mercoledì 16 aprile 2014

Baciamo le mani: ecco la nuova Italia voluta dall'accordo Renzi-Berlusconi.



di Sergio Di Cori Modigliani

La criminalità organizzata detta l'agenda politica di questo Paese: da oggi è Legge.

Lo dicevo da tempo, e molto spesso alcuni lettori mi chiedevano che cosa intendessi dire.
Volevo dire proprio questo: che le cosche mafiose stabiliscono quali leggi debbano essere votate per salvaguardare i loro interessi, avvalendosi della totale copertura nazionale grazie al ricco supporto garantito dai professionisti della cupola mediatica.Questo è quello che penso.

Due ore fa, il Senato della Repubblica ha votato a favore del decreto legge che ammorbidisce le pene per i politici collusi con la mafia, favorendo il voto di scambio. 
Il segnale che questa classe politica dirigente sta dando al paese è quella di spingere la popolazione verso la corruttela istituzionale.

E' un atto inconcepibile.

Il M5s è l'unica organizzazione politica presente in Parlamento che ha votato contro.

La Lega Nord, all'ultimo momento si è astenuta. 
Don Maroni deve aver spiegato a Don Salvini che la legge è fondamentale per l'Expo 2015 di Milano: era ciò che volevano i mafiosi. Fare affari con l'expo è forse l'unico obiettivo dei leghisti. Sulla pelle dei milanesi e dei milanesi per bene che pagano le tasse e pensano ingenuamente che quella mostra porterà ricchezza e aiuterà l'economia. A quanto pare, invece, servirà soltanto ad aumentare il capitale e i profitti dei gruppi mafiosi costituiti che, da oggi, sanno di poter contare sull'appoggio ufficiale delle istituzioni della repubblica.

L'immagine che vedete in bacheca riporta la prima pagina del quotidiano La Padania alla fine degli anni'90, quando Bossi denunciava la corruzione dilagante dentro Forza Italia e definiva Berlusconi un mafioso. Per dieci settimane di seguito, il quotidiano della Lega, allora forte di un autentico e legittimo consenso popolare, aveva raccontato, per filo e per segno, nomi e cognomi dei politici di riferimento che rappresentavano gli interessi dei mafiosi.
Poi, la Lega Nord deve aver scelto di sedersi a tavola insieme a loro e di  partecipare al pranzo.
Il loro voto in aula lo interpreto come una logica conseguenza di quella scelta.

E' il punto più basso in assoluto mai raggiunto da questa Repubblica, e dalla classe politica dirigente che, da oggi, "ufficialmente" approva e afferma il principio della collaborazione tra mafia e politica, ormai formalmente riconosciuta e accettata.
Il Fatto Quotidiano è l'unico organo di stampa italiano a combattere questa battaglia per la legalità  il cui risultato immediato  -rispetto ai cosiddetti "investitori internazionali"- sarà quello di mettere in fuga qualunque imprenditore, finanziere, azienda, che abbia voglia di venire a investire in Italia senza dover essere costretto a scendere a patti con la mafia.

Senza più pudore, il putrescente sistema politico italiano getta la maschera e si arrende alla criminalità organizzata. Ed è un momento davvero triste per tutti coloro che credono ancora alla possibilità di far politica, lavorare, imprendere, senza essere costretti a passare sotto la gogna delle decisioni delle cosche criminali.

Penso sia il punto di non ritorno di questa classe politica: stanno cambiando, sì, ma in peggio.

Il voto alle elezioni europee si arricchisce di un nuovo elemento che lo trasforma in un vero e proprio referendum: sei dalla parte dei mafiosi oppure li vuoi eliminare dalla scena politica italiana?

Questa è l'unica vera domanda che ogni italiano per bene si deve porre in questo momento.

E non ci saranno nè scuse nè giustificazioni.

Chi vota per questi partiti sta dalla parte della mafia: un concetto semplice ed elementare.

Non mi sembra che per oggi ci sia nient'altro da dire.

martedì 15 aprile 2014

A proposito del post di Grillo, mentre "i mercatI" bocciano Matteo Renzi.


di Sergio Di Cori Modigliani

Articolo in contro.tendenza.
Sul post di Grillo, i media, i mercati, e l'affermazione del pensiero nazista in Europa.

Il post di Grillo di ieri è capitato davvero a fagiolo per poter commentare l'attuale stato delle cose europee, non solo italiane, dato che siamo dentro una guerra europea e siamo in campagna elettorale per le elezioni europee.

E' noto a tutti che Grillo (lo fa da almeno 30 anni) usi l'iperbole come spina dorsale della sua attività di denuncia e diffusione di una interpretazione libertaria dell'esistenza. Non è neppure un mistero e tampoco una novità che sia un'iconoclasta. Dulcis in fundo è il leader simbolico dell'unica organizzazione politica italiana di massa all'opposizione.
Inevitabile, quindi, che i suoi post, il suo linguaggio, l'uso delle immagini, abbia un immediato impatto politico su ciò che avviene in Italia e susciti polemiche, dibattiti e interrogativi.
Il post di ieri ha prodotto immediatamente -direi con diabolica e furba abilità- una compatta levata di scudi da parte dell'intera classe politica dirigente italiana che si è trovata unita, in una totale complicità ecumenica, nel protestare contro, sostenendo che si trattava di una infamità, addirittura criminale. Tutti d'accordo. E quindi, tutti contenti del fatto che non vi sia stata possibilità alcuna di elaborare il Senso che quel post evocava. Neppure un interrogativo sul fatto, sul perchè di quella scelta, sulle motivazioni che devono aver spinto Grillo a considerare necessario un bel pugno allo stomaco nella coscienza degli italiani per svegliarsi, per rendersi conto di ciò che sta accadendo. 
Di ciò che ci stanno facendo.
Ieri, dopo averlo letto, elaborato e alchemizzato, ho trascorso davvero una giornataccia, spesa in gran parte a litigare con tutti, nessuno escluso, trovandomi alla fine nella sorprendente situazione di accorgermi di essere rimasto da solo a sostenerlo. Triste constatazione.
Ho addirittura perso delle potenziali amicizie (nel senso che evidentemente erano, per l'appunto, solo potenziali). 

La tragedia della Shoa è un tema per me che tocca sempre una profonda, radicata, antica sensibilità, dato che provengo da una famiglia di ebrei italiani derubata e distrutta dalle leggi razziali fasciste e per me (personalmente parlando) il campo di sterminio di Auschwitz Birkenau non è solo un simbolo o una figurina astratta ma è il pezzo centrale della mia esistenza di pensatore italiano, europeo. Mio zio, Luciano Camerino, infatti, era tra quelle migliaia di ebrei che il 16 ottobre del 1943 sono state deportate e lì c'è rimasto fino al 23 gennaio del 1945. Tre quarti della sua famiglia, deportati insieme a lui, sono finiti dentro a un forno. Lui è ritornato a casa, a piedi. Era un giovane fisicamente molto forte, e lo sconvolgimento di ciò che aveva vissuto era stato talmente violento che aveva bisogno di respirare l'aria della libertà e della fine di un incubo. E così attraversò tutta l'Europa insieme al giovane tenente dell'Armata Rossa sovietica che gli diede da bere, sconvolto dalla guerra quanto lui, che buttò via la divisa, scegliendo di disertare, perchè diventò pacifista; e così quei due ragazzi, un ebreo italiano e un russo cristiano ortodosso, sconvolti da ciò che avevano vissuto, camminarono per circa un anno e mezzo finchè non arrivarono a Roma. Mi feci raccontare da mio zio tutto ciò che era possibile, ogni dettaglio, ogni piccolo particolare, quando avevo quattordici anni e lo ossessionavo con le mie domande perchè volevo sapere che cosa fosse successo. Ma soprattutto perchè. Nonostante la mia famiglia me lo avesse vietato, di nascosto da loro, uscivo con lui e gli ponevo assillanti domande. Lui rispondeva, parlarmi gli faceva bene. Prendevo appunti su un quadernino, pensando che da grande avrei fatto lo scrittore cercando di dare il mio contributo affinchè non si verificasse mai più un evento del genere. E' ciò che ho cercato di fare sempre, da allora.
Ed è questa la ragione principale per cui difendo il post di Grillo.
Non solo.

Ci aggiungo addirittura il fatto che, nel caso fosse stato ancora vivo, Primo Levi, su La Stampa di Torino -dove scriveva- avrebbe scritto oggi un editoriale ringraziandolo per aver lanciato l'allarme, rendendo eterno il suo scritto "se questo è un uomo". Quel post, infatti, rende ancora viva -secondo una modalità civile e civica "alta"- la rimembranza della tragedia della Shoa ed è perfettamente in linea con l'idea del culto della memoria storica. Gli regala un sapore inedito di fondamentale importanza sottraendo quell'evento alla sua massificata volgarizzazione, perchè ne ricorda il significato "politico ultimo": l'idea che un gruppo di criminali decida e stabilisca di appartenere a una presupposta e sedicente razza superiore, che si arroga il diritto divino di poter godere e usufruire di privilegi eliminando dalla faccia della Terra milioni di persone innocenti, annullando le loro esistenze, uccidendo nel nome di un banale, volgare e piatto interesse mercantile privato. Come ben ci ha spiegato la filosofa Hanna Arendt, "il male è banale". I nazisti, infatti, non erano una setta, o un gruppo strutturato secondo una certa ideologia, e tutta la mistica costruita sul nazismo è falsa, ingegnosamente e artatamente falsa. Erano dei banditi criminali assassini e basta: dietro non c'era nulla. 
Nè più nè meno di ciò che sono i mafiosi, qualunque sia la nazione cui appartengono.
Sono contrario a ogni forma di museizzazione e mi fanno vomitare i servili e deferenti lacchè che il "giorno della memoria" fanno la fila per andare a Porta a Porta da Bruno Vespa per far vedere che loro sono buoni e democratici. Si intende, per 24 ore.
Mi disgusta. 
Auschwitz deve essere un simbolo e una metafora, non è un museo. 
E' il simbolo (la definizione è del prof. Bruno Bettelheim, scritta nel 1975) "dell'osceno paradosso che appaia il lavoro alla libertà perchè identifica l'espressione dell'attività produttiva dell'essere umano in una forma di schiavizzazione coatta, che comporta a monte l'annullamento dell'individualità esistenziale e la riduzione della Persona a semplice cosa materiale, quindi da poter sfruttare e buttare via dentro a un forno quando non serve più". 
A differenza della stragrande maggioranza delle persone, non considero lo sterminio degli ebrei attuato dai nazisti come un evento unico, quindi irripetibile. Purtroppo, non è così.
Lo considero, invece, il più tragico esperimento di esecuzione di strage di innocenti mai verificatosi in Europa. 
Un esperimento, appunto. 
Quindi, da migliorare, da razionalizzare, per poter ottenere lo stesso risultato senza avere i danni collaterali causati dal fatto di dover dare tante spiegazioni sul perchè sia necessario, all'improvviso, praticare la soluzione finale eliminando dalla faccia della Terra degli umani considerati inutili. 
Questo è il senso del post di Grillo, così almeno io l'ho letto, l'ho elaborato, l'ho vissuto, sulla base della mia esperienza esistenziale biografica. 
Ringiovanisce e attualizza il pensiero di Primo Levi, di cui, francamente se ne sentiva e tuttora se ne sente il bisogno. Lo scrittore torinese, infatti, parlava del rispetto della Persona in quanto tale, incitando gli italiani a infiammare la propria passione civile nel difendere e salvaguardare il diritto al rispetto di chicchessia, di ogni diverso, di ogni debole, di ogni escluso, per il solo fatto di essere parte della comunità degli Umani. 
E noi oggi viviamo in un'epoca in cui il pensiero nazista (intendo dire: quello autenticamente vero, cioè il banditismo criminale mascherato da una dottrina) comincia ad affermarsi sempre di più, a diffondersi, e gli ebrei -per primi più di ogni altro- dovrebbero essere contenti del fatto che si tenti di innalzare una levata di scudi sulla nuova modalità di lancio, esecuzione e impiego dei campi di concentramento della società post-moderna: l'idea che, nel nome di un qualunque principio, sia lecito azzannare, deprivare, disossare, esseri umani innocenti, prima schiavizzandoli, poi facendoli oggetto di strategiche quotidiane menzogne, e infine eliminandoli, sapendo che nessuno protesterà mai per difenderli. 
Esattamente come aveva fatto la Gestapo in Europa 80 anni fa.
Comincia a diffondersi sempre di più, e a manifestarsi nel reale, la tragica (nonchè azzeccata) previsione del filosofo americano Richard Rorty quando nel 2002 a Berkeley annunciava la promozione, nell'occidente americano europeo, di una nuova classe di intoccabili privilegiati, che lui definì "overclass", composta da individui al di sopra della Legge e al di sopra del Diritto, esattamente come erano i membri e i sostenitori della Gestapo 80 anni fa. 
Chi sostiene oggi, in Europa, the new overclass, qualunque sia la parte ideologica di provenienza, di destra, di sinistra o di centro, sta sostenendo l'affermazione del nuovo pensiero nazista che parte dal presupposto che le leggi, le istituzioni, le decisioni, i finanziamenti, gli investimenti e -in ultima istanza- il Senso delle esistenze degli umani europei, debbano essere decisi e stabili da un'esigua pattuglia di esseri che si sono auto-eletti una classe superiore rispetto agli altri. Come faceva la Gestapo.

Il più grande complimento in assoluto che si possa fare a uno scrittore consiste nel prendere in considerazione un suo testo datato, strapparlo all'attualità di quello specifico momento storico, e renderlo ancora vivo, dimostrando che la sua pertinenza a quell'evento era la scusa per costruire una grande metafora sul percorso della specie umana nel pianeta, trasformando quindi quell'opera in uno strumento sempre valido, immortale. 
E' ciò che fatto Grillo con il suo post: ha fatto risorgere dalla sua tomba Primo Levi, lo ha riesumato, lo ha di nuovo nobilitato davanti alle giovani generazioni che non avevano idea di chi fosse costui, ha di nuovo reso forte, acuta, rombante e struggente la sua voce d'accusa nei confronti dei distratti, degli ipocriti, dei doppiogiochisti, di coloro che un tempo, nel cuore dell'Europa, hanno girato la testa da un'altra parte perché non volevano vedere, sapere e prendere atto della realtà, esattamente nello stesso modo in cui lo fanno oggi tutti i cittadini della Repubblica Italiana che non vogliono prendere atto che "questo non è più un paese".
E la responsabilità non è degli americani, nè dei tedeschi, nè dei russi, nè dei cinesi.
E' del popolo italiano.

Basterebbe sottolineare il fatto, ad esempio, che tra le personalità che sostengono l'attuale governo c'è Roberto Formigoni, al quale la magistratura ha sequestrato ben 49 milioni di euro di beni  sotto l'accusa di favoreggiamento, associazione a delinquere, truffa nei confronti dello Stato, abuso di potere, appropriazione indebita. Lui ha dichiarato di possedere 18 euro. Nessuna personalità politica al governo ha ritenuto opportuno rilasciare una dichiarazione in merito: non è normale.
Non ha Senso.
Il nazismo tedesco, non essendo altro che una banda di criminali banali assetati di danaro e potere, sapeva di riuscire nel suo piano soltanto a condizione di creare una società e uno stato di cose senza senso: anticamera dell'abbattimento del concetto di Diritto e di Legalità che sono i pilastri della civiltà evoluta umana.
"Se questo è un paese", la frase incriminata di Beppe Grillo che trasforma, ringiovanendolo, il pensiero di Primo Levi, ebbene, se non viene colta nella fantasmagoria della sua iperbole pedagogica, allora vuol dire che il nazismo post-moderno sta già vincendo di nuovo, nella sua variante iper-tecnologica, mediatica, consociativa, perno di sostegno della overclass rortyana.

Raffale Fitto, membro eccelso di Forza Italia, ex presidente della Regione Puglia, è stato condannato in primo grado per truffa aggravata, associazione a delinquere, abuso di potere a diversi anni di galera. E' in attesa della sentenza d'appello e poi quella definitiva. Come Scoppelliti in Calabria. Entrambi sono candidati alle elezioni europee: questo non è normale.

Se questo è un paese in cui personalità politiche già condannate in primo grado a gravissime pene detentive sanno di potersi presentare alle elezioni perchè saranno votate, ebbene, questo avviene perchè sono consapevoli che la gente ha perso il "senso della verità" e vota consapevolmente per coloro che praticano la illegalità, sapendo ciò che stanno facendo, come facevano i tedeschi quando applaudivano la Gestapo negli anni'30, girando la faccia dall'altra parte. Gli elettori pugliesi e calabresi diventano nazisti a loro insaputa, che a loro piaccia o meno, così come lo sono tutti coloro che hanno votato, votano e voteranno per mafiosi, mascalzoni, banditi e criminali, in qualunque regione italiana. E' bene dire le cose come stanno.
Se tra gli elettori del PD c'è qualcuno che pensa di trovarsi di fronte a uno schieramento di sinistra e finge di non sapere, finge di non vedere, finge di non essere a conoscenza che le cinque candidate capolista alle europee sono tutte di stretta marca e provenienza democristiana e sono portatrici di valori regressivi e reazionari che finiranno per riportare l'Italia indietro per sempre, ebbene quei votanti stanno voltando la testa dall'altra parte, a loro insaputa.
E' bene che diventino consapevoli del proprio percorso umano.
Sono stanco di applicare ipocritamente la moda del politicamente corretto che impone il rispetto (per principio) di chiunque, qualunque cosa voti e per qualunque ragione lo faccia.
Io non provo alcun rispetto per chi vota dei banditi, altrimenti dovremmo trovare giustificazioni per assolvere i tedeschi che appoggiavano la Gestapo negli anni'30.
Due anni fa circa, il comune di Benevento è stato commissariato: è piombata la magistratura. Il sindaco è finito agli arresti domiciliari, per i soliti morivi di sempre: peculato, truffa, appropriazione indebita, ecc. Ogni santo pomeriggio, i suoi concittadini, alle ore 19 lo vedevano che usciva di casa e andava alla caserma dei carabinieri a mettere la firma. Sono state indette nuove elezioni. Ha rivinto a larga maggioranza stando agli arresti domiciliari.
 I beneventani, quindi, hanno voltato la testa dall'altra parte a loro insaputa, dal mio punto di vista. Sono in ottima compagnia, insieme ai veronesi e ai vicentini: altro che secessione! 
Agli inizi del millennio, la Liga Veneta, attraverso i buoni uffici di Bossi e Maroni che avevano piazzato dei loro uomini in Finmeccanica, hanno strappato contratti dorati con Gheddafi e la Lybyan Bank attraverso consociate finanziate dal Banco di Desio e Brianza, dalle banche locali veronesi e vicentine, dando l'avvio alla costruzione di 12 giganteschi centri commerciali nel Venet,o che hanno prodotto la distruzione del territorio agricolo locale e della loro economia, lanciando un piano selvaggio di cementificazione e markettizzazione dell'intera area che ha completamente stravolto la zona e l'antropologia del territorio. Sono andati in crisi quando è caduto Gheddafi. Gli stessi della Liga Veneta che hanno distrutto la loro zona contribuendo alla de-industrializzazione e alla totale depauperazione delle campagne e dell'imprenditoria agricola, oggi vogliono la secessione: questo non è normale. 
I vicentini e i veronesi sono come i beneventani.
Non è vero che l'Italia unita non esiste. Eccome se esiste.

Ieri mattina, è andata in onda la truffa delle nomine dei grandi enti.
Presidente dell'Eni è stata nominata Emma Marcegaglia. Non c'è stato nessun esponente della classe politica attuale, nessun deputato, nessun senatore, nessun giornalista, nessun economista, nessun opinionista, che abbia sollevato l'esistenza di un problema di conflitto di interessi gravissimo. La Marcegaglia, infatti, è anche amministratore delegato dell'azienda di famiglia che produce tubi e trafilati in acciaio al carbonio, praticamente l'oggetto più usato dall'Eni nelle migliaia di piattaforme dislocate nel pianeta. Come è possibile un fatto del genere?
Non è normale. Non va bene che venga considerato normale. Ma è overclass.
Come la Gestapo negli anni'30 in Germania.
Presidente dell'Enel è stata nominata Patrizia Grieco, una vecchia conoscenza.
Inizia la sua carriera all'Italtel, colosso nazionale della telecomunicazione, roccaforte clientelare di marca democristiana. Da lì passa a lavorare per l'industria tedesca diventando responsabile della Siemens AG alle dirette dipendenze dell'ufficio di Erlangen. Poi nel 2008 passa alla Olivetti portando a totale compimento l'opera di devastazione già iniziata da De Benedetti. Insieme a lei, una sua antica collaboratrice, Luisa Tadini, membro del consiglio di amministrazione della Rai. Queste due donne decideranno e stabiliranno tutta la politica strategica italiana relativa all'energia nel nostro paese che, va da sè, faranno gli interessi dell'industria tedesca.
Non è normale. Non va bene che venga considerato normale.
Tra tutte le donne professioniste esistenti in Italia, bisognava andare a pescare proprio quella che ha gestito la permeazione del capitale finanziario tedesco all'interno del sistema strategico delle comunicazioni e dell'energia in Italia? Proprio lei?
....se questo è un paese......
I mercati finanziari hanno risposto con una solenne bocciatura in borsa alle nomine.
Hanno capito che l'Italia non cambierà, che hanno innescato il gioco delle sedie e rimarrà tutto uguale. Seguiteranno a pompare liquidità per arraffare ciò che possono e poi disinvestiranno dal nostro paese, senza avvertire, così, all'improvviso. Tanto la Banca d'Italia se la sono presa gli anglo-americani ai quali il decreto Bankitalia voluto da Letta/Saccomanni/Boldrini ha regalato loro i 7,5 miliardi di euro cash + la gestione di circa 120 miliardi di euro relativa al valore delle 2.500 tonnellate di oro delle riserve strategiche nazionali. Il tutto finito nelle mani del fondo Black Rock che nelle settimane scorse ha ultimato l'acquisizione dei pacchetti di maggioranza delle banche italiane che possedevano le quote di Bankitalia.
E noi andremo a sbattere.
Come è accaduto ai tedeschi nel 1945.
Essere nazisti, oggi, non vuol dire andare in giro con la svastica esaltando Hitler: quello è un passatempo per mentecatti, si tratta di folclore patologico sociale di bassa lega.
Essere nazisti, oggi, significa sostenere, appoggiare e consociarsi con i componenti di quella esigua pattuglia di persone che si considerano esponenti appartenenti a una classe superiore, al di sopra del Diritto e della Legalità, considerandoli elementi che vanno applicati soltanto a chi appartiene alle razze inferiori, ovvero i contribuenti senza malleveria partitica. 
Gli esseri umani non garantiti verranno considerati un semplice "danno collaterale" come ha egregiamente e genialmente spiegato il più esimio sociologo vivente, il prof. Zygmunt Bauman nel suo saggio "Danni Collaterali" tradotto in italiano e pubblicato da Laterza nel 2012 con zero interesse zero interviste e zero visibilità. 
"Se questo è un uomo" di Primo Levi è stata l'eredità nobile che un grande intellettuale italiano ci ha regalato per coltivare il senso della compassione, la memoria del ricordo della dignità umana, ma soprattutto l'imperativo categorico di assumersi tutti quanti, nessuno escluso, la responsabilità sociale di sapere che se questo non è un paese è per colpa dei distratti, degli indifferenti, degli ipocriti, dei traditori, dei cinici, di tutti coloro che seguitano ad applaudire le ignobili nefandezze quotidiane facendo finta di niente, e quando non possono farlo, servono la guardia della Gestapo censurando le informazioni, annacquando le notizie, creando nebbia, paura e confusione. 
Perchè hanno qualcosa da guadagnare, qualcosa da perdere.
Il perno del nazismo ruotava intorno alla perdita di Senso e alla divulgazione del falso: ciò che per loro contava non era essere creduti ma toccare con mano il totale asservimento delle menti pensanti e la diffusione della paura e del terrore. Così hanno cercato di schiavizzare l'Europa, e poi sono passati alla soluzione finale nell'indifferenza generale.
Il Prof. Bruno Bettelheim citava un episodio di cui lui era stato testimone oculare a Buchenwald, per spiegare in che cosa consistesse il nazismo: la sottrazione dell'identità del proprio lavoro.
Raccontava come un giorno d'inverno fossero stati radunati tutti sul piazzale. Un ufficiale della Gestapo aveva fatto portare un grammofono e lo aveva fatto sistemare su una panca. Aveva fatto chiamare le deportate e le aveva fatte denudare, al gelo. Nessuna era in grado di reagire, erano come automi, perchè tutto era privo di Senso, quindi era tutto uguale. L'ufficiale prese un foglio, scelse un nome e lo chiamò a voce alta per sapere se era presente. Una giovane fece un cenno, parlava tedesco. La fece venir fuori dalla fila. Si chiamava Sabina Kerner. Era la prima ballerina classica dell'opera di Vienna. Lui le chiese di confermare le sue generalità. L'ufficiale fece mettere su un disco e poi le disse: "Adesso balla. Balla per me". La ragazza era impietrita dal terrore e dal freddo, non riusciva a muoversi. L'ufficiale tirò fuori dalla fondina la pistola e andò a puntarla sulla tempia di un'altra ragazza. "Se non balli adesso, ne uccido una ogni minuto e sarà colpa tua". Sabina, allora, cominciò a muoversi. All'inizio sembrava una bambola meccanica. Poi, poco a poco, cominciò a ballare per davvero, mentre il sangue le affluiva alla faccia. Mentre la musica si diffondeva, la ballerina cominciava a ricordarsi i passi, e a un certo punto aveva cominciato a sorridere. Stava recuperando la sua identità, la memoria della sua essenza, perchè ogni essere umano al mondo è il lavoro che fa, è l'espressione del suo talento. Mano a mano che andava avanti diventava sempre più aggraziata, i suoi muscoli e nervi riaccordavano la memoria. Bettelheim raccontava come il suo viso si fosse trasformato, gli occhi non erano più appannati, sorrideva, era contenta, aveva recuperato la sua identità umana, era di nuovo una Persona. Ballava e ballava. E a un certo punto, si ferma, guarda l'ufficiale e con un guizzo velocissimo si getta su un soldato gli strappa la mitragliatrice e lo uccide. Immediatamente dopo viene uccisa da un altro soldato.
"Sabina aveva scelto di morire come Persona e non come cosa" spiegava Bettelheim.
Questo era il nazismo.
Nella sua variante post-moderna attuale, l'Europa, devastata dalla sua amnesia collettiva, sta costruendo una nuova modalità di nazismo il cui fine consiste  nella cancellazione e annullamento dell'identità espressiva del lavoro che finirà per trasformare gli esseri umani da persone in cose ambulanti.
Ieri sera, alle 22.30, sull'emittente La7, Corrado Formigli, senza saperlo, nel corso della trasmissione "Piazza Pulita" ha dato ragione al post di Grillo esaltandolo.
Lo ha fatto a sua insaputa, dato che gran parte della puntata era dedicata a distruggere l'identità del movimento cinque stelle.
Senza rendersi conto di ciò che stava facendo, ha mostrato un pezzo della realtà sociale dell'Italia d'oggi, facendo vedere giovani italiani in Puglia, laureati in medicina, economia, biologia, che lavorano in un call center per 2,5 euro l'ora, mostrando come in Italia sia ormai partito il piano di organizzazione razionale di un sistema di mercato di neo-schiavizzazione.
Era esattamente ciò di cui parlava il post di Beppe Grillo.
Ma Formigli non lo ha capito.
O meglio, ha scelto di non capire.
Quando Primo Levi scriveva "se questo è un uomo" si rivolgeva a posteri come lui.
Pochi lo hanno capito, perchè pochi sono andati a leggere il testo cercando di comprendere il significato, il senso, l'uso politico dell'argomentazione.
Lo stravolgimento mediatico della vita quotidiana ha creato una modalità di vita che impedisce ormai l'analisi,il dibattito,il confronto, perchè la nazificazione del pensiero unico della overclass impone un appiattimento becero che deve mantenere diviso il paese, deve costruire antagonismo e soprattutto -l'aspetto più importante- deve impedire di far fare alle persone le connessioni. Altrimenti capirebbero.
E nessuno li voterebbe più.
Spero di non essere stato l'unico ad aver voluto leggere il post di Grillo in questo modo.
Mi auguro che nell'intimità del proprio privato, gli italiani pensanti che lo hanno letto si siano interrogati, siano stati in grado di guardare in alto, di fare le connessioni.
E' dovere di noi tutti cercare di affermare il nostro diritto alla normalità, restituendo il Senso.
Per impedire che trasformino le persone in cose, e per dare un senso al gesto di Sabina.
"Se questo è un uomo" è la lettura poetica del gesto della ballerina austriaca.
E oggi va applicato al paese Italia che si sta disumanizzando.
Dobbiamo essere tutti furiosamente gandhiani.
Come ha detto una volta qualcuno "gandhiani sì fino in fondo, ma certo non coglioni".

Il paese siamo noi.



giovedì 10 aprile 2014

Ultim'ora: golpe a Bruxelles dei colossi dell'energia fossile. De Benedetti e i tedeschi esultano.


di Sergio Di Cori Modigliani


Povero Renè!
Mi riferisco qui al pittore belga Renè Magritte (autore dello splendido quadro la cui immagine vedete riprodotta in bacheca) geniale artista europeo, tra i miei preferiti in assoluto.
Se sapesse che cosa gli hanno fatto!
A Bruxelles, infatti, città in cui è nato e vissuto, hanno aperto qualche anno fa il Museo Magritte, dedicato alla sua prolifica attività. L'edificio comprende, oltre alle sale di esposizione, archivi, biblioteca, anche una grande sala di riunioni che ospita cenacoli a pagamento di enti, istituzioni, gruppi istituzionali riconosciuti. In questa sede si sono riuniti i responsabili rappresentanti gli interessi delle grandi corporation planetarie dell'energia, del carbone, del cemento e del petrolio e hanno messo in piedi la più potente lobby europea in assoluto, da allora nota come "il gruppo Magritte".

Compito di questo gruppo consiste nell'attaccare in ogni modo l'estensione dell'attività in sede ambientale per la diffusione di sistemi di produzione di energia alternativa al fossile, evitare che si diffonda il solare, l'idrogeno, la produzione di energia bio-sostenibile. Pressano i governi, impongono le regole promuovendo i loro impiegati esecutori dentro le commissioni, fanno affari sulla pelle dei cittadini che ignorano la loro attività.
Loro decidono quanto pagheremo quest'anno di riscaldamento, se e dove e quando e come e per quanto si avvierà in Italia (e in ogni paese dell'Unione Europea) un nuovo piano di trivellazioni; loro stabiliscono la politica industriale e ambientale del continente.
Quantomeno ci provano.
L'Europa li conosce e ha promulgato delle leggi per contrastarli, comminando diverse multe e penali per contrastare il loro nefasto proliferare. Tra coloro che sono finiti nella mannaia della denuncia per infrazione ci sono la grande industria siderurgica tedesca, i monopoli dell'energia fossile tedesca e la Sorgenia di De Benedetti in Italia.
Fino a ieri pomeriggio.

Approfittando della distrazione collettiva e della complicità della cupola mediatica, ieri sera la commissione europea ha messo a segno un vero e proprio golpe istituzionale che viola ogni diritto europeo e va dunque denunciato. Poiché la commissione si è data poteri dittatoriali ed è in grado di varare decreti con effetto immediato senza passare al vaglio nè della cittadinanza nè dei deputati eletti a Strasburgo, hanno fatto passare dei dispositivi che salvano diverse industrie tedesche e in Italia -tanto per fare un esempio- la Sorgenia, tutte passibili di denuncia per aver ottenuto illecite sovvenzioni statali che violano i principii costitutivi europei. I decreti sono diventati operativi "con effetto immediato".

L'evento è di massima gravità, ma ci spiega anche gli scroscianti applausi al nostro premier da parte dei tedeschi. In cambio di sostegno e di liquidità in borsa a favore delle banche italiane, si garantisce la immunità permanente ai tedeschi e a De Benedetti, non a caso fondamentale sponsor del premier. Lo hanno fatto nel loro modo consueto, discretamente, quasi clandestinamente, ma trattandosi di questioni "formali" sono stati costretti a rubricarle, rendendole pubbliche ieri sera alle 21. Grazie all'attenzione e al lavoro di onesti professionisti della comunicazione presenti a Bruxelles, la notizia dell'evento è stato diffusa, con grave attività censoria in Italia dove non è stata fatta menzione dell'accaduto.
Il motivo per cui lo hanno fatto in fretta e furia è perchè temono che alle prossime elezioni europee del 24 maggio compaia in parlamento una inedita e nuova composizione di cittadini che non sarà facile gabellare, manipolare, acquistare, corrompere. 
Paradossalmente, è una buona notizia: è il sintomo e il segnale che cominciano a sentire il fiato sul collo dell'onda di piena della consapevolezza della cittadinanza europea che da Lisbona ad Atene, da Madrid a Roma, intende produrre un cambio di rotta.

Trattandosi di specifica materia sulla quale la mia competenza tecnica è limitata, posto qui di seguito l'intervento/denuncia del più importante e noto esperto in questioni ambientali energetiche attivo in Italia, Angelo Consoli, presidente del Cetri, l'organizzazione ambientalista di Jeremy Rifkin per la terza rivoluzione industriale, quella dell'idrogeno, del chilometro zero energetico, dell'aria pulita e soprattutto gratis.

Buona lettura



http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/04/colpo-di-mano-bruxelles-gravissimo.html

Colpo di mano a Bruxelles: gravissimo voltafaccia della Commissione Europea sulle politiche energetiche. Un appello a tutti i candidati alle europee con una coscienza ambientale.

Il mio incontro a Roma con la Commissaria Europea
al Clima, la danese Connie Hedegaard
Era nell'aria, e ... zac! è successo. 

La Commissaria Europea al Clima Connie Hedegaard me l'aveva quasi detto quando è venuta a Roma a febbraio scorso, e infatti da quell'incontro uscii abbastanza perplesso tanto che scrissi questo post (che alla luce di quello che è successo oggi assume un nuovo significato)
http://www.angeloconsoli.blogspot.it/2014/02/il-clima-sul-clima-e-cambiato-ritornare.html)

"Contrordine compagni! Su energia, clima e ambiente abbiamo scherzato per otto anni, adesso la ricreazione è finita e si ritorna a un sano realismo fossile. Fra un po' anche nucleare, tranquilli! Così i gruppi finanziari che fanno soldi sulla nostra pelle e sulla nostra salute saranno contenti!"

Oggi la Commissione Europea con un inatteso colpo di mano da parte del Commissario alla Concorrenza, lo spagnolo Joachin Almùnia, ha praticamente cancellato otto anni di politiche energetiche virtuose e, cedendo alle lobby dell'energia, ha  approvato le sue nuove "linee guida" sulle deroghe possibili al divieto generale di aiuti di Stato nel settore dell'energia (*). 

Un'interpretazione delle regole di concorrenza che in realtà si traduce in una vera e propria decisione politica, che avrà conseguenze gravi sull'intero sistema Ue di promozione e sostegno pubblico delle fonti rinnovabili, spostando quasi completamente sulle spalle dei consumatori i costi della transizione energetica, come rilevato in un articolo comparso oggi su "La Stampa" (**)

Tutte le grandi industrie energivore vengono esentate retroattivamente dal contribuire agli incentivi per le rinnovabili che vengono praticamente cancellati mentre non vengono minimamente toccati i molto più corposi incentivi alle fonti fossili ormai pari al 2,5 % del PIL mondiale - vedi (***) 

Inoltre sarà anche possibile finanziare con fondi pubblici i cosiddetti "capacity mechanisms", vere e proprie sovvenzioni ai monopoli dell'energia fossile erogati con la scusa del pagamento della riserva di capacità installata per garantire un "back-up"  in caso di emergenza e in realtà compensati per aver sbagliato investimenti ed essere stati messi in crisi dal... sole! 
In pratica il famoso "capacity payment" approvato molto timidamente  dal governo Monti e reclamato a gran voce da Sorgenia con l'avvicendamento Letta/Renzi per salvarsi dai suoi cattivi investimenti nel fossile (cosa della quale si è occupato Sergio Rizzo in prima pagina sul Corriere della Sera del 2 marzo scorso).

E comunque questo colpo di mano a un osservatore attento, tanto inatteso non doveva essere. 

IL GRUPPO "MAGRITTE"

Le prime avvisaglie si erano avute a maggio 2013 quando i principali monopoli fossili d'Europa, dopo la pubblicazione della Comunicazione della Commissione sugli obiettivi energetici di medio periodo (cioè al 2030 - Vedi link 1 in fondo al post), costituirono un gruppo di lobby per attaccare le rinnovabili. Il gruppo venne immaginificamente chiamato "Magritte" E infatti surrealiste sono le loro richieste: stroncare le rinnovabili perchè mettono in crisi economicamente il loro modello di produzione elettrica basata sui fossili (nella loro "neolingua" loro la chiamano "stabilità del sistema termoelettrico" così chiunque si azzardi a criticarlo potrà essere preso per un pericoloso terrorista che vuole destabilizzare il sistema termoelettrico...  (vedi link numero 2 in fondo al post)

Ma qualcuno storce il naso,  alcune industrie della Green economy, creano il gruppo delle "progressive energy companies" a sostegno di una più ambiziosa politica climatica e energetica Europea. (vedi link numero 3 in fondo al post), denunciando che non di stabilità del "sistema termoelettrico" si tratta ma di stabilità di un business model basato sulle fonti fossili e concentrate messo in crisi dalla più conveniente e abbondante energia solare (vedi link 4 in fondo al post) 
 
A quel punto i "fossilisti" cambiano strategia  e non parlano più di stabilità del sistema termoelettrico ma di "avenire énergétique de l'Europe". (vedi link nr 5 in fondo al post)

I tempi sono maturi per sferrare la più grande controffensiva  mediatica giusto il 19 marzo, il giorno prima del Consiglio Europeo del 20 e 21 marzo scorso (quello che Renzi confuse con il Consiglio d'Europa facendo ridere mezzo mondo), avanzando un pacchetto di 9 punti fra cui 
la detassazione dei settori industriali più energivori, incoraggiandoli a servirsi di energia fossile praticamente gratis (tanto per loro pagheranno i cittadini e i consumatori, che non hanno lobby capaci di scrivere le regole nella Commissione Europea), l'eliminazione degli incentivi alle rinnovabili, la legalizzazione del capacity payment (su cui pendeva un sospetto di illegittimità ai sensi della legislazione sugli aiuti di Stato alle imprese private, oggi "sanato"con questa pazzesca decisione). (si veda il link nr 6 alla fine del post).

Le richieste del gruppo Magritte vengono oggi esaudite con una decisione in forte odore di illegittimità sotto molti profili. 

Vediamo meglio:
le "linee guida", presentate oggi  non sono misure legislative, non devono essere approvate in co-decisione dal Parlamento europeo (che rappresenta i cittadini) e dal Consiglio Ue, (che rappresenta i governi), e non possono dunque essere emendate. 
Sono elaborate, approvate e applicate immediatamente dalla Commissione, in quanto Autorità antitrust europea indipendente. Eppure, le decisioni prese oggi potrebbero cambiare in profondità la politica energetica, ambientale e climatica dell'Ue, che era stata stabilita con il pacchetto 20/20/20 del 2007/2008.  
La Corte Europea di Giustizia del Lussemburgo
Si tratta di una surrogazione indebita della tecnocrazia al potere legislativo per cui un parlamento europeo guidato da un Presidente conscio delle sue prerogative dovrebbe immediatamente consultare il servizio giuridico per valutare la possibilità di un ricorso alla corte Europea di Giustizia del Lussemburgo. 

L'esenzione parziale o, in certi casi, perfino totale, dal pagamento della parte delle fatture elettriche dovuta al sostegno alle rinnovabili potrà riguadare un numero imprecisato di comparti industriali, quali: attività minerarie, trasformazione di alimenti e bevande, attività manifatturiere riguardanti tessili, cuoio, legno, carta, farmaceutici, plastica, vetro, ceramica, alluminio, rame a altri metalli, batterie e accumulatori, cemento, elettronica, fertilizzanti, chimica e raffinerie, petrolio e gas, combustibili nucleari. Tutti settori che non possono essere lasciati in una specie di zona franca rispetto alla strategia energetica europea, pena il suo svuotamento totale.
Infatti, come hanno ammesso proprio oggi fonti qualificate della stessa Commissione europea, aumenterà in modo rilevante la fattura da pagare per i consumatori, che dovranno compensare di tasca loro il mancato contributo alle energie rinnovabili delle industrie più inquinanti, più consumatrici di energia e più responsabili di emissioni di gas a effetto serra. 
E saranno penalizzate, paradossalmente, le industrie con le più alte performance di efficienza energetica, quelle che hanno investito di più in questo campo, che non potranno godere delle esenzioni (a meno di non essere fortemente esposte alla concorrenza internazionale).  Tutto questo rappresenta una inversione di tendenza di una strategia virtuosa e sostenibilie iniziata otto anni fa con il 20 20 20 durante la presidenza tedesca, e questa strategia non può essere rimessa in discussione con una decisione di oscuri tecnocrati, ma deve essere sottoposta a revisione, secondo lo stesso processo legislativo che l'ha stabilita.
Anche questo è sicuramente da valutarsi come oggetto di ricorso giurisdizionale.


Joachin Almunia
Guenter Oettinger
Infine il Commissario Almunia, spaccia per  "armonizzazione dei diversi sistemi nazionali di sostegno alle rinnovabili" decisioni relative alla quantità, qualità e modalità di erogazione degli incentivi, che si prevede vengano addirittura messi all'asta  tramite "competitive bidding processes"e non più  concessi a chiunque ne faccia richiesta. 
Ora, a parte che così gli incentivi alle rinnovabili diventano una lotteria, è del tutto evidente che qui siamo in violazione delle regole che separano le competenze fra diversi Commissari europei e c'è da aspettarsi (o da esigere) che il Commissario all'Energia Oettinger faccia valere le sue prerogative, visto che contro il "capacity mechanism" aveva preso posizione? (al riguardo si può approfondire leggendo il mio post sulla nella comunicazione da lui presentata a Novembre 2012 sul funzionamento del mercato dell'energia e potrete trovare al nr 7 in fondo alla pagina). 

ANCORA UNA VOLTA SI IMPONGONO REGOLE FAVOREVOLI AI TEDESCHI
Ma non c'è da sperarci. Infatti il colpo di mano dello spagnolo, cava le castagne dal fuoco al tedesco. Nel caso specifico, le esenzioni dal divieto di aiuto di Stato sono state oggetto di un negoziato serrato, durato due anni, fra la Commissione e in particolare il governo tedesco, con la sostanziale esclusione degli altri e la totale assenza del Parlamento europeo. 
Il risultato finale è che gli aiuti di Stato che la Germania ha fornito - contro le norme Ue - a gran parte delle sue industrie, alleggerendo la loro fattura energetica, non solo non verranno sanzionati in futuro, ma sono stati condonati retroattivamente. 
E quel tipo di esenzioni sarà ora esteso a tutti gli altri Stati membri, che finora avevano rispettato le normative Ue, non aiutando le proprie imprese e penalizzandole rispetto a quelle tedesche.  

Gli aiuti di Stato ora permessi in questo settore sono una possibilità, non un obbligo per gli Stati membri, ma è chiaro che pochi paesi lasceranno le proprie industrie esposte al "dumping energetico" dei paesi vicini, e tutti si affretteranno a uniformarsi al sistema tedesco. Proprio quando invece si sta raggiungendo la grid parity nei paesi del Sud dell'Europa con grande scorno dei monopoli fossili del nord Europa.

Tutto questo rappresenta un gravissimo, ribaltamento della politica Ue a colpi di decisioni insidacabili dei tecnocrati della Direzione Concorrenza della Commissione, dettate dalle lobby.
Infatti è chiaro che il Commissario alla Concorrenza è andato molto al di là di una pura interpretazione delle norme sulla concorrenza (del resto quando lo abbiamo incontrato con Rifkin nel 2007, non ha fatto altro che lamentarsi del costo eccessivo delle rinnovabili, un mantra tipico delle lobby dei fossili che evidentemente già da allora -era il 2007-  lo "imbeccavano").

Perchè questa accelerazione proprio adesso? Forse le lobby fossili a Bruxelles si sono rese conto che il vento sta cambiando, e che dopo queste elezioni europee potrebbero non avere più una Commissione di "camerieri" (socialisti compresi) pronti a esaudire ogni loro desiderio, e allora hanno preferito forzare la mano subito, sperando di farla franca e e di poter imporre questo  scandaloso abuso di potere contro lo stato di diritto e le regole della democrazia Europea. 
La Commissione non puo' arrogarsi il diritto di cambiare la politica Ue sulle rinnovabili con una decisione di mera interpretazione dei Trattati.

RICAPITOLANDO
1  - L'Antitrust della Commissione Europea, eccedendo i suoi poteri, entra d'imperio a gamba tesa nelle strategie energetiche europee, capovolgendole, e adotta un atteggiamentoestremamente permissivo verso le fossili e il nucleare e estremamente punitivo verso le rinnovabili

2  - I  tedeschi hanno violato per tre anni le norme sugli aiuti di Stato, gli altri non lo hanno fatto, e si premiano i tedeschi con una decisione retroattiva!!!

3 - Mentre quelli che  hanno creduto nella strategia Ue e hanno investito nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica vengono penalizzati, quelli che non ci hanno creduto, e hanno investito nel gas, sbagliando tutto, tanto che ora sono in sovraccapacità produttiva e sono costretti a mendicare un "aiutino" pubblico per compensare le perdite economiche dovute esclusivamente a loro scelte industriali miopi e sbagliate, vengono invece  premiati 
(Vale la pena di ricordare che questo è esattamente il caso di Sorgenia a cui la legalizzazione del "capacity mechanism" sembrerà una manna dal cielo).

4  - Le esenzioni delle grandi industrie energivore dal contributo al finanziamento delle rinnovabili, sono esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare, e provocheranno un aumento notevole delle fatture per i consumatori. 

5  - A quel punto i monopoli energetici avranno buon gioco nel dire che l'energia rinnovabile  costa troppo ai consumatori e insisteranno per  togliere definitivamente gli incentivi. Nel frattempo, le industrie sono comunque esentate, le utilities ricevono i sussidi per le riserve di capacità (centrali a gas) e magari si riesce anche a ottenere dei sussidi per promuovere nucleare e gas per raggiungere le riduzioni di emissioni che (si affermerà) non si possono più raggiungere con le rinnovabili.

Le esternazioni "fossili" del Ministro Guidi
6 - Così i  monopoli energetici continueranno a spremere il limone dei fossili e a fare profitti stratosferici sulla pelle e la salute dei cittadini europei che continueranno allegramente ad ammalarsi e a morire a centinaia di migliaia, la Germania non sarà più costretta a farsi rimborsare dalle proprie imprese centinaia di milioni  di euro di aiuti di statoimprovvidamente concessi, e legalizzati retroattivamente da una Commissione generosa a senso unico.

7 - A questo punto il cerchio si chiude. E si capiscono meglio le uscite del Ministro Guidi di questi ultimi giorni. 

CONCLUSIONI
Ci sarà qualcuno a Bruxelles o al Lussemburgo, che si renderà conto della violazione bella e buona allo stato diritto perpetrata con questa decisione che confonde di tutto, aiuti di stato e incentivi alle rinnovabili,  decisioni tecniche (di competenza della DG Concorrenza)  e decisioni di armonizzazione normativa (di competenza del potere legislativo, cioè del Consiglio e del Parlamento). 
Ci saranno associazioni di consumatori, o  ambientaliste,  o sindacati, o imprese straniere sfavorite dagli aiuti di Stato alle imprese tedesche che si faranno sentire? 

E soprattutto,  i candidati italiani alle elezioni europee che ne pensano di questa invasione di campo dell'organo legislativo al quale ambiscono, da parte di un potere tecnocratico non eletto da nessuno? 
Trovano tutto normale? 
O hanno intenzione di farsi sentire? 




(*) http://ec.europa.eu/competition/sectors/energy/eeag_en.pdf

(**) http://www.lastampa.it/2014/04/09/scienza/ambiente/commissione-ue-esenta-lindustria-dal-contributo-a-rinnovabili-tFFpNB171uVVInHxWFmQIM/pagina.html

(***) http://www.qualenergia.it/articoli/20130403-gli-aiuti-alle-fonti-energia-fossili-il-25-percento-del-pil-mondiale

1) http://ec.europa.eu/energy/2030_en.htm

2) http://uk.reuters.com/article/2013/10/11/utilities-renewables-ceos-idUKL6N0I11UF20131011

3)  "http://www.energypost.eu/progressive-energy-companies-versus-margritte-group/  

4) http://cetri-tires.org/press/2013/16-giugno-2013-le-rinnovabili-coprono-lintero-fabbisogno-energetico-italiano/?lang=it

5) https://www.gdfsuez.com/wp-content/uploads/2014/03/le-groupe-magritte-appelle-a-des-mesures-immediates-et-drastiques-afin-de-preserver-l-avenir-energetique-de-l-europe-19-mars-20142.pdf 

6) http://www.gdfsuez.com/journalistes/dossiers-de-presse/groupe-magritte-mesures-preserver-avenir-energetique-europe/

7) http://angeloconsoli.blogspot.it/2012/11/e-necessaria-una-diversa-politica.html

mercoledì 9 aprile 2014

Elezioni europee: un referendum politico, come avvenne nel 2011.


di Sergio Di Cori Modigliani

Negli ultimi due giorni ho seguito le campagne elettorali europee in Olanda, Francia, Germania, Danimarca, Belgio, per controllare di che cosa parlano e cosa fanno.

Questo post è relativo alle mie sensazioni in quanto italiano europeo.

C'è qualcosa di tragico e sottaciuto nell'atmosfera politica che si respira oggi in Italia: la censura sull'Europa, sulla sua progettualità, sulle sue idealità, fini, obiettivi.

A quaranta giorni dalle votazioni per le europee, non si trova in giro nè in televisione, nè sui social networks, una mini-discussione, un dibattito, un confronto sul significato e sul senso di queste elezioni, sulle esigenze dei popoli del continente, sulle prospettive. Ciascuno è asserragliato dentro il proprio piccolo miope baluardo denso di parole d'ordine demagogiche, slogan raffazzonati di facile presa, privi di sostanza argomentativa.

E' un sintomo e un simbolo del fallimento dell'Europa come comunità di intenti.
Quindici anni dopo la presa di possesso della finanza bancaria sull'industria, e sull'imposizione di trattati capestro che l'hanno messa in ginocchio -è bene qui ricordarlo a scanso di equivoci: accolti con applausi palloncini e cotillons da PDL, PD, Lega Nord, estrema destra ed estrema sinistra, tutti concordi nessuno escluso- gli italiani sono caduti nella diabolica trappola del pensiero mercatista e seguitano a parlare soltanto di soldi, di monete, di aliquote, di percentuali, di teorie economiche pro o contro l'euro usando termini come "cultura" o "diritti", anzi...abusando di tali termini, di solito tirati in ballo da persone ignoranti che la cultura l'aborrono o esponenti della casta del privilegio acquisito che ha voluto l'abolizione di ogni salvaguardia a difesa della collettività. 

Queste elezioni europee sono diventate, quindi, qualcosa d'altro.
In questo Senso, bisogna riconoscere il trionfo dell'ideologia iper liberista dei finanzieri: convincere le persone che il danaro non sia un semplice tramite e mezzo di scambio economico, bensì sia l'elemento portante, unificante e costitutivo delle esistenze delle persone. Non è possibile parlare di nient'altro che non sia il denaro, cotto e cucinato in ogni sua variante.
Non esiste nessun candidato di nessun partito che parli mai di progettualità europea, anche perchè nella stragrande maggioranza dei casi non hanno la benchè minima idea di che cosa sia. Essere deputati europei è il parcheggio momentaneo che viene offerto come regalo ad attivisti e militanti, i quali ne approfittano per avere una scusa formale per mostrarsi in televisione nei talk show, rendersi visibili e promuovere se stessi al fine di costruirsi succose carriere. Lo hanno fatto, a suo tempo, Lilly Gruber, Michele Santoro e lo hanno fatto compatti tutti i loro colleghi eletti poi nel 2009, con rarissime eccezioni.
E' quindi comprensibile che non si parli di Europa, non si comprende neppure perchè l'Italia partecipi alla competizione. Ve lo immaginate il calciatore Tardelli, lanciato ieri dal PD come auotorevole e competente esperto di questioni europee, tra sei mesi a Ballarò? Di che cosa ci parlerà? E la patetica uscita di Moni Ovadia? "Mi candido nella Lista Tsipras, ma non andrò in Europa, lo faccio soltanto per portare voti, non appena eletto mi dimetto subito per far posto a un altro più competente". Chi? Perchè non presentare, allora, lui/lei, direttamente? 
Che Senso ha?

I tedeschi, francesi, olandesi, danesi, ecc, che oltre ai candidati offrono agli elettori l'ampio ventaglio dei nomi di consulenti e funzionari (che sono coloro che poi andranno a svolgere le mansioni operative) vantano una partecipazione lavorativa a Bruxelles che viaggia al ritmo del 95% di presenze effettive, e quando le commissioni si riuniscono alle 9 del mattino, i francesi, tedeschi e olandesi stanno lì in fila già dalle 7 assistiti da esperti selezionati, per salvaguardare i loro prodotti nazionali, la loro economia, la loro cultura, il loro territorio. Gli italiani pensano all'Europa come a una specie di gigantesco parcheggio di lusso, nello stesso identico modo con il quale hanno pensato a Maastricht, Lisbona, euro, come a una pacchia per succhiare risorse e finanziamenti alimentando se stessi e le proprie clientele di riferimento. Poi, quando le cose si mettono male, si ribellano. La Rai è l'unica emiittente pubblica europea che non ha una rubrica fissa collegata alle proprie commissioni. 
Meno male, almeno risparmiamo soldi. 
Sanno che non ci sarebbe nessuno da intervistare mai, e non ci sarebbe niente da dire.
Questa è la realtà.
Non la si cambia così, l'Europa.

Ma si può provare a cambiare l'Italia.
Questo sì.
E già mi sembra davvero tanto.

Perchè queste elezioni europee, in Italia, non hanno niente a che vedere con l'Europa.
Sono diventate un termometro importantissimo per valutare e stabilire la vera distanza tra l'oligarchia asserragliata del privilegio garantito e la cittadinanza. 

In realtà si tratta di un vero e proprio referendum, il cui esito è paradossalmente fondamentale. 

Si tratta di comprendere fino a che punto funzionino ancora i capi bastone del PD, le clientele di Alfano, le lobby di Monti e Passera, le legioni dei seguaci di Berlusconi, gli ipocriti vendoliani mescolati a cariatidi post-comuniste rientrate dalla finestra. Sono gli ultimi sussulti di un sistema marcio in disfacimento, ed è il motivo per cui l'abile Renzi ha rimandato ogni scadenza al 27 maggio: gli 80 euro in busta paga, i 900 mila posti di lavori vagheggiati dal ministro del lavoro, la discussione sul Senato, l'approvazione della legge elettorale. Il premier sa benissimo che se il 27 maggio 2014 le urne confermeranno il trend del voto del 24 febbraio del 2013, lui sarà costretto a scendere a patti con le esigenze della cittadinanza, non sarà più possibile seguitare a far finta di nulla. Lo capirà anche Mario Draghi. E lo capirà anche Angela Merkel.
Il voto a queste elezioni europee, quindi, è un referendum tra l'ipocrisia oligarchica da una parte (si finge di cambiare per non cambiare un bel nulla) e la possibilità di aprire un tavolo di negoziati tra l'attuale governo in carica e le opposizioni, sugli unici argomenti veri che contano: 1) Immediato pagamento dei 120 miliardi di euro a favore delle aziende creditrici da parte della pubblica amministrazione; 2). Immediato varo di una legge che istituisce il reddito di cittadinanza universale per aggredire frontalmente lo spaventoso aumento del disagio sociale e di sacche di povertà; 3). Ristrutturazione della spesa pubblica del privilegio: pensioni d'oro, enti inutili, vitalizi, privilegi a pioggia; 4). Abolizione di sovvenzioni e sussidi all'editoria, compreso tutto il sistema editoriale partitico, per rilanciare il lavoro competitivo: il tuo giornale non vende nulla perchè nessuno lo legge più? Ci dispiace tanto per te, arrangiati, cambia mestiere o fatti venire in mente una geniale idea professionale ma pagatela per conto tuo.

Queste elezioni europee non hanno niente a che vedere con quelle del 2009, che videro la promozione di una intera generazione di fannulloni, opportunisti, faccendieri di varia natura.

Sono identiche ai quattro referendum della primavera del 2011. 
Tutti sapevamo, allora -conoscendo i nostri polli- che avrebbero comunque fatto come volevano con trucchi di varia natura, ma allo stesso tempo sapevamo tutti che una gigantesca vittoria avrebbe fatto sussultare il potere centrale perchè tra di loro si sarebbero detti. "Oh cazzo! Questi non se la bevono più. Vogliono acqua pulita, energia pulita e rinnovabile,  e se non facciamo qualcosa di tangibile ci faranno vedere i sorci verdi". Si parlò, allora, per tutta l'estate di quei quattro referendum. Il PD lanciò lo slogan "cambia il vento". In data 26 luglio 2011 al festival de l'unità, Giovanni Floris chiese a Pierluigi Bersani se intendesse votare il Fiscal Compact e Bersani rispose:Non sono mica matto. Anzi: non sono mica suicida, sarebbe una tragedia per l'Italia e per gli italiani. E' un dispositivo inutile e pericoloso che ci metterebbe in ginocchio, è voluta dalla finanza globale e non fa bene ai conti pubblici; ci indebiteremo per sempre, è questa roba qua: affonderemo.

Tanto per non dimenticare, è importante mantenere vigile la memoria storica recente.

Furono quei quattro referendum ad aprire il pensionamento di Berlusconi e della sua cricca.
Furono quei quattro referendum a far capire agli italiani che si poteva e si doveva cambiare.
Furono quei quattro referendum a dare il primo forte segnale che la base indiscutibile e non negoziabile della politica in Italia passa attraverso la gestione collettiva del bene pubblico, acqua, energia, società partecipate, per sottrarle al controllo della criminalità organizzata,  dei colossi della finanza e delle clientele partitiche.
L'Italia cominciò a cambiare davvero, mentalmente, dopo quei quattro referendum.
Il PD e il PDL non capirono il campanello d'allarme e si inventarono Mario Monti, un becchino.
Ma ormai la marcia era iniziata e l'onda era partita.
Gli italiani cominciavano a comprendere che la rappresentanza partitica dell'attuale classe dirigente è la vera, prima, autentica causa del dissesto nazionale e del nostro disagio.
E a febbraio del 2013 lo hanno confermato: 40% di astenuti e 25% al M5s.
Per i partiti votò soltanto il 35% degli aventi diritto.

Lasciamo perdere l'Europa, quindi, e pensiamo all'Italia.
Viviamo queste elezioni per ciò che esse sono: un referendum istituzionale sull'attuale quadro politico dirigente: il primo grande scossone è avvenuto ai quattro referendum del 2011; il secondo, ben più contundente, è avvenuto il 23 febbraio del 2013 e li ha mandati in tilt.
Il 25 maggio del 2014 è possibile assestare l'ultimo colpo.

Perchè se il M5s ottiene una importante vittoria elettorale, il 27 maggio 2014 alle 9 del mattino, possiamo essercene certi al 100%, Renzi, Padoan, Cicchitto -cito qui i più intelligenti e abili tra i marpioni- capiranno che o si cambia sul serio o non sopravvivono e allora saranno disposti e disponibili a parlare delle cose che contano, a tagliare dove va tagliato, a far pagare a chi deve pagare e a retribuire chi deve essere retribuito perchè ne ha bisogno.

Soprattutto ne ha il diritto.

L'Europa è nata così: sul diritto al lavoro e all'uguaglianza.
Sarebbe stato bello parlare tutti i giorni di questo, ma non c'è trippa per gatti.

Facciamo in modo che, di tutto ciò, se ne possa parlare in piena libertà il 27 Maggio del 2014.

Prendiamoli a spallate: il loro palazzo ha le travi che dentro sono marce, mangiate dalle tarme, basta davvero poco. 
A furia di rosicchiare bile, avvilimento e frustrazione, noi sudditi tarma gli stiamo per buttare giù l'intera architettura costruita sulla loro disgustosa ipocrisia, sorretta dai media di regime.
Lo sanno anche loro.