venerdì 10 giugno 2011

Le meraviglie della natura sul nostro pianeta



di Sergio Di Cori Modigliani


qui di seguito trovate undici immagini relative all'esplosione naturale del vulcano Puyehue Cardòn Caulle in Chile, nella zona della Patagonia al confine con l'Argentina. Si tratta del settimo evento metereologico più estremo mai verificatosi nel nostro pianeta negli ultimi dodici mesi e secondo gli scienziati (che hanno confessato, per l'ennesima volta, di essere rimasti sorpresi) è un sintomo e un segnale che il pianeta ormai risponde con "gesti estremi" (alluvioni, terremoti, tsunami, tornado, cataclismi di varia origine) allo sfruttamento del suolo e dell'aria da parte dell'essere umano.
Al di là dell'ideologia facile, questa è la manifestazione del cosiddetto "effetto serra": la temperatura è aumentata sul pianeta di 1,3 gradi complessivamente, sufficiente a far scatenare reazioni abnormi.
Dobbiamo quindi attenderci altre reazioni catastrofiche.
Ma è un nostro impegno salvaguardare il nostro presente e il futuro per le generazioni che verranno.
Si tratta di alzare il livello di consapevolezza collettiva.

Le immagini che vedete sono coperte da un pesante copyright.
Chiunque le copi e poi le diffonda privatamente o su e-mail o su facebook se ne assume la responsabilità individuale e avverto che incorrerà in gravi sanzioni pecuniare.

Il sottoscritto ringrazia la Getty Images per la gentile concessione.

Il copyright appartiene a Claudio Santana, Republica Argentina, un fotografo professionista di Buenos Aires che si trovava in Patagonia per realizzare un servizio fotografico sui ghiacciai.





















































































giovedì 9 giugno 2011

Carole Vonderman vince il concorso britannico per "il più bel sedere d'Inghilterra"


Sesso e scommesse: le due grandi passioni trasgressive del pubblico inglese.
Con il consueto pizzico di humour.
E così gli inglesi hanno bandito il concorso nazionale per "il sedere più bello del Regno Unito", la cui finale si svolgeva oggi, 9 giugno alle ore 17, proprio quando la gente si accalca nei pub dopo essersi liberata dagli impegni di lavoro.
Gli allibratori avevano raccolto circa 17 milioni di sterline (pari a 22 milioni di euro) di puntate sull'aristocratica Pippa che si era prestata a partecipare al concorso nel tentativo di seguitare a cavalcare l'onda di celebrità.

E invece ha vinto una casalinga di 52 anni, Carole Vorderman, la quale per guadagnarsi da vivere fa la casta valletta in un gioco televisivo a premi per bambini Countdown (conto alla rovescia).

Felicissima per la vittoria (è stata votata da una giuria composta da tutti gli esponenti parlamentari, da 500 giornalisti professionisti, e da un pool scelto a caso di 20.000 donne e 20.000 maschi disseminati in tutta l'Inghilterra) Carole ha dichiarato che la sua felicità "consiste soprattutto nel fatto che finalmente nè mio marito nè i miei due figli maschi potranno più prendermi in giro....il mio sedere era talmente grosso che non ho mai capito come facesse a stare su, così da solo, però è così...il fatto è che ha una vita sua, è davvero un universo a sè".

Questa dichiarazione semplice e divertente ha completamente sedotto la Gran Bretagna che ha incoronato Carole Vorderman come la nuova celebrità gossip -tra le icone che alimentano l'immaginario sessuale collettivo- mandando in pensione la sovraestimata Pippa.

Indimenticabile il commento di Sua Maestà, la Regina Elisabetta II, dall'insuperabile aplomb, nonostante i suoi 94 anni. "Mi sembra incantevole, quella signora. Penso che sia una ennesima dimostrazione del valore della democrazia britannica".
Soprattutto per il fatto che, da oggi in poi, nessuno parlerà più di Pippa.
Alla Regina tutte quelle chiacchiere avevano fatto storcere il naso.
Molto meglio regalare la prima pagina di tutte le riviste inglesi a una onesta sconosciuta casalinga.

La Marcegaglia sconfessa il governo: le vere cifre che non vogliono dirci.

di Sergio Di Cori Modigliani.

Settantadue ore fa tutti i media nazionali avevano diffuso con giusta enfasi un dato economico fornito dal Ministro dell’Economia: “l’industria italiana è in netta ripresa: è il Nord-Est del paese a tirare la volata, sia in termini di occupazione –stabile al 50,7%- che in termini di produzione. Il Nord Est del paese contribuisce al 2,9 del pil del paese in linea con il resto dell’Europa, mentre al sud non supera lo 0,9%”.
Questa era stata la comunicazione che –fatta eccezione per il dato relativo al meridione- poteva davvero suscitare un brivido di fausto ottimismo. Tant’è che la Lega Nord era salita subito sul carrozzone dei dati statistici facendo da cassa da risonanza per spiegare come le zone industriali sotto l’amministrazione leghista stiano dando un impulso alla ripresa della nazione.
Peccato che il dato fosse clamorosamente falso. Anzi, peggio: falsato ad hoc.
Non è certo il sottoscritto, a dirlo. Neppure Nichi Vendola o Pierluigi Bersani, tanto per fare campagna elettorale.
Lo sostiene la Marcegaglia, dall’alto del suo prestigioso incarico di Presidente di Confindustria “In Italia la perdita di competitività accumulata in precedenza e gli effetti della crisi si sono ripercossi sull'attivo negli scambi internazionali di prodotti manufatti, che si è dimezzato dai 63 miliardi del 2008 ai 39 del 2010” sostiene una nota approfondita del Centro Studi di Confindustria diramata al mattino del 9 giugno 2011 “la produzione industriale è ferma allo stesso identico livello del giugno 2010: è semplicemente allarmante”.
Dove sta, dunque, l’inghippo? Come è possibile che la Confindustria sostenga –dati alla mano- delle ipotesi di trend opposte a quelle fornite dai nostri economisti governativi?
“E’ facile da dire, è un po’ un gioco dei bussolotti” ci spiega Elena Zotti amministratore delegato di una grande azienda che produce calzature nel Brenta, Friuli Venezia Giulia “se applichiamo dei parametri macro-economici si capisce che stiamo arretrando, ma se analizziamo il dato in termini numerici si può alterarne il senso; mi spiego meglio: è’ vero che il nord-est contribuisce al 2,9% del pil. E’ vero, non è una bugia. Ma non è una notizia, è un dato, il che è diverso. Perché?........perchè è anche vero che il nord-est nel 2007 contribuiva al 3,4% e nel 2002 al 5,2% e nel 1988 al 6,4%. E questo tanto per cominciare. Bisogna inoltre aggiungere il fatto che in termini numerici è vero che c’è stata una ripresa del 6% rispetto ad un anno fa, ma è relativa alla produzione di manufatti che noi realizziamo in Romania, Ungheria e Bulgaria, il che ha comportato un abbassamento dell’occupazione in Italia e una contrazione del mercato interno. In realtà è un incentivo a non investire in Italia”.
Chiediamo alla dott.ssa Zotti (una leghista, tanto per chiarire) se è vero che l’occupazione è sempre stabile nel nord-est e non vi è disoccupazione e il tasso viaggia, come sostiene il governo intorno al 50%.
“Anche in questo caso viene applicato lo stesso parametro. Sono dati, non notizie. L’occupazione era al 51% nel 2008 ma era relativa a lavoratori italiani residenti nel Friuli, mentre il dato scorporato del 2011 è relativo all’intero corpo sociale; tradotto in cifre vuol dire che il 50,4% dell’aprile 2011 è un dato vero, ma la notizia che contiene è negativa per l’Italia: infatti ci dice che gli italiani che lavorano sono scesi al 32% mentre sono aumentati gli extra-comunitari e i lavoratori part-time che si trovano all’estero. Noi reggiamo ancora come industria, sia come fatturato che come vendite, ma non produciamo più in Italia. Questa è la realtà. Questa è la notizia vera, che è esattamente il contrario di ciò che Tremonti va in giro a dire. Da noi la disoccupazione dei lavoratori italiani aumenta”.
L’ha denunciato la Marcegaglia che –dati veri alla mano- ha spiegato come “Il Paese rimane ad alta vocazione industriale, ma spicca per la flessione dell'attività registrata nell'ultimo triennio (-17,0% cumulato), doppia o tripla di quelle dei maggiori concorrenti (peggio ha fatto solo la Spagna).”.
Informarsi, ovvero saper distinguere tra “i dati nudi e crudi” e le “notizie originali derivanti dai dati” è oggi un dovere collettivo. Più che mai. Ci è necessario ed è fondamentale per comprendere che cosa sia necessario fare per uscire dalla crisi. Ed è fondamentale che i media si mettano a disposizione delle esigenze dei connazionali che vogliono sapere la verità. Non vogliamo dati. Non ci interessano.
Vogliamo notizie relative alla verità dei fatti.
Nel campo dell’informazione è tutta un’altra cosa.
Resta la buona e la cattiva notizia.
Quella cattiva, davvero pessima, è che abbiamo un Ministro dell’Economia che dice il falso e racconta bugie alla popolazione dei contribuenti.
Quella buona, davvero ottima, è che la Confindustria ha deciso di cominciare a dire la verità agli italiani andando a riempire la latitanza dei mezzi di comunicazione mediatica ufficiali. E di questi tempi non è roba da poco.

Le italiane battono uno storico record: vendiamo tette sul mercato mondiale, anzi le acquistiamo.

di Sergio Di Cori Modigliani

Ogni mattina, alle 6.10 ora locale atterra a Rio de Janeiro il volo speciale Lufthansa Roma-Francoforte-Rio. Alle ore 6.54 atterra il volo speciale Air France Roma-Parigi-Rio. E venti minuti più tardi arriva quello della Swissair Roma-Zurigo-Rio de Janeiro. I passeggeri a bordo sono tutti di nazionalità italiana, in netta prevalenza donne. Ogni aereo contiene a bordo circa 300 persone. Alcune da sole, altre accompagnate dal marito, il fidanzato, alcune da un’amica. “Ufficialmente” vanno in vacanza per qualche giorno, alcune –sembra la maggioranza- dicono che vanno in Svizzera o in Germania per motivi personali o di lavoro.
Ogni giorno arrivano dall’Italia in Brasile circa un migliaio di donne italiane.
Due ore più tardi, verso le nove ne arriva un altro migliaio che atterra a Buenos Aires, in Argentina.Sono due anni ormai che il trend si è consolidato. Dal gennaio del 2009 al dicembre del 2010 sono sbarcate circa un milione di donne italiane.
Ma che cosa vanno a fare in Brasile e poi in Argentina?
“A rifarsi le tette” ci spiega Marlene Soares de Sampayo, medico anestesista in forze al Swiss Medical Center di Rio de Janeiro, una clinica privata che, d’accordo con una agenzia di viaggi e una catena alberghiera a quattro stelle, offre questo pacchetto che loro chiamano “sanitario”.
“E’ una vera e propria ossessione” prosegue la Dott.ssa Sampayo “e il dato è in espansione; abbiamo prenotazioni fino al novembre del 2012 e negli ultimi otto mesi la media anagrafica si è abbassata paurosamente. Nel 2010 abbiamo praticato l’intervento chirurgico per ingrandire il seno a circa 285.000 donne italiane di cui il 56% avevano un’età tra i 15 e i 28 anni. Le minorenni vengono accompagnate dalla mamma”.
E’ il record mondiale assoluto.
Le nostre connazionali hanno speso in diciotto mesi la cifra di 7 miliardi di euro. Nel 18% dei casi si sono presentate di nuovo dopo sei mesi accusando dei gravi problemi sanitari. Nel 9% dei casi (circa 75.000 donne) si sono presentate di nuovo per avere un ulteriore aumento di misura del seno. Per i brasiliani, nel loro immaginario collettivo, a differenza dello stereotipo e di ciò che gli italiani credono, la donna italiana è identificata come una “vera poveraccia” ci spiega Elis Dalio, una ginecologa di San Paolo “è un falso mito quello diffuso in Europa che vuol far credere che la donna brasiliana ricorra alla chirurgia invasiva a fini estetici; non è affatto vero. Anzi. Delle donne tra 18 e 48 anni soltanto il 3% ne fa uso. I dati statistici ci suggeriscono che in Italia la pratica ha toccato il picco del 26%, di cui il 4% viene in Brasile perché può permettersi il viaggio e l’albergo e qui risparmiano sulla spesa sanitaria e hanno una qualità più elevata”.
Il dato è allarmante. Non è un record piacevole. E’ il sintomo di un disagio esistenziale e di una rinuncia al proprio Sé che dovrebbe far riflettere. Ma il mercato tira e spinge con nuovi incentivi per accogliere le italiane, travolte da questa ossessione collettiva.
Basterebbe andare un pomeriggio, d’estate, su una spiaggia brasiliana o argentina e paragonarla a un lido italiano per cogliere la differenza. In Brasile la maggioranza delle donne ha un seno della seconda misura, in Italia, ormai, misure considerate “spropositate” in tutto il Sud America vengono spacciate come normali.
Non fatevi ingannare dalla pubblicità, dai rotocalchi e da una pressione mediatica il cui fine è quello di vendere pacchetti di quello che in Brasile chiamano, con disprezzo “il turismo sessuale del Primo Mondo”.
E se –come sostengono gli psicologi italiani, perfettamente informati dell’allarmante dato- la donna italiana è vittima di una forte pressione da parte del fidanzato, marito, amante, forse è arrivato il momento di privilegiare se stesse.
Conviene cambiare fidanzato o marito o amante.
Costa di meno. Non fa male alla salute. Non comporta alcun rischio.
Soprattutto fa bene alla salute psico/spirituale.
E di questi tempi non è poco.

Il grande schiaffo brasiliano: la sfida dichiarata dietro le ballerine Oba Oba, i calciatori, le piantagioni di caffè.

di Sergio Di Cori Modigliani

La notizia la sappiamo tutti: la Corte Costituzionale dello Stato del Brasile non ha concesso l'estradizione al terrorista italiano Battisti. In aggiunta gli ha concesso la libertà.
Le reazioni, in Italia, a livello ufficiale governativo sono venute dai ministri Alfano e Meloni.
"Questo è uno schiaffo alle istituzioni italiane" ha dichiarato l'ex Ministro della Giustizia.

Al di là del merito relativo alla questione è bene spiegare ai connazionali disinformati perchè sta accadendo tutto ciò in questo momento, che cosa c'è dietro e quale sia la vera posta in gioco.
Il Brasile, in Italia, è noto a tutta la popolazione come una nazione composta da: cantanti melodici dall'aria triste, dagli inventori del ballo della samba, da ballerine oba oba scollacciate, da calciatori meravigliosi, da spiagge assolate, da piantagioni di caffè, da chirurgi estetici specializzati in glutei, da travestiti.
Fine del Brasile.
Se così fosse davvero non si capirebbe come sia possibile che una nazione così poetica e divertente, ma essenzialmente ai margini dello sviluppo industriale planetario, trovi l'ardire, nonchè l'ardore, di permettersi di schiaffeggiare impunemente il governo dell'ottava potenza economica planetaria.
O meglio, della ex ottava potenza economica mondiale.
Perchè la prima notizia è proprio questa.
Eh già!

Al prossimo meeting dei G8 previsto dall'8 al 12 dicembre 2011, proprio a Rio de Janeiro, la Repubblica Italiana non parteciperà. Non perchè non vogliano o snobbino la prestigiosa adunata. Tutt'altro.
Semplicemente per il fatto che (il dato ufficiale verrà comunicato mondialmente in data 10 settembre) il Brasile è diventata la ottava nazione economicamente più sviluppata e ricca al mondo, sostituendo l'Italia e spingendola al nono posto.
Ci hanno buttato fuori.
E' la prima volta nella storia che uno stato sovrano dell'America Latina entra -a pieno diritto- tra le nazioni del cosiddetto Primo Mondo.
Un fatto di cui i brasiliani vanno giustamente fieri.
Una notizia che i governanti italiani, in maniera squisitamente infantile, hanno cercato di nascondere.
E il Brasile che non ha mai fatto mistero di essere identificato con la Francia, o meglio con Parigi, ha politicamente scelto di appaiarsi ai nostri cugini Galli nel presentarsi al mondo esattamente come i francesi: "nazione caratterizzata da un principio universale di rispetto delle libertà civili che accoglie profughi politici da ogni parte del mondo, senza distinzione alcuna di sesso, di razza, di religione e di etnia, e rifiuta e rigetta il concetto e la pratica di estradizione".
A questo serve il Potere.
Altrimenti che potere è!
Vogliono finire in prima pagina per raccontare a tutti il loro successo.
Il Brasile ha investito negli ultimi otto anni una cifra intorno ai 20 miliardi di euro (per loro davvero immensa) nella ricerca scientifica, nella alfabetizzazione e nello sviluppo della cultura nazionale.
Basterebbero quattro dati statistici confermati per spiegare la natura odierna del colosso brasiliano:

1). nella sola città di San Paolo, sulle sponde dell'Oceano Atlantico, nel periodo che va dal 2 al 28 febbraio 2011 sono stati venduti più libri che in tutta la Repubblica Italiana nel periodo tra il 10 ottobre 2009 e il 31 dicembre 2010. Mentre nelle 20 più importanti città italiane nel 2010 hanno chiuso i battenti per "insufficiente operatività economica" 345 librerie indipendenti -sostituite nel 27% dei casi con sale da gioco d'azzardo e scommesse legali sul calcio- in Brasile, nel 2010, hanno aperto i battenti 2.557 librerie, di cui il 92% risultava al 31 dicembre 2010 economicamente attiva e in profitto.

2). dei 17.345 brevetti industriali internazionali -compresi quelli dell'industria chimico-farmaceutica e della ricerca scientifica- depositati a Ginevra nell'arco del biennio 2009-2010, quelli di matrice italiana risultano intorno a un penoso 4%; quelli brasiliani sono passati dallo 1,8% del biennio precedente al 19% attuale.

3). in Italia, nelle prime 20 città più importanti, nell'arco del 2010 hanno chiuso i battenti 867 gallerie d'arte e d'artigianato per "insufficiente operatività economica"; nello stesso lasso di tempo nella sola città di Rio de Janeiro hanno aperto i battenti 1.876 gallerie d'arte e 8.990 centri di produzione di artigianato nazionale. In tutto il Brasile non esiste un solo museo che valga la pena di visitare (Italia è sempre leader nel mondo), in compenso in Brasile il mercato dell'arte è aumentato nel 2010 del 4500% lanciando almeno un centinaio di artisti brasiliani situandosi al quarto posto nel mondo come produzione d'arte contemporanea, mentre l'Italia è scesa al diciottesimo posto (nel 1985 occupava il sesto posto).

4). dal settembre del 2010 i dodici centri di contrattazioni finanziaria dello scambio di titoli in borsa più importanti nel mondo hanno sostituito la borsa valori di Milano con quella di Rio de Janeiro. L'Italia non è più considerato un mercato utile nel quale investire e quindi non attira capitali.
Non pubblicano neppure i dati quotidiani dello scambio di titoli in Italia.

Il Brasile si sta quindi comportando in questo modo per spiegare al mondo le ragioni del proprio essere.

Se lo possono permettere. Hanno bisogno che il pianeta lo sappia e ne prenda atto.

E' la Repubblica Italiana che non se lo può più permettere.

Ma questo, a noi italiani, nè i governanti nè l'opposizione nè i consueti padreterni esperti in economia e politica che vediamo sempre ogni sera in televisione hanno avuto il pudore di spiegarcelo.

Quantomeno potevano darci l'informazione.
Che arriva oggi, per lo spaesato e stupito pubblico italiano come se fosse una sorpresa.

Per il resto del mondo non lo era.

mercoledì 8 giugno 2011

Christine Deviers Joncour: da "puttana della repubblica" a "coraggiosa avanguardia dei diritti delle donne"

di Sergio Di Cori Modigliani

Mentre in Italia la notizia non fa testo, non raccoglie echi e non suscita un interesse tale da giustificare dibattiti, confronti e polemiche, (non è ancora chiaro se vi sia stata censura, oppure ancora peggio -come ritiene il sottoscritto- si sia verificata una modalità sonnacchiosa di volontaria auto-censura) la vicenda di Dominque Strauss Kahn seguita -invece- a rimanere al comando delle prime pagine di tutti i media delle nazioni occidentali.
Soprattutto in Usa, Francia e Sud America.

Ieri, martedì 7 giugno è stato il giorno della grande vittoria mediatica di Christine Deviers Joncour, autodefinitasi nel marzo del 2004 la puttana della repubblica. Ricordiamo i fatti per il lettore italiano: sette anni fa tutto era finito sotto la gigantesca bolla dello scandalo pepato.
La Joncour, in seguito alla pubblicazione su un giornale gossip di alcune foto compromettenti che la vedevano allacciata all'allora Ministro degli Affari Esteri francese, Roland Dumas, invece di negare aveva confessato apertamente "sì sono la sua amante da dieci anni....ancora meglio, diciamo che sono la sua amante "ufficiale"...vengo regolarmente usata per intrattenere gli ospiti importanti quando vengono a Parigi e il Ministro degli Esteri ha bisogno di qualche informazione riservata". L'intera nazione aveva gridato allo scandalo. Il Ministro si era dimesso e la Joncour era diventata oggetto di disprezzo sociale e collettivo. In una accalorata serata televisiva, nel maggio del 2004 la Joncour si era auto-definita "la puttana della repubblica" e nei giorni susseguenti aveva spiegato in una decina di interviste che in Francia "così come in Italia, Gran Bretagna e Spagna il controllo delle leve del potere nella politica, nella magistratura e nei media nel 90% dei casi è nelle mani dei maschi; noi femmine subiamo ogni giorno l'assalto sessuale di colleghi e superiori. Sono pochissime le professioniste fortunate che hanno come capo-ufficio un gentiluomo".
La Francia la detestò per queste sue dichiarazioni.
La isolarono.
Lei, intanto, scrisse tre libri (nessuno tradotto in italiano e in nessuna altra lingua), il primo uscito nel 2004 si chiamava "corruzione: un affare di stato in camera da letto"; il secondo pubblicato nel 2005 "gli amanti maledetti"; il terzo nel marzo del 2010 "Le notti bianche, le notti in bianco". Nessuno la recensiva.

Ieri, Christine Deviers Joncour ha avuto la sua grande soddisfazione morale.

Perchè in diretta televisiva la portavoce del partito Socialista francese Annalise Filipetti ha dichiarato "che sono molti gli uffici del governo in cui è meglio che una impiegata o una dirigente non venga in ufficio indossando una gonna, perchè non arriverà illesa alla fine della giornata" e poco dopo ha aggiunto "rendiamo merito alla Joncour di aver avuto il coraggio sette anni fa di squarciare il disgustoso velo di omertà che ora è giusto e doveroso denunciare".
Nicole Guedij, plurilaureata, affermata professionista, membro del Consiglio di Stato ha dichiarato "in Francia le donne vivono così: aveva ragione la Joncour.....tanto più si sale di livello tanto più il maschio si ritiene in diritto di comportarsi come un maiale....i dirigenti, i politici importanti, i grandi magistrati, tutti i direttori di giornali, televisioni e strutture media considerano e applicano il diritto all'aggressione sessuale contro le donne come norma costituita. Penso che sia arrivato il momento per la Francia di crescere e affrontare il problema di petto".

In Italia, finora, neppure un rigo sulla questione. Il dibattito latita.

Semplicemente, seguitano a non parlarne.

martedì 7 giugno 2011

Per dare il proprio contributo alla guida di tutte le donne del mondo

"Per aiutare le donne a muoversi"
di Sergio Di Cori Modigliani
Ancora ne parlano su tutti i giornali e media europei, statunitensi, canadesi, sudamericani. In Cina ne hanno fatto un documentario in prima serata visto da 84 milioni di persone. In Italia è passata la notizia d'agenzia (poche righe frettolose) venticinque giorni fa quando si è verificato l'evento e poi il silenzio. E la notizia è la seguente: Il 22 maggio 2011, a Ryad, capitale dell'Arabia saudita, una donna di 32 anni, Manal Al-Sharif si è svegliata un mattino e ha detto basta ma basta per davvero al divieto statale che impone alle donne, oltre al velo e al burka, l'assoluto divieto di guidare l'automobile e di prendere l'autobus o il treno se non accompagnate da un maschio al quale devono essere legalmente imparentate. Una giovane e dinamica cittadina della Repubblica Italiana, Lorenza Valentini, ha deciso di far qualcosa per risvegliare la coscienza nazionale dal torpore. Ha deciso di diffondere su Facebook l'appuntamento per una divertente manifestazione in tutta Italia: il 17 giugno 2011 "se siete d'accordo nel dare un contributo per far abolire il divieto imposto alle donne saudite nel guidare l'automobile, allora, mettete il cartello io guido con Manal sul vostro motorino, sulla vostra bicicletta, sul cruscotto della vostra automobile. Tutto qui. Per farla sentire meno sola".
E' divertente, non costa nulla, non comporta dei rischi e  può senz'altro servire ad alzare il livello di consapevolezza collettiva.
Da ricordare che Manal Al-Sharif, il 22 maggio scorso, quando ha deciso di guidare la macchina, si è auto-ripresa con la videocamera del suo telefonino e poi ha lanciato il video su you tube incitando tutte le donne mussulmane nei paesi arabi in cui vige il divieto a infrangere la regola e mettersi a guidare. E' stata subito arrestata. Grazie alla sollevazione collettiva delle donne occidentali (italiane escluse per latitanza volontaria) dopo dieci giorni il governo saudita è stato costretto a rilasciarla.
Il che vuol dire che la mobilitazione ha dato i suoi frutti.
Manal Al-Sharif è diventata un simbolo per tutti coloro (sia maschi che femmine) che combattono e lottano per i diritti civili.
Il 17 giugno 2011 chi vuole dare un proprio contributo alla lotta per la libertà dei diritti civili nel mondo, basta decidere di  guidare con Manal.
E farlo sapere a tutti.
Buona passeggiata

Verso una nuova ecologia della mente: riscrivere i proverbi

di Sergio Di Cori Modigliani

Si dice che i proverbi sono il simbolo della "saggezza popolare".

E' falso. Non è affatto così.

I proverbi sono la sintesi di luoghi comuni della massa attraverso i quali il potere esercita un potere psico-linguistico sull'immaginario collettivo.
Rileggere i proverbi è fondamentale. Rivederli, disossarli e riscriverli ci consente di "rieducare" il nostro immaginario per rifondare una coscienza più evoluta.

Alcuni esempi:

1)."Chi vivrà vedrà". FALSO.

E' un proverbio il cui fine è convincere gli individui a rimanere in uno stato vegetativo di sopravvivenza. In questo proverbio si dà per scontato che gli individui sono tutti uguali ed è solo questione di tempo, come se gli esseri umani fossero una massa composta, cosa che non sono.

Da sostituire con il suo opposto "Chi vedrà vivrà".
Il che vuol dire aprire la propria mente alle visioni, alle suggestioni, a orizzonti più ampi.
Chi non sarà in grado di vedere al di là del proprio naso non vivrà nulla.


2). "L'occasione fa l'uomo ladro". FALSO.
Ignobile proverbio che ha come unico fine quello di giustificare la tendenza dell'etnia italiana alla corruzione.
Una persona onesta rimane onesta, se è onesta. La cosiddetta "tentazione", infatti, spinge l'individuo al peccato vizioso soltanto nel caso quell'individuo specifico abbia già dentro di sè la fantasia, il desiderio, la voglia di compiere quel determinato peccato. DA ABOLIRE per rieducarci alla legalità.

3). "Mogli e buoi dei paesi tuoi". IGNOBILE:
Sembra scritto dalla Lega Nord.
Classico proverbio rinascimentale dals apore feudale. Anti-etnico, anti-libertario, autoritario.
Presuppone il fatto di spingere la gente a non voler uscire mai dai propri ghetti, sociali o mentali che siano.
Da abolire. In una società multi-etnica può essere molto ma molto pericoloso.
DA ABOLIRE per educarci alla convivenza pacifica e aprirci ai diversi da noi.


4.5) "Chi dorme non piglia pesci"......"Chi tardi arriva male alloggia".......VERI ENTRAMBI.

da cui l'invito a tutti noi a svegliarci, dato che siamo un'etnia addormentata e ad accelerare il processo di recupero dalla crisi economico/sociali/psicologica. Come ha detto la Marcegaglia "siamo in ritardo di dieci anni". Non possiamo lamentarci, poi, se l'Italia non riesce più a situarsi in Europa facendosi trattare con rispetto.
Arriviamo in ritardo finiamo in una dpendance.

E per oggi è tutto

lunedì 6 giugno 2011

Questo signore si chiama Klaus Verbeck. Convinto ecologista, trent'anni fa ha aperto un'azienda a coltivazione biologica divenuta leader in Europa.

di Sergio Di Cori Modigliani

Si Chiama Klaus Verbeck, ed è la vittima più “ambigua” dell’epidemia scatenata dal batterio-killer. Lio hanno identificato come il produttore di germi di soja contaminati e gli hanno chiuso l'azienda. Lui e’ l’amministratore delegato della “Gaertnerhof Bienenbuettel”, un’azienda nella Bassa Sassonia che produce verdure. L’azienda è da trent’anni leader nella coltivazione agricola biologica organica integrata. Herr Verbeck è un vecchio ecologista, militante del partito verde tedesco, graznde sostenitore dello sviluppo eco-sostenibile. La sua azienda è sottoposta a rigorosi controlli ogni mese. Non utilizza alcun concime per la produzione e nella sua azienda  non ci sono animali nella fattoria di prodotti biologici. "Non riesco a capire come possano stare insieme le accuse con i processi di produzione che abbiamo qui"; ha detto Verbeck alla Neue Osnabruecker Zeitung. "I germogli da insalata si sviluppano solo dai semi e dall'acqua e non sono affatto concimati. E nell'azienda non utilizziamo concimi animali neanche in altri settori di produzione".
I ministro dell'agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann, ha reso noto che i ricercatori avevano rintracciato il raro, altamente tossico ceppo di batterio in una fattoria nella regione di Uelzen, piu' tardi identificata dai mezzi di comunicazione come quella a Bienenbuettel. Lindemann ha detto che sembra ci sia un chiaro collegamento tra le verdure dell'azienda e il cibo mangiato da alcune vittime. In attesa dei risultati definitivi, l'azienda e' stata chiusa.
Klaus Verbeck è distrutto. Lui sostiene che non "esiste neppure una probabilità su un milione che le mie verdure siano contaminate: è impossibile". A suo vantaggio va detto che tre abitanti del piccolo paesetto sostengono di aver mangiato i suoi germogli di soja due giorni fa senza aver accusato alcun sintomo.
In Germania ha cominciato a circolare una voce fornita da un funzionario dell'Intelligence britannico a Londra che sostiene si tratti di un attacco terroristico biologico e nel nord dell'Europa si sta scatenando il panico.
A questo fatto, però vanno aggiunte le dichiarazione rilasciate da Maria Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di microbiologia dell’Ospedale Universitario Sacco di Milano, la quale sostiene che “Un attacco bioterroristico dietro l’epidemia di Escherichia coli che sta allarmando l’Europa? Non posso certo fornire delle prove. Diciamo che è una ipotesi attendibile. In questi casi il sospetto è sempre lecito, anzi è previsto dai normali protocolli di indagine. Ma se non si trova la “pistola fumante”, è praticamente impossibile dimostrare che si tratti di una contaminazione di origine volontaria, o magari di un microrganismo involontariamente sfuggito da un laboratorio di ricerca. Esiste la possibilità, questo sì.....".

Gli avvocati di Verbech gridano allo scandalo, sostengono che i servizi segreti nascondono la verità.

Sembra un film di fantasceinza nella sezione horror-catastrofico.
E' impossibile sapere la verità. Non ce la diranno mai.
Ma diverse vite vengono rovinate nel frattempo in tutta Europa.

Non è terrorismo, questo?

Siamo sicuri che riusciremo a vedere le stelle?

Grande tam tam assordante del circo mediatico planetario che annuncia "la nuova rivoluzione d'Occidente".
Si tratterebbe di questo: tutti d'accordo nel sostenere che alle ore 9 del 6 giugno 2011 ufficialmente tramonta l'epoca della rete (in inglese si dice web) termine ormai definito dai fanatici "obsoleto".

Con l'ingresso sul mercato del nuovo I-pod cloud (che in inglese vuol dire nuvola) si annuncia una nuova fase nella produzione di massa di alta tecnologia.

Non sarà più necessario nè il computer portatile nè la pennetta.

Basterà avere accesso sul proprio telefono a questo sistema che consente di avere accesso alla "nuvola"........
Queto è il nuovo termine (a mio avviso agghiacciante) al quale dobbiamo abituarci.

Grazie a questo -secondo loro- prodigio dell'alta tecnologia, gli usuari potranno avere accesso a tutto ciò di cui hanno bisogno dal proprio telefonino, compreso l'ingresso nell'archivio dei documenti inseriti nel proprio computer domestico che se ne sta a casa spento.
Ci penserà la "nuvola".

Non ci hanno detto, però, che cosa accade, quando e (soprattutto) se la nuvola diventa una cappa.

Dà da riflettere

Chi è questo signore? E che cosa vuole da noi? Si Chiama Ollana Humana

di Sergio Di Cori Modigliani

I danesi se la passano bene, ma stanno peggio dei norvegesi. Così come i francesi stanno peggio degli inglesi, ma stanno meglio degli spagnoli. Gli italiani se la passano senz'altro molto peggio di svizzeri e tedeschi, ma di gran lunga meglio dei tunisini, libici e africani in genere. In Asia, i kazachi stanno peggio dei russi ma meglio degli afgani, così come i cinesi stanno molto meglio dei laotiani e dei vietnamiti, i quali se la passano meglio dei filippini. Nel continente americano i canadesi vivono di gran lunga meglio degli statunitensi i quali stanno molto meglio dei messicani, per i quali la vita è un paradiso se paragonata a quella dei costarichegni o ecuadoriani, che sono di gran lunga più felici e abbienti dei panamensi.
Ma lì la lunga serie del nordismo planetario si conclude e si ferma.
Inizia il Sud America.
Per coloro che sono a digiuno di geografia ricordiamo che il Sud America è composto da una popolazione di 400 milioni di abitanti estesa in dieci nazioni per un territorio vasto quanto Europa e Africa messe insieme.
Sono nazioni ricchissime di risorse naturali, di energia, di cultura.

Fino a vent'anni fa, era comune e usuale nell'Occidente identificare il Sud America come una zona nebulosa sottosviluppata, sintetizzata dall'espressione "repubblica delle banane".
Era l'estremo sud del pianeta.
Tradotto in termini socio-psico-economici: il peggio che possa esistere.

Nel 1981, trent'anni fa, l'intero Sud America aveva un pil inferiore a quello dell'Italia.
La nazione che se la passava meglio, il Venezuela, viaggiava intorno al 17esimo posto della classifica planetaria quando l'Italia lottava per passare dal sesto al quinto posto tra le nazioni più ricche del mondo.

Gli occidentali, gli europei, e quindi gli italiani, sono abituati a pensare secondo modalità "nordiste".
Distratti e indifferenti non hanno nè seguito nè capito nè visto ciò che stava accadendo in Sud America dal 2000 a oggi.
Una gigantesca rivoluzione dell'intero continente, senza spargimento di sangue, senza rivolte, senza guerre civili, che ha comportato un ribaltamento della situazione. La sinistra è andata al potere in libere elezioni democratiche in nove delle dieci nazioni, ha cominciato a governare bene, si è scontrata con il potere delle multinazionali non più appoggiate dalla Cia e dall'Europa, troppo prese dai propri impegni in Irak, Afghanistan e in tutta l'Asia Minore.
Il Sud America si è rimboccata le maniche e ha fatto passi da gigante. Hanno avviato riforme, investito in se stessi, lottando contro la corruzione e lo sviluppo in maniera di gran lunga più efficiente dell'Italia.

E così, il Brasile, leader di questa zona, ha raggiunto 24 ore fa -ufficialmente- l'ottava posizione al mondo sostituendo l'Italia che è scesa al nono posto. Dal gennaio del 2012 al G8 vanno gli oba oba, perchè gli spaghetti&pizza rimangono a casa non invitati perchè più poveri.

Complessivamente il Sud America ha una qualità della vita di gran lunga superiore a quella dell'Europa Occidentale e una ricchezza in costante aumento, anche se ancora il loro pil è inferiore.
Mancava soltanto una nazione, rimasta solidamente nelle mani del centro-destra conservatore che in Sud America, da sempre, appoggia e sostiene le multinazionali: il Perù.

Il 5 giugno 2011 è caduto anche il Perù. Ollana Humana, candidato socialista ha vinto le elezioni.
L'intero continente sudamericano, quindi, ha la possibilità e l'opportunità di avere una politica comune, interessi comuni, obiettivi comuni: una strategia identica.

Sostengono una curiosa tesi di cui in Italia non si parla: "la povertà di vita sta al nord del mondo".

E' un clamoroso trend che inverte una tendenza durata circa 2000 anni.
Non ne parla nessuno. (qui in Italia)

A loro non importa un granchè.
Pur consapevoli di essere ancora considerati, quantomeno, "secondo mondo" quando accolgono noi europei occidentali che andiamo lì in vacanze, ci salutano dicendo "salve, voi venite dal Primo Mondo, dove si è più poveri e si vive davvero molto ma molto peggio che da noi: benvenuti".

Così sta cambiando il pianeta. Nell'indifferenza narcisista dell'Europa

sabato 4 giugno 2011

Dopo "la sberla" elettorale, la Lega cambia linea politica: anche le terrone al concorso di Miss Padania



di Sergio Di Cori Modigliani

Visto che la creatività politica latita, non sanno che pesci prendere e hanno bisogno che -in un qualche modo- si parli di loro, l'ufficio politico della Lega Nord (incredibile ma vero: è una notizia "ufficiale della segreteria politica" inviata a tutti i giornalisti) annuncia che dal prossimo 2012 anche "le ragazze meridionali" potranno parteciupare al concorso di Miss Padania.
La notizia è stata diffusa attribuendogli un tono tale, per cui ci si aspetta la risoluzione immediata dei problemi immediati delle donne disoccupate nel sud. C'è stato addirittura chi, tra i leghisti, ha osato sostenere -e non c'era ironia perchè parlava sul serio- che questa iniziativa l'ha voluta "personalmente Bossi perchè fa parte di una serie di iniziative congiunte con il PDL per il rilancio del Piano Sud".

Tranquille, care connazionali del meridione.

Non è tutto oro quel che luccica.

Vanno bene le meridionali a una condizione (per statuto): devono dimostrare di aver abitato almeno 10 anni nel settentrione, pena la squalifica.

Stasera, sabato 4 giugno, intanto  va in scena la finale dell'edizione numero 13: la reginetta del 2011 sarà incoronata al Teatro Arcimboldi di Milano al cospetto dello stato maggiore leghista. Ci saranno tutti perchè sia Calderoli che Castelli che Maroni hanno dichiarato che questa manifestazione contribuisce a "rilanciare l'attività politica legata allo sviluppo economico". (non chiedetelo a me, non ho la benchè minima idea di che cosa parlino; è probabile non ce l'abbiano neppure loro).

Stefania Pucciarelli, selezionatrice del concorso per la Liguria, di stretta osservanza leghista ha dichioarato all'agenzia Adkronos con tono drammatico come se si trattasse di leggere un bollettino di guerra: «Devo dire che si sono presentate diverse ragazze straniere, dal Marocco per esempio, ma mai nessuna è arrivata in finale».

La Pucciarelli ha spiegato anche come da regolamento le concorrenti non possano nè debbano «rilasciare dichiarazioni non in linea con gli ideali dei Movimenti che promuovono la Padania».

Grande sospiro di sollievo, quindi, per tutti i connazionali in attesa di notizie sulle nuove manovre economiche.

buona domenica a tutti

"Cenetta per la prima estate" consigliata da Carmen Villanuevos, esperta in cucina afrodisiaca

di Sergio Di Cori Modigliani



                                   "Cena afrodisiaca per la prima estate"

Ecco un'altra ricetta suggerita da Carmen Villanuevos, strega india wichi nell'Argentina settentrionale, esperta in culinaria afrodisiaca sudamericana. Per una cenetta di prima estate.

Due antipasti gustosi e un solido primo.
Il primo “Carciofi e vongole alla vinagrette” è composto da carciofi freschi e vongole grandi.
Esecuzione:
Aprire le vongole al vapore con una preparazione di acqua e sale.
Si consiglia, all’occorrenza, di far immergere nell’acqua anche delle alghe blu.
I carciofi vanno prima bolliti a metà cottura e poi fatti raffreddare.
Dopo averli scolati, una volta freddi, tagliarli in quattro parti. Al centro di ogni quarto appoggiare sopra le vongole.
La salsa vinaigrette va preparata nel seguente modo.
Versare in una pentola due peperonicini rossi piccanti, pomodorini pachini freschi a volontà, cipolline, aglio. Il tutto tagliato e sminuzato a pezzetti molto piccoli. Aggiungere olio extra vergine d’oliva, aceto e sale. Mescolare a lungo battendo il composto con molta energia.
Versare la vinaigrette sui carciofi e le vongole.
Gratinarli al forno per due minuti e poi servirli.

Il secondo antipasto, invece, si chiama: “Cavoletti di Bruxelles all’amazzonica”
Esecuzione: Pulire e lavare a lungo i cavoletti di Bruxelles. Metterli dentro una pentola con acqua e sale e farli bollire per circa 12 minuti.
Su una padella grande versare una noce di burro, un pizzico di foglie di salvia, pancetta a dadini molto fini e cipolla sminuzzata. Cuocere a fuoco molto basso finchè la cipolla non comincia a imbrunire. A quel punto versare i cavoletti e far saltare il tutto per circa cinque minuti. Aggiungere sale, pepe fresco e noce moscata grattata. Far raffreddare e servire.

Piatto principale: “Gamberoni alle noci e formaggi”.
Esecuzione: cuocere i gamberoni per cinque minuti in una soluzione di acqua e sale.
Estrarli e farli asciugare dopo averli squartati.
Su una padella a parte versare della pancetta (o ventresca) a scelta e farla indorare per farle sciogliere il grasso. Versare qualche pomodorino fresco e cipolline sminuzzate. Condire con sale e pepe. Mescolarli e dopo averli portati a frittura giusta estrarli asciugandoli e facendo colare il grasso residuo della pancetta. Mettere il composto nel frullatore con formaggio fresco e formaggio caprino morbido e farlo funzionare per due minuti.
 Versare pancetta e formaggio sui gamberoni squartati.
Mettere a parte dentro a un pentolino un pacco di noci sminuzzate e pestate immerse in un po' di latte. Portarli e bollitura.
Servire i gamberoni versandoci sopra la salsa così ottenuta.

Buona cena. Risultato garantito.

Vino bianco freddo consigliato: Falanghina della Campania, Aragosta della Sardegna, Pinot grigio S. Margherita del Friuli-

Anoressiche in pensione: Vogue apre alle donne "morbide"

di Sergio Di Cori Modigliani

Fotografate dal celebre fotografo Steven Meisel, sul prossimo numero di Vogue in edicola, compaiono donne formose, che soltanto un anno fa sarebbero state considerate "grasse" e nessuno stilista avrebbe rivolto loro neppure la parola.
Irrompono così sullo scenario dell’immaginario collettivo “le donne morbide”, decretando il pensionamento delle anoressiche, delle modelle spilungone e della furiosa taglia 38 che tanti sfracelli ha combinato spingendo milioni di adolescenti a folli diete auto-distruttive.

Franca Sozzani, direttora della celeberrima rivista, nonché nume tutelare della bellezza feticcio trendy ci spiega che "La donna curvy  torna in tutta la sua bellezza. L'esuberanza di un corpo con forme accentuate è molto più sexy e accattivante. Con questa copertina abbiamo voluto dare un altro segnale forte della nostra attenzione nei confronti di tutte quelle donne, e sono tantissime, che intendono la bellezza come qualcosa di molto più articolato e genuino rispetto a una mera questione di taglie".

In realtà si tratta di mercato e di evitare guai con l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Gli ultimi dati, infatti, mostrano che dal 2007 al 2010 il numero di acquirenti di prodotti di moda femminili (vestiario, biancheria intima) di etnia araba e di religione mussulmana sono aumentati rispetto al triennio precedente del 1.896%: hanno più soldi da spendere, mentre il consumo dei cristiani occidentali nello stesso settore è diminuito del 34%.
E ai mussulmani, è cosa nota, piace la donna più tonda.
A questo bisogna aggiungere il fatto che stanno per essere varate delle restrittive (era ora) leggi sanzionate dalla Organizazione Mondiale della Sanità grazie alle quali si colpiranno con sanzioni economiche miliardarie pesantissime i produttori e distributori di vestiti che impongono modelle e immagini femminili troppo magre.
La taglia 38 passa alla 42, cone taglia minima.
La media che fino a sei mesi fa era 38-42, passa a 42-46.

Tempi duri per le magre.
Benvenute quelle morbide.

Se lo dice Vogue, non c’è scampo.
Vuol dire che il mercato ha deciso e quindi sarà per forza così.

venerdì 3 giugno 2011

Dopo la guerra calda e la guerra fredda arriva la guerra anonima.....che fare?

di Sergio Di Cori Modigliani
  • Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale (soltanto in Europa 40 milioni di morti) si era passati alla cosiddetta "guerra fredda" tra i due blocchi contrapposti. Oggi, invece, stiamo assistendo a una nuova guerra -ormai già da tempo scatenata- che non si combatte con soldati nè bombe, neppure con spie e agenti segreti, bensì a colpi di informazione. O meglio: creando confusione nell'informazione, mistificando l'informazione, rubando l'informazione, censurando l'informazione.
  • I due teatranti duellanti sono le due superpotenze del pianeta: gli Usa e la Cina.
  • Un importante (molto accreditato e stimato) centro scientifico di studi e analisi strategiche sulla politica mondiale, il Peterson Institute di Washington ha qualche settimana fa diramato uno studio approfondito che ha presentato sia alla Banca Mondiale che al Fondo Monetario Internazionale in cui dimostra che lo yuan -la moneta in corso in Cina- è sottovalutato; ovverossia la Cina non applica le leggi internazionali dell'economia a se stessa per godere, quindi, di un vantaggio "illegale" sul mercato mondiale seguitando a vendere le proprie merci a un prezzo talmente competitivo da sbaragliare ogni concorrenza.
  • il Peterson Institute for International Economics ha stimato che lo yuan e' sottovalutato del 40% rispetto al dollaro Usa.  Zhang Yongjun -portavoce ufficiale del governo cinese- ha detto che il tasso di cambio dello yuan e' solo uno dei fattori dietro allo squilibrio commerciale tra Stati Uniti e Cina. Secondo Zhang i due Paesi dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla ristrutturazione economica e l'apertura del mercato per affrontare lo squilibrio. Tuttavia Zhang ha aggiunto che l'apprezzamento continuato dello yuan sara' vantaggioso per l'economia cinese nel lungo periodo.

E guarda caso (e così veniamo al nostro tema) non appena finisce questa zuffa internazionale che potrebbe determinare le sorti mondiali dell'economia, e quindi anche dell'Europa, e quindi anche dell'Euro, e quindi anche dell'Italia, all'improvviso un gruppo di hackers provenienti dal centro della Cina -inconfutabili prove satellitari- attaccano gli archivi coperti da privacy di Google e rubano circa 1 milione di indirizzi, e-mail, dati e archivi riguardanti i più importanti uomini politici americani, compresi finanzieri, esperti d'economia. "Sono accuse molto gravi. Le abbiamo prese seriamente e stiamo esaminando la questione", ha detto il segretario di Stato americano Hillary Clinton, sottolineando che gli Stati Uniti "sono molto inquieti" ma non può fare nulla perchè ufficialmente non è possibile compiere un atto poichè la Cina nega ogni addebito e non accetta neppure le prove satellitari.
Ieri Google ha parlato sul proprio blog dei tentativi di hackeraggio, sottolineando che l'attacco, che sembra provenire dalla regione cinese del Jinan, "ha preso di mira, tra gli altri, gli account di funzionari governativi statunitensi, attivisti politici cinesi, personale militare di vari paesi asiatici (soprattutto della Corea del Sud) e giornalisti".

Attaccano Google per dimostrare di poter attaccare lo scambio libero di informazioni su tutto il pianeta.

E' una vera guerra. Che non si vede, non si nota, di cui non si parla.
Ma sarà decisiva, perchè deciderà le sorti dell'economia planetaria entro quest'anno.

INFORMATEVI. SIATE CURIOSI. CHIEDETE NOTIZIE SU QUESTO ARGOMENTO.

giovedì 2 giugno 2011

Notizia e informazione da diffondere: Chi è Maryam Bahrman? Che cosa vuole? E che cosa s può fare per lei?

Arrestata Maryam Bahrman, attivista per i diritti delle donne iraniane



di Sergio Di Cori Modigliani



Hanno arrestato una delle più importanti attiviste dei diritti civili in Iran. Di lei non ne parlano, forse perchè non siamo in campagna elettorale. In Italia -mi sembra una buona notizia- la Ministra Carfagna è l'unica che si sta spendendo per (quantomeno) diffondere la notizia e alzare il livello della soldiarietà e della consapevolezza internazionale.
Ecco qui di seguito il testo comune diffuso in rete dalle più importanti associazioni europee che lottano per la difesa dei diritti civili delle donne nel mondo.
Anche se ovvio, non è mai superfluo ricordare che questa non è una battaglia fermminile, nè tantomeno femminista.
E' una battaglia che riguarda tutti i cittadini del mondo che abbiano a cuore la libertà d'espressione.
E la libertà non ha sesso, non ha censo, non ha etnia d'appartenenza, non ha colore politico

Attiviste per i diritti delle donne di nuovo sotto attacco in Iran. L’11 maggio la polizia ha arrestato Maryam Bahrman, attivista iraniana per i diritti delle donne e i diritti umani, tra le promotrici della campagna per “Un milione di firme per l’uguaglianza” che chiede la revisione delle leggi che discriminano le donne nella Repubblica Islamica d’Iran.


Su Maryam Bahrman pende l’accusa di “azione contro la sicurezza nazionale”, motivata dalla sua partecipazione, nel marzo di quest’anno, alla CSW,  Commission on the Status of Women (Commissione sulla condizione delle donne) delle Nazioni Unite, dove è stata ospite di due seminari organizzati dall’ONG italiana AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, nell’ambito delle paralles sessione dedicate al dialogo con la società civile, oltre che dalla sua attività nell’ambito della campagna “One Million Signatures Campaign for Equality” a Shiraz, che Mariam Bahrman aveva promosso nel 2006, quando era Segretario general dell’Organizzazione delle donne farsi (Sazman e Zanan Pars, poi costretta a chiudere nel 2007).


Nelle sue richieste, la campagna “One Million Signatures Campaign for Equality” fa appello ai trattati e convenzioni sui diritti umani ratificati dall’Iran, in particolare il Patto sui diritti civili e politici, che prevede che non possano esserci disparità giuridica tra uomini e donne (art. 3), e garantisce inoltre la “libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta” (art. 19).


Secondo fonti attendibili, la polizia ha fatto irruzione nella sua casa di Shiraz, provincia di Fars, Iran, alle 7,30 dell’11 maggio con un mandato di arresto e di perquisizione. Le forze di sicurezza hanno sequestrato effetti personali, incluso il cellulare, libri e computer portatile. Attualmente è detenuta nel Centro di detenzione n° 100 di Shiraz, non ha ancora potuto incontrare la sua famiglia né nominare un avvocato di sua fiducia.


AIDOS ha già sottoposto il caso al Ministro degli Affari esteri Franco Frattini, alla Ministra per le Pari Opportunità Mara Carfagna, a Senatori e Parlamentari di maggioranza e opposizione. Il 19 maggio, il Senatore Lucio Malan (PDL) ha sottoposto il caso al Sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica nel corso di una audizione sulla situazione dei diritti umani in Iran in corso al Senato.



Per ritrovarsi a tavola: memoria di viaggio e ricetta afrodisiaca estiva di tradizione argentina india "Wichi"

di Sergio Di Cori Modigliani

Circa tre anni fa, ho deciso di intraprendere un viaggio alla ricerca della mia più antica memoria.
Sono andato a Buenos Aires, Argentina, dove ero nato e cresciuto nei primi 13 anni della mia vita.
Ritornavo a Buenos Aires dopo 45 anni di permanenza in Italia e negli Usa, perchè avevo sentito l'esigenza di andare a cercare i luoghi della mia infanzia, la casa dov'ero nato, i vecchi compagni di classe alla scuola italiana Cristoforo Colombo, i sapori, i colori, i suoni della più importante età della nostra esistenza.

E' stato molto emozionante ritrovare, dopo quattro decadi, gli amici con i quali avevo condiviso i giochi dell'infanzia; alcuni, addirittura già nonni.

Ma l'emozione più forte è stata quella di cercare, trovare e incontrare, Carmen, la donna che -più di ogni altra in assoluto- avevo sempre portato dentro al mio cuore come memoria individuale calda e rassicurante.
La mia tata.

Carmen era una india della tribù Wichi, una delle quattro tribù sopravvissute, fino ad oggi, allo sterminio perpetrato dai conquistadores quando nel 1580 arrivarono in Argentina. Si era trasferita con il fratello più piccolo nella grande città alla ricerca di un lavoro, di ospitalità, di aiuto.
Mia madre l'aveva praticamente adottata (lei aveva allora 16 anni) ed era rimasta a casa nostra finchè non si era sposata con un ufficiale dell'aereonautica militare argentina -io avevo allora dieci anni- trasferendosi a Bahia Blanca, nel sud, verso la Patagonia, dove c'era la base di un aereoporto militare presso il quale il marito avrebbe prestato servizio permanente. Da allora, erano trascorsi 50 anni.

Pensavo che sarebbe stato facile incontrarla, uno dei trucchi mentali della nostra memoria emotiva.
In realtà era quasi impossibile, per il semplice fatto che non ricordavo più il suo cognome, non potevo più chiederlo a mia madre, scomparsa poco prima, e in Argentina le donne che si chiamano Carmen sono almeno due milioni.

Ma io non intendevo desistere.

Sarei dovuto rimanere a Buenos Aires circa venti giorni.
Sono rimasto invece due anni.
Perchè volevo rivedere Carmen.

Dopo tre mesi di angosciosa ricerca, finalmente riuscii a contattare una vecchissima amica di mia madre ancora viva, la quale con prodigiosa memoria si ricordò il suo cognome -Villanuevos- e addirittura il luogo dove era andata a vivere a metà degli anni '80, quando era rimasta vedova. Il marito era morto sotto un bombardamento inglese nella regione del Chubut durante la guerra delle Falkland.

Mi ci vollero altri due mesi di ricerca per riuscire a trovare la cittadina, un piccolo paese nel nord dell'Argentina, al confine con il Brasile, immerso nella foresta pluviale.
E finalmente riuscii ad avere perfino il suo numero di telefono fisso.
La chiamai, dando per scontato che mi avrebbe riconosciuto ricordandosi chi io fossi.

E infatti, fu così. Mi riconobbe subito.
Quando le dissi che ero anche un giornalista, lei mi chiese:
"Vuoi intervistarmi per i miei intingoli?"
"Perchè, fai la cuoca?"
"No. Faccio la strega. Mi hanno anche intervistata alla tivvù locale".

Inevitabile il lungo viaggio per andare a incontrarla.

A 75 anni ne dimostrava 40.
Nel suo paesino (Riochuelo de Salinas) è una vera celebrità.
Prepara ricette afrodisiache per risvegliare l'appetito erotico dei maschi attraverso il cibo.

Me ne sono fatte dare alcune compatibili con le sostanze e il gusto italiano.
Ce ne sono per ogni stagione e occasione.

Questa è tra le più accreditate, da preparare per una sera di prima estate.

RICETTA:

"matambre de pollo con panceta, queso fontina y ciruelas pasas...y para terminar un helado de chocolate hervido".

Tradotto: "involtino di pollo con pancetta, formaggio fontina e prugne asciutte...come dolce: un gelato di cioccolata bollita".

INGREDIENTI:
1 chilo di petti di pollo.
250 grammi di pancetta
250 grammi di fontina valdostana o groviera
200 grammi di asparragi
1 chilo di prugne secche
olio extra vergine di oliva
4 mele
peperoncini rossi
sale, pepe bianco, prezzemolo, uova, burro, petali di rosa

ESECUZIONE:
Prendere dei petti di pollo (circa un chilo), togliere via la pelle -mettendola da parte- e farli bollire in una pentola con acqua, senza soffritto (devono essere leggeri) al mattino molto presto, in una casseruola con cipolline verdi, radici di zenzero, due patate dolci e le bucce di quattro mele. Dopo aver portato a ebollizione il pollo prenderlo e metterlo a raffreddarsi su un piatto coperto da un tovagliolo di lino puro di colore bianco. Cospargere il lino di petali di rosa, origano a volontà e poggiare sopra la pelle del pollo (se ci sono anche le piume meglio). Cospargere il tutto di vino bianco molto secco. Il lino, poroso, assorbirà il tutto facendone colare un succo.

Preparare a parte un intingolo di olio extra vergine di olive, polvere di peperoncini pestati, un pizzico di aglio, prezzemolo, un uovo sbattuto.
Dopo circa un'ora prendere la pancetta e immergerla nella soluzione così ottenuta. Coprirla e lasciarla lì per qualche ora.

Infine, togliere il tovagliolo di lino, prendere i petti di pollo e aprirli. Appoggiarci sopra la pancetta imbevuta. Cospargere con poco sale, pepe. Prendere due mele sbucciate, squartarle, strofinare sugli spicchi peperoncino rosso a volontà e poi tagliare le mele a pezzetti molto piccoli.
Sbucciare a parte le prugne secche e poi farle bollire poco a poco in una padella, il tempo necessario per produrre un po'dacqua. Prendere la padella e stenderci dentro la fontina. Con le mani mescolare la fontina e le prugne secche e poi cospargerle sulla pancetta.

A scelta: arrotolare il prodotto così ottenuto fermandolo con degli stuzzicadenti, oppure lasciarlo aperto.

Lasciarlo respirare su un piatto rivolto a nord.

Un'ora prima della cena va cotto.
Prendere una padella e preparare un soffritto leggero con olio di oliva peperoncini sbriciolati, pepe di cayenna, timo, un pizzico di prezzemolo. Immettere sulla padella i petti di pollo con la pancetta e il formaggio e le prugne e cuocerli a fuoco lento per circa venti minuti.
Servire con una bottiglia di vino rosso a una gradazione non superiore ai 13 gradi.

Dessert consigliato con questo piatto: gelato al cioccolato che va immerso qualche ora prima nella vodka o nella grappa o all'eccellenza in un liquore di mirto. Quando il gelato si è sciolto grattarci sopra poco poco di peperoncino rosso crudo e poi mettere il liquido nel freezer.
Servirlo come sorbetto.

Le clienti, in Argentina, si sono dichiarate davvero molto soddisfatte dell'esito ottenuto.

Buona estate