di Sergio Di Cori Modigliani
La fantasiosa espressione usata da Enrico Letta nel suo discorso alla Camera dei Deputati, ieri pomeriggio, "farò tutto ciò che posso per impedire che l'Italia precipiti nel caos" appartiene alla tradizione personale del premier nel lessico del mondo parallelo.
In quella dimensione nella quale lui vive, infatti, il caos appare come una minaccia incombente per l'Italia.
Nel mondo reale, invece, (ovvero quello dei fatti oggettivi nel quale noi viviamo) l'Italia risulta immersa nel "caos totale" e a pieno titolo da lungo tempo.
Il che traduce l'espressione del premier in una allucinazione dello spirito mista all'applicazione del suo sistema personale di comunicazione, basato su un concetto tale per cui le parole equivalgono ai fatti e hanno una vita propria.
Basta dire una frase e quella trasforma le cose e gli eventi in fatti reali.
Enrico Letta ha preso il caos del passato e del presente e lo ha trasferito nel futuro.
Lui è convinto di aver avuto una bella pensata.
Il nostro governo basa la propria attività seguendo quei libretti new age sul pensiero positivo: è la loro idea dell'esistenza nel mondo post-moderno.
Il caos italiano è originale.
Ogni popolo e paese ha un suo specifico caos che deriva dalle proprie caratterialità, tradizioni, usi, costumi, immaginario collettivo. Una società molto strutturata e ordinata come quella belga ha vissuto per venti mesi "nel loro specifico caos" perchè era senza governo (fino a un anno fa) così come quella egiziana è precipitata nel caos affondando invece in un bagno di sangue, ecc.
Il caos italiano si muove lungo un binario composto da due rotaie: l'applicazione sistematica dell'Alzheimer psico-socio-culturale, grazie al quale l'intero paese vive in uno stato di perdurante amnesia collettiva, una specie di dementia precoce: non a caso è un paese innamorato della gerontofilia, da almeno dieci anni e' stato sequestrato e rimbecillito da due vecchi marpioni di lusso: un delinquente pregiudicato e l'Innominabile.
L'altro binario, invece, è basato sull'esercizio dei falsi perpetui perchè i dati oggettivi sono stati sostituiti dalle opinioni personali, le quali sono figlie delle segreterie politiche dei partiti, e vengono presentate al pubblico come se fossero delle verità condivise.
Questo binario sta portando l'Italia verso la sua inevitabile rovina.
Ormai si leggono dovunque una serie di argomentazioni risibili e infantili che sono il frutto di questo viaggio nazionale verso la propria annunciata implosione, e non è facile intervenire nel dibattito attuale, perchè le persone sono travolte dalla passione per il sentito dire e poggiano la propria argomentazione su quella che io definisco "la cultura da capitolo 1" grazie alla rete che consente di appropriarsi di concetti, dati, date, grafici, studi ponderati, visto che nel web c'è di tutto.
La gente pensa così che si "sta informando" mentre si ingozza di nozioni che sono inutili (spesso fuorvianti e quindi analfabetizzanti) perchè non avendo solidi strumenti interiori per gestire le informazioni ricevute, le incorpora, le impara a memoria, e poi le diffonde senza neppure rendersi conto di ciò che sta dicendo, sostenendo, scrivendo.
Le notizie, senza adeguata formazione interiore, sono inutili.
Se mi fate vedere le mappe tracciate dal satellite sul movimento dei venti nel Mediterraneo, io non vedo nulla e non capisco nulla. Ma se la stessa immagine la fate vedere a un climatologo o a uno studioso di scienza della meteorologia vi dirà che cosa sta per accadere.
L'abbattimento della Cultura è servito all'attuale potere oligarchico proprio per costruire il mondo reale nel quale noi oggi siamo immersi: avendo abbattuto il merito e la competenza tecnica, è stata promossa la chiacchiera pseudo-ideologica, che mescolata all'Alzheimer produce l'inevitabile caos.
Oggi è comparso un post scritto da un blogger italiano, una persona anomala.
In parole piuttosto semplici e con argomentazioni facili da comprendere (e tantissimi succosi link come prova documentaria) ha spiegato la formazione del suicidio degli italiani, innamorati dell'idea di odiare l'Europa, convinti che uscire dall'euro immediatamente sia la svolta della vita: ciascuno ha i propri deliri.
La particolarità di questo blogger (e non è certo casuale) al di là della sua originalità e intelligenza consiste nel fatto che pur essendo italianissimo al 100% vive e lavora da lungo tempo in Germania, dove è scappato per fuggire al caos italiano. Quindi è dentro in quanto italiano ma ha il vantaggio di vedere da fuori. Usa espressioni tipo "voi italiani" ma non lo fa con distacco snob, tutt'altro, c'è una venatura di inevitabile sgomento partecipativo. Chi l'ha seguito sa che è come noi, innamorato dell'Italia, e quindi sofferente all'idea del nostro paese rovinato. Siccome è stato condannato all'esilio pur di lavorare e avere una vita decente, salvaguarda la propria psicologia emotiva per evitare di crollare sotto il peso di una insostenibile nostalgia.
Lo capisco, quando vivevo all'estero anche per me era così.
Si chiama Uriel Fanelli.
Il suo blog si chiama "Keinpfusch".
Oggi ha scritto (breve estratto):
Il link per leggere l'intero e complesso articolo che suggerisco a tutti quanti è il seguente:
http://www.keinpfusch.net/2013/12/la-rivolta-dei-lemming.html#more
Ho citato quel pezzetto di articolo perchè penso che possa essere istruttivo, oggi, con la speranza di poter riannodare le fila al fine di avviare un utopistico dibattito legato alla memoria storica dei fatti e non alle argomentazioni ideologiche o alle retoriche costruite dalla necessità della bassa demagogia spicciola a caccia di voti.
Il signor Fanelli ha toccato proprio il punto giusto, lo ricordo benissimo nel 1997, quando leggevo sui giornali (sia italiani che esteri) il dibattito sull'euro, e gli italiani -sia destra che sinistra- protestavano perchè i tedeschi non volevano dentro i paesi del Mediterraneo, li volevano diciamo "a fianco" con un euro B in grado di poter essere svalutato per trovare il tempo necessario al fine di realizzare riforme strutturali nazionali. Furono i nazionalismi che pomparono con vigoria per l'ingresso di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, nell'euro. Furono gli stessi che oggi, sui blog, sui social network, alla tivvù, nelle piazze, urlano, strillano, marciano, manifestano, scrivono e si arrabbiano sostenendo che ci stanno umiliando con l'euro; allora sostenevano che ci stavano umiliando perchè non ci volevano dentro: le stesse identiche persone, Lega Nord in testa, con tutta l'estrema destra e l'estrema sinistra italiana appresso (furibondi sostenitori allora di "questo" euro) che oggi pompano sul sovranismo, la rottura, ecc. Sono stati loro che in un accesso di narcisistica mitomania hanno preteso un posto a tavola ben sapendo che a rimetterci sarebbe stato il popolo e le classi meno agiate, perchè grazie alla corruzione endemica strutturale di quelle nazioni (dato oggettivo e inconfutabile) chi apparteneva ai partiti e alla classe politica dirigente aveva già individuato le proprie modalità di guadagno e di garanzia di privilegio.
La memoria storica è fondamentale perchè se non si sa e non si capisce da dove si viene non si può sapere per davvero dove si sta e dove si andrà a finire.
Nel 1995, l'Italia non volle aprire un dibattito collettivo prendendo atto che il nostro paese non faceva eccezione: doveva fare i conti con la Storia prendendo atto che la guerra fredda era finita e il mondo post-moderno presupponeva una prospettiva globale e un'ottica nuova e diversa, necessaria e ineludibile, ma era possibile soltanto dopo aver mandato in pensione la classe dirigente catto-fascio-comunista che aveva gestito il potere dal 1946 per cinquanta lunghi anni.
Fecero tutti finta di niente.
Ebbero il loro tornaconto.
E' il motivo per cui la classe intellettuale è semplicemente evaporata.
Hanno scelto di farsi incorporare nel Vuoto Perpetuo alimentando l'Alzheimer: per vanità mercatista.
Vaticanisti compromessi con la mafia, fascisti, comunisti, democristiani, socialisti corrotti, si incontrarono tutti insieme e diedero vita alle intese eterne, ovvero un dispositivo che si basava sul presupposto che nessuno avrebbe mai presentato il conto a nessun altro, rimandando il saldo alla generazione successiva. Nel frattempo avrebbero ingrossato il proprio patrimonio e potere, spingendo il treno Italia sul binario le cui due rotaie ho descritto prima.
Finiremo quindi come i lemmings, degli animaletti carini e simpatici, sui quali è stata montata la favola del loro suicidio di massa. Come sostiene wikipedia il suicidio dei lemming è una metafora assai usata per riferirsi a persone che seguono acriticamente l'opinione più diffusa, con conseguenze pericolose o addirittura fatali.
La classe politica e imprenditoriale dirigente di oggi è la stessa di allora.
Chiesero -a metà degli anni'90- il tempo necessario per alchemizzare il nuovo mondo e potersi quindi evolvere, truffando l'intera nazione.
Siamo tutti vittime di un clamoroso falso storico.
La loro attività principale consiste nel procrastinare attraverso continue operazioni di maquillage e restyling, mutuando dalle pratiche della chirurgia estetica una macabra trasposizione nel tessuto della politica: sono tutti vecchie carampane sbiadite con le labbra a canotto, le tette gonfie di silicone, il viso da cinesi senza più neppure un muscolo facciale che sia umano, una visibilità necessaria tanto per darla ad intendere, ma dentro sono portatori di una energia da pensionati desiderosi di calma, tranquillità e agio, quindi impossibilitati tecnicamente ad affrontare l'inevitabile tempesta prodotta dalla reazione rabbiosa del malumore che è frutto di un disagio sociale ed esistenziale, questo sì autentico, vero, reale, contundente.
Non servono parole d'ordine, oggi.
Non abbiamo bisogno di slogan.
Basterebbe recuperare la memoria per ringiovanire.
Per ridare smalto a questa nazione "sciapa e infelice" è necessario un salto di qualità che può e deve essere prima di tutto culturale. Altrimenti l'attuale caos diventerà triste.
Non c'è niente di più triste al mondo che vedere dei vecchi privi di saggezza, sono patetici.
E senza Cultura, la saggezza, al massimo, può vantarsi di qualche briciola di senso comune, niente di più; e quando si sopravvive nel Caos è davvero pochino.
Noi italiani, invece, abbiamo bisogno di attuare politiche sagge e lungimiranti.
Qui di seguito c'è la descrizione del mito dei lemmings così come la riporta wikipedia:
Da Wikipedia:
".......è nozione comune che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni, ma questa opinione popolare non ha supporti scientifici. I lemming migrano spesso in gruppi numerosi, e di conseguenza molti di loro periscono per cause accidentali oppure per la pressione degli altri individui che può causarne la caduta in corsi d'acqua, dirupi, ecc. Il mito del suicidio di massa dei lemming sembra sia stato iniziato, in particolare, da un "documentario" del 1958 della Disney intitolato White Wilderness, che include varie scene di lemming che sembrano buttarsi da un'alta scogliera; scene tuttavia che sono state costruite ad arte in Manitoba [4][5]. Ancora antecedente è una storia, sempre della Disney e ideata da Carl Barks, intitolata in italiano Il lemming con il ciondolo e imperniata appunto sul mitico suicidio di massa dei lemmings. La storia fu pubblicata tra marzo e maggio del 1955.
La fantasiosa espressione usata da Enrico Letta nel suo discorso alla Camera dei Deputati, ieri pomeriggio, "farò tutto ciò che posso per impedire che l'Italia precipiti nel caos" appartiene alla tradizione personale del premier nel lessico del mondo parallelo.
In quella dimensione nella quale lui vive, infatti, il caos appare come una minaccia incombente per l'Italia.
Nel mondo reale, invece, (ovvero quello dei fatti oggettivi nel quale noi viviamo) l'Italia risulta immersa nel "caos totale" e a pieno titolo da lungo tempo.
Il che traduce l'espressione del premier in una allucinazione dello spirito mista all'applicazione del suo sistema personale di comunicazione, basato su un concetto tale per cui le parole equivalgono ai fatti e hanno una vita propria.
Basta dire una frase e quella trasforma le cose e gli eventi in fatti reali.
Enrico Letta ha preso il caos del passato e del presente e lo ha trasferito nel futuro.
Lui è convinto di aver avuto una bella pensata.
Il nostro governo basa la propria attività seguendo quei libretti new age sul pensiero positivo: è la loro idea dell'esistenza nel mondo post-moderno.
Il caos italiano è originale.
Ogni popolo e paese ha un suo specifico caos che deriva dalle proprie caratterialità, tradizioni, usi, costumi, immaginario collettivo. Una società molto strutturata e ordinata come quella belga ha vissuto per venti mesi "nel loro specifico caos" perchè era senza governo (fino a un anno fa) così come quella egiziana è precipitata nel caos affondando invece in un bagno di sangue, ecc.
Il caos italiano si muove lungo un binario composto da due rotaie: l'applicazione sistematica dell'Alzheimer psico-socio-culturale, grazie al quale l'intero paese vive in uno stato di perdurante amnesia collettiva, una specie di dementia precoce: non a caso è un paese innamorato della gerontofilia, da almeno dieci anni e' stato sequestrato e rimbecillito da due vecchi marpioni di lusso: un delinquente pregiudicato e l'Innominabile.
L'altro binario, invece, è basato sull'esercizio dei falsi perpetui perchè i dati oggettivi sono stati sostituiti dalle opinioni personali, le quali sono figlie delle segreterie politiche dei partiti, e vengono presentate al pubblico come se fossero delle verità condivise.
Questo binario sta portando l'Italia verso la sua inevitabile rovina.
Ormai si leggono dovunque una serie di argomentazioni risibili e infantili che sono il frutto di questo viaggio nazionale verso la propria annunciata implosione, e non è facile intervenire nel dibattito attuale, perchè le persone sono travolte dalla passione per il sentito dire e poggiano la propria argomentazione su quella che io definisco "la cultura da capitolo 1" grazie alla rete che consente di appropriarsi di concetti, dati, date, grafici, studi ponderati, visto che nel web c'è di tutto.
La gente pensa così che si "sta informando" mentre si ingozza di nozioni che sono inutili (spesso fuorvianti e quindi analfabetizzanti) perchè non avendo solidi strumenti interiori per gestire le informazioni ricevute, le incorpora, le impara a memoria, e poi le diffonde senza neppure rendersi conto di ciò che sta dicendo, sostenendo, scrivendo.
Le notizie, senza adeguata formazione interiore, sono inutili.
Se mi fate vedere le mappe tracciate dal satellite sul movimento dei venti nel Mediterraneo, io non vedo nulla e non capisco nulla. Ma se la stessa immagine la fate vedere a un climatologo o a uno studioso di scienza della meteorologia vi dirà che cosa sta per accadere.
L'abbattimento della Cultura è servito all'attuale potere oligarchico proprio per costruire il mondo reale nel quale noi oggi siamo immersi: avendo abbattuto il merito e la competenza tecnica, è stata promossa la chiacchiera pseudo-ideologica, che mescolata all'Alzheimer produce l'inevitabile caos.
Oggi è comparso un post scritto da un blogger italiano, una persona anomala.
In parole piuttosto semplici e con argomentazioni facili da comprendere (e tantissimi succosi link come prova documentaria) ha spiegato la formazione del suicidio degli italiani, innamorati dell'idea di odiare l'Europa, convinti che uscire dall'euro immediatamente sia la svolta della vita: ciascuno ha i propri deliri.
La particolarità di questo blogger (e non è certo casuale) al di là della sua originalità e intelligenza consiste nel fatto che pur essendo italianissimo al 100% vive e lavora da lungo tempo in Germania, dove è scappato per fuggire al caos italiano. Quindi è dentro in quanto italiano ma ha il vantaggio di vedere da fuori. Usa espressioni tipo "voi italiani" ma non lo fa con distacco snob, tutt'altro, c'è una venatura di inevitabile sgomento partecipativo. Chi l'ha seguito sa che è come noi, innamorato dell'Italia, e quindi sofferente all'idea del nostro paese rovinato. Siccome è stato condannato all'esilio pur di lavorare e avere una vita decente, salvaguarda la propria psicologia emotiva per evitare di crollare sotto il peso di una insostenibile nostalgia.
Lo capisco, quando vivevo all'estero anche per me era così.
Si chiama Uriel Fanelli.
Il suo blog si chiama "Keinpfusch".
Oggi ha scritto (breve estratto):
"Ci sono diverse contraddizioni nel modo di vedere le cose nel movimento dei forconi, nel senso che assomigliano molto a quei cartoni animati ove il protagonista sega il ramo su cui e' seduto, per poi precipitare nel vuoto. Non mi riferisco tanto al fatto che agricoltori, trasportatori e edili abbiano goduto di cosipicue esenzioni fiscali - e continuino a goderne oggi - dal prezzo facilitato per il gasolio ad altri trattamenti fiscali ad hoc, ma al fatto che abbiano anche loro la panacea "usciamo dell' euro". La prima contraddizione e' molto semplicemente che si tratta di categorie che non esportano moltissimo. Gli autotrasportatori sono legati al costo del gasolio, dei carburanti, dei ricambi per il camion, e quando escono in trasferta il cambio verso eventuali monete straniere li uccide. Gli stessi agricoltori esportano nella UE, ed uscendone si troverebbero con dei dazi doganali che faciliterebbero prodotti analoghi da Spagna e Grecia. I negozianti non esportano, ma soffrono del cambio perche' comprano prodotti esteri, e gli edili esportano ancora meno. Per quale ragione essi debbano chiedere l'uscita dalla UE e la svalutazione della moneta, che invece fa comodo alle aziende esportatrici (che non sono in piazza) mi riesce del tutto incomprensibile: stanno chiedendo una misura che li condurrebbe alla rovina. Due paesi, anzi tre, Spagna e Grecia, producono molto di quanto produce l'agricoltura meridionale, e molto del sud francese e' concorrente degli agricoltori del nord italia. Una volta fuori dalla UE, non ci sarebbe piu' protezione comunitaria per il DOC e il DOCG, e quindi il "Parmesan" diventerebbe facilmente "Parmigiano". La misura di uscire dall'euro per svalutare semmai faciliterebbe le aziende che oggi esportano molto, ma quelle aziende vanno bene, e le esportazioni marciano a gonfie vele; la stessa economia europea e' un'economia fortemente esportatrice, quindi non si puo' nemmeno dire che l' Euro stia rappresentando un problema: i fatti mostrano il contrario; ad andare male e' il mercato interno, principalmente quello del lavoro, e non le esportazioni, che invece stanno reggendo l'economia.
D'altro canto, anche la storia di uscire dall' Euro e fare un "euro del sud" non e' una proposta italiana. E' una proposta TEDESCA. Sin dall'inizio dell'unificazione, i tedeschi si sono SEMPRE opposti ad avere Italia, Grecia, Spagna e Portogalli dentro l' Euro, proponendo un euro a due velocita'. Ma all'epoca erano i paesi del meridione europeo ad opporsi considerandolo un insulto".
Ho citato quel pezzetto di articolo perchè penso che possa essere istruttivo, oggi, con la speranza di poter riannodare le fila al fine di avviare un utopistico dibattito legato alla memoria storica dei fatti e non alle argomentazioni ideologiche o alle retoriche costruite dalla necessità della bassa demagogia spicciola a caccia di voti.
Il signor Fanelli ha toccato proprio il punto giusto, lo ricordo benissimo nel 1997, quando leggevo sui giornali (sia italiani che esteri) il dibattito sull'euro, e gli italiani -sia destra che sinistra- protestavano perchè i tedeschi non volevano dentro i paesi del Mediterraneo, li volevano diciamo "a fianco" con un euro B in grado di poter essere svalutato per trovare il tempo necessario al fine di realizzare riforme strutturali nazionali. Furono i nazionalismi che pomparono con vigoria per l'ingresso di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, nell'euro. Furono gli stessi che oggi, sui blog, sui social network, alla tivvù, nelle piazze, urlano, strillano, marciano, manifestano, scrivono e si arrabbiano sostenendo che ci stanno umiliando con l'euro; allora sostenevano che ci stavano umiliando perchè non ci volevano dentro: le stesse identiche persone, Lega Nord in testa, con tutta l'estrema destra e l'estrema sinistra italiana appresso (furibondi sostenitori allora di "questo" euro) che oggi pompano sul sovranismo, la rottura, ecc. Sono stati loro che in un accesso di narcisistica mitomania hanno preteso un posto a tavola ben sapendo che a rimetterci sarebbe stato il popolo e le classi meno agiate, perchè grazie alla corruzione endemica strutturale di quelle nazioni (dato oggettivo e inconfutabile) chi apparteneva ai partiti e alla classe politica dirigente aveva già individuato le proprie modalità di guadagno e di garanzia di privilegio.
La memoria storica è fondamentale perchè se non si sa e non si capisce da dove si viene non si può sapere per davvero dove si sta e dove si andrà a finire.
Nel 1995, l'Italia non volle aprire un dibattito collettivo prendendo atto che il nostro paese non faceva eccezione: doveva fare i conti con la Storia prendendo atto che la guerra fredda era finita e il mondo post-moderno presupponeva una prospettiva globale e un'ottica nuova e diversa, necessaria e ineludibile, ma era possibile soltanto dopo aver mandato in pensione la classe dirigente catto-fascio-comunista che aveva gestito il potere dal 1946 per cinquanta lunghi anni.
Fecero tutti finta di niente.
Ebbero il loro tornaconto.
E' il motivo per cui la classe intellettuale è semplicemente evaporata.
Hanno scelto di farsi incorporare nel Vuoto Perpetuo alimentando l'Alzheimer: per vanità mercatista.
Vaticanisti compromessi con la mafia, fascisti, comunisti, democristiani, socialisti corrotti, si incontrarono tutti insieme e diedero vita alle intese eterne, ovvero un dispositivo che si basava sul presupposto che nessuno avrebbe mai presentato il conto a nessun altro, rimandando il saldo alla generazione successiva. Nel frattempo avrebbero ingrossato il proprio patrimonio e potere, spingendo il treno Italia sul binario le cui due rotaie ho descritto prima.
Finiremo quindi come i lemmings, degli animaletti carini e simpatici, sui quali è stata montata la favola del loro suicidio di massa. Come sostiene wikipedia il suicidio dei lemming è una metafora assai usata per riferirsi a persone che seguono acriticamente l'opinione più diffusa, con conseguenze pericolose o addirittura fatali.
La classe politica e imprenditoriale dirigente di oggi è la stessa di allora.
Chiesero -a metà degli anni'90- il tempo necessario per alchemizzare il nuovo mondo e potersi quindi evolvere, truffando l'intera nazione.
Siamo tutti vittime di un clamoroso falso storico.
La loro attività principale consiste nel procrastinare attraverso continue operazioni di maquillage e restyling, mutuando dalle pratiche della chirurgia estetica una macabra trasposizione nel tessuto della politica: sono tutti vecchie carampane sbiadite con le labbra a canotto, le tette gonfie di silicone, il viso da cinesi senza più neppure un muscolo facciale che sia umano, una visibilità necessaria tanto per darla ad intendere, ma dentro sono portatori di una energia da pensionati desiderosi di calma, tranquillità e agio, quindi impossibilitati tecnicamente ad affrontare l'inevitabile tempesta prodotta dalla reazione rabbiosa del malumore che è frutto di un disagio sociale ed esistenziale, questo sì autentico, vero, reale, contundente.
Non servono parole d'ordine, oggi.
Non abbiamo bisogno di slogan.
Basterebbe recuperare la memoria per ringiovanire.
Per ridare smalto a questa nazione "sciapa e infelice" è necessario un salto di qualità che può e deve essere prima di tutto culturale. Altrimenti l'attuale caos diventerà triste.
Non c'è niente di più triste al mondo che vedere dei vecchi privi di saggezza, sono patetici.
E senza Cultura, la saggezza, al massimo, può vantarsi di qualche briciola di senso comune, niente di più; e quando si sopravvive nel Caos è davvero pochino.
Noi italiani, invece, abbiamo bisogno di attuare politiche sagge e lungimiranti.
Qui di seguito c'è la descrizione del mito dei lemmings così come la riporta wikipedia:
Da Wikipedia:
".......è nozione comune che i lemming commettano un suicidio di massa durante le migrazioni, ma questa opinione popolare non ha supporti scientifici. I lemming migrano spesso in gruppi numerosi, e di conseguenza molti di loro periscono per cause accidentali oppure per la pressione degli altri individui che può causarne la caduta in corsi d'acqua, dirupi, ecc. Il mito del suicidio di massa dei lemming sembra sia stato iniziato, in particolare, da un "documentario" del 1958 della Disney intitolato White Wilderness, che include varie scene di lemming che sembrano buttarsi da un'alta scogliera; scene tuttavia che sono state costruite ad arte in Manitoba [4][5]. Ancora antecedente è una storia, sempre della Disney e ideata da Carl Barks, intitolata in italiano Il lemming con il ciondolo e imperniata appunto sul mitico suicidio di massa dei lemmings. La storia fu pubblicata tra marzo e maggio del 1955.
Anche Primo Levi si basò su questo mito per scrivere il racconto Verso occidente, contenuto nella raccolta Vizio di forma del 1971.
A causa della loro associazione con questo bizzarro comportamento, il suicidio dei lemming è una metafora assai usata per riferirsi a persone che seguono acriticamente l'opinione più diffusa, con conseguenze pericolose o addirittura fatali. Questo è anche il tema del videogioco Lemmings, dove il giocatore istruisce le creature sotto il suo controllo affinché eseguano compiti a volte anche autodistruttivi, finché non riescono ad uscire dallo schema del gioco o soccombono".








