lunedì 28 maggio 2018

La Lega all'attacco.



"Quella dell’adesione all’Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani: se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento. Anche perché si tratta di un tema che non è stato in primo piano durante la recente campagna elettorale."
                                                                                      Presidente Sergio Mattarella.




di Sergio Di Cori Modigliani

La Lega e il M5s hanno impostato l'intera campagna elettorale su emigrazione/sicurezza, reddito di cittadinanza e la inderogabile necessità di asfaltare Renzi ed eliminare la sinistra dallo scenario della Politica. Nessun autorevole dirigente nè della Lega nè del M5s ha mai sostenuto chiaramente di a) voler uscire dall'euro, b) voler uscire dalla Ue. Anzi. Hanno tranquillizzato gli elettori (per sedurli) sostenendo il contrario, di fatto ingannandoli. Entrambi i punti erano e sono gli obiettivi di Marie Le Pen e di Vladimir Putin. Nel corso della trattativa per il governo, Di Maio - che si è dimostrato pessimo negoziatore (quindi pessimo politico) ma ottimo comunicatore e demgagogo- non si è reso conto che Salvini lo stava risucchiando dentro la sua area alterando la struttura del pensiero politico di cambiamento dei pentastellati. E così, il 3° partito italiano ha imposto al 1° partito italiano la sua volontà, il suo uomo all'economia, al tesoro e alla finanza, il suo uomo agli interni, promuovendo e accettando un personaggio secondario e " fiacco" (un tecnico esterno) come premier. Quindi, la verità -sotto gli occhi di tutti- sta nel fatto che Salvini ha spazzato via Di Maio "annullando la sua voce" e capovolgendo l'esito delle elezioni del 4 marzo; di fatto assumendo il potere decisionale all'interno dell'accordo di governo e ponendosi come il socio più forte mentre era -dato reale- il più debole (32% contro il 17%).
E così Salvini è andato allo scontro contro Mattarella da solo, evento ed eventualità che il M5s non voleva e non auspicava affatto. Salvini ha tradito la fiducia di Di Maio e ha violato la regola base di un accordo di alleanza, il suo obiettivo, infatti, era (evidentemente) quello di alzare il livello dello scontro per andare da solo alle elezioni e fare il botto.
Ieri alle ore 18, sia Davide Casaleggio, sia Roberto Fico, sia Nicola Morra, si sono espressi pubblicamente in forma decisa dichiarando "confidiamo nella saggezza del presidente Mattarella convinti che opererà la scelta migliore per il paese".

Due ore dopo, in un comizio, Di Maio ne chiedeva la testa lanciando l'impeachment, dal quale "immediatamente" Salvini ha preso le distanze, ritornando nei ranghi al "servizio" di Berlusconi e chiedendo al Presidente di fissare al più presto la data delle elezioni.
In tal modo, Di Maio ha perso tre volte ed è finito in un angolo. Se gli amici pentastellati non si fanno venire in mente una immediata idea operativa di natura squisitamente politica (e non soltanto mediatico/virtuale) l'intero bacino elettorale finirà nella Lega grazie al traghettamento da M5s alla Lega che la Meloni (molto abile) sta effettuando in queste ore. 


Buona fortuna.

3 commenti:

  1. "Quindi, la verità -sotto gli occhi di tutti- sta nel fatto che Salvini ha spazzato via Di Maio "annullando la sua voce" e capovolgendo l'esito delle elezioni del 4 marzo"

    Questo brano denuncia il vero nucleo del discorso. Infatti per capovolgere l'esito delle elezioni bisognerebbe rimettere al potere il PD e le figure collegate, dato che le elezioni hanno definito due "forze" vincenti, appunto M5S e Lega e una perdente, il PD e tutta la galassia della "sinistra". Un fenomeno che non è dell'ultima ora ma procede da anni, basti dire che Sesto San Giovanni, altrimenti nota come Stalingrado, dopo 70 anni di ininterrotta dominazione comunista e para-comunista, oggi ha un sindaco espresso da una coalizione di "centrodestra".

    La distribuzione dei pesi tra Salvini e Dimaio non capovolge niente, casomai è un gioco di equilibri che riflette le differenze sia nelle persone, con un Salvini molto più navigato che ha dovuto gestire la sua carriera nel momento peggiore della Lega e nei "movimenti", dove la Lega funziona ancora coi militanti e i gazebo, radicata nel territorio e M5S che invece funziona come Facebook, nel "virtuale".

    A me sembra invece logico il discorso di Salvini secondo cui non avrebbe senso per lui riproporre lo stesso "prodotto" che hanno proposto Renzi e i suoi predecessori. Se vuole avere successo, deve proporre un fustino diverso, con dentro un detersivo diverso.

    Casomai, il tentativo di Salvini e in subordine di Dimaio, di differenziarsi dalla concorrenza, ha manifestato un fenomeno che è palese e che a sua volta procede da molti anni, ovvero che le massime autorità dello Stato lavorano per cedere sovranità nazionale ad istituzioni terze, quasi tutti organismi non elettivi.

    Basta andare su Youtube ed andare a riascoltare interviste che partono da Prodi che firma l'adesione all'Euro e continuano fino ai giorni nostri.

    Questo è ovviamente incompatibile con la pretesa di tenere elezioni politiche in Italia. Una cosa esclude l'altra. Il problema non è chi è il Ministro dell'Economia, il problema è che, qualsiasi cosa facciamo, SIAMO E DOBBIAMO ESSERE SUBORDINATI ad entità sovra nazionali.

    A questo punto l'Italia si spezza in due, chi pensa che sia un bene fare scomparire le Nazioni e gli Stati e quindi cedere la sovranità nazionale e chi pensa che sia un male. Tutto il resto è irrilevante.

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  2. Grazie Sergio per aver scritto un post in questa fase delicata

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  3. "In Memoriam....per un'Italia diversa." sabato 27 gennaio 2018
    In passato sono tornato più volte a rileggere questo pezzo e proprio per questo le chiedo di non permettere alla paura di offuscarle la mente.
    Axel

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