le definizioni del termine, gli USA sono uno stato canaglia, come rileva Noam Chomsky nell'articolo linkato

    http://www.internetica.it/usa-chomsky.htm

    leggetevelo se volete davvero capirne di più.
    D.

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  7. di cosa parlano in USA ???
    quindi ricapitolando:
    BERLUSCONI- ci ha rincoglioniti con format USA
    il governo USA sta usando KIEV come un guanto ma loro non ne parlano ,il loro governo va per il mondo seminando distruzione e morte non gli frega granchè,nel paese dell'11 settembre non mi meraviglia
    ISIS - Altra creatura USA-ISRAEL governement ..prima si chiamavano ribelli siriani, li finanziano e poi li bombardano , non ce che dire USA e GETTA, skizofrenia geopolitica .li usano come vogliono , probabilmente vogliono creare un blocco che si riesca a contrapporre alla russia in futuro. una sede staccata USA come altre sono state .(remake)
    IL CALIFFO - mi sorgono notizie che sia un ex agente del mossad ,un personaggio a metà tra il fumetto e una invenzione hollywoodiana appunto....... notorio che anche QATAR e ISRAELE sono coinvolti in questa faccenda
    GAZA- GLI USA SONO i GARANTI e ALLEATI STRETTISSIMI DI ISRAELE.....Dopotutto, come insegna il Talmud, «Gli ebrei sono chiamati esseri umani, ma i non-ebrei non sono umani. Sono bestie» (Talmud: Baba mezia, 114b). Il premier israeliano è in USA per chiedere una strategia(immunità) legale per non essere processato per crimini contro l'umanità. (notizia fantasiosa?)
    EBOLA- C'è una VARIANTE di EBOLA (quindi modificata in laboratorio) chiamata EBOBUM brevettata da laboratori USA . In africa adesso ce una variante modificata , una variante tipo EBOBUM, MODIFICANO e BREVETTANO VIRUS??? con delle start-up??? INCREDIBILE
    SCENARIO INTERNAZIONALE- semplicemente sempre lo stesso, cambia solo la parte di emisfero.-la crisi del 29 e quella del 2008 è completamente sovrapponibile
    OBAMA- è un criminale che fa ammazzare bambini detti TERRORISTI con dei nerd del computer che pilotano DRONI a kilometri di distanza ...INCREDIBILE
    Come in Europa stanno mettendo prostituzione e droghe nel bilancio e nel calcolo del P.I.L. grazie alla MARIJUANA e PUTTANE nei PURITANI STATES, e a trucchi contabili finanziari (algoritmi econimici) hanno avuto un +4% , e questo sarebbe una poderosa avanzata economica mai registrata?
    DETROIT DOCET
    Assumono alla media di 200.000 persone a settimana.>> si , piloti di DRONI , donne per assemblare armi da fuoco, broker.
    Parlano di due temi incrociati: Finanza e Diritti Civili.>> forse parlano dell'ESTORSIONE ALL'ARGENTINA, grande nazione gli USA non cè che dire...
    -<<-per Legge- finanzia la start up al 100% senza garanzie.>> e guarda te , prestare carta straccia senza "garanzie" , è proprio la ricetta per le bolle speculative CRISI-TRUFFA GLOBALE
    -<> sono stati 16000 miliardi di dollari in fumo , letteralmente . bombe nucleari o finanziarie. Che benefattori questi americani, finanziano onlus di diritti umanitari, primavere arabe , gay , qualsiasi cosa per destabilizzare il mondo,
    e certo , destabilizzano il mondo e poi vogliono anche essere pagati per metterlo apposto, come in italia che paghiamo 400 milioni di euro all' anno come stipendi e risorse per le basi nato americane,
    HIROSCIMA quanto dovrà pagare? e NAGASAKY?quanti $$$$?

    -<> come quando dissero di essere stati sulla LUNA
    TRA UN PO', CI DIRANNO CHE L'ATOMICA, L'HA SGANCIATA LA RUSSIA.
    se era per loro il BOEING MH17 l'aveva abbattuto PUTIN.

    chi vive in italia non capisce cosa succede in italia , chi vive in USA non capisce cosa succede in USA , è pacifico............... fa parte dell'Agenda .
    del resto a cosa sono serviti tutti gli scienziati nazisti?
    Ci prendiamo quello che sono , troppo facile dire che ci prendiamo solo la spazzatura ...

    p.s. - Il tribunale della malesia per crimini di guerra ha già condannato israele , bush , soros , ecc... forse per questo che i boing erano tutti malesi - quello scomparso e quello abbattuto.
    ANTIAMERICANISMO BECERO o realtà??

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  8. Avrà il popolo americano il tempo di metabolizzare la consapevolezza di cui parla Modigliani e reagire per fondare un nuovo modello Finanziario? Non credo.

    Se gli americani si trovassero con il canada in piena guerra civile con un governo nazista-fantoccio e il sud del continente in balìa di un famigerata quanto bizzarra milizia che semina morte e distruzione, i temi trattati sarebbero diversi, altro che storie.
    Del resto gli USA detengono da 100 anni il monopolio sui conflitti che ininterrottamente stanno proprio distruggendo (oltre che preziose e innocenti vite umane) i diritti civili ed economie nel resto del globo; inoltre la loro guerra psicologica ha devastato in primis l'italia, riducendoci ad un deserto intellettuale e morale.
    Ecco da dove proviene la "ricchezza" di cui gli yankees hanno sempre goduto e di riflesso il resto dell'Occidente ne ha beneficiato fino ad ora (stando sotto al loro giogo, s'intende).

    Per quanto riguarda il benessere USA:
    In 2012, there were 46.5 million people in poverty. This is up from 37.3 million in 2007. The number of poor people is near the largest number in the 52 years for which poverty statistics have been published (DeNavas-Walt 2013, p. 13 Also see table there); DeNavas-Walt 2011, p. 14).
    The 2012 poverty rate was 15.0 percent, down only slightly from the 2010 poverty rate of 15.1 percent and still up from 12.5 percent in 1997 although the recession has ended officially. 15.1 percent was the highest poverty rate since 1993, but 7.3 percentage points lower than the poverty rate in 1959, the first year for poverty estimates. (DeNavas-Walt 2013, p. 23) ; DeNavas-Walt 2011, p. 14).
    The 2012 poverty rate for Hispanics was 25.6 percent, for Blacks 27.2 percent for Asians 11.7 percent and for non-Hispanic whites 9.7 percent (DeNavas-Walt 2013, p. 21-3).
    In 2012, the poverty rate for children under age 18 was 21.8. Children represented 23.7 percent of the total population and 34.6 percent of the people in poverty (DeNavas-Walt 2013, p. 15).
    20.4 million Americans live in extreme poverty. This means their family’s cash income is less than half of the poverty line, or about $10,000 a year for a family of four ((DeNavas-Walt 2013, p. 18; DeNavas-Walt 2011, p. 19).
    48 million people or 15.4 percent of the American people, do not have medical insurance (DeNavas-Walt 2013, p. 23).
    fonte: http://www.worldhunger.org/articles/Learn/us_hunger_facts.htm


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