di Sergio Di Cori Modigliani
“Perché sorga un mondo nuovo, bisogna prima che scompaia il mondo vecchio”.
Jerome Ferrari
Questo post è dedicato agli operatori mediatici del web.
Agli internauti, ai professionisti della comunicazione, ai
dilettanti creativi che aspirano a diventare professionisti.
Ai gestori di siti, di quotidiani on-line, ai bloggers, a tutti
coloro che intendono creare un’entità mediatica produttiva in rete, per creare
profitto e quindi mantenersi in maniera autonoma e indipendente; per fare
mercato dando impulso all’economia.
E’ dedicato, quindi, alla nuova massa di lavoratori sfruttati non
ancora identificata né tantomeno riconosciuta come categoria sindacale, per ciò
che essa è: gli schiavi digitali.
Il mondo sta cadendo a pezzi.
Il mondo non sta cadendo a pezzi proprio per nulla.
Due affermazioni, queste, che si elidono a vicenda, o vale l’una o
vale l’altra. E invece non è così, perché sono parallele, in quanto
rappresentano il binario della comunicazione nel mondo della complessità
post-moderna. Dipende dal punto di osservazione, e dalla prospettiva di
lettura.
Per la famiglia Veltroni, Fini, Buttiglione, Casini, Bindi e
compagnia cantante, non vi è alcun dubbio che il mondo stia cadendo a pezzi.
Hanno ragione. E’ il loro mondo, è la loro visione della loro rotaia, è la loro
interpretazione della società, del lavoro, dell’occupazione del territorio, è
quella che sta andando in frantumi. Ma sull’altro binario si muovono le altre
ruote del treno che vedono, osservano, e soprattutto vivono, la loro “rotaia”
come un momento esaltante di un mondo nuovo che avanza.
La situazione di incertezza, di inefficienza, di paralisi, di
crisi e di caos che il mondo occidentale sta vivendo, si manifesta soprattutto
nella consapevolezza che un treno non si può muovere con le ruote che girano in
maniera asincrona. Le leggi e le convenzioni strutturali del mondo destinato
alla sua scomparsa non sono più funzionali, ed è quindi inevitabile che
rallentino la corsa portando alla totale paralisi.
Chi appartiene a una delle rotaie pensando che si tratti della
totalità, non ha nessuna possibilità di comprendere l’intero percorso: neanche
vede il binario, perché la sua percezione è distorta.
Un mondo nuovo, per i sostenitori dello status quo, è
inconcepibile.
Quando, agli inizi dell’800, si affermò la rivoluzione
industriale, si aprì in occidente una nuova fase dell’umanità. Per i cosiddetti
“padroni del vapore” l’idea dell’esistenza era basata sull’affermazione del
principio della loro eternità. Una volta preso atto dell’irruzione delle nuove
tecnologie avanzate, se ne sono appropriate, le hanno organizzate,
sistematizzate, strutturate, cercando di costruire -contemporaneamente- un modello statico di
società basata sullo sfruttamento della forza lavoro, pensando che gli schiavi
sarebbero stati schiavi per sempre. La parola “sindacato” nel 1850 era
inconcepibile. Cento anni dopo, nel 1950, era diventata inconcepibile una
società che non prendesse atto dell’esistenza dei sindacati.
L’attuale crisi occidentale, prima di essere economica, è
politica.
E prima ancora di essere politica, è culturale.
Sono andati prima all’attacco della Cultura e della sua
trasmissione, che ha provocato l’imbarbarimento della Politica e la conseguente
catastrofe economica.
Questa è la ragione dello spaventoso vuoto di saperi collettivi
che si è verificato, producendo una classe dirigente ignorante e immeritevole.
Era il modo migliore per garantire “l’eternità” a chi muove le
fila dell’economia, impedendo che la società progredisca e si sviluppi senza
lasciare indietro nessun individuo.
Il web e la globalizzazione hanno provocato una rivoluzione totale
nella gestione e nell’organizzazione del lavoro e delle esistenze. All’inizio
si è affermata come veicolo veloce di comunicazione e basta. Il secondo passo è
stato quello di consentire l’incontro e lo scambio tra persone lontane e
anonime. Infine, è nata quella che comunemente viene definita la “e-conomy” un luogo virtuale che produce
ricchezza reale.
I media si sono adattati ai tempi.
I proprietari, gestori, e controllori del web si sono lanciati
nella nuova impresa con l’ottica del “mondo vecchio”, pensando cioè di fare una
operazione elementare: spostare sul web le caratteristiche del mondo precedente
con l’aggiunta e il plusvalore di poter godere di un insperato quanto facoltoso
regalo del destino storico: ritornare a un mondo economico precedente a quello
attuale, pre-sindacale, privo di garanzie, in modo tale da riuscire a creare
profitto attraverso l’utilizzo di centinaia di milioni di nuovi schiavi, caduti
giocoforza (proprio per via della crisi) in questa trappola che “elimina dal
mercato delle esistenze l’equivalenza Lavoro=Valore”.
Chi ha un sito, un blog, che è auto-finanziato grazie alla pubblicità,
è uno schiavo al soldo di due padroni. Uno è il grande provider delle
piattaforme di esercizio (mettiamo Google) l’altro sono le concessionarie
professionali che forniscono pubblicità (e quindi soldi) in cambio di contatti.
Ma coloro che creano, inventano, producono e fanno mercato (cioè i bloggers, i
siti, i youtubers) non hanno nessuna possibilità di contrattazione, di
salvaguardia, di controllo. Nel più interattivo sistema di comunicazione mai
creato, si è costretti a una funzione puramente passiva. A tutti gli operatori
viene proposta una soluzione lavorativa basata sul concetto primitivo:
“prendere o lasciare; se volete la pubblicità questo è ciò che vi diamo, se vi
va bene buon per voi, altrimenti non vi diamo un bel nulla”. Non esiste una
legiferazione, una letteratura specifica, una qualsivoglia forma di
contrattazione. Non sono possibili (né consentiti) neppure contatti diretti tra
un blogger e Google. Chi produce non conta nulla perché non viene né
identificato, né riconosciuto come “produttore di contatti e quindi di consumo
potenziale che è il fine della pubblicità”. Se lo stesso principio venisse
applicato alla stampa cartacea o alla televisione, chiuderebbero tutti
domattina.
Invece, in rete, i pubblicitari vivono e si allargano,
approfittando di un gigantesco bacino di schiavi a disposizione, i quali sono
ignari dei propri diritti, e soprattutto sono ignari della propria forza
contrattuale.
Se domani, per esempio, tutti i siti e i bloggers d’Italia,
compatti al 100%, decidessero di organizzare uno sciopero ad oltranza, il
mercato delle concessionarie di pubblicità crollerebbe provocando
l’affossamento delle borse e una crisi economica talmente spaventosa da
obbligarli ad aprire immediatamente una trattativa sindacale. Basterebbe questo
per comprendere la nostra forza potenziale.
Da cui, la necessità di cominciare a organizzarsi.
Il mondo nuovo nasce nel momento in cui si prende atto che i
lavoratori mediatici in rete sono i veri produttori che, in questo momento,
reggono l’economia perché consentono l’abbattimento dei costi all’origine. E’
stato ormai calcolato che per le grandi multinazionali (soprattutto automobili,
banche e cellulari) la pubblicità in rete garantisce un ritorno superiore del
24% a quello ottenuto sul cartaceo, tivvù e cartellonistica stradale.
Un blogger che vive di pubblicità non è autorizzato neppure a fare
domande.
E di conseguenza non può trattare con ciascuno dei due antagonisti
proprietari: il server e le concessionarie delle agenzie di pubblicità.
E’ arrivato il momento di scendere in campo e dare inizio alla più
importante battaglia politica sindacale dell’era post-moderna: noi pretendiamo
che venga immediatamente riconosciuta la nostra esistenza e di conseguenza
legiferata: “Vogliamo sederci intorno a
un tavolo con Google e le associazione dei pubblicitari e stabilire delle nuove
piattaforme con specifici tabellari controllati, a norma di Legge”.
Chiamo, quindi, a raccolta, i lavoratori professionali del web.
Ieri sera, mi sono incontrato con il prof. Glauco Benigni, il più
importante sociologo delle comunicazioni di massa italiano, autore di diversi
libri importanti settoriali (tra cui quello su You tube) il quale ha elaborato
la piattaforma base di rivendicazione salariale degli schiavi digitali.
Insieme abbiamo deciso di dar vita alla U.B.I. acronimo che sta
per
“United Bloggers of Italy”.
Vogliamo e pretendiamo l’immediata concertazione.
Rifiutiamo il concetto di schiavitù digitale.
Siamo noi che reggiamo il sistema economico della pubblicità in
rete, quindi dobbiamo essere riconosciuti come legittimi interlocutori.
Daremo inizio a una serie di attività.
Il primo passo, in questo momento, è teoretico. Ma in brevissimo
tempo intendiamo passare all’azione organizzata.
Qui di seguito, l’articolo tecnico-teorico di Glauco Benigni che
deve essere considerato come la piattaforma di base per aprire subito una
discussione, una elaborazione comune e costruire il fronte sociale collettivo
per la rivendicazione dei nostri diritti.
Essere schiavi digitali non vuol dire stare nel mondo nuovo.
Vuol dire, comunque, essere schiavi.
La linea di demarcazione e di discriminazione tra il mondo vecchio
e il post-Maya consiste nell’abbattimento del concetto di schiavitù, nel riconoscimento
del concetto di comunità, e nella salvaguardia e difesa dei diritti collettivi
sanciti e rispettati da precise e specifiche regole, norme, leggi che
garantiscano a tutti, prima di ogni altra cosa, il rispetto dell’equivalenza
tra Valore e Lavoro.
Ecco la piattaforma
teorica per dare inizio alla prima battaglia politica della rete.
UN SINDACATO DEGLI UTENTI CHE GENERANO CONTENUTI IN RETE
di Glauco BENIGNI
Attenzione ! L'argomento che segue è importante per lo sviluppo della Specie umana digitalizzata. Si tratta del ruolo economico, altamente strategico, che la Pubblicità ha assunto. Si tratta della sua perversa capacità di apparire quale risorsa fondamentale per chiunque voglia produrre (e vivere) di Contenuti (Politica, Cultura, Scienza, etc...) , ovvero tutta la catena dei media : dai MassMedia all'utente attivo dei Social network, al blogger, allo youtuber di successo.
Del rapporto MassMedia / Pubblicità è stato scritto e detto molto. Nulla o quasi è stato scritto invece sul rapporto tra Contenuti Generati dagli Utenti e inserzioni pubblicitarie, a lato o all'interno di tali Contenuti. L'argomento scotta perchè è in ballo il confronto/scontro epocale tra un paio di miliardi di Utenti Web/banda larga e (soprattutto) i Social network che stanno esercitando seduzione su miliardi di umani. E' il confronto/scontro tra il Talento collettivo e Chi fornisce le infrastrutture affinchè tale talento si manifesti, sia riconosciuto e remunerato. E' la Dittatura latente da parte dei Cacciatore di Talenti. Non è più (solo) “a me gli occhi, please” ma : “portami milioni di occhi degli altri, please”, una pratica già abusata dalla tv commerciale oggi conclamata dall'uso incauto della Rete.

Ecco un esempio che contiene gli elementi fondamentali della scena . Mr X, da una sua postazione fissa o mobile, un giorno apre un account su Youtube o Facebook o altra Comunità digitale e comincia, come si dice, “a caricare contenuti” di qualsiasi tipo. L'algido server remoto del Social network lo accoglie nell'infinito silenzio dei suoi terabytes come si accoglie un moscerino in un castello vuoto. Attenzione però !… da quel momento lo considera “un proprio utente”. Lo ingabbia nei suoi termini e condizioni d'uso e comincia a monitorare le sue attività. I dati relativi a scelte, gusti, relazioni privilegiate, le passa ai centri Ricerca dell'International Advertising Agency (operante sin dal 1938); mentre invece tiene per sé le informazioni (di quantità) fornite dal Counter. Ebbene sì , il Counter, questo sconosciuto, è uno dei più potenti agenti segreti in questa storia . E' lo 007 con licenza di contare e certificare autorevolmente. E' il Dio dei Numeri.
L'ignaro, entusiasta Mr.X, tanto tenero quanto turgido di aspettative, comincia a “lavorare”, sia per se stesso che per il Social Network e produce: musica, poesia, coreografie, esperimenti scientifici, satira, financo critica sociale, magari distruttiva e anarcodigitale ma comunque sempre Content. Un prodotto audioviso che prima non c'era e poi c'è. Ore e ore di Content. Nel caso di Youtube organizzate grazie a videoclips, sonorizzate in modo più o meno lecito, con grafica e testi a scorrimento... con “trovate” promozionali a basso costo. Mr. X è allegro: ha qualcosa da fare, comincia a pensare che una certa parte del suo lavoro futuro sarà gestire un canale su Youtube ... vede che i suoi viewers aumentano: dalle centinaia alle migliaia, alle decine di migliaia... poi un giorno bucano le centinaia di migliaia e puntano verso i milioni di utenti. D'accordo, la percentuale che buca il milione di utenti è relativamente bassa. Ma esiste e aumenterà.
Il counter, nel frattempo, aggiorna i proprietari del Social network: “ C'è un utente che cresce. Cominciate gli inserimenti “leggeri” di pubblicità” . L'utente vede che nel suo channel e nei suoi videoclips cominciamo a comparire inserzioni pubblicitarie. Ohibò ! Non capisce bene cosa sta succedendo. Da una parte gli scoccia il fatto di essere stato arruolato nel supermarket, dall'altra si rende conto che lui/lei hanno cominciato ad uscire dalla nebbia mediatica. Il suo talento è finalmente riconosciuto. Intorno a lui il coro recita il mantra : “monetizza il tuo channel, monetizza il tuo blog“... e Mr. X si convince. “Devo fare più viewers” si dice. E lavora . Anche di notte. Anche in mobilità. Lavora e sogna. Sogna l'opensource e intanto compra.
Compra strumenti di produzione migliori, compra/pirata software di postproduzione, scrive minisceneggiature, coinvolge amici e amiche che fa lavorare gratis e così via . Lavora ! Lavora in attesa che un mitico Qualcuno lo cerchi e gli proponga un contratto in tv, a teatro, all'Università, in qualche posto. Lavora in attesa che gli arrivi un'email da parte della sezione marketing del Social Network dove c'è scritto: “Complimenti. Sei proprio bravo, sai fare la comunicazione virale , ci piaci... e piaci anche alla nostra concessionaria di pubblicità che ha verificato che sei vendibile ai nostri inserzionisti. Vieni a trovarci“. A lui/lei sembra un miracolo. Ma non è un miracolo: è la Rete ! E' la rete che ha preso il pesce .

Mr. X si veste bene, va nell'ufficio marketing e lì gli propongono uno straccio di accordo, non un vero contratto, un accordo vincolato alla riservatezza, un accordo regolato da norme non italiane, con il quale lui autorizza gli inserimenti pubblicitari decisi comunque da Altri. E in cambio …? In cambio : “ogni 1000 viewers”, secondo il famoso cpt, cost–per–thousand, avrà un Compenso.
Fissiamo bene a mente questi 3 concetti : viewers, cpt e compenso. E' la triade di riferimento di un pezzo importante della nuova economia globale digitale. La loro relazione è :
Compenso = cpt x n. migliaia di viewers, equivalente aSalario = costo di un'ora lavoro x n. ore lavorate. Si capisce bene che chi fissa il valore del “cpt” determina il valore del mercato digitale globale.
Qui si danno 2 possibilità. La contrattazione sul valore del cpt è tra Mr. X e la Concessionaria che lo tiene per le palle. Oppure non si da possibilità di contrattazione: il cpt è il valore di 1000 viewers su un dato territorio del pianeta fissato (“a monte” dei negoziati ) dalle Autorità. Ovviamente la seconda ipotesi è “troppo democratica” per essere praticata, quindi si applica la prima e si giunge in tal modo a effetti devastanti .
Effetto 1: siccome i viewers sono gli stessi Umani, con la stessa propensione al consumo e lo stesso potere di acquisto, sia che li raggiungi con la tv o con la stampa o con il web , il valore del CPT dovrebbe essere lo stesso che l'Agenzia paga ai network tv o alla stampa. Invece è una frazione molto, molto minore.
Effetto 2 : Mr. X pensa di essere indipendente invece è uno sfruttato alla catena di organizzazione dei consumi e del consenso digitale
Effetto 3: l'intera industria dei Media soffre perchè se gli inserzionisti, grazie al web, possono raggiungere viewers a costi molto più bassi, perchè dovrebbero pagare i Media tradizionali. Ne conseguono chiusure e licenziamenti. Qualcuno grossolanamente commenta: “E chi se ne frega … è il web che vince“, ma sbaglia. Chi vince è la Dominant Minority, la Global Power Elite
Effetto 4: A causa dell'inesistente potere di contrattazione – non ostante i suoi milioni di viewers – ogni singolo Utente che genera Contenuti può essere fatto fuori velocemente non appena la sua linea editoriale diventa “intollerabile” per il modello di vita e sviluppo proposto e difeso dagli inserzionisti pubblicitari e dai loro maggiordomi mascherati da Social network.

Effetto 5 : i Social Network, che furbescamente si ostinano a manifestarsi come qualcosa di diverso dagli Editori tradizionali , che pretendono di essere un porto franco in nome del “fair use”, muovendo sulla scacchiera globale, non pagano le tasse sui territori dove operano.
Per quanto sopra, la prima azione da fare è - utilizzando al massimo le esperienze della liquid democracy - costituire il Sindacato degli Utenti che Generano Content o Sindacato dei pro-sumers, affinchè al momento della contrattazione sul valore del CPT, si faccia riferimento a valori e norme proposti e difesi da un soggetto collettivo e non da un singolo indifeso che si accosta come un cucciolo festante a dei giganti planetari amorali e privi di qualsaisi etica.



