venerdì 11 luglio 2014

Qual è la dottrina di riferimento del M5s?




di Sergio Di Cori Modigliani

La più grande e imbattibile virtù del movimento cinque stelle, come organizzazione politica di massa, è, allo stesso tempo, il suo tallone d'Achille.
Nella mia mente è un fatto positivo.
A condizione di sapere come gestire questa delicatissima virtù, molto simile all'erotismo.
Si tratta della totale mancanza di una dottrina di riferimento.
Un qualunque pentastellato, infatti, si sente associato ad altri pentastellati non perché segue alla lettera una filosofia specifica, delle massime fideistiche, un particolare testo, una scuola di pensiero. Si condivide una idea del mondo basata su elementi semplici ed elementari: il rispetto da parte di tutti delle regole di convivenza senza eccezioni, la lotta contro ogni forma di ipocrisia e di doppiogiochismo, la necessità comune di sentire e sapere che la lotta collettiva è basata sull'accettazione del principio base per cui è inderogabile spostare l'immaginario collettivo della nazione da un'idea antica di sudditanza passiva a quella della cittadinanza attiva.
Tutto qui. Il resto, viene di conseguenza.
Poichè è diventato un movimento di massa che ha accolto transfughi, esuli, scontenti e delusi di varia natura -e quindi di origine molto diversa- è pieno di fascisti, comunisti, ferventi cattolici, mangiapreti, credenti, laici, sovranisti anti-europei ed europeisti convinti, verdi, rossi, neri, arancioni. C'è di tutto.
La coesione del movimento ruota intorno alla necessità di comunicare, sia al proprio interno, che al proprio esterno, questa idea movimentista che non poggia su alcuna dottrina e che rende l'organizzazione politica M5s molto dinamica, flessibile, situazionista, esistenzialista, pragmatica. 
Non bisogna dimenticare che l'obiettivo finale consiste nell'evaporare, una volta che la missione storica di rivoluzione culturale della società italiana sarà compiuta e almeno il 51% della popolazione italiana avrà superato il servilismo deferente, la furbizia, il comportamento da pecora anarchica, come dire: l'italianità che più si è evidenziata negli ultimi vent'anni.
Per rifondare un nuovo modello di italianità, più evoluto e più aderente alla realtà dei tempi.
La mancanza di una dottrina è, di per sè, un elemento meraviglioso, libertario.
Ma va sostenuto attraverso un'adeguata comunicazione, sia individuale che personale, sia pubblica che mediatica.
Il M5s, che vanta due campioni professionisti della comunicazione tra i suoi due leader fondatori, ha prodotto, paradossalmente, la peggiore comunicazione politica tra tutte le formazioni in attività. I seguaci del complottismo hanno risposte da vendere.
Poi ci sono i negazionisti, quelli che non se ne accorgono o non lo vogliono vedere.
Poi ci sono i giustificazionisti, coloro che attribuiscono la responsabilità al nemico. Poi ci sono i fideisti, quelli che immaginano (e sperano, come chiunque nutra una fede) che dietro questa catastrofe della comunicazione ci sia un impeccabile quanto ingegnoso piano mediatico di epica portata, talmente meraviglioso e sublime da non poterne comprendere la geniale tessitura. Sono coloro che credono nella dottrina della non-dottrina. Poi ci sono i delusi che non sono stati in grado di de-programmare se stessi dalla loro provenienza: fascisti, comunisti, credenti deferenti, verdi, ecc. Una categoria di persone che ha aderito al movimento sperando in cuor loro (per quelli in buona fede) che il movimento usasse la loro dottrina di provenienza come bandiera. Una volta che si sono resi conto che non era così, protestano indignati perché si sentono ingannati; e questo è un grave errore e un furioso malinteso.
Esistono altre decine di categorie.
Non ho la minima idea di chi sia la colpa, né mi interessa saperlo.
Di certo è un'operazione immane, con gran parte della stampa contro: come camminare sull'orlo di un burrone. E forse è proprio di questo che spesso non si è tenuto conto.
Lì bisogna intervenire, a mio avviso.
E poiché la mancanza di una dottrina è la forza imbattibile del movimento, al posto del testo sacro di riferimento o del dittatore illuminato che sa tutto e detta la linea emettendo ordini e proclami, si deve applicare il concetto di pragmatismo inter-connesso alla efficienza e all'efficacia.
Si dovrebbe seguire quella che io chiamo la via californiana, basata sul principio if it works that means is the right thing, che tradotto significa "se funziona allora vuol dire che è la cosa giusta da fare".
Tra tutte le definizioni date del termine "comunicazione", la migliore in assoluto, davvero inossidabile, secondo me, resta quella fornita nel 1803 da Wolfang Goethe: "Comunicare è Natura, tutti gli animali lo fanno. Saper accogliere ciò che viene comunicato è Cultura: è ciò che differenzia e distingue la bestia dall'essere umano civile". 
Gli eletti in Parlamento hanno fatto finora un eccezionale lavoro. 
Hanno fatto fare all'Italia un salto epocale.
In quanto opposizione hanno prodotto un risultato superiore a quello ottenuto dalla destra e dalla sinistra insieme nei precedenti 25 anni.
Ma pochi se ne sono veramente accorti. Molti sono convinti che non abbiano fatto niente. Perché è questo che dicono i media. Ed è questo che viene recepito da chi ha ormai perso la capacità di elaborare: "saper accogliere ciò che viene comunicato è Cultura"

Poiché siamo un movimento caotico (per fortuna e grazia) dobbiamo aprire un corposo dibattito estivo per riuscire a partorire una nuova modalità comunicativa che consenta un passaggio aggettivale: da Caos Triste a Caos Allegro e Creativo.
Sono fortemente contrario a qualunque ipotesi di indottrinamento, nel tentativo di cercare dei punti di riferimento solidi da imporre come Lex; tutto ciò snaturerebbe il movimento.
I nostri avversari, ovvero coloro che sostengono la oligarchia assolutista del privilegio garantito, hanno la forza del loro ricchissimo strapotere che li rende dei colossi, ma hanno la debolezza tragica dei piedi di argilla: devono rispondere a una dottrina che non può essere messa in discussione.
Chi segue una dottrina parte dal presupposto che può raggiungere l'illuminazione solo e soltanto se applica i codici di quel testo, di quel libro, di solito antichissimi. Ebrei, Cristiani, Mussulmani, Buddisti, Fascisti, Comunisti, Liberisti, seguono tutti una dottrina.
I risultati sono un disastro planetario, lo vediamo in questi giorni.
Essere pentastellati vuol dire avere scelto di essersi sottratti a ogni tipo di dottrina.
L'affermazione affascinante e seduttiva del movimento passa attraverso l'assunzione di questo principio, purché vi sia sufficiente nutrimento pragmatico, così com'è non funziona.
E' una differenza epocale.
Non sarà un libro antico a regalarci l'illuminazione e neppure un certo tipo di esercizio che impone la recitazione maniacale di un mantra a farci aprire la mente.
Ciascuno si illumina per conto proprio.
E' il processo opposto.
E' quello che va seguito nel movimento.
Tiriamo fuori dal cappello creativo della cittadinanza un nuovo sistema di comunicazione interattivo, prendendo atto che quello attuale ha prodotto e sta producendo catastrofici risultati.
Tutto ciò nel nome dell'unico punto di riferimento solido di M5s: efficacia, efficienza, pragmatismo al servizio della cittadinanza.



13 commenti:

  1. C'è solo una cosa che non capisco: ogni volta che la leggo, non trovo il bisogno di commentare i suoi post e rimango in silenzio.
    Axel

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione. anche io fatico a trovare un appiglio!!! :))
      Sono perfetti e inattaccabili!
      Ela

      Elimina
  2. Secondo me quella del movimento dovrebbe essere una politica di scopo-senza svendere l’anima per perseguirlo- con pochi e chiari punti che accomunino i più e promuovendo 2-3 persone in grado di catalizzare quanto più interesse possibile,tipo Di Maio.
    La lega,ad esempio, dopo le porcate che ha fatto (e che continua a fare), nelle europee è stata efficace promuovendo un solo concetto,no euro, e un solo personaggio,Salvini.
    Lo so che il M5S ha la sua forza e novità proprio nel metodo con cui persegue i risultati ed è questa per me la criticità su cui concentrarsi.
    In sintesi è un equilibrio tra promuovere Di Maio, ed uno vale uno!
    Lea Lia

    RispondiElimina
  3. Se, dopo la fatica immane del Tour a cui si sono sottoposti sia Grillo che i parlamentari del M5S alle elezioni europee, il risultato è stato quello che abbiamo visto, direi che conviene star fermi e attendere in riva al fiume che il cadavere passi, qualsiasi cosa buona si faccia per i giornalisti TV siamo incompetenti o
    razzisti o antieuropeisti quindi, meglio non dar più loro motivo di parlare....
    si distruggeranno da soli a furia di balle e tasse: gli italiani sono famosi per essere dei voltagabbana!

    RispondiElimina
  4. non avere una dottrina e' un conto, non prendere posizione un altro.

    RispondiElimina
  5. "Tiriamo fuori dal cappello creativo della cittadinanza un nuovo sistema di comunicazione",
    la rete non basta, la TV è cosa loro, costruiamo una TV libera sul digitale che parta dalla rete.

    RispondiElimina
  6. Le linee guida suggerite in questo, così come in precedenti post, a mio giudizio sono degli inviti a pensare una nuova modalità comunicativa, usando la forza data dalle intelligenze presenti nel Movimento. In più, auspicherei una presa di coscienza da parte di molti movimentisti, mediante la quale farsi un esame introspettivo, chiedendosi se ciò che si pretende dal Movimento sia più utile a sé stessi o al Movimento tutto.

    Paolo

    RispondiElimina
  7. Mi spiace, ma non riesco proprio a condividere il pragmatismo tutto californiano del "if it works, this means that is the right thing". La tortura e il terrore funzionano benissimo, da millenni, nell'indurre intere popolazioni a fare quello che un piccolo, ma super attrezzato (eccetto che di scrupoli ideali e morali) gruppo di loro simili vuole che facciano o non facciano, a proprio pressoché (se si esclude la mera e grama sopravvivenza) esclusivo vantaggio.

    Perciò ritengo che a quell'indirizzo di metodo pratico vada premesso il principio morale e ideale irrinunciabile del "non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te", unito al "fai agli altri quello che vorresti fatto a te". Guarda caso, questi principi sono considerati come veri e propri cardini del comportamento del discepolo ideale da quello che Lei, Modigliani, considera probabilmente un bieco e becero indottrinatore, cioé Gesù di Nazareth, che io, per parte mia, ho l'onore di potere amare e ammirare oltre che come mio veridico e meraviglioso maestro, anche come mio Signore e Dio.

    Ma capisco anche che la fede è un dono, non un merito.

    Solo mi piacerebbe che, nei discorsi di un pacifista convinto come Lei, non venisse trasformata in un insulto o in un indizio di patologia più o meno grave, magari da curare in qualche reparto di psichiatria o campo di rieducazione "culturale" come quelli che pare siano ancora molto attivi in Cina o in Corea del Nord.

    Saluti cordiali, marilù l.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Ma capisco anche che la fede è un dono, non un merito.
      Solo mi piacerebbe che, nei discorsi di un pacifista convinto come Lei, non venisse trasformata in un insulto o in un indizio di patologia più o meno grave, magari da curare in qualche reparto di psichiatria o campo di rieducazione "culturale" come quelli che pare siano ancora molto attivi in Cina o in Corea del Nord."

      Tipica reazione stizzita da cattolica fondamentalista. Attribuire all'autore dell'articolo le intenzioni sopra riportate è una forzatura bella e buona.
      Dunque cala il fervore della fede e inzia tu a rispettare chi non crede, per esempio senza attribuire agli "infedeli" intenzioni che stanno solo nella tua testolina di cattolica convinta.

      Epperò devo dire che marilù ha colto il punto debole della "via californiana" riassunta nel solo "if it works that means is the right thing".
      A monte occorre definire il quadro etico entro cui far operare il principio dell'efficienza pragmatica.
      Qui vedo un punto di criticità: se - come penso - le scelte "etiche" sono inevitabilmente anche scelte "politiche", mi sembra molto difficile tenere insieme blocchi sociali molto eterogenei.
      Dopo di che, concordo con il fatto che la forza del M5S è e deve restare quella di non avere alcuna dottrina di riferimento. Avendo al contempo cura di evitare che la non-dottrina diventi, a sua volta, una dottrina.
      Riassumendo: d'accordo sui principi di "non-dottrina" ed "efficienza pragmatica", ma le scelte etiche rimangono irrinunciabili in politica e penso che andrebbero esplicitate in un ipotetico manifesto.

      Cordialità,
      Gio

      Elimina
    2. Non sono d'accordo.

      l'efficienza pragmatica è un principio etico: buono è tutto e solo ciò che funziona.

      Umberto Galimberti l'ha espresso con straordinaria efficacia in "Psiche e techne".

      Elimina
  8. questa volta non sono tanto d'accordo ma comunque come sempre una buona lettura...

    RispondiElimina
  9. Michele Santoro a raccolto fondi tra la popolazione per far partire servizio pubblico quando è uscito dalla rai, io propongo che il movimento faccia la stesa cosa e porti in tv una trasmissione che spieghi ai cittadini che non si informano su internet quello che fa il m5s
    cordiali saluti Eugenio

    RispondiElimina
  10. Eugenio ha ragione. E’ necessario informare dettagliatamente i cittadini sulle attività del Movimento. Però non lo farei attraverso la TV ma attraverso il portale di Beppe Grillo o un portale ad hoc.
    A me piacerebbe vedere un portale dove il giorno X il Movimento 5 Stelle dica:
    - Oggi stiamo portando in Parlamento questa proposta X.
    - Sintesi della proposta.
    - Dettaglio della proposta.
    - LINK DEI DOCUMENTI CARTACEI UFFICIALI PRESENTATI!!!
    - Esito delle votazioni in tutte le sedi preposte (con elenco di nomi di chi ha votato a favore o contro, perché la gente non crede se non vede). Magari linkando il sito della Camera o del Senato.
    - Archivio di tutte le attività con possibilità di ricerca semplici e fruibili anche a chi non ha familiarità con queste cose.
    Oggi per esempio sono andate sul sito della Camera dei Deputati e del Senato e stavo cercando la proposta del M5S sulla sospensione dello stipendio dei parlamentari in galera. Non solo. Avrei voluto vedere se esiste una sezione dove elenca i deputati o i senatori (o membri di qualche commissione) che hanno votato a favore o contro. Provate a cercarlo su questi siti. E’ un ginepraio di burocrazia pura. Se uno ci dedica un bel po’ di tempo (pochi possono permetterselo) FORSE lo trova.
    Ho fatto questa ricerca per cercare di convincere una persona del fatto che il suo partito (volevo citare nomi e cognomi) ha votato per mantenere lo stipendio a questi politici. Non ci sono riuscito.
    Sul web trovi tutto e il contrario di tutto. Ma se si pubblicano documenti ufficiali o si linka su siti ufficiali è molto più semplice mandare una mail ad un amico dimostrandogli la realtà dei fatti.
    Sul sito di Beppe Grillo trovi una dichiarazione di Di Maio che dice che solo il M5S ha votato per la sospensione. Ma secondo voi è sufficiente una simile dichiarazione per convincere un onesto votante Forzista, Piddino o Vendoliano o chi sa chi altro che sta votando dalla parte sbagliata?
    Con ciò che si trova sul web rimane sempre la nostra parola contro la loro. E sappiamo bene che a parole basta avere una buona parlantina per convincere chiunque pur non avendo ragione.
    Serve un portale scevro da opinioni o valutazioni. Fatti. Puri, ufficiali, sintetizzati e facilmente accessibili. La rete farebbe il resto.
    RED

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.