giovedì 10 aprile 2014

Ultim'ora: golpe a Bruxelles dei colossi dell'energia fossile. De Benedetti e i tedeschi esultano.


di Sergio Di Cori Modigliani


Povero Renè!
Mi riferisco qui al pittore belga Renè Magritte (autore dello splendido quadro la cui immagine vedete riprodotta in bacheca) geniale artista europeo, tra i miei preferiti in assoluto.
Se sapesse che cosa gli hanno fatto!
A Bruxelles, infatti, città in cui è nato e vissuto, hanno aperto qualche anno fa il Museo Magritte, dedicato alla sua prolifica attività. L'edificio comprende, oltre alle sale di esposizione, archivi, biblioteca, anche una grande sala di riunioni che ospita cenacoli a pagamento di enti, istituzioni, gruppi istituzionali riconosciuti. In questa sede si sono riuniti i responsabili rappresentanti gli interessi delle grandi corporation planetarie dell'energia, del carbone, del cemento e del petrolio e hanno messo in piedi la più potente lobby europea in assoluto, da allora nota come "il gruppo Magritte".

Compito di questo gruppo consiste nell'attaccare in ogni modo l'estensione dell'attività in sede ambientale per la diffusione di sistemi di produzione di energia alternativa al fossile, evitare che si diffonda il solare, l'idrogeno, la produzione di energia bio-sostenibile. Pressano i governi, impongono le regole promuovendo i loro impiegati esecutori dentro le commissioni, fanno affari sulla pelle dei cittadini che ignorano la loro attività.
Loro decidono quanto pagheremo quest'anno di riscaldamento, se e dove e quando e come e per quanto si avvierà in Italia (e in ogni paese dell'Unione Europea) un nuovo piano di trivellazioni; loro stabiliscono la politica industriale e ambientale del continente.
Quantomeno ci provano.
L'Europa li conosce e ha promulgato delle leggi per contrastarli, comminando diverse multe e penali per contrastare il loro nefasto proliferare. Tra coloro che sono finiti nella mannaia della denuncia per infrazione ci sono la grande industria siderurgica tedesca, i monopoli dell'energia fossile tedesca e la Sorgenia di De Benedetti in Italia.
Fino a ieri pomeriggio.

Approfittando della distrazione collettiva e della complicità della cupola mediatica, ieri sera la commissione europea ha messo a segno un vero e proprio golpe istituzionale che viola ogni diritto europeo e va dunque denunciato. Poiché la commissione si è data poteri dittatoriali ed è in grado di varare decreti con effetto immediato senza passare al vaglio nè della cittadinanza nè dei deputati eletti a Strasburgo, hanno fatto passare dei dispositivi che salvano diverse industrie tedesche e in Italia -tanto per fare un esempio- la Sorgenia, tutte passibili di denuncia per aver ottenuto illecite sovvenzioni statali che violano i principii costitutivi europei. I decreti sono diventati operativi "con effetto immediato".

L'evento è di massima gravità, ma ci spiega anche gli scroscianti applausi al nostro premier da parte dei tedeschi. In cambio di sostegno e di liquidità in borsa a favore delle banche italiane, si garantisce la immunità permanente ai tedeschi e a De Benedetti, non a caso fondamentale sponsor del premier. Lo hanno fatto nel loro modo consueto, discretamente, quasi clandestinamente, ma trattandosi di questioni "formali" sono stati costretti a rubricarle, rendendole pubbliche ieri sera alle 21. Grazie all'attenzione e al lavoro di onesti professionisti della comunicazione presenti a Bruxelles, la notizia dell'evento è stato diffusa, con grave attività censoria in Italia dove non è stata fatta menzione dell'accaduto.
Il motivo per cui lo hanno fatto in fretta e furia è perchè temono che alle prossime elezioni europee del 24 maggio compaia in parlamento una inedita e nuova composizione di cittadini che non sarà facile gabellare, manipolare, acquistare, corrompere. 
Paradossalmente, è una buona notizia: è il sintomo e il segnale che cominciano a sentire il fiato sul collo dell'onda di piena della consapevolezza della cittadinanza europea che da Lisbona ad Atene, da Madrid a Roma, intende produrre un cambio di rotta.

Trattandosi di specifica materia sulla quale la mia competenza tecnica è limitata, posto qui di seguito l'intervento/denuncia del più importante e noto esperto in questioni ambientali energetiche attivo in Italia, Angelo Consoli, presidente del Cetri, l'organizzazione ambientalista di Jeremy Rifkin per la terza rivoluzione industriale, quella dell'idrogeno, del chilometro zero energetico, dell'aria pulita e soprattutto gratis.

Buona lettura



http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/04/colpo-di-mano-bruxelles-gravissimo.html

Colpo di mano a Bruxelles: gravissimo voltafaccia della Commissione Europea sulle politiche energetiche. Un appello a tutti i candidati alle europee con una coscienza ambientale.

Il mio incontro a Roma con la Commissaria Europea
al Clima, la danese Connie Hedegaard
Era nell'aria, e ... zac! è successo. 

La Commissaria Europea al Clima Connie Hedegaard me l'aveva quasi detto quando è venuta a Roma a febbraio scorso, e infatti da quell'incontro uscii abbastanza perplesso tanto che scrissi questo post (che alla luce di quello che è successo oggi assume un nuovo significato)
http://www.angeloconsoli.blogspot.it/2014/02/il-clima-sul-clima-e-cambiato-ritornare.html)

"Contrordine compagni! Su energia, clima e ambiente abbiamo scherzato per otto anni, adesso la ricreazione è finita e si ritorna a un sano realismo fossile. Fra un po' anche nucleare, tranquilli! Così i gruppi finanziari che fanno soldi sulla nostra pelle e sulla nostra salute saranno contenti!"

Oggi la Commissione Europea con un inatteso colpo di mano da parte del Commissario alla Concorrenza, lo spagnolo Joachin Almùnia, ha praticamente cancellato otto anni di politiche energetiche virtuose e, cedendo alle lobby dell'energia, ha  approvato le sue nuove "linee guida" sulle deroghe possibili al divieto generale di aiuti di Stato nel settore dell'energia (*). 

Un'interpretazione delle regole di concorrenza che in realtà si traduce in una vera e propria decisione politica, che avrà conseguenze gravi sull'intero sistema Ue di promozione e sostegno pubblico delle fonti rinnovabili, spostando quasi completamente sulle spalle dei consumatori i costi della transizione energetica, come rilevato in un articolo comparso oggi su "La Stampa" (**)

Tutte le grandi industrie energivore vengono esentate retroattivamente dal contribuire agli incentivi per le rinnovabili che vengono praticamente cancellati mentre non vengono minimamente toccati i molto più corposi incentivi alle fonti fossili ormai pari al 2,5 % del PIL mondiale - vedi (***) 

Inoltre sarà anche possibile finanziare con fondi pubblici i cosiddetti "capacity mechanisms", vere e proprie sovvenzioni ai monopoli dell'energia fossile erogati con la scusa del pagamento della riserva di capacità installata per garantire un "back-up"  in caso di emergenza e in realtà compensati per aver sbagliato investimenti ed essere stati messi in crisi dal... sole! 
In pratica il famoso "capacity payment" approvato molto timidamente  dal governo Monti e reclamato a gran voce da Sorgenia con l'avvicendamento Letta/Renzi per salvarsi dai suoi cattivi investimenti nel fossile (cosa della quale si è occupato Sergio Rizzo in prima pagina sul Corriere della Sera del 2 marzo scorso).

E comunque questo colpo di mano a un osservatore attento, tanto inatteso non doveva essere. 

IL GRUPPO "MAGRITTE"

Le prime avvisaglie si erano avute a maggio 2013 quando i principali monopoli fossili d'Europa, dopo la pubblicazione della Comunicazione della Commissione sugli obiettivi energetici di medio periodo (cioè al 2030 - Vedi link 1 in fondo al post), costituirono un gruppo di lobby per attaccare le rinnovabili. Il gruppo venne immaginificamente chiamato "Magritte" E infatti surrealiste sono le loro richieste: stroncare le rinnovabili perchè mettono in crisi economicamente il loro modello di produzione elettrica basata sui fossili (nella loro "neolingua" loro la chiamano "stabilità del sistema termoelettrico" così chiunque si azzardi a criticarlo potrà essere preso per un pericoloso terrorista che vuole destabilizzare il sistema termoelettrico...  (vedi link numero 2 in fondo al post)

Ma qualcuno storce il naso,  alcune industrie della Green economy, creano il gruppo delle "progressive energy companies" a sostegno di una più ambiziosa politica climatica e energetica Europea. (vedi link numero 3 in fondo al post), denunciando che non di stabilità del "sistema termoelettrico" si tratta ma di stabilità di un business model basato sulle fonti fossili e concentrate messo in crisi dalla più conveniente e abbondante energia solare (vedi link 4 in fondo al post) 
 
A quel punto i "fossilisti" cambiano strategia  e non parlano più di stabilità del sistema termoelettrico ma di "avenire énergétique de l'Europe". (vedi link nr 5 in fondo al post)

I tempi sono maturi per sferrare la più grande controffensiva  mediatica giusto il 19 marzo, il giorno prima del Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo scorso (quello che Renzi confuse con il Consiglio d'Europa facendo ridere mezzo mondo), avanzando un pacchetto di 9 punti fra cui 
la detassazione dei settori industriali più energivori, incoraggiandoli a servirsi di energia fossile praticamente gratis (tanto per loro pagheranno i cittadini e i consumatori, che non hanno lobby capaci di scrivere le regole nella Commissione Europea), l'eliminazione degli incentivi alle rinnovabili, la legalizzazione del capacity payment (su cui pendeva un sospetto di illegittimità ai sensi della legislazione sugli aiuti di Stato alle imprese private, oggi "sanato"con questa pazzesca decisione). (si veda il link nr 6 alla fine del post).

Le richieste del gruppo Magritte vengono oggi esaudite con una decisione in forte odore di illegittimità sotto molti profili. 

Vediamo meglio:
le "linee guida", presentate oggi  non sono misure legislative, non devono essere approvate in co-decisione dal Parlamento europeo (che rappresenta i cittadini) e dal Consiglio Ue, (che rappresenta i governi), e non possono dunque essere emendate. 
Sono elaborate, approvate e applicate immediatamente dalla Commissione, in quanto Autorità antitrust europea indipendente. Eppure, le decisioni prese oggi potrebbero cambiare in profondità la politica energetica, ambientale e climatica dell'Ue, che era stata stabilita con il pacchetto 20/20/20 del 2007/2008.  
La Corte Europea di Giustizia del Lussemburgo
Si tratta di una surrogazione indebita della tecnocrazia al potere legislativo per cui un parlamento europeo guidato da un Presidente conscio delle sue prerogative dovrebbe immediatamente consultare il servizio giuridico per valutare la possibilità di un ricorso alla corte Europea di Giustizia del Lussemburgo. 

L'esenzione parziale o, in certi casi, perfino totale, dal pagamento della parte delle fatture elettriche dovuta al sostegno alle rinnovabili potrà riguadare un numero imprecisato di comparti industriali, quali: attività minerarie, trasformazione di alimenti e bevande, attività manifatturiere riguardanti tessili, cuoio, legno, carta, farmaceutici, plastica, vetro, ceramica, alluminio, rame a altri metalli, batterie e accumulatori, cemento, elettronica, fertilizzanti, chimica e raffinerie, petrolio e gas, combustibili nucleari. Tutti settori che non possono essere lasciati in una specie di zona franca rispetto alla strategia energetica europea, pena il suo svuotamento totale.
Infatti, come hanno ammesso proprio oggi fonti qualificate della stessa Commissione europea, aumenterà in modo rilevante la fattura da pagare per i consumatori, che dovranno compensare di tasca loro il mancato contributo alle energie rinnovabili delle industrie più inquinanti, più consumatrici di energia e più responsabili di emissioni di gas a effetto serra. 
E saranno penalizzate, paradossalmente, le industrie con le più alte performance di efficienza energetica, quelle che hanno investito di più in questo campo, che non potranno godere delle esenzioni (a meno di non essere fortemente esposte alla concorrenza internazionale).  Tutto questo rappresenta una inversione di tendenza di una strategia virtuosa e sostenibilie iniziata otto anni fa con il 20 20 20 durante la presidenza tedesca, e questa strategia non può essere rimessa in discussione con una decisione di oscuri tecnocrati, ma deve essere sottoposta a revisione, secondo lo stesso processo legislativo che l'ha stabilita.
Anche questo è sicuramente da valutarsi come oggetto di ricorso giurisdizionale.


Joachin Almunia
Guenter Oettinger
Infine il Commissario Almunia, spaccia per  "armonizzazione dei diversi sistemi nazionali di sostegno alle rinnovabili" decisioni relative alla quantità, qualità e modalità di erogazione degli incentivi, che si prevede vengano addirittura messi all'asta  tramite "competitive bidding processes"e non più  concessi a chiunque ne faccia richiesta. 
Ora, a parte che così gli incentivi alle rinnovabili diventano una lotteria, è del tutto evidente che qui siamo in violazione delle regole che separano le competenze fra diversi Commissari europei e c'è da aspettarsi (o da esigere) che il Commissario all'Energia Oettinger faccia valere le sue prerogative, visto che contro il "capacity mechanism" aveva preso posizione? (al riguardo si può approfondire leggendo il mio post sulla nella comunicazione da lui presentata a Novembre 2012 sul funzionamento del mercato dell'energia e potrete trovare al nr 7 in fondo alla pagina). 

ANCORA UNA VOLTA SI IMPONGONO REGOLE FAVOREVOLI AI TEDESCHI
Ma non c'è da sperarci. Infatti il colpo di mano dello spagnolo, cava le castagne dal fuoco al tedesco. Nel caso specifico, le esenzioni dal divieto di aiuto di Stato sono state oggetto di un negoziato serrato, durato due anni, fra la Commissione e in particolare il governo tedesco, con la sostanziale esclusione degli altri e la totale assenza del Parlamento europeo. 
Il risultato finale è che gli aiuti di Stato che la Germania ha fornito - contro le norme Ue - a gran parte delle sue industrie, alleggerendo la loro fattura energetica, non solo non verranno sanzionati in futuro, ma sono stati condonati retroattivamente. 
E quel tipo di esenzioni sarà ora esteso a tutti gli altri Stati membri, che finora avevano rispettato le normative Ue, non aiutando le proprie imprese e penalizzandole rispetto a quelle tedesche.  

Gli aiuti di Stato ora permessi in questo settore sono una possibilità, non un obbligo per gli Stati membri, ma è chiaro che pochi paesi lasceranno le proprie industrie esposte al "dumping energetico" dei paesi vicini, e tutti si affretteranno a uniformarsi al sistema tedesco. Proprio quando invece si sta raggiungendo la grid parity nei paesi del Sud dell'Europa con grande scorno dei monopoli fossili del nord Europa.

Tutto questo rappresenta un gravissimo, ribaltamento della politica Ue a colpi di decisioni insidacabili dei tecnocrati della Direzione Concorrenza della Commissione, dettate dalle lobby.
Infatti è chiaro che il Commissario alla Concorrenza è andato molto al di là di una pura interpretazione delle norme sulla concorrenza (del resto quando lo abbiamo incontrato con Rifkin nel 2007, non ha fatto altro che lamentarsi del costo eccessivo delle rinnovabili, un mantra tipico delle lobby dei fossili che evidentemente già da allora -era il 2007-  lo "imbeccavano").

Perchè questa accelerazione proprio adesso? Forse le lobby fossili a Bruxelles si sono rese conto che il vento sta cambiando, e che dopo queste elezioni europee potrebbero non avere più una Commissione di "camerieri" (socialisti compresi) pronti a esaudire ogni loro desiderio, e allora hanno preferito forzare la mano subito, sperando di farla franca e e di poter imporre questo  scandaloso abuso di potere contro lo stato di diritto e le regole della democrazia Europea. 
La Commissione non puo' arrogarsi il diritto di cambiare la politica Ue sulle rinnovabili con una decisione di mera interpretazione dei Trattati.

RICAPITOLANDO
1  - L'Antitrust della Commissione Europea, eccedendo i suoi poteri, entra d'imperio a gamba tesa nelle strategie energetiche europee, capovolgendole, e adotta un atteggiamentoestremamente permissivo verso le fossili e il nucleare e estremamente punitivo verso le rinnovabili

2  - I  tedeschi hanno violato per tre anni le norme sugli aiuti di Stato, gli altri non lo hanno fatto, e si premiano i tedeschi con una decisione retroattiva!!!

3 - Mentre quelli che  hanno creduto nella strategia Ue e hanno investito nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica vengono penalizzati, quelli che non ci hanno creduto, e hanno investito nel gas, sbagliando tutto, tanto che ora sono in sovraccapacità produttiva e sono costretti a mendicare un "aiutino" pubblico per compensare le perdite economiche dovute esclusivamente a loro scelte industriali miopi e sbagliate, vengono invece  premiati 
(Vale la pena di ricordare che questo è esattamente il caso di Sorgenia a cui la legalizzazione del "capacity mechanism" sembrerà una manna dal cielo).

4  - Le esenzioni delle grandi industrie energivore dal contributo al finanziamento delle rinnovabili, sono esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare, e provocheranno un aumento notevole delle fatture per i consumatori. 

5  - A quel punto i monopoli energetici avranno buon gioco nel dire che l'energia rinnovabile  costa troppo ai consumatori e insisteranno per  togliere definitivamente gli incentivi. Nel frattempo, le industrie sono comunque esentate, le utilities ricevono i sussidi per le riserve di capacità (centrali a gas) e magari si riesce anche a ottenere dei sussidi per promuovere nucleare e gas per raggiungere le riduzioni di emissioni che (si affermerà) non si possono più raggiungere con le rinnovabili.

Le esternazioni "fossili" del Ministro Guidi
6 - Così i  monopoli energetici continueranno a spremere il limone dei fossili e a fare profitti stratosferici sulla pelle e la salute dei cittadini europei che continueranno allegramente ad ammalarsi e a morire a centinaia di migliaia, la Germania non sarà più costretta a farsi rimborsare dalle proprie imprese centinaia di milioni  di euro di aiuti di statoimprovvidamente concessi, e legalizzati retroattivamente da una Commissione generosa a senso unico.

7 - A questo punto il cerchio si chiude. E si capiscono meglio le uscite del Ministro Guidi di questi ultimi giorni. 

CONCLUSIONI
Ci sarà qualcuno a Bruxelles o al Lussemburgo, che si renderà conto della violazione bella e buona allo stato diritto perpetrata con questa decisione che confonde di tutto, aiuti di stato e incentivi alle rinnovabili,  decisioni tecniche (di competenza della DG Concorrenza)  e decisioni di armonizzazione normativa (di competenza del potere legislativo, cioè del Consiglio e del Parlamento). 
Ci saranno associazioni di consumatori, o  ambientaliste,  o sindacati, o imprese straniere sfavorite dagli aiuti di Stato alle imprese tedesche che si faranno sentire? 

E soprattutto,  i candidati italiani alle elezioni europee che ne pensano di questa invasione di campo dell'organo legislativo al quale ambiscono, da parte di un potere tecnocratico non eletto da nessuno? 
Trovano tutto normale? 
O hanno intenzione di farsi sentire? 




(*) http://ec.europa.eu/competition/sectors/energy/eeag_en.pdf

(**) http://www.lastampa.it/2014/04/09/scienza/ambiente/commissione-ue-esenta-lindustria-dal-contributo-a-rinnovabili-tFFpNB171uVVInHxWFmQIM/pagina.html

(***) http://www.qualenergia.it/articoli/20130403-gli-aiuti-alle-fonti-energia-fossili-il-25-percento-del-pil-mondiale

1) http://ec.europa.eu/energy/2030_en.htm

2) http://uk.reuters.com/article/2013/10/11/utilities-renewables-ceos-idUKL6N0I11UF20131011

3)  "http://www.energypost.eu/progressive-energy-companies-versus-margritte-group/  

4) http://cetri-tires.org/press/2013/16-giugno-2013-le-rinnovabili-coprono-lintero-fabbisogno-energetico-italiano/?lang=it

5) https://www.gdfsuez.com/wp-content/uploads/2014/03/le-groupe-magritte-appelle-a-des-mesures-immediates-et-drastiques-afin-de-preserver-l-avenir-energetique-de-l-europe-19-mars-20142.pdf 

6) http://www.gdfsuez.com/journalistes/dossiers-de-presse/groupe-magritte-mesures-preserver-avenir-energetique-europe/

7) http://angeloconsoli.blogspot.it/2012/11/e-necessaria-una-diversa-politica.html

2 commenti:

  1. Un motivo in più per non votare quei partiti e quei candidati che sono favorevoli a mantenere questa Europa dove comandano le lobbies e la finanza. E' l'ennesimo colpo di mano camuffato e poi presentato come se questi provvedimenti fossero presi nell'interesse dei popoli.

    Solo da poche settimane la Fondazione Keshe ha diffuso le conoscenze per realizzare congegni produttori di energia a basso costo invitando chiunque ad operarsi per finanziarli e produrli: in rete sono facilmente disponibili e chiunque se li può scaricare per studiarseli. Altri stanno riprendendo gli studi di Tesla per la produzione di energia a basso costo, si parla di pochi euro l'anno; l'ingegnere italiano Rossi sta avviando la produzione del suo motore. Insomma ci sono tante iniziative che, se debitamente supportate, potranno darci fonti d'energia non inquinante a bassissimo costo, altro che fotovoltaico e solare, e questo ovviamente non piace ai signori che si arricchiscono col petrolio, il gas e le vecchie fonti. E' probabile quindi che la fretta di agire sia stata determinata anche dalla consapevolezza che i loro monopoli possono essere neutralizzati una volta che si diffondono questi nuovi sistemi.

    E questo spiega perché da un anno c'è un fuoco concentrico sull'attività dei Cinque Stelle da parte degli intellettuali organici a Repubblica, del pd e dei loro sodali. Loro sanno benissimo che il programma dei 5 S sull'ambiente è preciso e non lascia spazio alle loro manovre, bisogna quindi metterli in cattiva luce, seminare zizzania tra i loro sostenitori, presentarli come degli stupidi idealisti manovrati da Grillo e Casaleggio, le vere anime nere della politica. Ma se sostituiamo al loro nome quello degli sponsor del pd è facile capire chi sono gli occulti burattinai.

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    1. Ben detto!
      Se poi consideriamo che le guerre, da che mondo è mondo, si combattono per accaparrarsi le risorse energetiche, quanti miliardari (armieri e non solo) e generaloni andrebbero a passare una dorata vecchiaia con la canna da pesca in mano?!?

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