venerdì 28 giugno 2019

Il de profundis della sinistra italiana.






di Sergio Di Cori Modigliani


Quest'immagine è la sintesi iconica e il simbolo assoluto dell'evaporazione sistemica della sinistra progressista italiana.
E' così che è andata in fumo negli ultimi decenni.
Che rimanga impressa per sempre nelle coscienze degli italiani sensibili e pensanti.
All'inconcepibile dolore dei parenti, amici, amanti dei 43 innocenti assassinati dall'incuria, corruzione, sciatteria, menefreghismo, cinismo e indifferenza criminale, si affianca l'immagine della sconfitta della nostra generazione di ipocriti pusillanimi.
E' il simbolo del consociativismo diabolico e perverso tra finanza facile e sinistra compiacente, soddisfatta di aver aggiunto una "a" satanica alla propria storia: un tempo notoriamente schiva, ha scelto invece di virare diventando schiava della dittatura del denaro e degli interessi finanziari.
Fare nomi è ormai esercizio infantile e inutile.
Ma la memoria dei misfatti ci accompagna insieme al doveroso culto di quei 43 morti innocenti.

Una comunicazione, però, è necessaria.
Ed è da qui.
Da questo punto, e soltanto da questo punto, che i liberali progressisti italiani possono ripartire verso il cambiamento:
da oggi, la famiglia Benetton è eticamente espulsa per sempre dalla coscienza progressista delle persone libere, indipendenti e intellettualmente oneste.
La ferita del ponte Morandi si rimarginerà, ma non verrà mai dimenticata.
E chi non acceta questo principio, firma la propria resa complice.

In memoriam di quelle quarantatrè animucce.

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