mercoledì 19 dicembre 2012

Esplode in Italia l'ossessione maniaca della candidatura politica alle elezioni.



di Sergio Di Cori Modigliani


La truffa prosegue inarrestabile.
C’ una notizia in questo post, a mio avviso disgustosamente oscena e chiaro simbolo di un’Italia degradata. E’ lunga un rigo. Si trova come post scriptum. Senza commento aggiuntivo, augurandomi che, così, risulti più incisiva per le coscienze pensanti di questo paese. Potete star certi che nessuno ne parlerà, né oggi, né nel prossimo futuro.
Il post, invece, è una riflessione su quanto sta accadendo in questo periodo, in Italia, che mostra alcuni aspetti che definirei “antropologicamente interessanti”: la trappola della totale ubriacatura di narcisismo che sta spingendo questa nazione bulimica verso un disastro annunciato.
E’ la nuova malattia sociale degli italiani: “La sindrome della candidatura”.
Il morbo è trasversale, contagia chiunque, ed è diventato il nuovo status symbol del paese. Colpisce all’improvviso, è democratico, salvaguarda la pari opportunità e, in questo momento di crisi, è andato a sostituire quello che un tempo era il rolex o la vacanza alle Maldive. L’infezione (di questo si tratta, è una specie di batterio del sistema nervoso centrale) quando colpisce si trasforma, all’inizio, in apparente epopea civica, poi diventa ossessione morbosa e quando il dato della realtà annuncia il risultato, le reazioni sono tutte uguali dovunque: si diventa aggressivi, violenti e – a scelta- distruttivi oppure auto-distruttivi, a seconda della propria caratterialità.
Nessuno ne è immune.
Si candidano tutti. Si autocandidano tutti. Si cerca in ogni modo di farsi candidare, nel nome dei principii più strani, autoeleggendosi come la persona più autorevole a rappresentare una esigenza collettiva. Va da sé che le persone colpite da questa malattia manifestano il proprio essere stati contagiati attraverso una delle frasi tipo dei malati in questione “è l’idea  del bene comune che spinge la mia responsabile scelta”.
E così, arrivato Berlusconi, nel PDL tutti in riga dietro il padre padrone in attesa che lui stili la lista che consentirà l’immissione del proprio nome. Nel PD, il democratico Bersani annuncia il proprio rinnovamento e decide di non candidare nessun rappresentante della lista Renzi eliminandoli tutti, promuovendo le new entry della sinistra italiana: Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Moroni, Letta, Franceschini, con Nichi Vendola contento come una pasqua perché avrà qualche sottosegretario, così coronerà quella che sembra essere diventata la sua unica grande ambizione: sposarsi celebrando il rito matrimoniale all’interno della cappella della Camera dei Deputati. In tal modo la sinistra finisce in pole position verso una annunciata sconfitta elettorale. Tutti gli altri, idem, ciascuno a modo proprio, comprese le cosiddette “liste della società civile”. Ci sono a destra e ci sono a sinistra, alcuni dentro vecchie sigle, altri con nuovi nomi roboanti. Diverse persone negli ultimi mesi si sono battute (sia a destra che a sinistra e nei cosiddetti movimenti) per dar vita a nuove forme di aggregazione contro i partiti, contro lo status quo, per un cambiamento, e grazie al consenso (chi l’ha avuto) di adepti, seguaci, estimatori, tifosi, ecc., hanno raggiunto la quota sufficiente e necessaria per attirare i tecnici esperti che si presentano con l’offerta del momento “vorremmo candidarti nella nostra lista”. Naturalmente accettano tutti e il primo passo consiste nello spiegare ai propri esterrefatti seguaci che si tratta di una lista “tattica”, di una mossa “strategica”. C’ è cascato perfino il dr. Antonio Ingroia che ha trovato un modello matematico per portare qualche centinaia di migliaia di voti alla destra: annunciando la sua candidatura ha automaticamente prestato il fianco –autorizzandoli a ragion veduta- a tutti coloro che sostenevano quanto le sue  argomentazioni avessero come unico scopo quello di tirargli la volata per finire in parlamento. L’Italia non ha bisogno di un magistrato che faccia il deputato, ne abbiamo fin troppi. Il paese avrebbe bisogno di encomiabili magistrati che lottano e combattono in procura dichiarando a viva voce “qui siamo al fronte nel combattere la corrotta classe politica e tutti coloro che aspirano a farvi parte”. Da quando è arrivato in Guatemala non ha detto neppure una parola interessante su ciò che accade laggiù. La sua preoccupazione principale sembra quella di aver organizzato la sua domanda al ministero di grazia e giustizia per avere “l’aspettativa per motivi elettorali” perché rischiare va bene, ma nel caso poi non si venga eletti, meglio tenersi il posto sicuro. Non si sa mai. Grave e cocente delusione.
Ma l’epidemia si sa, non guarda in faccia a nessuno. E’ un po’ come la peste bubbonica nel ‘600, chiunque poteva essere contagiato.
Ho seguito con molta attenzione l’attività all’interno del M5S, negli ultimi giorni, relativa alle conseguenze delle parlamentarie. E dopo aver riflettuto, la mia idea è la seguente: nei prossimi giorni e forse anche nelle prossime settimane, è probabile che il M5S nei sondaggi accuserà il colpo e perderà in quantità. Ma la trovo un’ottima occasione per un meraviglioso salto di qualità che consentirà, quindi, a breve, un nuovo impulso più maturo. Gli aderenti al movimento, infatti, hanno reagito –nelle diverse regioni la reazione è stata pressoché identica- tutti secondo modalità davvero sorprendenti: le stesse persone che per lungo tempo si erano mobilitate per osannare, applaudire, promuovere ed esaltare Beppe Grillo, una volta finita la conta e scoperto che avevano perso, hanno dichiarato che Grillo è un dittatore, che lo sapevano da sempre ma non lo dicevano perché erano buoni. Non solo. Le stesse persone che hanno difeso le regole elettorali, una volta fatta la conta, hanno denunciato tali regole considerandole ignobili, dittatoriali e malvagie. Erano ottime fino a un minuto prima, sono diventate pessime un minuto dopo. Le stesse persone che per mesi, alcuni per anni, si sono mobilitate “per far valere il principio che uno vale uno perché ciò che conta è il collettivo, la comunità, e quindi la rappresentanza individuale non conta perché il valore sta nel progetto” una volta fatta la conta, hanno gridato allo scandalo e hanno dichiarato che alle prossime elezioni non voteranno per il M5S, quindi sono diventati immediatamente distruttivi o auto-distruttivi (a scelta). Quasi nessuno ha accettato il risultato. Non solo. La maggior parte sono diventati attivissimi nel fare propaganda contro, nello spiegare perché il movimento fa schifo, perché si tratta di beceroni al seguito di una coppia di dittatori, perché bisogna combattere il M5S, lo stesso identico movimento nelle file del quale –fino a pochi minuti prima- intendevano essere candidati per rappresentarlo.
Si tratta di una normale bulimia narcisista. E per quanto riguarda il M5S penso che il movimento si avvantaggerà nel perdere per strada gente simile. Chi è furiosamente innamorato del proprio nome da candidato e ha investito tutta la sua energia in quello, non ha senso alcuno che militi nel M5S, lì la prospettiva è diversa.
Conosco almeno dieci persone con le quali, secondo modalità diverse, avevo intrattenuto degli scambi di pensiero negli ultimi mesi, che –sia a destra che a sinistra- sono stati contagiati dal morbo. E così abbiamo rappresentanti di movimenti contro il liberismo economico, finiti candidati nella lista di Oscar Giannino; paladini della cultura laica finiti dentro liste del vaticano; amanti dello sfascio a tutti i costi dentro liste che auspicano rigore e salvaguardia dello status quo e così via dicendo.
E’ una malattia tutta italiana.
Le persone sane sono invece quelle che si sono sottratte, come ad esempio Pippo Baudo, a cui va davvero la nostra stima civica. Identificato lo scorso settembre dal PD come ottimo “uomo-immagine” per la presidenza alla regione siciliana gli proposero la candidatura. Lui rispose che ne era davvero lusingato ma non poteva accettare … sono uno showman, un intrattenitore, un uomo di spettacolo, non sono un politico. Ma soprattutto amo la Sicilia. E’ una regione complessa con problemi seri strutturali. Amministrarla vuol dire avere delle competenze che io non possiedo. Non saprei davvero come fare il lavoro, non potrei essere utile. Una risposta davvero intelligente.
I malati di bulimia narcisista, invece, pensano di essere (e proprio qui sta la malattia) le persone migliori al mondo per svolgere l’attività politica istituzionale e quindi il fatto di non essere candidati viene vissuto e interpretato come un attentato al bene comune. Non c’è da stupirsi, basterebbe guardare la rete. E’ piena di quotidiani on-line, siti giornalistici, gente che non ha la più pallida idea sulla comunicazione che organizza convegni sulla comunicazione, persone che non sanno scrivere e pubblicano libri e così via dicendo.
L’abbattimento del concetto di valore basato sul merito, competenza tecnica e curriculum vitae, ha comportato il trionfo di Silvio Berlusconi: un’idea della società basata sulla primogenitura del più forte, del più ricco, del più compromesso, veicolando il concetto pubblicitario marketing per cui conta l’apparenza e non la sostanza, conta la visibilità, conta l’involucro del pacchetto e non il suo contenuto.
Per questo è tornato in pista. Sa che ha ancora qualche chance.
L’Italia è rimasta uguale, è sempre la stessa.
O meglio, per colpa sua, l’Italia è peggiorata di molto.
Gli italiani sono rimasti uguali.
Ed è quello che va rivoluzionato, altrimenti, Monti o Bersani o Casini o Montezemolo o Giannino o Vendola sarà identico e irrilevante.
Non è più possibile ascoltare da chicchessia (a destra) sostenere che Maroni e Tremonti sono contro il liberismo di Monti, essendo stati al governo attuando disastrose pratiche liberiste e dando alle banche soltanto nel 2010 ben 87 miliardi di euro che hanno portato la repubblica italiana sull’orlo della bancarotta. Non è possibile ascoltare da chicchessia (a sinistra) che il PD rappresenta un cambiamento avendo votato per il fiscal compact, per il finanziamento truffaldino alle banche, votando a favore del mantenimento di ogni privilegio corporativo dei ceti oligarchici che stanno insanguinando l’esistenza degli italiani.
Questo è inaccettabile.
Così come è inaccettabile da chi ha militato nel M5S che si svegli un mattino e scoprendo di non aver vinto la possibilità di essere candidato, decida e scelga di andare contro Grillo, soltanto perché non sarà eletto.
Il mondo sembra essere diventato la fotocopia di facebook.
Ma la Politica non è un social network per esibizionisti. Questa è una malattia.
La Politica non è un’attività per tutti. Nella sua massima espressione è un’Arte, in quella minima è comunque una professione (non un mestiere) che presuppone l’esercizio di competenze che si acquisiscono attraverso una specifica e adeguata formazione e preparazione. Non basta “essere onesti” per qualificare se stessi come soggetto politico in grado di rappresentare la collettività: essere onesti è una condizione esistenziale eticamente doverosa e scontata per tutti. Se John Maynard Keynes non avesse avuto dietro di lui (o avanti a lui) due “animali politici” di gran razza, come Franklin Delano Roosevelt e Harry Truman, le sue teorie sarebbero rimaste pura accademia. Senza adeguata formazione, non esistono personalità politiche. Esistono soltanto politicanti, faccendieri, demagoghi, manipolatori. Bisogna apprendere la strumentazione e imparare ad usarla. Si va a scuola di formazione per diventare dei politici e potersi presentare nell’agone come degni rappresentanti degli interessi della collettività. Si impara come funziona il gioco e allora lo si sa giocare.
Altrimenti è sempre e soltanto un puro azzardo.
In conclusione due citazioni, da fonti molto diverse.
La prima viene da una cultura che amo molto, quella ceka, colonna portante del grande spirito libertario europeo.
«Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi […] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti […] C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata […] E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.»

                                                                              Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”
La seconda, invece, viene dalla cultura degli indiani nativi americani e proviene dalla più strutturata di quelle culture, quella della nazione Cherokee. E’ un loro apologo.
Una sera, una donna Cherokee raccontò al nipote: "Figlio mio, la battaglia è tra i due lupi che vivono dentro di noi. Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità. L'altro è felicità, gioia, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione."
Il piccolo ci pensò su per un minuto e poi chiese:
"Quale dei due lupi vince?"
La donna Cherokee rispose semplicemente:
"Quello a cui dai da mangiare".


P.S. Ieri al pomeriggio, la commissione bilancio della Camera dei Deputati, con voto unanime (PD PDL Lega Nord Udc FLI Api) ha votato per dare il via a 1250 nuove concessioni per aumentare del 14% dal 1 gennaio 2013 la diffusione di slot machine nel territorio italiano, consentendo anche l’apertura di ben 750 nuovi mini casinò nelle più importanti città italiane, di fatto, quindi, mettendo la parola fine a qualsivoglia forma di lotta e opposizione al dilagare della ludopatia, del gioco d’azzardo e della presenza delle mafie criminali organizzate nel nostro territorio.
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33 commenti:

  1. Sergio,
    tu non ti immagini nemmeno quanti lettori dei tuoi articoli e tuoi estimatori hai perso e ancora perderai per strada dopo la tua deriva grillesca.
    Non trovo più quella visione anticonformista e di stimolo che vi trovavo prima: ho sempre la netta sensazione che ciò che scrivi sia semplicemente dettato dalla volontà di compiacere il tuo nuovo mentore.
    La visione è nettamente di parte, incompleta, con omissioni di comodo. I ragionamenti sono volutamente schierati e tutti e solo verso un'unica direzione.
    Peccato, ti ho letto per tanto tempo con interesse genuino e curiosità, ma d'ora in avanti non visiterò più il tuo blog.
    E siamo in tanti a pensarla così, ma forse non ti preoccupi, adesso hai nuovi fedeli seguaci.
    Mi raccomando accontentali sempre, raccontagli quello che gli fa piacere sentire e nascondigli la verità.
    Non preoccuparti di rispondere, non ti leggerò.



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    1. Sergio avrà perso lei, ma ha guadagnato come lettori affezionati me e altre persone come me. La sua perdita equivale alla perdita della Salsi e della Pirini per il M5S.

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    2. Mi associo al commento di Elena.

      Michele

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    3. mi associo anch'io . Grillo ha certamente una componente di difficile governabilità dovuta al fatto che non ha "animali politici" in scuderia.

      Ma è un ottimo cane da guardia . E poi...gente che va ... gente che viene

      Ne approfitto per salutare un vecchio amico che davamo tutti per sepolto sotto un vulano indonesiano. :-)

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    4. hahaha, salto un po' di qua ed un po di la', un sogno vale l'altro... ;)
      grazie per i saluti, qui siamo a posto.

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    5. Anche io trovo stucchevole e faziosissima questa retorica grillica, e ne sono disturbato.

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    6. Elena condivido in pieno il tuo pensiero.. Grande Sergio, continua così se a qualcuno gli prude si gratti altrove, io vedo tra le persone a cui ho postato i tuoi articoli grande considerazione e stima.. TANTI AUGURI amico mio.. resta quello che sei, un " VERO " e stimato blogger.. ciao... sebastian

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  2. La candidatura di Ingroia mi lascia molto perplessa, se candidatura è. ho pensato chel'aspettativa fosse stata chiesta per appoggiare il movimento arancione (ex viola) Non vedo Ingroia al parlamento e mi ha stupito anche De Magistris che lo sostiene...
    Spero che la situazione sia ancora fluida, modificabile. non può essere altrimenti.
    Il postscriptum è osceno nel contenuto e terribile nell'effetto che mi ha suscitato..
    che cosa sperare ancora? maria grazia m.

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  3. Dopo 3 o 4 mesi dall' insediamento del governo bersani-monti vedremo se franco finetti non tornerà qui con le pive nel sacco. Di solito è quello il tempo massimo che impiegano gli speranzosi compagni a perdere la fiducia nei propri governi.

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  4. "Il mondo sembra essere diventato la fotocopia di facebook.
    Ma la Politica non è un social network per esibizionisti. Questa è una malattia."

    no, e' facebook che e' la fotocopia del mondo, per questo la gente lo usa, e' la massima espressione della finzione, dell'apparire per cio' che non si e' ed e' quello che la gente vuole.
    la politica, essendo fatta da una parte della gente, non fa eccezione, e' anch'essa apparenza, senza sostanza.

    la cima della piramide viene sostenuta dalla base, senza di questa la cima cade per cui non vedo nessuna possibilita' se non nel cambiare la base, cosa che richiede di solito generazioni. o un patatrack inaspettato.

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    1. Ecco, nel patatrac inaspettato ci avevo sperato anch'io! Pero', siccome ci avviciniamo alla fatidica data e qui 'no pasa nada' (a meno che la provvidenza divina non decida di intervenire all'ultimissimo momento), mi sa che ce la dovremo sbrigare da noi! :-)

      Alessandra

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    2. Sono d'accordo al 100% con Indopama,

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    3. Indopama sono d'accordo anch'io con te. Per questo sostengo con tanto accanimento Grillo, mi sembra un acceleratore di particelle, davvero l'unica possibilità realistica di provocare un patatrac. Se non altro per risparmiarci altri 25 anni di agonia.

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  5. Ha ragione Uriel Fanelli. Grillo è un totem. Il capo di un "branco".

    Un capo clan come lo sono Berlusconi, Casini, Di Pietro, Vendola... Monti. Come lo sono stati Occhetto e Craxi, Cossiga e Pannella giusto per citare nomi e rimanere sul politico.

    La stessa cosa succede in ambititi religiosi, economici, etc.

    Sono delle strutture sociali basate sul potere discrezionale di un capo, di una casta o di un ceto dirigenziale come il PD(menoelle).

    Mi sono chiesto perché la cosiddetta "pulizia etnica" in questi frangenti ovverosia la cacciata dei Favia, Salsi, etc.

    - Nota: La pulizia etnica è un crimine orrendo! la frase, credo di averla sentita alla Bilderberg TV (ex LA7) -

    Ritengo che l'iniziativa della copia Grillo/Casaleggio risponda ad una strategia molto fine.

    Perché la cacciata dei "dissidenti" alla vigilia del voto sapendo che la grancassa mediatica lo avrebbe additato come un dittatore?

    Perché ora e non tre mesi fà? I sondaggi ne avrebbero risentito...

    Infatti lo stanno punendo! Che l'uomo sia impazzito? Non credo!

    Penso che con questa mossa Grillo voglia consolidare il "suo" elettorato, voglia sedimentarlo (come dicono i market-tari).

    Meglio avere il 10% di zoccolo duro che il 20% "volatile".

    Quale occasione migliore come il voto VERO!

    Se si vuole costruire un edificio robusto servono delle fondamenta solide.

    Ed allora via alle cannonate chi deve andare... vada. Adesso!

    Ultima breve considerazione su Barnard... un piccolo totem diventato invisibile. Poveretto, ha perso una grossa occasione (al Rimini di febbraio c'ero, ci credevo).

    Ora è come un cane solitario che abbaia alle lucciole. Amen.

    Guy F.

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    1. ... no ! io credo che nel M5S non si possa che essere come l'M5S vuole che siano i politici e la politica ed è evidente che è proprio nel M5S che possono devono ed avvengono epurazioni proprio in ragione di quello che ho appena scritto . forse la pecca piu grossa del M5S stà proprio nell'aspettare che ci sia un'adeguamento etico dell'intera collettività a partire dai politici evitando di attuare ( proprio in ragione della democrazia ) quello che sarebbe auspicabile per accellerare i tempi " imporre candidature qualificate " in questo c'è la volontà di cambio di mentalità/approccio politico dell'intera collettività nazionale ( l'intendimento è altissimo , difficilissimo ) le conseguenti salsi tavolazzi favia ne sono la dimostrazione . p.s la colpa del m5s ( RIPETO ) è voler cambiare ,in maniera democratica , l'idea stessa di politica in un modo che richiederà anni oppure uno scatto di intelligenza collettivo .

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    2. Intanto mi fà molto piacere che tu non sia d'accordo. Il dibattito è bello quando è asimmetrico se poi mi dici chi sei va ancora meglio.

      Ho già scritto cosa dovrebbe essere la "democrazia", Modigliani non è d'accordo con quanto dico, ma va bene così ho le mie idee lui le sue.

      Affermi: "imporre candidature qualificate"... che vol dì? Penso che per fare il politico serva una sorta di patente.

      Mi chiedo perchè se guido un automezzo serva la patente se faccio il chirurgo, l'insegnate, l'ingegnere, etc. una laurea se uno fà il politico e quindi decide della VITA delle persone non debba avere una patente e possa essere un mentecatto
      qualsiasi.

      Poi, se ho ben capito... ritieni che il M5S non sia un "branco"?

      Vogliamo chiamarla onlus? Ok la sostanza non cambia.

      Vadim Zeland nella sua trilogia - Reality Transurfing - li definisce "pendoli":
      "... questi gruppi di persone possono essere assimilati ai pendoli, ricevono energia sia da chi è favorevole sia da chi è contro, possono essere benefici o distruttivi come le guerre, l'importante è che ci siano i pro e i contro".

      Ancora, scrivi: (...) oppure uno scatto di intelligenza collettivo.

      Fammi un esempio... non che io sia un genio ma di intelligenza in giro ne vedo gran poca.

      Guy F.

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    3. mi inserisco anche se non mi riguarda: in campo politico italiano web, tanto per intenderci, uno scatto di intelligenza collettivo consiste nel cominciare a pensare non più in termini dietrologici, il che non è facile perchè eliminerebbe almeno il 90% dei bloggers, persone prive di logica sostanziale e sostanziata che vivono e sopravvivono spiegando al mondo tutto ciò che c'è dietro, tutto ciò che non viene detto, tutto ciò che viene nascosto, ecc. E se invece si cominciasse a ragionare in termini più diretti e semplici? Tutta questa questione della Salsi e Grillo si potrebbe comprendere in maniera facile: la Salsi non ha seguito la regola che Grillo ha posto, lui l'ha sgridata, lei ha detto no non ci sto e l'ha attaccato e lui l'ha espulsa. Fine. Il tutto -da ambo le parti- in maniera istintiva ed emotiva. Dietro non c'è un bel nulla. C'è ciò che è accaduto. Se sul web fosse scattato "il salto di intelligenza collettivo" parecchio tempo fa, invece di perdere tempo a stabilire se dietro Monti c'è la Goldman Sachs o J.P.Morgan o la Deutsche Bank si fossero tutti impegnati non nel denunciare ciò che c'era dietro, sotto, nascosto, bensì per denunciare la recita, ciò che era chiaro e ovvio e lampante davanti agli occhi di tutti, per Monti & co. sarebbero stati dolori. Negli ultimi dieci giorni tutti a seguire ciò che c'è dietro le quinte sulle manovre elettorali, sulle candidature del PD, su ciò che c'è dietro Grillo, e intanto i supermarpioni al silicio hanno redatto una immonda legge che ieri notte hanno votato tutti d'accordo, che aumenta i privilegi dell'oligarchia, che aumenta i soldi alle banche, che aumenta i tagli alla sanità e all'istruzione, ma sono tutti talmente presi da ciò che accade e succede dietro le quinte che nessuno guarda più lo spettacolo sulla scena reale. E'ciò che diverse volte ho definito "Il Paradosso della Surrealtà". I marpioni lo sanno benissimo. Mettono in scena lo schiavismo e nessuno protesta più di tanto perchè sono tutti distratti a guardare dietro la tenda per vedere chi manovra chi spinge chi controlla chi. Intanto fanno passare le leggi.

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    4. Eccerto che fanno passare le leggi. "Tecnicamente" siamo in uno Stato di diritto quindi tecnicamente è legale. Purtroppo.

      Guy F.

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  6. Se i militanti di un movimento vanno in TV a criticare le regole che sono essenziali per la loro sopravvivenza, sono come minimo degli stupidi, ed è bene che vengano estromessi dal leader per evitare che facciano altri danni. Chi non lo capisce è stupido come loro. Molti purtroppo sono onesti soltanto finchè sono poveri e non hanno potere, ma dopo averlo provato non accettano più di farsi da parte.

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    1. Condivido. Il potere e il successo rovinanno gli uomini.

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  7. Non condivido per niente questo suo attaccamento acritico al m5s. Poi l'idea che quelli che criticano il m5s sono solo quelli che non sono stati eletti o non si possono candidare più, è ridicola e offende la sua intelligenza. Io ho seguito il m5s stelle fino dalla sua nascita e anche prima visto che seguo il blog di grillo dal 2006, non mi sono mai candidato e quindi, che mi creda o no, il mio è un pensiero razionale privo di rancore post elezioni. Ovviamente ho seguito il m5s perché condivido l'idea che le attuali personalità politiche abbiano fallito e che si debbano fare da parte (cosa che risulta evidentemente più difficile che smettere di fumare), infatti il m5s doveva essere un alternativa in tutto agli altri partiti, (nel modo di concepire la politica, la vita sociale, la democrazia interna ecc...) Chi ha seguito la nascita del m5s sa che grillo si è ispirato ai pirati nati in svezia, germania ecc... e si è ispirato al concetto che le decisioni si dovevano prendere insieme (uno vale uno) e che la politica doveva essere priva di intermediari. Allora quando grillo ha cacciato dal movimento i vari "ribelli" del movimento nel nome di chi ha preso questa decisione? Eclatante il caso di Favia e di Salsi che hanno ancora il consenso della maggior parte del m5s locale e ciò nonostante sono stati cacciati. Da chi? Dal proprietario del marchio del m5s. Questo le sembra democratico? Inoltre le regole, al contrario di quello che vuol fare capire, non erano cosi chiare all'inizio e non lo sono neanche ora. Se la Salsi è andata in tv (non entro nel merito della scelta) è anche perché non c'era una regola che vietasse ai rappresentanti del m5s di andare in tv. Regola che è stata messa dopo (sempre da grillo in barba alla regola base del movimento che uno vale uno). E per favore non mi si dica che gli altri partiti sono peggio perché è la tattica che usa berlusconi (di craxiana memoria) per demonizzare gli avversari e far passare il messaggio che sono tutti uguali e quindi tanto vale stare dalla mia parte. La critica ad un movimento veramente democratico farebbe bene e dovrebbe essere ben accolta. Ma visto che grillo con le sue parole di fuoco ha dichiarato che andranno fuori dalle balle tutti quelli che criticano il suo operato è chiaro che questo non è più un movimento democratico ma un partito e per di più un partito personale come l'idv o il pdl, per citarne due su tutti. Se lo immagina un futuro primo ministro del m5s che viene delegittimato da grillo per aver fatto una legge che non gli piace? Io la vedrei come una deriva pericolosissima. Detto ciò se voterò per il m5s (anche se mi pare sempre più difficile) sarà solo come voto di protesta. Ma lei, per tenere fede al nome del suo blog, dovrebbe essere un po' più critico nei confronti del m5s e soprattutto di grillo, perché non ci credo che non abbia nemmeno una critica piccolissima da fare su quanto è avvenuto in questi giorni all'interno del m5s e su grillo che si è autoproclamato padre padrone del PARTITO5STELLE. Ovviamente a meno che lei non si chiami Giuseppe di nome e Grillo di cognome.

    Emanuele

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    1. Le rispondo per cortesia, del resto il suo commento parla da sè; lei sostiene "visto che grillo con le sue parole di fuoco ha dichiarato che andranno fuori dalle balle tutti quelli che criticano il suo operato è chiaro che questo non è più un movimento democratico ma un partito" l'argomentazione non ha alcun senso. Grillo non ha mai detto ciò che lei sostiene; lei ha alterato le sue parole, Grillo infatti ha detto una cosa diversa: ha detto che era fuori chi non rispettava le regole sottoscritte. Aggiungo anche il fatto che lei considera "un movimento democratico" un ente alternativo e opposto a "un partito". La pensiamo davvero in maniera diversa. Tutto qui.

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    2. "Grillo infatti ha detto una cosa diversa: ha detto che era fuori chi non rispettava le regole sottoscritte." Che regola sottoscritta non ha rispettato la Salsi? Che regola sottoscritta non ha rispettato la Pirini e tutto il m5s di Forlì? E poi sottoscritte da chi? Ma ha dato un'occhiata al non statuto? Sono quelle in teoria le regole sottoscritte, giusto? Cosa hanno violato?
      Per quanto riguarda i partiti devo essermi espresso male. Personalmente non ritengo il partito sia una cosa antidemocratica, ci mancherebbe. Parlavo di regole interne al partito. Ritengo che in generale le regole dei partiti (alemeno in Italia) non siano molto democratici, poi ci sono partiti che non lo sono per niente. Inoltre questa distinzione tra partito e movimento mica me la sono inventata io. Se lo ricorda quando Grillo si incazzava se i giornalisti chiamavano il m5s partito? Inoltre non mi ha risposto su una cosa importante. Possibile che non abbia da fare neanche una critica piccolissima al m5s?

      Emanuele

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    3. Bè, ad esempio, la pirini nella sua lista elettorale ha uno statuto che niente centra con il movimento 5 stelle. Sulla Salsi cosa vorrebbe ? Che Grillo continuasse a certificare una persona che insulta pesantemente lui e il movimento ? che senso ha ?

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    4. Sulla Pirini e il movimento di forlì riporto quest'articolo che "smonterebbe" quando ha scritto. Sulla Salsi bisogna anche vedere chi ha insultato chi. Ma in ogni caso non volevo entrare nel merito delle epurazioni, ma semplicemente volevo che fossero discusse all'interno del movimento, cosi come volevo che fossero discusse le regole da dare ai rappresentanti del movimento, cosa che non è avvenuta.

      "Il motivo è tecnico, la legittimazione di quella lista sarebbe avvenuta troppo presto perchè il movimento forlivese è uno dei primi («sono nate a Forlì almeno due delle 5 Stelle del Movimento: rifiuti zero ed energie rinnovabili»), mentre la certificazione di una lista deve avvenire - scrivono gli avvocati - «in vista di una consultazione elettorale e, insieme ad essa, la specifica autorizzazione del mio cliente all’utilizzo dell’uno e dell’altro» (nome e marchio, ndr): «la sua iniziativa politica non è ancora approdata alla fase sopra descritta».

      Tesi contestata dalla Pirini in due lettere al legale e a Grillo, nelle quali viene ricordato come lo stesso Grillo chiese alla Pirini di essere il candidato presidente di Regione in Emilia-Romagna nel 2010 e che, nel 2009, il gruppo locale ottenne la certificazione per le amministrative di Forlì. «Lettere a cui - ha ribadito - non vi è stata risposta»."

      http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/2/165045/La_lista_grillina_di_Forl%C3%AC%3A_Noi_esclusi_dal_Movimento_5_Stelle.html

      Emanuele

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  8. la base e' malata di ignoranza, nel senso che conosce pochissimo la vita, questo da due generazioni.
    nella base nascono e crescono i leaders, ignoranti per forza pure loro. se anche ci fosse, e ci sono, qualcuno con buone abilita', la base non sarebbe in grado di riconoscerlo e delegarlo a compiere le scelte principali, quelle politiche. non solo, dopo un po' lo toglierebbero di mezzo perche' non darebbe il pane quotidiano di ignoranza a chi lo reclama, basta vedere in tv i programmi con piu' share, idiozia pura.
    quindi il problema risiede SOLO nella base e per cambiarla ci vogliono generazioni, 30 anni alla volta.

    oggi come oggi non si puo' fare niente, al massimo si possono raggruppare le persone piu' in gamba e metterle a vivere insieme e lasciare gli ignoranti al loro destino. in ogni caso, una persona con una buona coscienza/conoscenza, riesce pur sempre a vivere bene anche in mezzo al peggio dal quale per lo meno impara cosa non va fatto.

    oggi un leader vale l'altro, tanto dovra' dare alla massa quello che la massa richiede, facebook gratis per tutti. per chi ha a cuore la propria sorte e non si ritrova nel luogo in cui vive io andrei per il momento via dall'italia, ci sono tanti altri posti in cui vive gente diversa con ideali diversi e modi di agire quotidiani diversi. non e' una legge della natura il dover per forza continuare a vivere dove si e' nati.

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    1. sono d'accordo, ma bisogna trovare soluzioni vivibili e sostenibili per chi resta perchè non ha altre scelte

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    2. le soluzioni non sono tecniche ma dentro l'animo umano perche' va cambiato innanzitutto la maniera di relazionarci con gli altri, poi anche col pianeta. il primo punto ha bisogno di capire il singolo e come esso si inserisce nel resto. e' roba complicata, oscura ai piu', quindi ogni regola non porta alla felicita' del singolo perche' non e' valida per tutti.
      e' roba complicata conosciuta solo da pochissimi, fino a che non diventera' roba per molti non cambiera' niente, cambiano un poco i mattoni del lego con cui giochiamo ma non cambia come giochiamo. la paura, tanto per andare al punto centrale, e' ancora cio' che guida la creazione e non la si cambia da fuori.

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  9. Inutile e dispendioso di energie demonizzare facebook e sostenere un movimento il cui leader poco occulto ha la vision della virtualizzazione globale attraverso la rete.
    Se vogliamo uscire dalla matrix che ci hanno imposto dobbiamo scoprire noi stessi e le potenzialità che abbiamo individualmente.

    Tutto dipende sempre dall'uso che uno fa della propria libertà e del proprio cervello.

    Si può non usare facebook, si può non giocare, si può non bere, si può non correre in auto, si può non fumare.

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  10. Il caos è un nome per ogni ordine che causa confusione nelle nostre menti.

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  11. L'Italia è palesemente un paese allo sbando, non si capisce chi sia più comico tra i politici ed i comici, impossibile distinguere tra le due figure....poi ci ci i bloger, schegge impazzite uscite dal nulla e fatte di nulla....non ci resta che sperare che da tanto caos nasca una stella danzante...you never know

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    1. sì è così, la stella danzante è l'unica soluzione

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  12. Una precisazione Sergio se mi permetti..il PD non è sinistra..Verissimo che Vendolino punti a sposarsi e che l'unica battaglia in cui davvero ce la mette tutta è quella per i matrimoni/adozioni omosessuali. Direi che il personaggio non si discosta un mm dagli altri.Anzi sull'Ilva ha dimostrato di esser peggio visto che in pochi minuti le intercettazioni ferragostane sono state insabbiate (non appena si è prostastrato al capo bastone "Bersani l'inutile") marco giannini

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