mercoledì 29 maggio 2013

Si va avanti con entusiasmo. Perchè le cose non stanno come vogliono farci credere. Per fortuna!


di Sergio Di Cori Modigliani

Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono”.

                          Malcolm X, fondatore e leader del movimento Black Panthers

 

Ramazzando nel dibattito collettivo, nel tentativo di aggirare le banalità, scempiaggini, mistificazioni, falsità, manipolazioni, che in questi giorni i media compatti -sia quelli cartacei che televisivi e sul web- ci stanno regalando, ne ho trovato uno che spicca di gran lunga al di sopra dello squallore generale. Non soltanto per il contenuto, ma anche e soprattutto per la certificazione della firma. L’autore è uno dei più noti esperti italiani su questioni politiche nazionali, docente di Storia dei partiti Politici e Politologia all’Università degli Studi di Urbino. Il professore si chiama Ilvo Diamanti. L’altro ieri, nel corso di un talk show televisivo ha spiegato, con intelligente argomentazione, come vada letto un risultato elettorale in Italia: il risultato delle politiche del 25 febbraio ha sancito la sconfitta bruciante del PDL e quella personale di Silvio Berlusconi, il quale ha perso il 48% del suo elettorato. Ma il cavaliere ha stravinto il dopo-elezioni. Il PD, dal canto suo, ha preso più voti ma non ha vinto, perché non ha raggiunto la maggioranza necessaria per governare da solo; in compenso ha straperso il dopo-elezioni. Il M5s ha stravinto le elezioni e non è stato in grado di stravincere il dopo-elezioni. Le cose stanno così. Le amministrative sono diverse dalle politiche e vanno considerate, dunque, in un ambito diverso. E’ necessario, comunque, verificare come verrà gestito da tutti il dopo-elezioni. Perché è quello che conta.

Analisi puntuale che sottoscrivo.

Il dopo-elezioni è fondamentale. Vi sono diversi precedenti in Italia dai quali poter apprendere delle lezioni civiche sul funzionamento della strategia politica. Nella fondamentale elezione del 1986, la Democrazia Cristiana puntava ad allungare di almeno il 15% la sua distanza dal P.C.I. I comunisti avevano come obiettivo quello di diventare il primo partito italiano, essendo ormai chiaro a tutti che era una questione di tempo il crollo dell’impero sovietico. I socialisti cercavano una poderosa affermazione aumentando di almeno il 10% rispetto al turno precedente. Vinse la D.C. mantenendo lo stesso risultato. Il P.C.I. si avvicinò a una distanza dello 0,8% restando però secondo. Il P.S.I. passò dal 12,2 al 12,8%. In realtà persero tutti e tre, poiché nessuno raggiunse l’obiettivo prefissato considerato imprescindibile, mostrando al paese un quadro politico –pur nelle sue differenze- molto ma molto simile a quello attuale. Va da sé che ciascuno cantava e pretendeva vittoria. Ma quando Occhetto, Andreotti, Forlani, Craxi, si sedettero intorno a un tavolo, Bettino Craxi li stracciò letteralmente, come se avesse preso il 50%. La documentazione ufficiale di quella riunione durata ben sei ore non è ancora pubblica. Lo sarà, a termini di Legge, nel 2016. Ciò che conta è il Senso della vicenda.

In Politica, come giustamente sta spiegando il prof. Diamanti, non contano tanto i numeri, bensì l’uso che se ne fa. Applicare una strategia da ragionieri come se si trattasse del consiglio di amministrazione di una società quotata in borsa, dove conta soprattutto la voce di chi possiede il pacchetto maggioritario delle azioni, è perdente.

E’ un po’ come al gioco delle carte; che sia poker, bridge, burraco o tresette è irrilevante: alla fine, anche se non si hanno buone carte, vince chi sa giocare meglio.

Quindi, il dato delle amministrative va letto, argomentato e dibattuto alla luce di una sana e intelligente strategia del dopo-elezioni.

Mettiamola così: “E’ finita la campagna elettorale, per il momento non si vota più; finalmente è possibile cominciare a parlare di politica. Era ora”.

Finora, infatti, non si è mai parlato di Politica, ma si è vissuti all’interno di una gigantesca nuvola di perenne campagna elettorale, iniziata lo scorso settembre. La cupola mediatica ha partecipato con tutta la sua gigantesca forza adattandosi all’ambiente e alla circostanza; dopotutto sono ben pagati proprio per fare questo lavoro, senza che il lettore o il telesionato se ne accorga. Ciò che conta, oggi, è affrontare il dopo-.elezioni e vedere come “leggere” il risultato per comportarsi di conseguenza.

Su tutti i media il M5s è il grande perdente di queste elezioni. E’ un trucco mediatico. Fecero la stessa cosa con i socialisti nel 1986. Il più fiero antagonista di Craxi, il quotidiano la repubblica, era addirittura arrivato al punto di paventare un aumento dei socialisti, in termini elettorali, del 60%, avvicinandosi al P.C.I. Alla fine delle elezioni, quindi, l’aumento di voti ottenuto dai socialisti venne presentato come “Craxi sconfitto alle urne: il P.S.I. tiene ma non dilaga”. Perché mai avrebbe dovuto dilagare? La strategia di Craxi non era affatto quella di essere il leader di un partito di massa, bensì di rappresentare, con forza realistica, dei blocchi sociali laici formati da imprenditori e professionisti decisi a contrastare il consociativismo, già operativo, dei catto-comunisti. Per alcuni versi è simile alla posizione assunta dal M5s a queste elezioni, tanto è vero che si sono presentati soltanto nel 35% dei luoghi deputati. Se il M5s avesse puntato a vincere le elezioni amministrative affermandosi come “partito-massa” si sarebbe presentato dovunque e Grillo avrebbe condotto una aggressiva campagna elettorale come quella realizzata in Sicilia e a Parma. L’obiettivo consisteva nel garantirsi una presenza all’interno delle istituzioni locali per cercare di avvicinarsi all’obiettivo finale del movimento: scardinare il sistema marcio italiano sorretto da partiti fatiscenti e cancellare per sempre una società diseguale, uno stato inefficace e inefficiente, per ricostruirlo dalle fondamenta su basi diverse, più consone alle esigenze collettive della comunità nazionale. Allo stesso tempo dimostrare cifre alla mano (in questo caso sì) che il PD e il PDL seguitano la loro folle corsa verso l’auto-distruzione. Tant’è vero –calcolo ragionieristico oggettivo- che il PD perde il 43% dei consensi ottenuti nel 2008 su scala nazionale; e il PDL perde addirittura il 65% dei voti raccolti nel 2008. Questo dato illuminante consente al mio quotidiano surrealista di pubblicare la notizia (con editoriale chiesto al prof. Diamanti) aperto dal seguente titolo: “Berlusconi eclissato: prosegue l’emorragia di voti nel PDL esplosa alle politiche. Il PD vince ai numeri ma non controlla più la società: lascia sul tappeto 295.164 voti, questo è il numero degli elettori che hanno scelto di non votarlo più.

Il dato oggettivo delle amministrative è il seguente; osservatelo con attenzione:
PD: 26,26% 2013. Nel 2008 aveva preso il 34,03%.
PDL: 19,21% 2013. Nel 2008 aveva preso il 36,57%.
A me sembra che gli elettori abbiano parlato molto chiaramente. Da aggiungere, infatti, il dato che, in casa PD, nel 78% dei casi, le personalità elette sono esponenti della società civile scollati dalla burocrazia centrale, spesso contrari a questo governo e in netta opposizione a Letta, Franceschini, e in antagonismo alla segreteria attuale. Luca Zingaretti (un politico davvero abile che conosce molto bene la sua professione ed è un abile stratega) ha sostenuto invece Ignazio Marino ed evidentemente gestirà a nome del PD “il post-elezioni diamantino”. Pochi hanno ricordato che Marino stava quasi per essere buttato fuori dal partito in quanto fiero sostenitore di Rodotà, dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, della necessità della trasparenza, dell’immediato taglio dei costi alla politica, e addirittura sostenitore a livello nazionale dell’abolizione delle sovvenzioni all’editoria e giornali. Praticamente il programma del M5s. Lo ha addirittura dichiarato apertamente in conferenza stampa, rifiutandosi di nominare i burocrati. Ha deciso di non mettere il simbolo del partito per non far scappare via gli elettori. Se andate su facebook e andate a leggere i commenti di tanti piddini romani (anche nomi molto noti) noterete che sono in molti ad affermare che è bene che la direzione nazionale capisca che la vittoria di Marino a Roma non ha nulla a che fare con questo PD.
Tutto ciò per spingere i lettori più intelligenti a meditare, dedicare dei pensieri e dibattere sui risultati elettorali delle amministrative, pensando a come gestire il dopo-elezioni.
Perché lì vince la Politica. Lì vince chi ha una solida strategia, chi è lungimirante, chi si sottrae alle fantasie ragionieristiche piccolo-borghesi dei numeri e ne trae le dovute conseguenze.
Ciò che il paese ha confermato è la bocciatura dell’attuale classe politica dirigente.
Gli elettori non sono andati di corsa a votare per il M5s perché il movimento –e ne è consapevole - non era in grado di poter esprimere una efficace, competente, adeguata classe dirigente da presentare in alternativa all’attuale quadro fatiscente offerto da PD e PDL. Non è ancora il momento.
Su questo è necessario lavorare nel dopo-.elezioni.
Viviamo come pesci dentro un acquario, ammaliati dalla nostra mitomania che ci fa pensare di essere luminescenti animaletti che scorrazzano nei mari del Pacifico Meridionale. Non è così.
Viviamo dentro un falso perenne: è la condizione del Paradosso della Surrealtà.
Il PDL che ruota tutto intorno al grande comunicatore Berlusconi crolla perché non arriva nessuna comunicazione: il mittente è diventato afono, vecchio, intorpidito; soprattutto non ha nulla da comunicare a nessuno. Forse neppure a se stesso.
Il risultato è paradossale.
E così, dunque, va letto.
Hanno vinto gli italiani che lentamente si stanno svegliando. All’astensione va aggiunto, infatti, anche il calcolo di schede bianche e nulle che porta il dato nella città di Roma a un 39,8% di voti validi. Più chiaro di così, si muore.
Stiamo sulla strada giusta, quindi. E’ legittimo essere ottimisti.
E’ fondamentale saper gestire il dopo-elezioni e sottrarsi alla falsificazione dei media che disperatamente stanno cercando di nascondere i propri scheletri nell’armadio, ormai con le ante aperte e il popolo italiano che sornione, osserva lo spettacolo divenuto pubblico.

Siamo soltanto all’inizio.

33 commenti:

  1. Sono ben d'accordo. D'altronde era chiaro che De Vito non aveva le carte per essere sindaco a Roma, tra l'altro competendo con Marino, che invece e' un eccellente candidato, forse il meglio del PD.

    Come selezionare dei buoni candidati pero' facendo democrazia dal basso? E' difficile senza una classe dirigente, e con una classe dirigente il Movimento diventa un partito, nascono i personalismi, etc...

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    1. Questa è la sfida in questo momento; bisogna far funzionare la creatività e inventarsi un modello vincente

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    2. Infatti! E non e' che le idee vengano fuori cosi' dal cilindro: almeno non a me.

      Credo che Grillo abbia un approccio molto prudente, e non a torto. Ti spuntano Favia e Salsi come funghi se dai corda. E d'altronde bisogna riuscire ad approfondire il confronto all'interno del movimento. Il modello uno vale uno, non dovrebbe implicare che tutti fanno la stessa cosa (ovvero eseguire cio' che gli iscritti votano). Mi piace di piu' il modello cristiano, in cui uno vale pur uno (in quanto simili a Dio), pero' nella propria identita', con le proprie vocazioni, i carismi etc...
      Come mettere in pratica qualcosa del genere senza essere sommersi da Mastrangeli e Scilipoti vari?

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    3. Nicola Giannantonio31 maggio 2013 14:11

      Cominciamo da un portale serio atto a sviluppare costruttivamente e con ordine idee e proposte . Questa e' l'urgenza immediata, una volta che ci si sara' dotati di tale strumento saremo in grado ,tramite l'intelligenza e la conoscenza collettiva di risolvere qualunque problema, anche quelli organizzativi ovviamente. Del resto e' proprio quello in cui, almeno un po' ,noi tutti crediamo : nella capacita' dell'individuo libero ed informato di confrontarsi alla pari con altri individui liberi ed informati al fine di prendere le decisioni giuste o ,al piu' ,le meno sbagliate. Trovo sotto questo ed altri aspetti il 5S un movimento profondamente "umanista" nell'accezione piu' nobile del termine.

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    4. Concordo con Nicola, l'idea del portale mi piace. Anche io penso che fondamentalmenbte sia un movimento umanista.

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  2. Oggi BG in fase totalmente confusionale... e intanto nel M5S la visibilità è tutta per lui, e sono carentissime Formazione e Organizzazione... sì lo ammetto, penso alle vecchie scuole di partito (bisognerebbe inventarsi la versione 2.0, questo è vero), d'altronde sono un panda comunista...

    Diego C.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. ciao Sergio,
    scusa se vado OT ma non avevi detto che avresti iniziato a postare su liberipensieri?!?

    da quando hai fatto il cambiamento ti ho sempre seguito li poi vedendo meno post sono tornato qui e ho scoperto che mi ero perso un sacco di tuoi interventi.
    sarai presente quindi su tutti e due o sei tornato indietro?
    grazie
    tiziano

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    1. Messa così, diciamo che sono tornato indietro, nel senso che ho ripreso il mio percorso indipendente e autonomo. Quella esperienza insieme ad altre persone si è esaurita.

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  4. Intanto Grazie perché in ogni caso continua ad arrivare a noi :)

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  5. Direi che se dialogo ci può essere, e c'è, è tra elettori PD e M5S sui temi condivisi. Ultimo esempio il referendum sul finanziamento alle scuole private di Bologna
    Lo scambio di battute tra Grillo e Rodota' appartiene alla "polemica comunicativa" dell'ormai eterna campagna elettorale in corso. È qualcosa che esiste solo perché i media hanno il potere di costringere tutti gli attori pubblici a partecipare allo "show business" che li nutre e con cui manovrano incessantemente per poter vendere pagine e pagine di NULLA mentre noi tutti cerchiamo disperatamente di fare rete per difenderci da un potere sempre più cialtrone e dannoso, oltre che arrogante e ingiusto. Il popolo deve trovare se stesso senza organismi intermedi esattamente come prevede il non statuto
    Il M5S e', deve essere, una "forza destituente" che consenta al popolo di organizzarsi una via d'uscita

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    1. Sono sulla stessa linea d'onda di Gilda: il M5s è, per sua propria natura, destituente perchè quella è la sua funzione naturale. Ed è su questa definizione che trova la sua vera autentica identità

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  6. Sono giorni che le analisi del dopo voto si sforzano di mettere in cattiva luce il Movimento 5 Stelle, dando ampio spazio agli errori del Movimento, e ce ne sono stati tanti, ma tacendo sui meriti. Anzi si lascia credere che il Pd sia il futuro non citando i dati reali con la stessa onestà intellettuale di Diamanti.

    E' di oggi il dato inquietante che l'economia italiana è tornata indietro di 25 anni, che la disoccupazione è tornata ai livelli del 1977, e molti commentano come se fosse solo colpa del destino cinico e baro. Ma chi ci ha governato sinora? Non certo i 5 Stelle, gli ultimi arrivati e grazie ai quali si parla di tagli al finanziamento pubblico dei partiti, di reddito di cittadinanza e di democrazia reale. Abbiamo al governo una classe politica già ampiamente sanzionata dagli elettori, che si rifiutano di andare a votare e che a questi partiti danno meno del 40 per cento dei consensi reali.

    Qui non c'è un governo di larghe intese ma un comitato d'affari che sin dai tempi di Scelba e Fanfani ha spogliato gli italiani trasferendo la ricchezza pubblica ai privati ed i debiti privati al pubblico. In modo scientifico e truffaldino. E basta un dato per capirlo. Oggi, il 10 per cento delle famiglie possiede circa il 50 per cento della ricchezza italiana. Il Paese quindi non è affatto povero, ma gran parte dei suoi cittadini si.

    E' da qui che bisogna partire per risolvere i problemi di oggi, ma ancora ci tocca ascoltare discussioni sulla Costituzione, su Berlusconi, sui Letta, sui magistrati. Come se questi fossero la causa e non anche l'effetto di una gestione criminale del bene pubblico. E si continua a governare nell'ottica di privilegiare soprattutto questo 10 per cento. Cos'altro sono l'esenzione dell'Imu per tutte le prime case, il blocco dell'aumento dell'Iva, i vantaggi fiscali per le ristrutturazioni ed il cambio dei mobili?

    Di fatto, a goderne sono quanti possono spendere per questi lavori e per gli acquisti con l'Iva al 21 per cento. I pensionati al minimo, gli esodati, i precari, i giovani disoccupati, i veri poveri fanno già fatica a comperare il cibo ed a pagare il mutuo o l'affitto, figuriamoci se possono cambiare la cucina o l'auto, se ne hanno una! Mentre di garantire la impignorabilità della prima casa, nei casi di necessità, o di intervenire sulle banche perché diano crediti alle aziende, o di pagare i debiti della P.A. si parla tanto e si fa poco.

    Nel puro stile democristiano del duo Alfano Letta o Alfetta.

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  7. Grazie per la tua analisi che condivido in pieno. Uno dei problemi più grandi è la mancanza di una visibilità pubblica di queste osservazioni... Viviamo in un mondo fatto di eclatanti affermazioni e dispacci di partito. Oggi Berlusconi al telefono con Belpietro ha veramente dato il massimo della sua chiara vuotaggine, affermazioni completamente false e puramente propagandistiche... Peccato che tanti gli credono ancora... Grazie per il tuo scritto che definisce in modo chiaro e inequivocabile la presenza di persone ancora capaci di discernimento in questa poltiglia informativa che sono ormai diventati i media italiani.

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  8. parole sante . complimenti

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  9. La documentazione ufficiale di quella riunione durata ben sei ore: che vide Occhetto, Andreotti, Forlani, Craxi, intorno a un tavolo, -dopo le elezioni del 1986- con Bettino Craxi che li stracciò letteralmente, come se avesse preso il 50%, non è ancora pubblica e lo sarà, a termini di Legge, nel 2016. Sarebbe davvero curioso conoscerne i particolari nel dettaglio!

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    1. 1) Nel 1986 non ci furono elezioni politiche, né europee, né regionali
      2) Il PCI non è mai arrivato allo 0,8% di distanza dalla DC. Nel 1976 arrivò sotto di 4,3 punti, alle europee del 1984 arrivò sopra dello 0,3%
      3) Risultati PSI: Politiche 1983 11,4% Europee 1984 11,2%, Politiche 1987 14,2%, Europee 1989 14,8%, Politiche 1992 13,6%
      4) Occhetto fu segretario del PCI dal 1988 al 1991
      5) Forlani fu segretario DC dal 1988 al 1992
      6) Non ci sono mai state riunioni ufficiali tra questi 4 personaggi. Se ci fosse stata una riunione segreta, non ci sarebbe nessuna documentazione ufficiale da pubblicare.

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    2. 7) Malcolm X non è mai stato il leader delle Pantere Nere.

      8) Il politico Zingaretti è Nicola, il fratello citato sarebbe il Commissario Montalbano.

      9) A poker e burraco contano altri fattori, in tutte le versioni giocabili del tresette se non ti vengono le carte hai voglia a morì...

      La ciucciarìa al potere!!!!!

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    3. Scrivo di getto e non rileggo. Faccio riferimento, di solito, quando elaboro argomentazioni di contenuto sostanziale, alla mia memoria. Ringrazio quindi il lettore anonimo per la sua gentile segnalazione. Il che, va da sè, non toglie nulla alla sostanza del punto di vista che a me interessava sostenere e che prendeva spunto da un certo precedente verificatosi circa 30 anni fa

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  10. Sono d'accordo e aggiungo che il M5s deve continuare a portare il progetto di una democrazia reale possibile solo con il superamento della democrazia spettacolare che gestisce l'Italia e l'Europa. Le radici italiane del movimento devono dialogare con l'esigenza comune a tutto il continente e alla sua umanità ridotta a misero mercato comune. Il concetto di Comujne d'Europa potrebbe dare un'indicazione di un vero progetto d'emancipazione collettiva dall'ultimo ancien régime della storia. Siamo di fronte a una rottura di paradigma sociale storico dove i media e i politici fanno il loro sporco lavoro di manipolazione e instupidimento delle masse. sergio ghirardi

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  11. un post bello da leggere ma con dati completamente inventati e inesatti. Forse sarebbe il caso di tacere piuttosto che fare sfoggio di saper scrivere.

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  12. un dato tecnico : il decreto sugli ecobonus e detrazioni sulle ristrutturazioni è stato varato grazie al contributo fondamentale dei deputati della commissione ambiente 5 stelle, che lo avevan chiesto anzi al 66%..queste cose per ora in Tv non si sentono..(chi vuole, veda il sito FB della commissione ambiente 5 stelle)

    man mano che i deputati rendon più visibile il loro lavoro, nonostante l'ostracismo dei media (so che li intervistavano per ore, ma le interviste di quelli più competenti non le hanno mai fatte vedere, per tattica...)credo che quanto scritto da Di Cori Modigliani possa tradursi in realtà....nonostante l'opera continua di "rimbambimento delle masse che non vedon più in là del loro naso"...certo......

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  13. Manco un numero hai azzeccato, Di Cori! Manco un nome di segretario. Riunioni segrete? E se erano segrete tu come fai a saperlo? E che vi faceva Occhetto in queste riunioni segrete, visto che nel 1986 il segretario del PCI era Natta?

    PS C'era anche Hollande a quella riunione? Ahahahahahahah

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  14. Google è tuo amico, altrimenti il tentativo di aggirare le banalità, scempiaggini, mistificazioni non riesce...

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  15. EH ?
    Cosa ?
    Malcolm X ... Black Panthers ?
    Qualcosa non mi torna.
    A parte che Malcolm X era esponente di un movimento islamico e le Pantere Nere erano marxiste ...
    il primo è stato assassinato nel 1965, le seconde sono state fondate nel 1966.

    ...

    Togli quello strafalcione, và !

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  16. "un dato tecnico : il decreto sugli ecobonus e detrazioni sulle ristrutturazioni è stato varato grazie al contributo fondamentale dei deputati della commissione ambiente 5 stelle, che lo avevan chiesto anzi al 66%..queste cose per ora in Tv non si sentono..(chi vuole, veda il sito FB della commissione ambiente 5 stelle)"

    E allora, perchè Beppe Grillo non usa il blog per evidenziare l'attività parlamentare del m5s, invece di reiterare il giochino dell'insultare tutto e tutti ?
    Che alla lunga è stucchevole, anzi disgustoso.

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    1. Penso che la comunicazione al pubblico e agli elettori dell'attività dei parlamentari non spetti a Grillo, bensì all'ufficio stampa dei deputati. L'incombenza è la loro.

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    2. Sì.
      Numero delle visite quotidiane alla pagina su facebook dei gruppi parlamentari del m5s ?
      Numero delle visite quotidiane al Blog di Beppe Grillo ( che è il portavoce del movimento, non uno che passava di là, per caso ) ?

      Ho detto tutto.

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    3. I visitatori vanno educati. A questo serve la formazione politica.

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  17. Malcom X Non ha fondato The Black Panthers!!!! e'morto nel 1965 e le Black Panthers son state fondate nel 1966
    http://it.wikipedia.org/wiki/Malcolm_X
    http://en.wikipedia.org/wiki/Black_Panther_Party
    Mongix

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  18. Una grande vittoria di Pirro dei partiti? Perché non ammetterlo?
    Il 60% degli italiani non vota più.
    Il M5* non ha riempito questo vuoto. Perché non ammetterlo?
    L'unica immagine proposta e' quella di un movimento che governerà meglio perché' e' più' onesto.
    Ne' davanti a Bersani ne' davanti a Letta chi ha visto questi due incontri può dire: Ecco qualcosa di nuovo.
    Rivelano più un Fazio quando dice che siamo in dietro di 25 anni, beato lui, io direi di cent'anni e un Napolitano che risponde Attenti a
    smantellare lo stato dello scontro in atto che qualsiasi posizione del
    movimento.
    Anzi il movimento non ha nessuna posizione, balbetta quando esce da
    quel grande j'accuse che lo ha identificato e portato ai livelli elettorali che sapiamo. Se pensa di portare cambiamenti con la vecchia politica della lunga marcia all'interno delle istituzioni lo dica.
    Se pensa che e' tempo di un nuovo accordo sociale basato non più su valori come lavoro e famiglia ma sulla solidarietà' di un popolo e chiaramente su un nuovo modello di stato lo dica.
    Lo dica nel dibattito, nella discussione, nella teoria, nelle proposte. Il j'accuse ha dato i suoi frutti. La primavera e' passata, adesso arriva l'estate.

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    1. Ho appena risposto con un post che vale la mia personale posizione e opinione. Consideriamolo materiale per un dibattito e uno scambio di opinioni. E' necessario un cambio di ottica e di prospettiva. La cosiddetta lunga marcia dentro le istituzioni è roba vecchia e fatiscente. E' troppo tardi, ormai, per le riforme. Non c'è nulla da riformare. Il paese va rifondato.
      E da subito.

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