venerdì 4 novembre 2016

Dalla Russia con amore? Con furore? Con fragore? Alcune considerazioni sulla nuova invenzione dei media finanziari: la guerra fredda.

di Sergio Di Cori Modigliani
Il mondo virtuale ignora che esiste la realtà, altrimenti non sarebbe tale. Quello che noi viviamo invece, quello esistenziale e vero, è sempre consapevole della differenza. Per quanto uno possa essere come il personaggio crozziano di Napalm 51

1 commento:

  1. E' ammirevole il suo intento di tranquillizzarci sull'assenza di un'imminente minaccia di guerra globale, ma tuttavia nel Suo articolo si rilevano contraddizioni che mi lasciano alquanto perplessa.

    Infatti, anche se è convinto che :
    "Ai russi, i fascisti non vanno a genio e una Francia lepeniana sarebbe vista a Mosca molto ma molto male.",

    d'altro canto argomenta che:

    "(...) grazie all’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, infatti, la Francia rimane l’unica potenza nucleare militare d’Europa. Un’occasione da non perdere. E’ il motivo principale per cui Putin finanzia Marie Le Pen."

    Il colmo della stranezza sta però nel fatto che questa costosa alleanza con gli odiati fascistoni d'oltralpe è (o sarebbe) stata concepita e avviata nel momento in cui l'economia interna della Russia è stremata proprio dalle sanzioni imposte da U.S.A. e alleati (ancora assai compatti al riguardo). Ed è tanto malridotta, l'economia d'oltre-Urali, che gli U.S.A. hanno (o avrebbero) dovuto approntare una sorta di piano Marshall per evitarne il tracollo con l'invio di

    "50 aerei cargo partiti due mesi fa dalle pianure del Kentucky contenenti milgliaia di tonnellate di grano, orzo, malto, verso la Russia."

    Ciononostante, non paghi della pericolosa dipendenza dall'estero per la soddisfazione dei più elementari bisogni della propria popolazione, Putin e il suo entourage hanno (o avrebbero) pensato bene di ignorare la sempre più pesante crisi economica spostando

    "ingenti risorse finanziarie dalla sanità, istruzione e welfare alla difesa: hanno abbassato gli stipendi degli insegnanti ma hanno aumentato quello dei militari" i quali ultimi non intendono affatto lasciare inattivi a godersi, sulle coste del Mar Nero, con la famiglia, gli aumenti salariali, visto che lo spostamento di ingenti truppe al confine ucraino-polacco è un dato di fatto, più che una promessa elettorale (come invece fu quella di Obama riguardo la chiusura, mai avvenuta, dell'anomalo -- per dire il meno -- centro di detenzione di Guantanamo, a Cuba).

    Ora, ammesso che simili tortuosi accordi sottobanco abbiano avuto luogo tra le due superpotenze tradizionalmente rivali e che continuerebbero a mostrarsi nemiche, ma solo per esigenze di scena, ad uso e consumo di gonzi e criceti vari, la conclusione che sono portata a trarne è tutt'altro che rassicurante: l'ostilità tra i due blocchi storicamente contrapposti sarà anche virtuale, ma le spinte che i loro governi-ombra -- alias comitati d'affari -- stanno imprimendo alle popolazioni europee, al di qua e al di là dell'ex cortina di ferro, hanno tutta l'aria di puntare verso l'aggravamento dei violentissimi conflitti REALI e già in atto, sia al centro d'Europa, in Ucraina, che ai suoi confini del Mediterraneo orientale, in Siria e Turchia.

    Mi spiace Modigliani, ma una eventuale, ancorché solida e proficua pace tra élites ottenuta a spese di milioni di vite di uomini e donne "qualunque", non mi sembra né una novità, né una genialata, e nemmeno lontanamente un motivo per festeggiare.

    Saluti cordiali, marilù l.

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